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L’allocazione delle risorse scarse e La redistribuzione del reddito


Immaginiamo che nel sistema economico si debba soltanto prendere decisioni su come utilizzare una serie di risorse già disponibili. Tali risorse, ovviamente, sono scarse rispetto agli infiniti bisogni degli individui che compongono la collettività. Una qualunque assegnazione di tali risorse ai membri della collettività costituisce una allocazione. L’economia pubblica affronta la questione dell’allocazione delle risorse scarse, al fine di individuare le condizioni necessarie per avere un’efficiente allocazione. Se gli individui che hanno ricevuto le risorse riescono, scambiando tra loro, a raggiungere una allocazione efficiente, vuol dire che il mercato è un’istituzione capace di funzionare autonomamente. Se, al contrario, esso non riesce a garantire un’allocazione efficiente ci troviamo di fronte a un fallimento del mercato il quale apre la strada a un intervento correttivo dello Stato necessario per garantire il raggiungimento di un’allocazione efficiente che il mercato, lasciato a se stesso, non riesce ad assicurare.

Anche se il mercato raggiunge un’allocazione efficiente, può succedere che essa non sia ritenuta giusta dai membri della collettività. Il mercato, infatti, assegna a ogni operatore economico una parte delle risorse disponibili, tipicamente in forma di reddito. La distribuzione del reddito tra i membri della collettività, perciò, può essere efficiente ma può non essere considerata equa. La redistribuzione viene operata da soggetti pubblici per ottenere un risultato che viene ritenuto equo. Il problema della redistribuzione, perciò, non riguarda l’efficienza ma l’equità. L’economia pubblica affronta la questione della redistribuzione del reddito, ossia una modifica della distribuzione del reddito effettuata dal mercato.

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