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L'aggregato Amministrazioni pubbliche

L'attività pubblica fa capo a diversi poli. Solo tenendo conto del loro insieme si può avere un quadro completo delle dimensioni dell'economia pubblica e della sua incidenza sul sistema economico nazionale. Per questa ragione l'insieme delle istituzioni pubbliche è aggregato in un sistema coordinato, così da poter essere considerato in modo unitario come operatore del sistema economico e come punto di riferimento delle rilevazioni contabili. Negli Stati membri dell'Unione europea l'operatore pubblico si identifica con l'aggregato Amministrazioni pubbliche, definito dalle norme europee per l'armonizzazione dei conti nazionali (Sistema Europeo dei Conti economici e finanziari — SEC95). In Italia si fa riferimento all'aggregato Amministrazioni pubbliche sia nel sistema dei conti riguardanti l'intera economia nazionale (Contabilità nazionale) sia nelle norme che disciplinano il sistema di contabilità dello Stato e degli enti pubblici (l.196/2009 — Legge di contabilità e finanza pubblica). Il criterio di aggregazione è economico-funzionale e prende in considerazione la funzione svolta dagli enti e la natura della loro attività. In base alla definizione del SEC95 (Regolamento UE 2223/96) «il settore Amministrazioni pubbliche comprende tutte le unità istituzionali che agiscono da produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita, la cui produzione è destinata a consumi collettivi e individuali ed è finanziata in prevalenza da versamenti obbligatori effettuati da unità appartenenti ad altri settori, e/o da tutte le unità istituzionali preposte principalmente alla redistribuzione del reddito e della ricchezza del Paese». Per "unità istituzionale" si intende una unità amministrativa pubblica che abbia autonomia decisionale e contabilità completa. Come risulta dalla definizione, le unità istituzionali che producono beni e servizi sono incluse nell'aggregato Amministrazioni pubbliche quando la loro produzione non è orientata al mercato (attività non market) e la loro fonte principale di finanziamento è costituita da prelievi coattivi (tasse, imposte, contributi obbligatori). La definizione mette in evidenza che il finanziamento delle attività pubbliche comporta una redistribuzione della ricchezza nazionale fra i soggetti sottoposti al prelievo e i soggetti destinatari della spesa. Nel caso in cui i beni o servizi siano offerti dietro corrispettivo, la produzione si considera non destinabile alla vendita quando i prezzi applicati sono "economicamente non significativi" cioè quando coprono una quota dei costi non superiore al 50%. Le unità che producono beni e servizi destinabili al mercato (attività market), e che si finanziano prevalentemente con i ricavi delle vendite, non fanno parte del settore Amministrazioni pubbliche e sono incluse nel settore Imprese, anche se hanno forma giuridica di organo odi ente pubblico. Il sistema delle Amministrazioni pubbliche si articola in tre sottosettori:

• Amministrazioni centrali: vi sono compresi gli organi costituzionali, i Ministeri, le altre amministrazioni dello Stato, gli enti che hanno competenza sull'intero territorio nazionale (enti di ricerca, autorità amministrative indipendenti, agenzie fiscali, enti culturali ecc.);
• Amministrazioni locali: comprendono gli enti che hanno competenza limitata a una parte del territorio nazionale (Regioni, Province, Comuni, Comunità montane, Camere di commercio, Asl, Aziende ospedaliere, Università, Enti parco ecc.);
• Enti di previdenza: sono tutte le istituzioni centrali e locali che erogano prestazioni sociali finanziate con contributi obbligatori (Inps, Indi, enti di previdenza o assistenza di particolari categorie professionali ecc.). In Italia l'elenco delle unità istituzionali che costituiscono l'aggregato Amministrazioni pubbliche è predisposto ogni anno dall'Istat.

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