Introduzione pag. 3
“Al paradiso delle signore” pag. 5
Da piccola merceria a emporio pag. 5
Nuove strategie di vendita pag. 6
Fare shopping nell’Ottocento: la nascita dei grandi magazzini pag. 7
A Parigi… pag. 7
…e in Italia pag. 10
Gabriele D’Annunzio pag. 12
Biografia pag. 12
Le opere pag. 14
La Belle Époque pag. 16
La chimica e la medicina pag. 16
La crescita demografica pag. 17
Cambiò il volto delle città pag. 17
I progressi nelle comunicazioni pag. 17
Si intensificarono i trasporti pag. 19
Lo sviluppo del turismo pag. 20
Il divertimento pag. 20
L’invenzione del cinema pag. 21
Lo sport: rinascono le Olimpiadi pag. 22
Si diffuse la cultura pag. 23
I manifesti pubblicitari pag. 23 1
La publicité pag. 25
I grandi centri commerciali pag. 27
Methods of payment pag. 29
I contratti di lavoro pag. 31
Contratto a tempo determinato pag. 31
Contratto di lavoro part-time pag. 32
Contratto di solidarietà pag. 32
Contratto di somministrazione e lavoro pag. 33
Contratto di lavoro a domicilio pag. 33
Contratto di lavoro a progetto pag. 34
Contratto di inserimento pag. 34
Contratto di lavoro intermittente pag. 35
Contratto di lavoro ripartito pag. 35
Contratto di apprendistato pag. 36
La retribuzione pag. 37
Le diverse forme della retribuzione pag. 38
Gli elementi della retribuzione pag. 39
La busta paga pag. 41
Conclusione pag. 42
Bibliografia pag. 45
Sitografia pag. 46 2
Fin da piccola sono sempre stata particolarmente attratta dai Grandi Magazzini, come La Rinascente o la UPIM di Milano, dove mi portavano i miei genitori, soprattutto in occasione delle feste natalizie.
Questi luoghi, per me rappresentavano il mondo delle favole: luci, colori, reparti pieni dei giocattoli più svariati e poi salire e scendere dalle scale mobili era molto divertente: tutto era esaltante e sognavo ad occhi aperti.
Anche adesso che sono grande, i Grandi Magazzini e i Grandi Centri Commerciali, continuano ancora a colpirmi, per questo motivo ho deciso di scegliere questo argomento per la mia tesina di maturità. Al Paradiso delle Signore
Ho voluto partire dal libro “ ”, scritto da Émile Zola che descrive perfettamente gli ambienti dei primi grandi magazzini di Parigi, tanto che sembra di esserci dentro, assieme ai protagonisti, vedere tutto attraverso i loro occhi.
Ho cercato di sottolineare come il grande magazzino, tempio del consumo, dove la merce veniva esposta al pubblico ed era accessibile a tutti, abbia contribuito ad aiutare l’emancipazione femminile, perché ha permesso la presenza delle donne in
pubblico, senza provocare scandali. Inoltre, ha facilitato il successo della moda, con l’introduzione sul mercato di abiti pronti, così che anche l’operaio e l’impiegato, pur risparmiando a fatica, potevano acquistarsi un vestito “per bene”.
Non a caso i grandi magazzini sono nati alla fine dell’800, quindi
Belle Époque
nella mia tesina descrivo il contesto storico della , un periodo straordinario di invenzioni, innovazioni tecnologiche,
Gabriele
in cui visse un grande poeta e scrittore italiano:
D’Annunzio.
Ho cercato anche di mettere in evidenza che le nuove strategie di vendita, la pubblicità, l’introduzione di nuove forme di pagamento, hanno contribuito al successo dei grandi magazzini che si sono moltiplicati, trasformandosi anche in grandi centri commerciali, che racchiudono al loro interno numerosi negozi.
Tutto questo ha favorito l’incremento di nuove assunzioni,
contratti di lavoro
stabilite dai vari , grazie alle quali il
retribuzione
lavoratore percepisce una per il lavoro svolto, che
busta paga.
viene documentata nella 4
Al Paradiso delle signore
“ ”, scritto nel 1883 da Émile Zola (1840 - 1902 a Parigi), è l’undicesimo di 20 romanzi del ciclo dei Rougon-Macquart. Octave Mouret è un
giovane commesso,
dinamico e ambizioso, che
lavora al “Paradiso delle
Signore”, una piccola
merceria di Parigi.
Trasformerà questo
negozio in un gigantesco
magazzino, che farà fallire
tutte le piccole botteghe
di quartiere.
In soli cinque anni (dal 1864 al 1869) riuscirà a far salire il numero dei suoi reparti da 19 a 50, quello dei suoi dipendenti da 450 a quasi 3.000, il suo volume d’affari da 8 a
100 milioni di franchi, e il numero delle clienti da 10.000 a 70.000.
Dionisia, una povera orfana con fratelli al seguito, arriva a Parigi e la sua storia si intreccia con quella del ricco Octave, proprietario del grande magazzino nel quale finirà a lavorare.
I due giovani, dopo un amore sofferto e tormentato, si sposeranno felicemente.
Mouret trionfa perché ha sconvolto i procedimenti di vendita: sbalordisce le clienti con lo splendore, i colori, l’originalità, il lusso e l’abbondanza delle merci; le vetrine sono appositamente concepite per attrarre i passanti.
Usa il fine psicologico: stupisce, sorprende e conquista la donna convincendola, che è lei a guadagnarci; non pensa che a soddisfarla: le offre dolci, bevande fresche e mette a sua disposizione camerini da toilette, salotto e sala di lettura, ma non pensa che a raggiungerla, a fare commercio di lei e dei suoi desideri.
Introduce i prezzi fissi, applica sconti e vende articoli al prezzo di acquisto, talvolta anche in perdita, che ripartisce sapientemente tra i reparti per attirare la clientela e farla girovagare per tutto l’emporio; accumula la merce davanti alle
porte affinché la folla vi si accalchi e faccia credere che il negozio sia affollato perché è convinto che la folla attira la folla.
Introduce anche la pratica del “reso”: la donna prende l’articolo con la “coscienza tranquilla” perché può restituirlo.
pubblicità
Utilizza la “ ”: giornali, manifesti, volantini, seduce le madri con regalini dati ai bambini, illustrazioni, figurine da collezionare, palloncini rossi che portano per tutta Parigi il nome del negozio. Bon
Nel 1852 il parigino Aristide Boucicat acquistò il “
Marché”, un emporio di tessuti e abbigliamento di Parigi.
Incominciò a vendere abiti confezionati per signora, biancheria, cappelli e calzature, trasformandolo così in un Grande Magazzino. “Bon Marché”
Fu proprio il che ispirò Emile Zola a scrivere il romanzo “Al paradiso delle signore”. 7
Aristide Boucicat, proprio
come fece Octave Mouret
nel romanzo di Zola,
introdusse la rotazione
delle merci, il prezzo fisso
ed esposto, l’ingresso
libero, il reso della merce,
l’ampiezza
dell’assortimento.
I grandi magazzini erano, non solo luogo di vendita di un’ampia varietà di merci, ma anche di intrattenimento per i clienti.
Boucicaut, fu l’ideatore della formula che rivoluzionò il nostro modo di vivere, soprattutto tra le signore, a cui l’astuto commerciante si rivolgeva come clientela.
Fino allora relegate tra le mura domestiche, le donne della classe media accolsero con entusiasmo questa novità di fare la spesa, vissuta come un’opportunità di uscire di casa e di poter spendere; un assaggio di indipendenza e di libertà.
“Au Bon Marché”
Il ebbe successo e sorsero a Parigi altri Grandi Magazzini:
“Grands Magasins Du
nel 1855 furono inaugurati i
Louvre”
nel 1865 nacque
“Au Printemps”
nel 1912 aprì
Aux Galeries Lafayette Haussmann”
“
Ai Grandi Magazzini di Parigi seguirono ben presto:
“Selfridges
il ” a
Londra
“Myers”
il a Melbourne
“Macy’s”
il a New York
Il grande magazzino Macy’s di New York
In una fotografia del 1906
Qui ha lavorato per un po’ di tempo anche Otto Frank, il padre di Anna Frank.
Questo è anche lo stesso edificio utilizzato per girare il film “Il miracolo della 34ª strada” (Miracle on
di tema natalizio
34th Street), del 1947, diretto da George Seaton. 9
Anche in Italia non
mancarono iniziative
imprenditoriali di rilievo,
come i Grandi Magazzini
Alle città d’Italia
“ ” dei
fratelli Bocconi.
Vennero poi distrutti da un
incendio e nel 1917, dopo
la ricostruzione, vennero
ribattezzati da Gabriele
D’Annunzio con il nome
La Rinascente”.
“ Palazzo “Alle Città d’Italia” dei
fratelli Bocconi – Milano - 1898
Il suo successo fu enorme e divenne una meta privilegiata della corsa verso i consumi: introdusse sul mercato oggetti moderni, come il deodorante e il frigorifero, che portarono ad una grande trasformazione commerciale.
rivoluzione della taglia
Partecipò anche alla “ ”, che permise la diffusione degli abiti pronti, facendo della moda italiana una realtà economica di primaria importanza, organizzando anche delle sfilate di moda a Milano. 10
Pur non rinunciando affatto ad entrare nel mondo della clientela maschile, La Rinascente è stata a tutti gli effetti un luogo
le donne
pubblico femminile, dove potevano girare da
sole
senza suscitare scandalo, ed erano libere di scegliere quello che volevano in base al loro gusto e al loro giudizio, ha quindi in qualche modo favorito la lotta delle donne per la parità.
Visto il successo della Rinascente, a Milano aprirono altri Grandi Magazzini:
nel 1928 aprì la
“UPIM”: Unico Prezzo
Italiano Milano, dove la
merce era suddivisa in
scaffali in base al prezzo
e non all’articolo 1939 - MILANO, UPIM
fronte via Dante
nel 1930 venne
fondata la
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- Italiano: Emile Zola (Al paradiso delle signore), Gabriele D'Annunzio;
- Storia: la Belle Epoque;
- Francese: la publicité;
- Inglese: methods of payment;
- Diritto: contratti di lavoro;
- Economia: la retribuzione.