Ominide 7321 punti

L'autonomia degli enti territoriali

Gli Stati contemporanei hanno il carattere di democrazie decentrate nelle quali il principio della sovranità popolare e il diritto di partecipazione politica non si esauriscono nel rapporto fra i cittadini e lo Stato ma si esprimono anche nell'autogoverno delle comunità regionali e locali organizzate sul territorio. All'interno del territorio nazionale l'attività politico-amministrativa si svolge a diversi livelli di governo, sicché la finanza statale deve coordinarsi con quella degli enti territoriali i quali, nei limiti stabiliti dall'ordinamento, gestiscono mezzi finanziari per il raggiungimento degli obiettivi di loro competenza. Gli enti territoriali costituiscono il punto di riferimento degli interessi collettivi e della vita associata nell'ambito del loro territorio.
Nei limiti stabiliti dall'ordinamento possono perseguire obiettivi prescelti secondo autonome valutazioni; essendo dotati del potere di autogoverno, sono retti da organi rappresentativi che rispecchiano la volontà e gli orientamenti politici della popolazione locale, spesso diversi da quelli del governo dello Stato. Sono dunque in grado di influire sullo sviluppo del loro territorio e di svolgere le politiche più adatte alle situazioni e agli interessi dei cittadini. Il rapporto fra lo Stato e gli enti territoriali può assumere configurazioni differenti. L'ordinamento costituzionale di ciascun Paese è il risultato di un complesso di vicende storico-politiche che concorrono a determinare in vario modo la struttura unitaria o federale dello Stato, le funzioni e i poteri degli enti minori, le dimensioni del loro territorio, il grado di autonomia riconosciuta alle collettività locali nei confronti del potere centrale. Ma in linea generale, pur con ampiezza e modalità diverse, il principio del decentramento e la tutela delle autonomie locali sono alla base di tutte le democrazie contemporanee.

Mentre in passato le attività amministrative erano gestite prevalentemente dal governo centrale, oggi si manifesta decisamente l'orientamento opposto, che tende a decentrare un'ampia gamma di fini di interesse pubblico affidandone la cura ai governi regionali e locali in piena autonomia. Le ragioni sono diverse: le minori dimensioni territoriali pongono i governi regionali e locali a più stretto contatto con i cittadini; la partecipazione alla vita politica è più agevole e di conseguenza più attiva; i diversi strati della popolazione possono far emergere con più immediatezza le loro istanze. Oltre che su queste motivazioni di carattere politico e sociale, l'autonomia territoriale si fonda su considerazioni di natura economica: il governo centrale tende a offrire servizi pubblici uniformi su tutto il territorio nazionale, mentre la gestione in sede locale si adegua alle diverse esigenze delle popolazioni residenti e quindi ne soddisfa in modo più efficace i bisogni collettivi, consentendo di trarre maggiore utilità dalle risorse disponibili.

Hai bisogno di aiuto in Economia & Ragioneria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email