IL SUBLIME Il concetto di è stato
sublime,
elaborato tra il I e il II secolo
a. C., allo scopo di definire la
proprietà dell’arte di
indurre, per le sue
connotazioni di mistero e di
ineffabilità, a uno stato di
estasi, e poi ripreso nei
secoli XVIII e XIX per
sottolineare la capacità
dell’arte, in conflitto con la
razionalità, di dare
consapevolezza emotiva
dell’infinità e della potenza
irresistibile della natura.
Alla nozione di sublime è
sempre connesso il
riconoscimento di una
sproporzione tra qualcosa di
finito e determinato e
qualcosa che che si presenta
come irriducibilmente altro
rispetto a quella
determinatezza
Quadrato bianco su fondo
bianco, Kazimir Malevic, 1918
IL TRATTATO DEL SUBLIME
Il concetto di sublime fa la sua prima apparizione nel trattato Περὶ
Ὕψους, anonima monografia del I secolo d.C ., dove viene definito
come “l’eco di un alto sentire”.
L’autore assume una posizione neoplatonica e si contrappone
all’estetica che Aristotele, tre secoli prima, aveva enunciato nella
“Poetica”, scrivendo che “il sublime non trascina gli ascoltatori alla
persuasione, perché ciò che è meraviglioso s’accompagna sempre a un
senso di smarrimento, e prevale su ciò che è solo convincente e
grazioso, dato che la persuasione è alla nostra portata mentre esso,
conferendo al discorso un potere e una forza invincibile, sovrasta
qualunque ascoltatore” (1,4) ”Certamente
Apollonio nelle
Argonautiche è
poeta infallibile, e
nella poesia
b u c o l i c a Te o c r i t o,
a prescindere da
pochi dati
esteriori, è
riuscitissimo;
eppure non
preferiresti essere
O m e r o, p i u t t o s t o
che Apollonio?”
(33,4)
Partenza degli Argonauti,
Giorgio De Chirico, 1921
“Riguardo a
Platone vi è
anche, come
d i c e vo, u n ’ a l t r a
d i f f e re n z a : i n f a t t i ,
non solo per
grandezza ma
anche per
n u m e ro d i
qualità, Lisia gli è
di molto
i n f e r i o re , e d e l
re s t o n e i d i f e t t i
egli sorpassa
Platone più di
quanto non sia da
questi distaccato
nelle qualità”
(35,1)
LA DECADENZA DELL’ORATORIA
Il capitolo XIV, l’ultimo del trattato, è dedicato alle cause
della decadenza dell’oratoria: la tesi corrente, che riconduce
la decadenza alla fine della libertà politica, è esposta da un
anonimo filosofo; a costui l’autore risponde che la causa va
ricercata nella decadenza morale, non nella pace ecumenica
prodotta dall’impero.
“La rovina del nostro tempo è l’indifferenza nella quale tutti, a
eccezione di pochi, passiamo la nostra vita” scrive l’Anonimo
a conclusione del suo discorso. In Petronio la cesura
creatasi tra la formazione
scolastica e il foro è
responsabile della
corruzione dell’eloquenza.
All’inizio del Satyricon
Encolpio tratteggia un
quadro desolante
dell’educazione retorica,
fatta di esercizi vuoti, che
hanno perso ormai ogni
contatto con la realtà: le
controversiae e le
suasoriae sono una moda
dilagante, ma priva di reale
utilità per i giovani che,
ormai, “a scuola
rincitrulliscono”
Affresco con scena di
banchetto, dalla “Casa dei
casti amanti” di Pompei
Anche secondo
Q u i n t i l i a n o, l a
crisi non è dovuta
alla situazione
politica e al
restringimento
degli spazi di
libertà concessi al
c i t t a d i n o r o m a n o,
bensì alla carenza
di buoni maestri e
alla mancata
riforma dell’
i n s e g n a m e n t o, c h e
negli ultimi tempi
si è rintanato nel
chiuso delle
scuole di
declamazione e si
è allontanato dalla
vita pubblica
Tacito, invece, scrive nel
“Dialogus de oratoribus”
che la causa della crisi
dell’eloquenza va
rintracciata essenzialmente
nel Principato, il quale ha
distrutto la libertas, che
costituisce l’humus, nel
quale attecchisce
floridamente l’arte del
dire.
Per Tacito, dunque, la crisi
non è dettata da
motivazioni interne al
genere, ma al mutato
contesto politico e sociale
Congiura di Giulio Civile,
Rembrandt, 1661-62
LA CRITICA DEL GIUDIZIO
Con la “Critica della facoltà di giudizio”, pubblicata n
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Introduzione sublime - tesina
La seguente tesina di maturità tratta del concetto di sublime, è stato elaborato tra il I e il II secolo a. C., allo scopo di definire la proprietà dell’arte di indurre, per le sue connotazioni di mistero e di ineffabilità, a uno stato di estasi, e poi ripreso nei secoli XVIII e XIX per sottolineare la capacità dell’arte, in conflitto con la razionalità, di dare consapevolezza emotiva dell’infinità e della potenza irresistibile della natura. Alla nozione di sublime è sempre connesso il riconoscimento di una sproporzione tra qualcosa di finito e determinato e qualcosa che si presenta come irriducibilmente altro rispetto a quella determinatezza. La tesina abbraccia inoltre anche le altre materie scolastiche.
Collegamenti
Sublime - tesina
- Italiano - Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Gabriele d'Annunzio.
- Latino - Il dibattito sulla crisi dell'oratoria in Petronio, Quintiliano e Tacito.
- Greco - Il trattato del Sublime, Apollonio Rodio, Lisia.
- Filosofia - Kant e Schelling.
- Storia - Il fascismo.
- Educazione fisica - storia dell'educazione fisica.
- Matematica - I limiti.
- Storia dell'arte - William Turner e Caspar David Friedrich.
- Geografia astronomica - Le aurore polari e il campo magnetico terrestre.
- Fisica - Il magnetismo e la forza di Lorentz.