Liceo Classico e Linguistico Francesco Stelluti
Classe V°C
Carnevali Alice
“Il progresso sarebbe bello, se solo potesse fermarsi.”
Robert Musil.
“Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità
di progredire che vengono accordate ad ogni individuo.”
Albert Einstein. 1
Il Positivismo
Una nuova prospettiva culturale di livello culturale europeo, che si diffuse
in Italia a partire dai primi anni Settanta e trionfò soprattutto nel decennio
’80-’90, coinvolgendo scienza e filosofia, arte e studio della società, fu il
Positivismo, i cui testi principali furono francesi (Augusto
Comte, Corso di filosofia positiva, 1862) e inglesi (Charles
Darwin, Sull’origine delle specie, 1859); Herbert Spencer, Principi di
sociologia e di biologia, 1867).
Il Positivismo si riallaccia, per molti aspetti, al pensiero dell’
Illuminismo, alla cui prevalente critica negativa intende tuttavia
contrapporre una filosofia positiva: una ricostruzione organica dello
scibile fondata sulla metodologia della scienza, concepita come l’“unico
sapere valido e oggettivamente sicuro”.
Per il Comte, la filosofia positiva della nuova età industriale doveva
segnare il superamento delle forme di conoscenza teologiche (Medioevo), e
metafisiche (il Razionalismo astratto), e condurre a una nuova scienza
della società, che si proponesse lo studio dei fenomeni sociali considerati
nello stesso spirito di fenomeni astronomici, fisici, chimici e fisiologici, ossia
come soggetti a leggi naturali invariabili.
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nello stesso spirito di fenomeni astronomici, fisici, chimici e fisiologici, ossia
come soggetti a leggi naturali invariabili.
>>”
Si eliminava, da tale considerazione di essi, come dalle altre analisi
scientifiche qualsiasi idea assoluta di bene e di male, per limitarsi
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all’individuazione corretta delle relazioni tra i vari fenomeni: ad esempio, al
rapporto fra società ed individuo e al riflesso fra le situazioni e gli ordini
sociali che si venivano costituendo sotto la spinta della lotta per la vita e
per il progresso e l’evoluzione dell’uomo, concepito meccanicisticamente.
Il metodo scientifico
Il metodo era del tutto analogo a quello seguito da un importante scienziato
del tempo, Claude Bernard, il quale affermava che per il fisiologo
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sperimentatore non esistono spiritualismo né materialismo, essendo
>>”
spirito e materia inconoscibili. Il mondo sperimentale della scienza non era
la ricerca delle cause prime o di prove ontologiche, ma dei rapporti fra le
cose e i fenomeni che ne derivano. L’estensione di questo metodo alle
scienze umane rappresentava una negazione dell’Idealismo e di ogni forma
di spiritualismo. L’uomo era concepito come un prodotto 2
dell’ambiente, mosso, come questo, da forze naturali meccaniche; non si
doveva indagare su una causa prima o ragione del suo agire, ma studiarlo
come un sistema di rapporti, entro il sistema generale della natura.
L’evoluzione e il progresso
L’evoluzione, scoperta come legge biologica elementare da
Darwin, appariva come la dinamica incessante di continuità e di mutamento
di tutti gli esseri, correlata a un’altra legge elementare, ma centrale ai fini del
progresso: la lotta per la vita, che portava a sopravvivere e a imporsi
gli organismi meglio dotati, capaci di sopportare le modificazioni imposte
dall’ambiente. Vi era dunque un progresso, definito in modi diversi,
dai vari pensatori, ma concepito pur sempre come un naturale
perfezionamento della materia. I positivisti erano convinti che non lo
spirito crea mondo, ma il mondo, se analizzato con metodo scientifico,
rivela la sua coerenza e propone un’idea di progresso da perseguire con
razionalità scientifica nei fatti umani.
La seconda rivoluzione industriale
La fase del processo d’industrializzazione attuatasi nell’ultimo trentennio
dell’800 e nei primi anni del ’900 viene definita Seconda
rivoluzione industriale, perché determinò una trasformazione
rivoluzionaria nella vita e nelle prospettive dell’uomo, e gettò le basi per
l’idea di progressione nel senso moderno. Numerose scoperte scientifiche e
invenzioni tecnologiche furono messe sistematicamente a servizio dell’
industria: l’invenzione della dinamo (Pacinotti, 1860) rese possibile,
grazie a successive applicazioni, lo sfruttamento a fini industriali
dell’energia elettrica; l’invenzione del motore a scoppio (a combustione
interna); Daimler e Benz, 1885, Diesel, 1897, determinarono gli esordi dell’
automobile.
Materie e argomenti
- Italiano: Verga; D'Annunzio
- Francese: Zola
- Inglese: Hardy
- Storia: La seconda rivoluzione industriale
- Filosofia: Positivismo