Che fanno la differenza
Donne
Indice
1 Introduzione 2
2 Movimenti femministi 2
3 Donne della Letteratura 3
3.1 Grazia Deledda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
3.2 Virginia Woolf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
3.3 La passione di Perpetua e Felicita . . . . . . . . . . . . . . 6
4 Donne della Filosofia 7
4.1 Hannah Arendt . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
5 Donne dell’Arte 8
5.1 Frida Kahlo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
6 Donne della Scienza 8
6.1 Marie Curie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
6.2 Rosalind Franklin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10
6.3 Barbara McClintock . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
7 Donne dello Sport 12
7.1 Federica Pellegrini . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
7.2 Valentina Vezzali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
8 Donne della Moda 13
8.1 Coco Chanel . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
9 Donne del Cinema 14
9.1 Meryl Streep . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
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Introduzione
“Gli incompresi si dividono in due categorie: le donne e gli scrittori.”
(Honerè de Balzac)
Questa tesina non è altro che una carrellata di alcune donne che sono riuscite a distinguersi nel proprio campo lavorativo; che esso riguardi, ad esempio, la sfera umanistica, scientifica, sportiva o cinematografica, non ha alcuna importanza.
Il mio scopo, dunque, (ci tengo a sottolinearlo) non è quello di esaltare queste donne in quanto tali, ma in quanto grandi scienziati, grandi artisti, grandi sportivi; grandi personaggi capaci di affermarsi nel nostro mondo che “sesso” non possiede, al contrario di quanto alcuni hanno insistito ad affermare nel corso della storia.
Ritengo, inoltre, sia importante considerare la donna non solo come oggetto (e con questo intendo “oggetto d’indagine o fonte d’interesse” da parte di artisti), ma è fondamentale porre l’attenzione nei confronti della donna in quanto soggetto, protagonista al pari dell’uomo della storia!
Movimenti femministi
Prima di trattare singolarmente alcune figure femminili, è bene parlare di quel movimento che cambiò radicalmente la condizione della donna nella società e nelle nostre menti. Questo movimento d’emancipazione femminile, nato inizialmente per ottenere il diritto al voto, ma successivamente anche una parità rispetto all’uomo sul piano giuridico e sociale, era composto da quelle che passarono alla storia con il nome di “Suffragette” (da suffragio che vuol dire, appunto, “voto”).
Il movimento delle suffragette nacque nel Regno Unito nel 1872, ma fu nel 1903 che i movimenti femministi acquisirono vigore, quando Emmeline Parkhurst fondò “l’Unione sociale e politica delle donne” (Women’s Social and Political Union). Le suffragette attuarono azioni dimostrative molto forti: s’incatenarono a ringhiere, incendiarono le cassette postali, ruppero finestre, crearono disagio. Molte vennero incarcerate e iniziarono lo sciopero della fame, alcune morirono durante le manifestazioni.
Durante la prima guerra mondiale, con quasi tutti gli uomini validi mandati al fronte, le donne assunsero molti dei tradizionali ruoli maschili e questo comportò una nuova considerazione delle capacità della donna. Così, nel 1918 il parlamento britannico estese il diritto al voto alle mogli dei capifamiglia
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aventi età superiore ai trent’anni; nel 1928, il suffragio fu esteso a tutte le donne inglesi.
Il movimento delle suffragette si sviluppò in forme simili a quello inglese in vari paesi. Il primo paese che riconobbe il suffragio universale femminile fu la Nuova Zelanda nel 1893. Negli Stati Uniti, ciò fu possibile nel 1920, grazie al movimento statunitense guidato da Alice Paul. In Italia, nel 1919 le donne italiane ottennero l’emancipazione giuridica e nel 1946, in occasione delle prime elezioni amministrative postbelliche, le donne italiane furono per la prima volta chiamate alle urne.
Donne della letteratura
Grazia Deledda
Grazia Deledda è la prima e unica scrittrice italiana ad aver ricevuto il premio Nobel per la Letteratura.
Nasce a Nuoro nel 1871. Come tutte le donne appartenenti a famiglie poco agiate, frequenta sino alla scuola elementare. Tuttavia, ciò non le impedisce di proseguire gli studi con costanza, principalmente d’autodidatta.
Le condizioni economiche della famiglia sono difficili e favoriscono il ripiegamento interiore della ragazza che è indotta ad estraniarsi da una realtà poco gratificante e a vivere una sognante adolescenza. Emergono i primi segni di una vocazione letteraria, che vede fruttare primi scritti.
Nel 1892 muore il padre e per Grazia è l’inizio di una maturazione graduale di cui è testimone l’infittirsi dell’attività letteraria. Dopo il matrimonio e il trasferimento a Roma, Grazia trascorre anni felici, sia nell’ambito familiare, sia lavorativo. Di fatto, la pubblicazione dei suoi romanzi consolida la sua fama come stimata scrittrice d’inizio secolo. Tra le sue opere maggiori si ricordi Elias Portolu (1903), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915) e La madre (1920).
La sua narrativa ottiene una notorietà sempre più vasta tanto che, com’è stato già detto, il 10 dicembre del 1926 le viene conferito il premio Nobel per la Letteratura. Muore a Roma nel 1936.
L’importanza dei romanzi della Deledda sta nel fatto che essi rappresentano l’anello di congiunzione tra i romanzi veristi e quelli decadenti.
Del romanzo verista mantiene l’ambientazione esclusivamente locale e in parte gli aspetti formali. Di questi, in particolare, ritroviamo l’evidente regressione dell’autore, ma non la sua totale impersonalità. Per quanto riguarda, invece, l’ambientazione, Grazia descrive gli aspri e selvaggi paesaggi della Sardegna, isola alla quale è molto legata, ma il tono nostalgico che traspare
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dalle sue parole fa sì che tali descrizioni risultino ben diverse da quelle veriste.
Nei suoi romanzi, infatti, è evidente una forte componente autobiografica, elemento assente nei romanzi veristi. I personaggi principali fanno i conti con una società che frena il desiderio d’evasione, di libertà e d’affermazione. L’amore dovrebbe rappresentare una via d’uscita: talvolta lo è; più spesso è fonte di dolore e di morte, poiché la passione e l’eros sono sempre soffocati da un sentimento religioso del peccato. Dietro questi temi, dunque, sono evidenti aspetti della vita della scrittrice.
Grazia Deledda ha il merito di aver saputo registrare con lucidità drammi che, in realtà, non sono solo quelli dell’isola nativa, ma sono quelli dell’uomo moderno, alle prese con la sua solitudine e la drammatica incapacità di comunicare. C’è da dire, tuttavia, che un grande limite della Deledda è quello di non riuscire a scavare fino in fondo, in profondità, nella psicologia dei suoi personaggi, benché il notevole passo in avanti.
Dunque, in ultima analisi, Grazia Deledda supera decisamente il Verismo, ma non riesce ad approdare in maniera completa al Decadentismo.
I temi e le caratteristiche sopra espressi sono chiaramente riscontrabili dall’analisi di quello che è considerato il suo capolavoro, il romanzo breve La madre. Il protagonista è Paulo, un giovane sacerdote e unica figura religiosa del paesino in cui svolge il suo lavoro. Egli vive con la madre che gli fa da perpetua. Il romanzo si apre con la scoperta da parte della donna della relazione clandestina tra il figlio e una donna del posto di nome Agnese.
La madre, dopo vari tentennamenti, decide di affrontare il figlio riguardo il peccato che sta commettendo. Paulo, da un lato innamorato di Agnese a punto tale da averle promesso di scappare insieme, dall’altro consumato dal dolore per il peccato commesso, decide di assecondare la madre e lasciare l’amata. Benché gli sforzi, Paulo sarà nuovamente tentato e una notte si recherà da Agnese. I due provano un forte sentimento l’uno per l’altra, ma nonostante ciò Paulo decide finalmente di stroncare la relazione. Tuttavia, Agnese lo minaccia di dire tutto alla comunità l’indomani mattina a messa.
Paulo, terrorizzato all’idea di essere smascherato davanti a quel paesino che lo crede un santo (il paese è convinto che Paulo abbia fatto un miracolo, liberando una bambina dal diavolo che si era impossessato di lei), si confida con la madre, che nel frattempo vive un forte dramma interiore.
Introduzione Donne, protagoniste della storia tesina
Questa tesina non è altro che una carrellata di alcune donne che sono riuscite a distinguersi nel proprio campo lavorativo; che esso riguardi, ad esempio la sfera umanistica, scientifica, sportiva o cinematografica, non ha alcuna importanza. Il mio scopo, all'interno della mia tesina di maturità, non è quello di esaltare queste donne in quanto tali, ma in quanto grandi scienziati, grandi artisti, grandi sportivi; grandi personaggi capaci di affermarsi nel nostro mondo che “sesso” non possiede, al contrario di quanto alcuni hanno insistito ad affermare nel corso della storia. Ritengo, inoltre, che sia importante considerare la donna non solo come oggetto (e con questo intendo “oggetto d’indagine o fonte d’interesse” da parte di artisti), ma è fondamentale porre l’attenzione nei confronti della donna in quanto soggetto e protagonista al pari dell’uomo della storia.
Collegamenti
Donne, protagoniste della storia tesina
- Italiano - Grazia Deledda.
- Inglese - Virginia Woolf.
- Latino - La passione di Perpetua e Felicita.
- Storia - Movimenti femministi.
- Filosofia - Hannah Arendt.
- Storia dell'arte - Frida.
- Fisica e Chimica - Marie Curie.
- Biologia - Rosalind Franklin e Barbara McClintock.
- Altro - Federica Pellegrini, Valentina Vezzali, Coco Chanel e Meryl Streep.