Francesca Pistarà
Inglese
Slavery
When the Europeans discovered the Americas, they needed strong workers for sugar plantations in the Caribbean and Brazil, and for tobacco and cotton plantations in North America. They soon realized that slaves from Africa could solve their problem. Africans worked long hours, cutting sugar cane under the sun.
In the 17th century the route of this cruel trade was like a triangle, called “the slave triangle”. During the 19th century in the USA black people were free in the eighteen Northern states, but in the fifteen Southern states they were slaves.
Slavery was the major cause of the American Civil War. The war started because the Northern states wanted to abolish slavery, while the fifteen states of the South fought for the right to own slaves. At the end of the Civil War in 1865, slavery was abolished all over the country.
Despite the abolition of slavery black people did not immediately acquire equal rights and opportunities. It was only in the 1950s and 1960s that things began to change, with Dr. Martin Luther King.
The slaves’ lives were very hard on the plantations. Africans lived in cabins, received severe punishment and little food. They longed for Africa and sang “gospel songs”, called spirituals, while working.
Melodies in negro spirituals are usually slow, but they have a strong rhythm and singers often stress it by clapping their hands.
Musica
Il jazz afroamericano
Il jazz è un genere musicale nato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento negli Stati Uniti d’America per opera di musicisti di colore.
Tra le caratteristiche del jazz quella più evidente è la sua sonorità, così diversa e unica rispetto agli altri generi musicali, nel jazz invece i suoni restano “slegati” tra loro perché rispecchiano la personalità di ogni singolo musicista.
La personalità dei singoli strumentisti è ulteriormente evidenziata dall’improvvisazione, che permette ad ogni musicista di eseguire la melodia del brano secondo la sua sensibilità, a modo suo, cambiando a piacere note e ritmo a seconda dell’ispirazione del momento; il ritmo viene trasformato attraverso spostamenti di accenti (il cosiddetto ritmo sincopato).
Dai canti di lavoro
Per trovare le origini del jazz bisogna risalire alla scoperta dell’America, in seguito alla quale la richiesta di manodopera per le piantagioni provoca la tratta degli schiavi neri.
A partire dal Cinquecento e fino all’Ottocento, le navi negriere importano milioni di schiavi neri dall’Africa alle coste americane.
Durante il duro lavoro nei campi gli schiavi intonano i work songs (canti di lavoro); questi canti vengono permessi dai proprietari terrieri perché contribuiscono ad alleviare la fatica e, sincronizzando il ritmo del canto con il movimento delle braccia, a rendere più produttivo il lavoro.
I Neri trovano nella religione cristiana un motivo di speranza per la loro misera condizione: negli spirituals (canti spirituali) i testi sono di argomento sacro e nei gospel (che significa “parola di Dio”) i testi sono tratti dalle sacre scritture.
Anche questi canti vengono spesso intonati durante il lavoro; come i work song presentano un ritmo marcato e la melodia viene prima intonata da un solista e poi ripresa dal coro.
L’abolizione della schiavitù, paradossalmente peggiora la situazione dei Neri: cacciati dalle piantagioni, sono costretti a vagare per le campagne e le città alla ricerca di lavoro.
La loro triste condizione di vita vagabonda viene raccontata attraverso canti che prendono il nome di blues; il blues ha origine dai works song e dagli spirituals.
Il jazz classico
Durante la guerra civile americana si erano formate molte bande musicali militari, scioltesi poi al termine del conflitto. Gli strumenti, abbandonati dai soldati, finiscono sul mercato a un costo molto basso. I Neri iniziano a utilizzarli suonando i canti che conoscono.
Con gli strumenti imitano i canti blues: il timbro dello strumento è rauco e il ritmo vivace; la melodia viene suonata prima da tutti e poi ripetuta da ogni singolo musicista che, con un assolo, la esegue improvvisando, cioè variandola a suo piacere, aggiungendo o togliendo note, cambiando un po’ il ritmo; il musicista può quindi creare qualcosa di suo.
L’improvvisazione rimarrà una delle principali caratteristiche della musica jazz. Sul finire dell’Ottocento nascono nella città di New Orleans le prime bands.
Inizialmente sono costituite da sette o otto strumenti: una o due cornette, un clarinetto, un trombone e a volte un violino; la sezione ritmica è costituita da una chitarra o un banjo, un basso tuba o un contrabbasso, una batteria.
Ogni occasione può trasformarsi in un concerto: un matrimonio, una sfilata per festeggiare una ricorrenza, perfino un funerale.
Queste orchestrine, utilizzate anche nella musica da ballo, ottengono un successo crescente che le porta ad uscire dai quartieri neri per suonare nei locali della città.
A New York il quartiere di Harlem ha negli anni Venti la più grande concentrazione di Neri: da qui si diffonde la grande passione per il jazz, che coinvolge ben presto anche i musicisti bianchi.
All’originaria strumentazione della bands si aggiungono la tromba, il pianoforte e i sassofoni; le grandi case discografiche cominciano a pubblicare brani di jazz.
Dallo swing al bebop
Nel 1929 una grave crisi economica investe l’America, portando per alcuni anni disoccupazione e miseria. Molti locali notturni dove si suona il jazz chiudono.
Nella seconda metà degli anni Trenta, con la ripresa economica, torna anche il desiderio di divertirsi e nei locali si richiedono musiche spensierate e ballabili: inizia così l’era dello swing, che contrassegna il momento di maggiore popolarità del jazz.
Lo swing è una musica dinamica e vitale, con un ritmo regolare, molto marcato e di facile ascolto; viene diffusa dalle radio, ballata nei locali e ascoltata da tutti; è suonata da orchestre di 15-20 elementi chiamate big bands.
La sezione dei fiati è composta da trombe, tromboni, sassofoni, a cui si aggiungono clarinetto, pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria.
Rifacendosi alla tradizione del blues, iniziano a sperimentare ritmi più irregolari e sonorità meno orecchiabili. Nasce così il bebop, un genere che per le sue particolari caratteristiche non sempre viene apprezzato dal grande pubblico.
Stati Uniti
La popolazione
Gli Stati Uniti hanno oltre 301 milioni di abitanti. La composizione della popolazione è varia.
Fin dal Seicento si verificarono diverse ondate immigratorie (francesi, olandesi, inglesi, africani, tedeschi, irlandesi, scandinavi, slavi, latini e italiani).
Oggi i bianchi costituiscono il 75,1% del totale. Seguono i neri (12,3%), i messicani (5,4%) e gli americani (0,9%). Il resto della popolazione comprende soprattutto cinesi, filippini e giapponesi.
La crescita demografica media (1%) è superiore a quella di altre aree industrializzate; cresce soprattutto la popolazione non bianca, mentre quella di origine europea l’incremento naturale è vicino allo zero.
La distribuzione della popolazione non è omogenea. La densità è altissima nelle megalopoli che si sono sviluppate nella parte settentrionale della costa atlantica (da Washington a Boston), in quella meridionale della costa pacifica (San Francisco e Los Angeles) e nella regione dei Grandi Laghi (Chicago, Detroit, Milwaukee); resta elevata nella città sorte nelle Grandi Pianure e sul Golfo del Messico.
Scende drasticamente nelle aree montuose e negli aridi altopiani dell’ovest, fino alla media di 2 ab. per km2 negli stati del Montana e del Wyoming, e di meno di 1 nell’Alaska.
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Collegamenti interdisciplinari
- Storia – Belle Époque
- Scienze – Luce (durante l'epoca bella è nata la lampadina)
- Tecnica – Apparecchi di illuminazione (luce-lampadina)
- Geografia – Stati Uniti (sinonimo di progresso)
- Musica – Jazz afroamericano (si collega agli Stati Uniti e al periodo dell'epoca bella)
- Inglese – Slavery (la storia degli afroamericani, quindi si collega alla musica)
- Arte – Futurismo (usa perché simboleggiano velocità e modernità)
- Francese – Francofonia (si collega alla Belle Époque che nasce in Francia)
- Educazione fisica – Pallavolo (durante l'epoca bella sono nati gli sport)
- Italiano – Decadentismo e Gabriele D'Annunzio