L’industrializzazione come rivoluzione culturale, tecnologica e scientifica
Maghrabi Widad 5ab
Liceo linguistico “A. Canova”
1
Industrializzazione: il panorama di fine Ottocento
Negli ultimi trent’anni del secolo XIX il sistema dell’economia capitalistica subì una serie di trasformazioni di tale profondità e di tale portata da giustificare, in riferimento a questo periodo, l’uso del termine seconda rivoluzione industriale.
Si modificarono le tecniche produttive, con la nascita di nuove branche dell’industria. Cambiarono i rapporti fra i vari settori della produzione e quelli fra i poteri statali e l’economia nel suo insieme. Cambiarono anche i rapporti economici internazionali e le gerarchie mondiali della potenza industriale.
In questo periodo fecero la loro prima apparizione una serie di strumenti, di macchine, di oggetti d’uso domestico che sarebbero poi diventati parte integrante della nostra vita quotidiana: la lampadina e l’ascensore elettrico, il motore a scoppio e i pneumatici, il telefono e il grammofono, la macchina da scrivere e la bicicletta, il tram elettrico e l’automobile, per ricordare solo i più importanti.
È stato soprattutto a questo proposito che si è parlato di seconda rivoluzione industriale: una rivoluzione che fu forse meno radicale della prima quanto alle conseguenze di un lungo periodo, ma che certo fece sentire i suoi effetti su un’area più vasta ed ebbe una diffusione più capillare, mutando le abitudini, i comportamenti, i modelli di consumo di centinaia di milioni di uomini.
Alla base di questa nuova rivoluzione c’erano i progressi realizzati dalle scienze fisiche e chimiche lungo tutto il corso dell’800. Negli ultimi decenni del secolo il flusso delle scoperte e delle invenzioni non accennò ad arrestarsi: basterà ricordare le scoperte di Hertz sulle onde elettromagnetiche, da cui ebbero origine gli esperimenti di telegrafia senza fili di Guglielmo Marconi, e di Rontgen sui raggi X.
Ma la vera novità di questo periodo non consistette tanto nelle conquiste della scienza, quanto nell’applicazione su sempre più larga scala delle scoperte, recenti o meno recenti, ai vari rami dell’industria, nel legame sempre più stretto che si venne a creare fra scienza e tecnologia e fra tecnologia e mondo della produzione.
Fra le varie innovazioni ve ne sono alcune di fondamentale importanza:
L’acciaio
Con le nuove tecniche di fabbricazione fu possibile produrre grandi quantità di acciaio a costi relativamente modesti. Da allora l’acciaio vide crescere la sua produzione a ritmi rapidissimi e trovò infinite applicazioni nei campi più svariati.
Fu usato per le rotaie delle ferrovie, per le corazze delle navi da guerra, per gli utensili domestici e per le macchine industriali, che divennero più leggere, precise e potenti. Ma fornì anche le strutture che resero possibile la costruzione di grandi edifici e di grandi ponti, ancor prima che, nel 1892, fosse introdotto nell’ingegneria civile l’uso del cemento armato.
L’industria chimica
La crescita delle nuove industrie fece aumentare soprattutto la domanda di prodotti intermedi, destinati cioè a essere impiegati come reagenti chimici in altre lavorazioni.
Il più diffuso era l’acido solforico, che entrava nella preparazione dei concimi, esplosivi, coloranti e anche, più tardi, nella raffinazione del petrolio. Altrettanto importante era la soda, usata soprattutto come detergente e come sbiancante, ma impiegata anche nella fabbricazione del vetro e della siderurgia.
Intorno al 1870 fu sperimentata la lavorazione dei coloranti artificiali; nel 1888 ci fu l’invenzione del pneumatico e fra l’89 e il ’92 furono realizzate le prime fibre tessili artificiali, derivate dalla cellulosa.
L’industria alimentare
Ci fu una svolta per quanto riguarda l’invenzione di nuovi metodi per la sterilizzazione, la conservazione e l’inscatolamento dei cibi e lo sviluppo delle tecniche di refrigerazione.
Motori a scoppio
Dopo l’invenzione della macchina a vapore della prima rivoluzione industriale, la seconda è caratterizzata dall’invenzione del motore a combustione interna, in cui è lo stesso combustibile a fornire la spinta motrice.
Solo nel 1885, però, 2 ingegneri riuscirono a montare i motori su autoveicoli a ruote, realizzando, così, l’automobile.
L’elettricità
Era già oggetto di studio da oltre un secolo, ma, fra il 1860 e il 1880, grazie alle scoperte di numerosi scienziati, fu possibile realizzare congegni in grado di trasformare il movimento di un corpo in corrente elettrica, dinamo e generatori, di immagazzinarla, batterie e accumulatori, di trasmetterla e distribuirla a grandi distanze, di utilizzarla per l’illuminazione o il riscaldamento, o di ritrasformarla in movimento, motori elettrici.
L’invenzione decisiva per lo sviluppo dell’industria elettrica fu la lampadina a filamento incandescente, ideata da Thomas Edison nel 1879, fornendo, anche se lentamente, illuminazione pubblica.
L’energia elettrica fu anche usata per i mezzi di trasporto e per usi industriali, per il telefono, il grammofono e il cinematografo dei fratelli Lumière.
Ma, di fronte alla richiesta sempre crescente di energia elettrica, si faceva strada l’idea di ricorrere per la produzione di corrente all’energia idraulica che sfrutta il movimento o la caduta dei corsi d’acqua.
La costruzione di centrali idroelettriche ebbe impulso soprattutto in quei paesi che erano poveri di carbone ma ricchi di bacini idrici.
La medicina
Si fondò su quattro cardini fondamentali, quali le pratiche igieniche per la prevenzione di malattie epidemiche; lo sviluppo della microscopia ottica che permise a Pasteur di identificare i microrganismi causanti la peste, il colera e la tubercolosi; i progressi della farmacologia con l’introduzione dell’etere dietilico, il bromuro, la futura e l’acido acetilsalicilico; la nuova ingegneria sanitaria che rese possibile l’osservazione sistematica del malato con la costruzione dei grandi policlinici.
Quindi, i progressi della medicina e dell’igiene, sommandosi allo sviluppo dell’industria alimentare, favorirono in Europa una riduzione della mortalità, che portò a cinquant’anni la durata media della vita di un uomo.
Così, nonostante il calo delle nascite verificatosi nei paesi economicamente più avanzati, dovuto alla diffusione dei metodi contraccettivi e a una nuova mentalità tesa a programmare razionalmente la famiglia, si ebbe un sensibile aumento della popolazione.
Tabella riassuntiva delle differenze tra la prima e la seconda rivoluzione industriale
| Prima rivoluzione industriale | Seconda rivoluzione industriale |
|---|---|
| Periodo: Seconda metà del ’700 | Periodo: Seconda metà/fine ’800 |
| Luogo: Inghilterra e poi Belgio, Olanda, Francia e Stati Uniti | Luogo: Europa nord-occidentale |
| Fonti energetiche utilizzate: Carbone | Fonti energetiche utilizzate: Petrolio ed energia elettrica |
| Macchine impiegate: Macchina a vapore | Macchine impiegate: Motore a scoppio ed elettrico |
| Settori interessati: Industria tessile, trasporti, ferrovie | Settori interessati: Chimico, metallurgico, siderurgico, meccanico, elettrico. |
| Attori sociali coinvolti: Imprenditori | Attori sociali coinvolti: Scienziati |
Il positivismo come affermazione della supremazia della conoscenza scientifica
Il Positivismo è uno dei fenomeni culturali più rilevanti dell’Ottocento. Sviluppatosi in Francia e in Inghilterra tra la prima e la seconda metà del secolo, si è poi diffuso nel resto d’Europa.
Il positivismo vuole far divenire la scienza l’unica forma di conoscenza possibile, ma vuole anche trasformare la filosofia in una super-scienza che deve coordinare le singole branche scientifiche.
Nello stesso tempo si tratta di una scienza che deve modificare positivamente mediante il progresso il mondo umano e superare le crisi presenti.
5
Le tesi fondamentali di questo fenomeno possono essere riassunte in cinque punti:
- L’affermazione della centralità della scienza e dei suoi procedimenti conoscitivi, anche in polemica con la metafisica;
- L’adesione alla realtà dei fatti, in contrapposizione a ciò che è ritenuto astratto e chimerico;
- L’amore per la precisione e la chiarezza, in opposizione alla vaghezza e all’oscurità;
- L’affermazione dell’utilità delle conoscenze, che devono servire allo sviluppo della società e al progresso dell’uomo;
- L’atteggiamento ottimistico nei confronti del progresso, che appare inevitabile e positivo.
Comte
Comte è il padre riconosciuto del positivismo, colui che si dedicò più di ogni altro alla definizione di un nuovo sistema di pensiero che partisse dalle basi certe della fisica e del metodo sperimentale.
La scienza positivista è per Comte il culmine di uno sviluppo storico ininterrotto verso la vera conoscenza delle cose, da lui definito con la legge dei “tre stadi”, ovvero un percorso filosofico della storia centrato sull’idea di progresso delle capacità intellettuali umane.
Questa legge sostiene che ogni scienza, nel suo cammino evolutivo, deve percorrere tre differenti stadi:
- Nello stadio teologico i fenomeni naturali vengono spiegati facendo appello a entità e potenze sovrannaturali;
- Nello stadio metafisico tali potenze sono sostituite da entità concettuali. Si passa, cioè, dalla fantasia alla ragione, ma pur sempre con l’obiettivo di individuare le cause prime dei fenomeni;
- Solo nello stadio positivo non si ricercano più le cause ma le leggi, ovvero, avvalendosi del metodo scientifico, si ricercano le relazioni tra fenomeni.
Comte presenta la sua opera “Corso di filosofia positiva” del 1830/1842 come un’enciclopedia, un quadro unitario del sapere in cui ogni scienza fondamentale viene considerata nelle sue relazioni con l’intero sistema positivo.
Le cinque discipline che egli individua come scientificamente essenziali sono:
- L’astronomia
- La fisica
- La chimica
- La biologia
- La sociologia
Tutte ordinate secondo una scala crescente per complessità, partendo dalle scienze più generali e semplici, per arrivare a quelle più sviluppate e precise, presupponendo, quindi, per lo studio di ogni scienza, la conoscenza dei principi fondamentali delle precedenti.
La matematica, come si può notare, resta esclusa dalla classificazione, in quanto Comte propone di considerare questa disciplina come base di tutta la filosofia, come strumento fondamentale per l’attività scientifica.
6
Comte è il padre riconosciuto della sociologia, con lui si fa avanti l’idea che il complesso delle relazioni umane sia regolato da leggi scientificamente determinabili.
Dunque Comte crede nella possibilità dello sviluppo positivista delle scienze umanistiche, anche se è consapevole che tale sviluppo nella direzione positivista sarà per la sociologia più arduo rispetto, ad esempio, a quello della fisica.
Per Comte la sociologia è un dovere ma anche una necessità urgente, infatti solo studiando scientificamente i problemi legati alla convivenza degli uomini è possibile risolvere una volta per tutte le crisi che ancora tormentano le società e le nazioni.
Per Comte, attraverso uno studio analitico e rigorosamente scientifico della società è possibile risanare qualsiasi problema sociale e risolvere positivamente ogni questione politica.
Comte divide la sociologia in statica sociale e dinamica sociale:
- La statica sociale si occupa di studiare le istituzioni sociali per ciò che sono in un determinato momento storico, al fine di trovare le connessioni che rendono possibile l’equilibrio sociale;
- La dinamica sociale si occupa di definire le leggi del progresso sociale, ovvero i modi in cui le società si evolvono e i motivi di tale evoluzione.
Nella fase teologica dell’umanità il sistema sociale era il Feudalesimo, in cui le signorie estendevano il loro potere localmente proteggendo e controllando le grandi masse contadine, nella fase metafisica, che Comte associa al periodo delle rivoluzioni, l’uomo comprende di poter definire da sé le leggi alle quali aderire, nella terza fase, quella positiva, è il sistema industriale a garantire la diffusione del benessere a quante più persone possibili.
Le naturalisme, un mouvement animé par Zola
7
In Francia dalla fusione delle idee del Positivismo e del realismo si sviluppa ed afferma il Naturalismo, il cui esponente principale è Émile Zola.
Egli puntava sul romanzo non più come invenzione fantastica, ma come strumento di indagine sull’uomo e sul suo ambiente, attraverso l’osservazione diretta dei fatti narrati.
Il romanzo che ne esce è definito “sperimentale”; l’aggettivo tuttavia non indica, come nelle successive avanguardie, una ricerca di novità (“sperimentalismo”), ma l’uso di una scrittura che studia la realtà attraverso il metodo scientifico.
L’artista deve essere impersonale, deve agire con la stessa freddezza del chirurgo, ritagliando pezzi di vita senza pretendere di giudicare il bene e il male.
Più egli scomparirà dietro le cose che narra abbandonando i suoi presupposti morali per far posto alla verità anche se brutta, più l’opera d’arte acquisterà una vita autonoma, dando l’illusione di essere indipendente anche da chi l’ha creata.
Les sciences naturelles, le positivisme et le darwinisme, qui connaissent un développement notable pendant la seconde moitié du dix-huitième siècle, jouent un rôle essentiel dans l’élaboration des théories naturalistes, et l’on trouve dans les romans naturalistes certains thèmes qui évoquent les recherches contemporaines.
Comme le réalisme, le naturalisme se soucie de représenter la modernité et d’en expliquer le fonctionnement, en ajoutant d’abord, l’intérêt pour la matière qu’il voit comme un objet.
Mais son originalité tient à l’importance qu’il accorde au savoir scientifique, aussi bien dans la conception d’ensemble des œuvres que dans le détail des récits, dont de nombreux événements sont expliqués à la lumière de théories en vogue au cours de la seconde moitié du XIX siècle.
L’Origine des espèces par la sélection naturelle, publié en 1859, influencent l’œuvre de Zola.
Les théories du savant anglais Charles Darwin (1809-1882, auteur de L’Origine des espèces par la sélection naturelle, publié en 1859) influencent l’œuvre de Zola, qui, comme le scientifique anglais, montre l’animalité originelle de l’homme à travers certains comportements bestiaux et instinctifs qu’il prête aux personnages de L’Assommoir.
Comme Mendel, Zola lui aussi manifeste son intérêt pour les recherches sur l’hérédité lorsqu’il construit minutieusement l’arbre généalogique des Rougon-Macquart, son objectif est celui d’étudier une famille de cinq générations et de vérifier ainsi les lois biologiques de l’hérédité qui favorise la propagation de l’alcoolisme et de la folie, et lorsqu’il insiste sur la part considérable de l’hérédité dans le comportement des personnages.
Dans L’Assommoir, Gervaise lui permet de valider ses hypothèses sur le poids des déterminismes héréditaires sur son destin : fille d’alcoolique et femme battue, l’héroïne accomplit les différentes étapes d’un itinéraire déjà programmé, auquel elle ne peut pas échapper.
Pour rejoindre son but de découvrir les lois qui influencent le destin de quelqu’un, si ispira anche alle idee di Taine, lequel avait dégagé les trois facteurs qui déterminent tout individu : la race, la famille et l’histoire des proches, le milieu, le lieu où le personnage vit, le moment, période pendant laquelle il vit.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.