La rivincita dell'arte
Ho scelto di trattare il tema della “rivincita dell'arte” come un vero e proprio augurio a me stessa per il futuro che verrà, avendo scelto di frequentare un istituto d'arte per i miei studi universitari.
L'idea di questo tema nasce da una semplice domanda sentita molte volte negli ultimi mesi da parenti e amici una volta comunicata loro la mia scelta per il corso di Communication Design: “Ne sei certa? Troverai poi lavoro?”.
Fin da piccola la mia passione per l'arte ha trovato sfogo in numerose forme: la danza mi ha accompagnato per sedici anni dietro le quinte e sul palco di un teatro, la musica mi ha fatto consolidare amicizie nei pomeriggi passati a suonare, i ricordi più belli che possiedo sono quelli in cui i miei nonni disegnavano per me “coccodrilli dalla coda attorcigliata e cavalli”. Per questo motivo vorrei che l'arte diventasse la mia vita più di quanto già non lo sia.
Ho deciso così di riportare esempi di grandi personalità che fecero la storia dell'arte nelle sue ampie sfaccettature, tutti uomini che decisero di ribellarsi abbandonando vie più convenzionali e di dedicarsi totalmente alla loro passione artistica, trovando infine il successo e, cosa non meno importante, la felicità.
La mia scelta nasce dalla convinzione che l'arte sia parte integrante della natura umana: l'arte è comunicazione, così come l'uomo stesso.
Ogni uomo in quanto essere sociale prova l'irrefrenabile necessità di comunicare: anche quando non lo vorremmo e non sempre verbalmente, ci tradiamo continuamente cercando di nascondere i nostri veri pensieri.
Basta un'espressione, un solo gesto.
L'uomo e l'arte sono indissolubilmente uniti ed è ciò che mi spinge a considerare un lavoro a stretto contatto con l'arte come il lavoro più bello del mondo.
L'uomo è pura comunicazione proprio come l'arte. L'uomo stesso è arte.
Henri Matisse
Nato il 31 dicembre 1869 in Francia da una famiglia agiata borghese, Henri Matisse frequentò gli studi di giurisprudenza a Parigi lavorando come impiegato statale.
A causa di un attacco di appendicite che lo costrinse a letto, cominciò a dipingere nel 1889 scoprendo così “un vero Paradiso”, come lo definì in seguito.
Decise di diventare un artista con grande disapprovazione del padre frequentando in seguito l'Accademia di Belle Arti a Parigi.
Le sue opere ottennero un discreto successo fin dagli esordi, facendolo divenire uno dei maggiori esponenti di quello che sarà poi definito Espressionismo Francese dei Fauves.
Sebbene siano poche le notizie riguardanti la sua biografia poiché la sua attività pittorica si svolse per decenni nel suo ambiente familiare lontano dalla vita mondana, è tuttavia risaputo che egli si dedicò all'arte fino alla veneranda età di 84 anni, venendo infine a mancare nel 1954 a Nizza.
La produzione artistica
Matisse eseguì un attento lavoro di ricerca portando il suo stile al perfezionamento e alla massima originalità, fino alle soglie dell'Astrattismo, senza mai perdere il gusto per la forza espressiva del colore e la freschezza infantile delle forme.
Divenne il rappresentante più noto dei Fauves, movimento espressionista francese che rappresentò una variante più solare e vivida dell'analogo Espressionismo Tedesco, connotato da ambientazioni cupe e tematiche drammatiche.
Letteralmente, il termine “espressione” è il contrario di “impressione”: se gli Impressionisti catturarono le sensazioni del mondo a loro circostante per immortalarne l'attimo fuggente, gli Espressionisti rielaborarono la realtà tramite la loro soggettività interiore, con colori dai toni forti e soggetti trasfigurati, elementi ben distinguibili nella produzione di Matisse.
Influenzato dai lavori di Cézanne, Gauguin, Van Gogh e Signac ma anche dall'arte giapponese, fece del colore l'elemento cruciale dei suoi dipinti. Molti dei suoi quadri realizzati tra il 1899 e il 1905 fecero uso del Pointillisme, praticato da Signac e nel 1898 si dedicò anche allo studio dei dipinti di William Turner.
Le opere di Matisse giocano sul piano della bidimensionalità, sacrificando al colore vivace la definizione dei dettagli e la tridimensionalità. L'uso di colori primari senza alcuna stemperatura tonale conferisce forza nella comunicazione visiva.
Il suo cromatismo gioioso esprime al meglio la serenità interiore dell'autore, il suo equilibrio ed armonia.
In questa prima fase pittorica, rientrano celebri opere quali “La Danza” nelle sue due versioni, “Madame Matisse – Ritratto con la Riga Verde”, il Ciclo delle Odalische, “Donna con Cappello”, “Lusso, Calma e Voluttà”.
Recensione “Pont Saint-Michel”, 1903 ca.
Collezione Stephen Robert e Pilar Crespi Robert
Mostra del 24 marzo 2016, Torino
“Mi aggiravo per i corridoi tra la luce soffusa, il rumore dei passi ovattati sulla moquette. Osservavo quei colori nervosi presentarsi uno dopo l'altro scontrandosi nelle opere e quelli più tenui danzare insieme, forme diverse trovare un loro equilibrio o non ricercare affatto quella sensazione di stabilità.
Matisse, tu da buon galantuomo, da buon amante, provi a concedermi il meglio di te.
Mi mostri la pacatezza, la tranquillità della vista da Pont Saint-Michel.
Mi prometti l'aspettativa di una vita dolce in tua compagnia, colorata, fresca, di un panorama vitale, vibrante. Mi prometti che con te tutto sarà diverso da questo pontile.
Basta saper guardare.
Mi stringo nelle braccia, nel maglione troppo grande, nei capelli troppo lunghi, cerco di trovare l'inganno delle tue promesse. Non traspare tristezza, sfogo, tensione, ripensamento sofferto nella tua arte. Può essere davvero così? Non ti credo. Ma allo stesso tempo non trovo il tuo trucco.
Sento il vuoto, sento l'aria in gola, sento una sorta di inquietudine quasi fastidiosa, quasi piacevole. La consapevolezza di non dover pensare più a nulla.
Provi ad afferrarmi, a convincermi con un sorriso, a trattenermi ancora un po' su quel ponte a sentire quella sensazione di libertà, dell'aroma del caffè al mattino mentre l'aria fresca ti sfiora ancora la pelle, quando il sole deve ancora trovare la forza di scaldare e diradare la nebbia, quando le foglie sono umide, il traffico delle dieci non è più così violento nelle strade e lascia spazio a chi ha il tempo di respirare a pieni polmoni le ore giovani e fresche.
Forse oggi pioverà.
C'è un uomo qui a pochi passi da me. Osserva la tua opera. Sembra così catturato dal tuo modo di fare. Il modo in cui ti guarda, chissà se anche io ti guarderò mai così, ne provo quasi gelosia.
Perché il mio ed il tuo, caro Matisse, è un tentativo di contatto che non si concretizza, un amore inconcluso e la forte sensazione di necessità di risolvere qualcosa di irrisolto. È indefinito ma bello, intenso, a tratti angosciante. A tratti è vuoto, silenzioso.
È nulla.
È un bacio negato all'ultimo di cui si ricorda solo il fiato mozzato e l'incrocio di sguardi.
È un abbraccio troppo stretto da cui liberarsi prima di scottarsi.
È l'incapacità di sciogliersi in un maglione troppo grande, nei capelli troppo lunghi, per poi perdersi tra le dolci e forse false promesse della vista di Pont Saint-Michel, tra l'odore di caffè.
È l'incapacità di fidarsi e di andar più via da me”.
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Introduzione Come ribellARTI, tesina
Nella mia tesina di maturità ho scelto di trattare il tema della “rivincita dell'arte” come un vero e proprio augurio a me stessa per il futuro che verrà, avendo scelto di frequentare un istituto d'arte per i miei studi universitari. L'idea di questo tema per la mia tesina nasce da una semplice domanda sentita molte volte negli ultimi mesi da parenti e amici una volta comunicata loro la mia scelta per il corso di Communication Design: “Ne sei certa? Troverai poi lavoro?”. Fin da piccola la mia passione per l'arte ha trovato sfogo in numerose forme: la danza mi ha accompagnato per sedici anni dietro le quinte e sul palco di un teatro, la musica mi ha fatto consolidare amicizie nei pomeriggi passati a suonare, i ricordi più belli che possiedo sono quelli in cui i miei nonni disegnavano per me “coccodrilli dalla coda attorcigliata e cavalli”. Per questo motivo vorrei che l'arte diventasse la mia vita più di quanto già non lo sia. Ho deciso così di riportare esempi di grandi personalità che fecero la storia dell'arte nelle sue ampie sfaccettature, tutti uomini che decisero di ribellarsi abbandonando vie più convenzionali e di dedicarsi totalmente alla loro passione artistica, trovando infine il successo e cosa non meno importante, la felicità. La mia scelta nasce dalla convinzione che l'arte sia parte integrante della natura umana: l'arte è comunicazione, così come l'uomo stesso. Ogni uomo in quanto essere sociale prova l'irrefrenabile necessità di comunicare: anche quando non lo vorremmo e non sempre verbalmente, ci tradiamo continuamente cercando di nascondere i nostri veri pensieri. Basta un'espressione, un solo gesto. L'uomo e l'arte sono indissolubilmente uniti ed è ciò che mi spinge a considerare un lavoro a stretto contatto con l'arte come il lavoro più bello del mondo. L'uomo è pura comunicazione proprio come l'arte. L'uomo stesso è arte. La tesina permette anche collegamenti con le varie materie scolastiche.
Collegamenti
Come ribellARTI, tesina
- Italiano - Carlo Emilio Gadda.
- Arte - Henri Matisse.
- Inglese - T.S. Eliot.
- Fisica - Alfred Eisenstaedt e l'applicazione alla fotografia dell'effetto fotoelettrico in riferimento a Planck, Einstein e Compton.