“Di cosa abbiamo nostalgia alla vista della bellezza?”
– Nietzsche.
Emanuela Tumminelli VF,
Liceo Classico Vittorio Emanuele II A.S. 2014/2015. 1
Percorso interdisciplinare
Storia dell’arte: Neoclassicismo - Canova, Amore & Psiche.
Greco: Anonimo Sul Sublime.
Filosofia: Bello e Sublime in Kant.
Latino: Petronio, Satyricon.
Inglese: Wilde, The picture of Dorian Gray.
Italiano: Estetismo - D’Annunzio, il Piacere.
Storia: Fiume e la questione adriatica. 2
Il concetto di bello
L’uomo è sempre andato alla ricerca del bello, il καλλόv, un sentimento che potesse provocare nell’animo una sensazione gradita.
Oggigiorno non esiste un’unica definizione del concetto di bello, poiché si basa su processi soggettivi, dipendenti dalle sensazioni che nascono dall’incontro tra l’oggetto e l’anima dell’uomo. Inoltre, essendo legato alle diversità delle civiltà, questa mancanza è dovuta al pensiero che ognuna di queste ha sviluppato a riguardo.
Fin dall’antichità il concetto di bello è stato legato sia a quello di buono sia a quello di vero. Basti pensare alla καλοκαθίᾳ dell’antica Grecia, all’eroe omerico che era insieme “bello e buono”. In questo modo, il bello è inteso soprattutto in senso morale non solo dal punto di vista formale ed estetico. Viene elaborato un ideale di bellezza delle forme tramite la bontà dell’animo che riflette armonia, proporzione e limite, parole chiavi della mentalità greca. Queste si trovavano scritte sulle mura del tempio di Apollo a Delfi, dove era raffigurato anche Dionisio, il dio del caos, della notte, l’opposto di Apollo. È da qui che Nietzsche parlerà dell’antica Grecia non solo come la culla del razionalismo ma anche quella del caos, del disordine. Infatti, scriverà di una bellezza “apollinea”, legata all’armonia, e di una bellezza “dionisiaca”, rappresentata, invece, dalla follia.
L’estetica
La disciplina che si occupa del bello è l’estetica, la cui etimologia deriva dal greco ἴ α σ θ η σ ι σ f, che significa sensazione. Infatti, l’opera d’arte è fatta di qualcosa di sensibile che è la base di cariche emotive più alte, che conduce dalla bellezza sensibile a quella intellegibile. In seguito, nel Settecento, l’arte s’individualizza e l’estetica s’impadronisce dei sensi. Questi rimandano a dei significati che sono presenti all’interno del sensibile stesso, tenendo l’osservatore legato al mondo reale e facendogli scoprire l’ambiguità dei fenomeni che si succedono. 3
Il Neoclassicismo
Sempre nel Settecento si sviluppa, grazie alla nascita dell’archeologia, al successo degli scavi di Ercolano (1738) e Pompei (1748) e agli scritti di Winckelmann, il Neoclassicismo, una nuova corrente culturale che guarda al passato ma con distacco e malinconia. Il prefisso “neo” suggerisce una differenza rispetto al classicismo del passato, poiché gli autori hanno la consapevolezza della distanza temporale con il mondo classico, del quale hanno nostalgia. I neoclassici si pongono in una condizione di emulazione nei confronti del passato, perché questo è ormai irraggiungibile. Con Winckelmann nasce il concetto di “bello ideale”, un bello che viene ripreso dal mondo greco, soprattutto dall’Atene del V secolo a.C.
L’imitazione, però, non è intesa come una copia sterile del passato, né il passato viene recuperato nella sua valenza archeologica. Il passato appare affascinante soprattutto per i suoi contenuti etici ed estetici, legati alle esigenze di razionalità e di rinnovamento che animavano il Settecento. L’ideale di bellezza che viene delineato si ha “secondo ragione”, perché grazie a questa si hanno i criteri di unità, armonia e proporzione indispensabili per la creazione del bello e all’individualizzazione del modello.
Antonio Canova e Amore e Psiche
Uno dei massimi esponenti del Neoclassicismo in Italia fu Antonio Canova.
Canova ha un’idea di classico mediata dalla semplicità morale e dal sentimento di nostalgia, come si nota nel gruppo scultoreo Amore e Psiche.
L’opera rappresenta il dio Amore mentre contempla Psiche, la giovane amata, che a sua volta ricambia. Il tema è tratto dalla favola presente in Apuleio nelle Metamorfosi.
Le due figure sono rappresentate nell’atto che precede il bacio, momento che è privo dello sconvolgimento emotivo che l’atto stesso del baciarsi provocherebbe nello spettatore. Il sentimento di nostalgia si nota dalla lontananza e, allo stesso tempo, vicinanza dei due volti che non si toccano. 4
Il sublime
Accanto al concetto di bello, prende spazio quello di sublime.
Questo concetto si ritrova per la prima volta nel trattato del I secolo d.C. Sul sublime.
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Il sublime, lo ψοσ, in questione è di tipo letterario. Nel trattato, giunto anonimo, lo si considera come espressione di nobili passioni che mettono insieme una partecipazione sentimentale sia del creatore sia del fruitore. Si nota come il sublime sia legato sia all’effetto che un’opera produce su un animo nobile sia all’altezza dell’uomo che tramite il testo letterario si riempie d’orgoglio, come se fosse lui stesso il creatore.
L’Anonimo giunge a definire le cinque fonti, le πηγαί, del sublime, le prime due sono facoltà innate nell’oratore e sono la capacità di concepire pensieri elevati e il πάθος, la passione. Le altre tre possono essere acquisite tramite la tecnica e sono l’aspetto delle figure retoriche, l’ingegno espressivo e l’elevatezza dello stile. Un altro modo per giungere al sublime è l’emulazione e l’imitazione dei grandi scrittori del passato.
Introduzione: di cosa abbiamo nostalgia alla vista della bellezza? Tesina
La seguente tesina di maturità per liceo classico tratta della bellezza vista sotto vari aspetti. I collegamenti presenti in questa tesina classica sono:
- Storia dell’arte: Neoclassicismo - Canova, Amore & Psiche.
- Greco: Anonimo Sul Sublime.
- Filosofia: Bello e Sublime in Kant.
- Latino: Petronio, Satyricon.
- Inglese: Wilde, The Picture of Dorian Gray.
- Italiano: Estetismo - D’Annunzio, Il Piacere.
- Storia: Fiume e la questione adriatica.