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Configurazione di costi

Uno degli aspetti più importanti per le imprese è la contabilità analitica, che riguarda prevalentemente la contabilità dei costi o anche definita contabilità industriale. Questo tipo di contabilità è importante per le imprese, perché permette alle imprese di fare delle importanti scelte economiche. I costi sono controllabili, sono gestibili, i ricavi derivano dalla vendita dei beni e quindi da prezzi già determinati, prezzi che fa il mercato, in presenza di prodotti sostituibili (non sono prodotti o servizi di un’azienda monopolista, cioè prodotti che solo quell’azienda ne è in possesso e facendo ciò che vuole), quindi non si può agire per migliorare la redditività dell’azienda, cioè sui costi che sono più facilmente controllabili, a questo è dato il nome di contabilità dei costi.
Per le imprese mercantili che acquistano un bene già dall’esterno, il costo di acquisto è già determinato nella fattura di acquisto, invece per le imprese di produzione, partendo dalla materia prima, devono lavorarla per raggiungere il prodotto finito.

Per determinare il costo del bene che un impresa produce, bisogna determinare il costo cioè capire quale margine porre sul costo di acquisto per raggiungere il prezzo di vendita e poter guadagnare.
La merce è un bene non trasformabile, che viene acquistata per essere rivenduta nello stesso stato in cui si trova.
Costo primo chiamato anche configurazione BASIC, è dato dal costo della materia prima più costo della manodopera diretta.
La materia prima è un bene che viene acquistata per essere successivamente lavorata, è un costo variabile ed è un costo diretto.
Un costo diretto è un costo immediatamente è univocamente riferibile a un bene e alla materia prima.
Esempio: un’impresa tessile, usa il filato per fare le maglie finite, quel filato è la materia prima ed è un costo variabile per arrivare ad avere la quantità acquistata, esempio compro 1 kg spendo 10 euro, se ne compro 2 kg spendo 20 e così via.
La manodopera diretta è relativa a tutto quel personale che opera direttamente alla trasformazione della materia prima, perché è direttamente riferibile a quel bene e si riferisce direttamente solo e soltanto ai dipendenti che entrano nella produzione del bene ed è anch’esso un costo BASIC. Il costo della manodopera può essere un costo fisso se riguarda dei dipendenti che non hanno la flessibilità, cioè sono addetti a fare sempre e solo quella cosa, invece può diventare un costo variabile, se il dipendente svolge diverse funzioni.
Una seconda configurazione è il costo industriale è qualcosa in più del costo primo, c’è il costo primo a cui si vanno ad aggiungere altri costi indiretti che irentrano nella fabbricazione del prodotto è quella parte di costo che riguardano lo stabilimento di produzione. Nell’area di produzione, il costo di macchinari, impianti, ecc. è un costo che appartiene all’esercizio come quota di ammortamento.
Il costo industriale è dato dalla manodopera indiretta e qualsiasi quota di costo indiretto riferito alla sfera della produzione.
La manodopera indiretta è un costo indiretto e riguarda tutti quei dipendenti che sono indirettamente addetti alla produzione, che sono un costo per l’impresa ma non entrano nel processo produttivo, tipici esempi, gli operai che lavorano negli uffici amministrativi, gli addetti alla sorveglianza, alla direzione degli operai, un tecnico addetto alla manutenzione dei macchinari, quindi non intervengono alla produzione diretta per questo manodopera indiretta.
Le quote di ammortamento possono essere costi diretti o indiretti, se un macchinario viene utilizzato perla fabbricazione di un solo prodotto allora l’ammortamento di quel macchinario è sicuramente un costo diretto perché immediatamente e indirettamente riferibile a quel prodotto. Quindi gli ammortamenti possono essere diretti se riguardano direttamente solo e soltanto un oggetto, indiretto se riguarda più oggetti. Se un macchinario l’ho utilizzo per fabbricare tre diversi tipi di prodotto, la quota di ammortamento non posso riferirla a uno solo dei tre prodotti e quindi il costo dell’ammortamento è su vari prodotti. Invece se viene utilizzato per la fabbricazione di più prodotti diversi è un costo indiretto perché l’ammortamento appartiene a entrambi i prodotti.
Il costo di ammortamento su più prodotti, per ripartirlo, in testa ad ognuno di esse, si potrebbe fare in percentuale di utilizzo dei prodotti, quindi cambia anche il valore del costo a cui si interviene, quindi se la ripartizione la fanno due persone diverse, si avrà un costo complessivo diverso, soggettivo e vanno bene entrambi, ma si avranno risultati diversi.
Il costo complessivo è formato da costo di fabbricazione e industriale più quote di costi commerciali, amministrativi, tributari ecc., cioè tutti gli altri costi che l’azienda sostiene e che non riguardano certificamente l’aria della produzione.
Quindi queste tre diverse configurazioni di costi sono meno parziali, abbastanza completi e indiretti, sempre più complessivi perché contengono al loro interno oltre all’area della produzione anche l’area commerciale, l’area amministrativa, le imposte, costi industriali e tutti i costi che l’azienda sostiene nel suo complesso, esempio l’energia elettrica che illumina di notte l’azienda.
La contabilità dei costi si divede in due teorie: la teoria dei costi diretti e la teoria dei costi pieni o indiretti (metodo ABC). I fautori dei costi pieni dicono che per determinare un costo che l’azienda deve prendere a riferimento, il costo deve contenere al suo interno i costi diretti, ma anche i costi indiretti perché rientrano entrambi nella definizione dei costi. I criteri in base al quale vado a ripartire i costi indiretti è soggettivo (dipende da chi fa l’analisi) se cambia chi fa la ripartizione, cambia anche il criterio di riparto.
Pe determinare il costo di produzione, gli autori della teoria dei costi diretti dicono di tener conto solo dei costi direttamente riferibili e non dei costi indiretti, perché così trovo un costo oggettivo e chiunque fa l’analisi arriva allo stesso risultato, invece i costi indiretti ci sarebbero comunque, a prescindere dal fatto che si facciano diversi prodotti e non rientrano nella determinazione del costo perché non è un costo oggettivo, perché dipende da chi fa l’analisi. La teoria dei costi diretti dice che comunque ci sarebbero a prescindere, quindi è corretta la teoria che determina il costo di un prodotto utilizzando solo i punti nettamente reperibili, ovviamente portano allo stesso risultato, il risultato cambia se ci sono le rimanenze, avremo un reddito più elevato nella contabilità a costi pieni rispetto alla contabilità a costi diretti.
Il metodo ABC è la teoria dei costi pieni, un costo più completo, prende in considerazione tanto i costi diretti tanto quelli indiretti.
Questo metodo è più attuale dei costi pieni, tiene conto non più della materia prima e manodopera diretta che sono di minor importanza poiché hanno assunto nella produzione di beni più recenti altri costi.

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