M. Costanza Cattaneo
La musica dell’anima: dagli spirituals al gospel
Presentazione
Credo che la scelta di un argomento come gli spirituals e il gospel possa risalire al ricordo di cori, composti quasi sempre da uomini e donne di colore, che mio padre si commuoveva ad ascoltare probabilmente da prima che io nascessi quasi astraendosi da tutto quello che lo circondava e riuscendo a coinvolgere anche mia madre.
L’emozione profonda che sembrava pervaderlo ogni volta che si imbatteva in un coro, comprese le scene di film ambientati in qualche città o villaggio degli Stati Uniti, mi trasmetteva sensazioni che ancora non riuscivo ad identificare, ma che poi mi hanno portato ad appassionarmi alla musica che oggi viene definita “soul”, derivante dalla fusione di sonorità blues e gospel, che affondano le loro radici negli spirituals, o canti degli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni di cotone nel sud degli Stati Uniti d’America.
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Le origini: gli spirituals
Parlare di spiritual significa approfondire i termini del rapporto tra l’afroamericano sbarcato da schiavo sulle coste del Nord America e un Cristianesimo passato e vissuto entro fasi alterne, creando un legame di incontro e di scontro, di abbraccio e di tensione, con una significativa sostanza mistica che inevitabilmente rende tale rapporto fortemente drammatico.
Le componenti di umiltà, di rassegnazione, di mortificazione che caratterizzarono per molti anni i contenuti degli spirituals, favorivano il mito del nero succube di un passato di dolore, i cui riflessi morali e civili sembravano frenare ogni possibile reazione all’oppressione subita.
La conversione al Cristianesimo aveva significato un trauma di vasta portata: il nero, accettando di integrarsi nella comunità cristiana, accettava la totalità delle simbologie e delle terminologie contenute nella religione che adottava, soprattutto con il concorso della borghesia nera, che tendeva ad assimilare i privilegi dei bianchi.
La conseguenza più significativa di questo processo fu una violenta frattura all’interno del mondo dei neri, con forti squilibri sociali.
Esempio
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importante fu il fenomeno della Shouting Church, in cui il nero veniva spinto, attraverso manifestazioni di superstizione religiosa, a delirare invocando lo spirito del Signore e ad abbandonarsi a una sorta di fervore fisico, cadendo in stato di trance.
I predicatori, costretti dalla impreparazione culturale sia propria che di coloro ai quali si rivolgevano, tendevano a semplificare la materia religiosa, mitizzando e alterando personaggi dell’Antico Testamento, con risultati sicuramente di elevata qualità poetica, ma con notevoli ingenuità interpretative.
Il Cristianesimo così impostato riusciva in questa maniera ad assimilare le antiche credenze africane, innestate su un forte misticismo, agevolando la tensione del nero verso l’Aldilà.
Attraverso gli anni, però, fondamentalmente a partire dalla fine dell’Ottocento, iniziò un’opera che si potrebbe definire di “depurazione” del canto spiritual, che eliminava ogni manifestazione di africanismo e che attuava armonie e arrangiamenti differenti, soprattutto per merito di straordinarie formazioni musicali come i “Golden Gate Quartet” o i “Folk Jubilee Singers”.
Caratteristiche degli spirituals
Gli Spirituals sono canti di dolore in grado di esprimere o fare intuire un dramma umano, ma anche di mostrare una speranza in un futuro migliore: nell’afflato mistico si percepisce dell’ingenuità, un senso di speranza mescolato ad un tragico e doloroso entroterra (esempio di questo i versi di “When the Saints Go Marchin’in”), ma anche un senso di sincera partecipazione umana del nero alla condizione di Dio-uomo incarnato in Cristo.
Il tema della morte domina molti spirituals, assumendo sia la forma della speranza e dell’attesa fiduciosa di un aldilà più positivo che quella dell’inesorabile condanna.
Spesso un verso viene ossessivamente ripetuto, apparentemente monotono, ma in realtà estremamente funzionale a dare sostanza al ritmo interiore del testo e del canto.
Un esempio famosissimo è il canto “We shall overcome”, gridato all’unisono da tutti i neri degli Stati Uniti che parteciparono alla marcia su Washington del 28 agosto 1963, in cui il reverendo Martin Luther King pronunciò lo straordinario discorso “I have a dream …” a sostegno dell’armonia razziale e dei diritti civili ed economici degli afro-americani.
Dagli spirituals al gospel: alcune precisazioni
- Il genere Spiritual è caratteristico del periodo che va dalla fine del 1700 alla fine del 1800, mentre il genere Gospel è caratteristico del secolo scorso.
- I testi Spirituals sono per lo più biblici e riguardano la comunità, mentre i testi Gospel sono di carattere spirituale e riguardano la singola persona.
- Gli Spirituals venivano cantati per lo più “a cappella” (senza strumenti) ed accompagnati con il battito delle mani e dei piedi, mentre i Gospel venivano accompagnati dagli strumenti (piano, basso, chitarra, batteria e organo Hammond).
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- Lo Spiritual, anche quando è vivace, tende a ritmi lineari, mentre il Gospel ha una consistente intensità ritmica dovuta alla struttura sincopata e agli strumenti a percussione (come nel blues).
- Lo Spiritual è una musica tendenzialmente corale, mentre il Gospel è spesso cantato da solisti che a volte si alternano con il coro.
- Lo Spiritual è musica rurale, poiché nasce nei campi di cotone e nelle Chiese di campagna, mentre il Gospel ha radici urbane e nasce all’interno delle Chiese cittadine.
- Lo Spiritual è musica popolare, nel senso che non si conosce l’autore, mentre il Gospel è musica d’autore.
Dagli anni Venti agli anni Quaranta
Ciò che la maggior parte delle persone identificherebbe come "Gospel Music" è una musica religiosa Afro-Americana basata su grandi cori di chiesa cui fa da contraltare un cantante solista eccezionale.
Sintesi Spirituals e Gospel - Tesina
In questa tesina di maturità il mio obiettivo è quello di analizzare una componente musicale come quella degli spirituals e del gospel.
Credo che la scelta di un argomento come gli spirituals e il gospel possa risalire al ricordo di cori, composti quasi sempre da uomini e donne di colore, che mio padre si commuoveva ad ascoltare probabilmente da prima che io nascessi quasi astraendosi da tutto quello che lo circondava e riuscendo a coinvolgere anche mia madre. L’emozione profonda che sembrava pervaderlo ogni volta che si imbatteva in un coro, comprese le scene di film ambientati in qualche città o villaggio degli Stati Uniti, mi trasmetteva sensazioni che ancora non riuscivo ad identificare, ma che poi mi hanno portato ad appassionarmi alla musica che oggi viene definita “soul”, derivante dalla fusione di sonorità blues e gospel, che affondano le loro radici negli spirituals, o canti degli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni di cotone nel sud degli Stati Uniti d’America. Ho pensato quindi di incentrare la mia tesina sulla storia della schiavitù in America e sulla musica gospel e i suoi esponenti principali.
Collegamenti
Spirituals e Gospel - Tesina
- Storia - Gli schiavi neri maltrattati e la storia del gospel.
- Musica - La musica gospel e i vari artisti gospel.