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Storia e sviluppo delle telecomunicazioni

Indice

I ’

- Ntroduzione all'argomento

I m

- L telegrafo Morse

L

- A radiotelefonia

I

- L telefono

L

- A televisione

L m

- A telefonia mobile

S i:

- Ezìone di taliano

D ’

Alla lettera all'email

S:

- Ezìone storica

G i – T

Uerra Italo-Turca

S e:

- Ezìone di lettronica

C anali trasmissivi

2011/2012

Anno scolastico R s

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A c u r a d e l l a l l i e vo

Storia e sviluppo delle telecomunicazioni

Telecomunicazione télécommunication.

La parola fu adattata dalla parola francese È un composto del

tele - communicare,

prefisso greco (τηλε-), che significa "lontano da" e del latino che significa

'condividere'.

Ma dove è nata la comunicazione?

La prima tecnologia della comunicazione che l'umanità ha sviluppato, e senza dubbio la più importante, è la scrittura. La sua comparsa nella storia dell'uomo sembra risalire alla metà del quarto millennio a. C., nella zona della Mesopotamia, abitata all'epoca dai Sumeri.

In seguito molti sistemi di scrittura sono stati inventati autonomamente da altre civiltà, fino ad arrivare allo sviluppo della scrittura fonetica alfabetica, quella scrittura cioè in cui i simboli rappresentano singoli suoni. I primi esempi di questa nuova forma di scrittura appaiono, sempre nella zona mediorientale, intorno al 1500 a.C. Ma i Greci introdussero i segni per le vocali e completarono l'evoluzione della scrittura intorno all'ottavo secolo a.C.

Quali furono le conseguenze di questa scoperta?

Le conseguenze dell'invenzione della scrittura furono enormi trasformando la mente umana più di qualsiasi altra invenzione.

La scrittura ebbe anche un ruolo fondamentale nel processo di civilizzazione dell'uomo: la fine del nomadismo, lo sviluppo delle economie di scambio, la nascita dello stato furono possibili solo con l'invenzione della scrittura. L’uomo poté tenere conto delle merci scambiate e immagazzinate, scrivere le leggi, non considerare più importante il capotribù ma il sovrano che per legge comandava la società perché difensore delle leggi stesse.

Nel corso dei secoli per comunicare si usarono i segnali di fumo, gli specchi che riflettevano i raggi solari, poi i corrieri a cavallo, i piccioni viaggiatori, e così via, ma si può parlare veramente di trasmissione a distanza di informazioni, sia pure su cavo, solo con l’invenzione del telegrafo e del codice Morse avvenuta in America ad opera di Samuel Morse.

Il telegrafo Morse

Negli anni quaranta del 1800, Samuel Morse inventa un sistema telegrafico elettrico impiegante un unico filo, ed inventa uno speciale codice, il Codice Morse, che permette di codificare le lettere alfabetiche in sequenze di impulsi di diversa durata (punti e linee).

Egli riuscì a brevettare la sua invenzione negli Stati Uniti e ad ottenere il supporto del governo, e il 24 maggio 1844 si ha la prima trasmissione ufficiale tra le città di Washington e Baltimora.

In breve tempo il sistema comincia a diffondersi in ogni continente formando una fitta rete, grazie anche a ulteriori perfezionamenti quali l'introduzione degli isolatori in vetro o ceramica, il filo di rame al posto del ferro ed il sistema duplex, che consentirono di aumentare la lunghezza delle tratte ed aumentarne l'efficienza.

Si forma anche una classe di operatori specializzati, alcuni dei quali arrivavano a digitare il codice Morse ad una velocità di 80-100 caratteri al minuto.

I nodi della rete, gli uffici telegrafici intermedi (Relè), provvedevano ad instradare i messaggi sulle giuste tratte fino a destinazione.

Da notare che il lavoro veniva svolto a mano: i messaggi ricevuti erano letti e, in base alla destinazione, consegnati all'impiegato che li ritrasmetteva sul tratto successivo. Questo soprattutto perché la corrente utilizzata era quella continua, che non permette il suo invio per lunghe distanze, e soprattutto perché essa era fornita da batterie non esistendo ancora un altro metodo di produzione della corrente elettrica (la dinamo sarà inventata solo nel 1869). Il sistema venne parzialmente automatizzato con l'introduzione del nastro perforato e dei trasmettitori automatici.

In Italia a un mese dalle prove del 30 giugno 1847, viene introdotto il primo telegrafo elettromagnetico (a quadrante) da Carlo Matteucci tra Pisa e Livorno.

Radiotelefonia

La radiotelefonia nasce all’inizio del ‘900 grazie alle ricerche degli scienziati americani Reginald Fessenden, Valdemar Poulsen e Lee De Forest, convinti dell’utilità di svincolare le radiocomunicazioni dall’uso del telegrafo e dalla complessità dei suoi codici. In Italia i protagonisti delle prime sperimentazioni di radiotelefonia sono Quirino Majorana (zio del famoso fisico nucleare Ettore) e Giuseppe Vanni. Per la prima volta, grazie alla radiotelefonia, gli operatori di due stazioni radio possono comunicare tra loro direttamente a voce.

Il prof. Majorana, direttore dell’Istituto Superiore Poste e Telegrafi di Roma, nel 1908 con il suo microfono idraulico riesce a collegare l’Istituto con la stazione radio di Monte Mario distante 5 km.

Con alcune modifiche al microfono di Majorana, nel 1912 il prof. Giuseppe Vanni ottiene il record mondiale dell’epoca (1000 km), collegando la stazione radio militare di Centocelle (Roma) con Tripoli.

Gli impianti pubblici e il monopolio statale. La nascita dell'Unione Radiofonica Italiana

Nel 1924 l’Unione Radiofonica Italiana (URI, poi nel 1928 EIAR–Ente Italiano Audizioni Radio e dal 1946 RAI–Radio Audizioni Italiane) inaugura la prima stazione pubblica a Roma. In pochi anni gli impianti aumentano fino a coprire l’intero territorio nazionale: dopo Roma anche a Milano, Genova, Napoli, Trieste e in altre importanti città vengono installati studi radiofonici e impianti di trasmissione. Alle ore 21 del 6 ottobre 1924 viene messo in onda il primo programma radiofonico italiano. Il microfono raccoglie la voce dell’annunciatrice Ines Viviani Donarelli.

Fino alla metà degli anni ’70 la Rai detiene il monopolio della radiofonia nazionale e l’emittenza radiofonica è vietata ai soggetti privati. I fratelli Alberto ed Edoardo Hazan insieme ad altri amici decidono di fondare una radio. Radio Studio 105 nasce a Milano nel febbraio del 1976 in un piccolo appartamento del quartiere Lorenteggio. Niente a che vedere con i grandi impianti di Stato: in pochi metri quadrati convivono apparecchi per la trasmissione e lo studio radiofonico. Mesi di battaglie legali porteranno alla sentenza 202 del luglio 1976 in cui la Corte Costituzionale dichiara illegale il monopolio statale e apre di fatto il mercato ai soggetti privati almeno in ambito locale.

Il telefono

Il telefono è stato inventato da Antonio Meucci nel 1871, un italiano emigrato in America a metà del XIX° secolo.

Per molto tempo però in America si è considerato Alexander Graham Bell come il vero inventore dell'apparecchio.

Soltanto nel giugno del 2002 il Congresso Americano ha emesso la sentenza definitiva che riconosce a Meucci il merito dell'invenzione del telefono.

Come funziona una connessione telefonica?

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Sintesi

Italiano

Dalla lettera all'email

Storia

La guerra italo-turca

Elettronica e Telecomunicazioni

Telecomunicazioni e canali trasmissivi

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