Estratto del documento

Indice

1. Introduzione........................................pag. 1

2. Pasquale Rotondi ...................................pag. 2

3. Proposta di legge...................................pag. 4

4. Legge Rotondi.......................................pag. 10

5. Come nasce una legge................................ pag. 13

6. Enrico Mattei.......................................pag. 16

7. Brevi considerazioni sull’Eni........................pag. 19

8. Petrolio.............................................pag. 22

9. Gas naturale........................................pag. 25

10. John Fitzgerald Kennedy............................pag. 27

11. Charles De Gaulle..................................pag. 30

12. Bibliografia.......................................pag. 31 1

Introduzione

In breve vorrei spiegarvi come sono arrivato alla scelta del mio percorso.

Lo scorso anno ho visto un documentario su internet che si riferiva a Pasquale Rotondi e al suo impegno nel salvare migliaia di opere d’arte e a cui il Comune di Urbino nel 1986, ha attribuito la “cittadinanza onoraria”.

La sua attività è rimasta sconosciuta e lui dimenticato per ben 40 anni fino al 1984. Di figure così importanti, ne ho scoperte diverse: ad esempio Enrico Mattei, originario di Acqualagna, che ha creduto nell’industria italiana creando tantissimi posti di lavoro, oppure Charles De Gaulle che ha aiutato la Francia durante l’occupazione tedesca e non solo, e infine come non parlare di Kennedy, della sua vita e della sua lotta contro il razzismo.

Da questo il titolo del mio percorso “PROTAGONISTI NELLA STORIA”. 2

Pasquale Rotondi

Fece tutto per amore dell’arte. E per mettere al riparo dalla furia bellica tesori di grandi maestri non risparmiò né le forze, né il coraggio.

Era un semplice funzionario dello stato, un uomo di studi, di cultura. La sua non è una storia sconosciuta. Anzi alla sua meritoria azione durante la seconda guerra mondiale - annotata nel diario da lui intitolato “Opere d’arte nella tempesta della guerra” - è legato anche un Premio che dal 2009 porta il suo nome, dedicato ai “salvatori dell’arte”.

La sua storia è stata narrata anche in un documentario prodotto da Rai Educational e dalla Comunità montana di Montefeltro.

La sua attività è rimasta sconosciuta e lui dimenticato per ben 40 anni fino a quando finalmente nel 1984 Oriano Giacomi divenuto da poco sindaco di Sassocorvaro, viene a conoscenza per la prima volta della sua storia.

A narrargliela è un anziano abitante che ha conosciuto personalmente il professore e che lo ha persino aiutato a trasportare le casse di quadri che continuamente affluivano in una rocca fortificata, posta al centro del paese, che serviva da nascondiglio.

Il neo-sindaco scopre che, finita la guerra, Rotondi è stato trasferito a Genova come sovrintendente alle Belle Arti e che da qui è stato chiamato a Roma come responsabile per il restauro della Cappella Sistina.

Mentre continua le sue ricerche trova un trafiletto di giornale che riporta la fotografia del professore: nonostante sia vecchia di 40 anni non si perde d’animo e decide di partire per Roma a cercare quel volto.

Qui si mette a gironzolare attorno al Vaticano tutte le mattine all’ora in cui presumibilmente Pasquale Rotondi si reca al lavoro.

E, infatti, pochi giorni dopo, ecco che svolta l’angolo di Piazza S. Pietro un uomo piccolo, anziano, molto somigliante alla fotografia.

Indossa un abito marrone, tiene in mano una borsa nera gonfia di carte e ha un passo piuttosto deciso per la sua età.

Mi

Oriano Giacomi lo raggiunge al centro della piazza e lo ferma timidamente: “scusi, è lei il professor Pasquale Rotondi?”.

- azzarda - Il professore si ferma

Sì, e lei chi è?”. “Sono il sindaco di Sassocorvaro

incuriosito: “ ”. Rotondi lo

Era ora che

guarda per un attimo pensieroso, poi si apre in un sorriso e dice: “vi ricordaste di me”.

Pasquale Rotondi, da qualcuno già definito il “Perlasca dell’arte”. Nato ad Arpino (Frosinone) nel 1909, aveva 31 anni ed era Soprintendente ai beni artistici e storici delle Marche quando da Roma (su iniziativa del ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai) gli fu affidato il salvataggio di numerosi capolavori.

Un mandato affrontato con responsabilità anche innanzi a pericoli, scattato il 6 giugno 1940, a pochi giorni dall’entrata in guerra dell’Italia.

Grazie al suo operato - fatto anche di stratagemmi e sangue freddo - quasi quattromila opere non uscirono dal nostro Paese.

L’elenco dei capolavori è impressionante e contiene tele preziose come La Tempesta del Giorgione (“forse il quadro più raro e suggestivo che possegga l’Italia”, lo giudicava Rotondi) il Gentiluomo nello studio del Lotto, la Pala Gozzi di Tiziano, la Flagellazione di Piero della Francesca, oltre a notevoli dipinti di Rubens e 3

Veronese, Raffaello e Mantegna, Tiepolo e Tintoretto, Guardi e Canaletto - senza dimenticare importanti sculture, arazzi, libri antichi, ceramiche.

Rotondi coordinò l’impresa con un pugno di uomini facendo affluire le opere in un angolo stupendo delle Marche, il Montefeltro, e, concentrandolo nella Rocca di Sassocorvaro, nel Palazzo dei Principi di Carpegna, nei sotterranei del Palazzo Ducale di Urbino: dove fu sorvegliato, protetto dai bombardamenti e dai saccheggi nazisti (questi ultimi organizzati anche su vasta scala: i cosiddetti uffici di protezione artistica istituiti in Italia dai tedeschi occupanti erano del resto alle dipendenze delle SS, e - ad esempio - il Kuntschutz diretto dal colonnello Alexander Langsdorff, proteggeva tutto, facendolo trasportare in Germania).

L’importanza dell’opera di Pasquale Rotondi la si capisce ancor di più se si considerano le distruzioni e i trafugamenti del patrimonio artistico italiano che avvennero durante la Seconda guerra mondiale.

Gli Alleati provocarono gravi danni con i bombardamenti, ma cercarono di impedire che i loro soldati saccheggiassero.

“Fine Arts Monuments and Archives

Fin dallo sbarco in Sicilia costituirono una

Sub-Commission”, la quale stampò un manualetto per insegnare ai soldati come rispettare le opere d’interesse artistico.

Grazie al suo coraggio, nel 1986 il Comune di Urbino gli ha attribuito la “cittadinanza onoraria”.

Il 2 gennaio del 1991, a 82 anni, Pasquale Rotondi muore a Roma investito da una motocicletta.

In ricordo delle sue gesta è stato istituito a Sassocorvaro il “Premio Pasquale Rotondi” da assegnare ogni anno a chi si è distinto per particolari meriti proprio nel salvataggio di opere d’arte.

Allegato alla tesina vi è sia la proposta di legge del 2008, sia la legge pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel 2009 relativa all’istituzione del Premio Rotondi. 4

Camera dei deputati N. 867

—

Proposta di legge

’

D’iniziativa dei deputati

Vannucci, Abrignani, Agostini, Cavallaro,

Ceroni, Ciccioli, De Torre, Favia, Giovanelli,

La Malfa, Merloni, Paolini, Pistelli

Istituzione del premio annuale «Arca dell’arte - Premio nazionale Rotondi ai salvatori dell’arte»

Presentata il 7 maggio 2008

O C ! — Pasquale Rotondi

Onorevoli colleghi

(Arpino, 12 maggio 1909 - Roma, 2 gennaio 1991) nel 1933 entra nell’Amministrazione delle belle arti presso la soprintendenza di Ancona, ove opera per tre anni, passando poi a dirigere la galleria Corsini a Roma.

Nel periodo 1939-1949 è soprintendente ai beni artistici e storici delle Marche, vive e opera ad Urbino, dove insegna anche storia dell’arte all’università e presiede l’Istituto d’arte per l’illustrazione e la decorazione del libro.

Sono gli anni che lo vedono impegnato a riordinare il Palazzo ducale e a salvare le opere d’arte durante la guerra 1940-1945; nel periodo 1949-1961, come soprintendente di Genova, contribuisce alla rinascita della città dalle distruzioni della guerra.

Supera l’esame di libera docenza in storia dell’arte con Roberto Longhi dopo aver pubblicato i volumi sul Palazzo ducale di Urbino, seguiti dalla «Storia dell’arte italiana» (Vallecchi).

Fu artefice della donazione allo Stato da parte dei marchesi Spinola del palazzo che diventerà sede della omonima Galleria nazionale.

Continua a dedicarsi all’insegnamento presso l’università di Genova.

Dal 1961 al 1973 dirige l’Istituto centrale del restauro a Roma.

In questa veste è tra i protagonisti, a Firenze, del salvataggio del patrimonio d’arte della città, danneggiato dall’alluvione.

Nel 1974,

Atti Parlamentari Camera dei Deputati

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XVI legislatura disegni di legge e relazioni documenti

lasciata l’Amministrazione dello Stato, viene nominato dal Vaticano consulente per il restauro della Cappella Sistina.

La figura di Pasquale Rotondi si distinse per le sue altissime doti morali e per la sua assoluta abnegazione di funzionario statale, che rischiò di persona per compiere il proprio dovere di «custode dell’arte».

Il professor Rotondi non solo svolse 5 encomiabile dedizione i propri doveri d’ufficio e di servitore dello Stato, ma pose in gioco la sua stessa incolumità agendo anche come grandissimo amante dell’arte.

Al professor Rotondi fu affidato il compito di reperire e di allestire ricoveri di carattere nazionale e regionale per le opere d’arte mobili.

Nei primi furono custoditi capolavori di tale importanza che la loro perdita avrebbe costituito un danno irrimediabile per l’umanità; nei secondi, invece, furono custodite le opere di importanza minore.

Si elencano di seguito i ricoveri allestiti e gestiti dal professor Pasquale Rotondi:

a) ricoveri nazionali:

  • 1) Ricovero di Sassocorvaro, nella Rocca quattrocentesca (capolavoro militare dell’architetto senese Francesco di Giorgio Martini);
  • 2) Ricovero di Carpegna (palazzo seicentesco dei principi Falconieri di Carpegna);

b) ricoveri regionali: ricovero nel piano seminterrato del Palazzo ducale di Urbino.

La Rocca di Sassocorvaro fu scelta tra numerose altre costruzioni dall’allora soprintendente Rotondi perché ritenuta il «ricovero più sicuro per la naturale inespugnabilità del luogo e per la poderosa imponenza delle murature gigantesche».

Il 6 giugno 1940, appena quattro giorni prima dell’entrata in guerra dell’Italia, da varie soprintendenze delle Marche e d’Italia arrivarono le prime opere d’arte.

Per cinque anni, tre mesi e otto giorni la Rocca di Sassocorvaro fu nascondiglio di capolavori d’importanza universale come:

La Tempesta

« » di Giorgione («forse il quadro più raro e suggestivo che possegga l’Italia» lo giudicava Rotondi); 13 opere di Tiziano; 17 opere del Tintoretto; 4 opere di Piero della Francesca e varie opere di Carlo Crivelli, di Lorenzo Lotto, di Raffaello, del Perugino, di Mantegna, del Veronese, di Rubens, di Tiepolo, del Canaletto e di altri famosi artisti.

Tutte le opere custodite da Rotondi, circa 10.000, tornarono illese alle loro sedi alla fine del secondo conflitto mondiale.

Questa importante opera di prevenzione, nata nell’intento di proteggere il patrimonio artistico nazionale dai pericoli delle bombe e delle devastazioni belliche, si rivelò particolarmente utile dopo l’8 settembre 1943, quando ci si dovette difendere dalle ruberie e dalle devastazioni 6 dei tedeschi.

Pertanto, il «premio Rotondi ai salvatori dell’arte» non poteva che essere intitolato allo scomparso soprintendente Pasquale Rotondi, massimo protagonista nazionale di azioni di salvataggio di opere d’arte.

Il premio intende segnalare le figure che si sono contraddistinte nell’attività di salvare l’arte.

Una giuria selezionata, costituita dai soprintendenti delle città da cui provenivano i capolavori salvati nella Rocca di Sassocorvaro e da uomini di cultura, tra cui Tonino Guerra, presieduta da Giovanna Rotondi Terminiello, fino al 1996 soprintendente ai beni artistici e storici della Liguria, assegna annualmente il premio Rotondi, organizzato su quattro livelli, regionale, nazionale, europeo e mondiale, oltre ai premi speciali.

Nella cerimonia di consegna del premio, che si svolge nel mese di giugno di ogni anno, viene offerta ai vincitori una scultura ideata e realizzata appositamente per l’evento.

Il premio Rotondi, giunto ormai alla dodicesima edizione, ha assunto una rilevanza internazionale e costituisce un evento importantissimo per l’intero Montefeltro, che richiama sul territorio personalità di altissimo livello artistico e favorisce il flusso di turisti, attratti sia dalla giornata della premiazione che dal museo dei vincitori allestito al piano superiore della Rocca ubaldinesca a testimonianza

Atti Parlamentari Camera dei Deputati

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XVI legislatura disegni di legge e relazioni documenti

della storia del premio e dei premiati e che si arricchisce di anno in anno con i pannelli dei nuovi vincitori.

Ulteriore prestigio al premio viene dal decreto del Presidente della Repubblica 4 novembre 2005, con il quale è stata conferita la medaglia d’oro al merito civile alla memoria del professor Pasquale Rotondi per la sua attività di salvataggio di opere d’arte.

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Sintesi

Introduzione protagonisti della storia tesina

In breve vorrei spiegarvi come sono arrivato alla scelta della mia tesina sui protagonisti storici più importanti. Lo scorso anno ho visto un documentario su internet che si riferiva a Pasquale Rotondi e al suo impegno nel salvare migliaia di opere d’arte e a cui il Comune di Urbino nel 1986, ha attribuito la "cittadinanza onoraria". La sua attività è rimasta sconosciuta e lui dimenticato per ben 40 anni fino al 1984. Di figure così importanti, ne ho scoperte diverse: ad esempio Enrico Mattei, originario di Acqualagna, che ha creduto nell’industria italiana creando tantissimi posti di lavoro, oppure Charles De Gaulle che ha aiutato la Francia durante l’occupazione tedesca e non solo, e infine come non parlare di Kennedy, della sua vita e della sua lotta contro il razzismo. Infine alla mia tesina di maturità ho dato il titolo "Protagonisti della storia".

Collegamenti

Protagonisti della storia tesina

  • Storia - Pasquale Rotondi, Enrico Mattei.
  • Economia aziendale - Le riflessioni sull'Eni.
  • Inglese - Kennedy.
  • Francese - Charles De Gaulle.
  • Diritto - La formazione di una legge.
  • Geografia - Il petrolio e il gas.
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