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D’Annunzio

Vita

Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 da una famiglia agiata.

Compì gli studi elementari privatamente e successivamente frequentò un prestigioso collegio.

Determinato e dal carattere intraprendente, scrisse a soli 16 anni una lettera a uno dei più prestigiosi letterati italiani, Carducci.

Nel corso degli anni si trasferì a Roma, dove lavorò per alcuni giornali che pubblicarono alcuni suoi articoli di critica letteraria e artistica.

Visse una vita dispendiosa, ma a causa di alcuni problemi finanziari si trasferì a Napoli, dove si legò sentimentalmente a Maria Gravina Cruyllas.

Abbandonata Napoli, nel 1897 incontrò la celebre attrice Eleonora Duse e si dedicò al movimento politico, tanto da farsi nominare deputato di destra. Ma successivamente, con grande sorpresa, passò tra le file dell’ala di sinistra, affermando che egli va dove va la vita.

Successivamente, con la Duse, si trasferì a Firenze in una villa. Questo è infatti un periodo di grande produzione poetica.

Successivamente egli si trasferì in Francia e si cimentò nel cinema, fino a quando non assunse il ruolo di “poeta del popolo”, ritenuto il solo a riuscire a movimentare la popolazione, motivandola con aspetti nazionalistici. Nel 1918 fu celebre per due famosi episodi: la “beffa di Buccari”, in un’escursione, e il “volo di Vienna”, quando il poeta sparse in volo centinaia di volantini propagandistici sul suolo italiano.

Nel 1919, a guerra finita, definendo una vittoria mutilata, si cimentò nella riconquista della città di Fiume, proteggendola per oltre un anno, fino a quando il governo italiano lo obbligò a ritirarsi.

Morì nel 1938.

Le opere

Gli esordi

Le prime opere di D’Annunzio presentano i temi della sensualità, della lussuria, dell’erotismo e della mondanità.

Primo vere, Canto novo, così come la prima raccolta, l’Intermezzo e molte altre poesie sciolte.

Il piacere

Il piacere è un’opera che si aggira attorno alla storia di Andrea Sperelli, un giovane che vive solo per l’amore, l’arte e la cultura, ovvero il piacere.

Tutto va per il meglio finché l’amante Elena Muti lo abbandona senza alcun motivo. Cercherà conforto in più storie, che però lo porteranno ad essere ferito in duello da un amante ferito.

Si trasferisce per convalescenza in campagna, dove si innamora di Maria Ferres. Guarito, torna a Roma, dove è tormentato da questo duplice sentimento: la travolgente passione sensuale per Elena e l’amore puro di Maria. Ottenendo una notte d’amore con Maria, si fa sfuggire il nome di Elena.

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Sintesi

D’Annunzio

Vita

Gabriele D’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 da una famiglia agiata. Compì gli studi elementari privatamente e successivamente frequentò un prestigioso collegio. Determinato e dal carattere intraprendente, scrisse a soli 16 anni una lettera a uno dei più prestigiosi letterati italiani, Carducci. Nel corso degli anni si trasferì a Roma, dove lavorò per alcuni giornali che pubblicarono alcuni suoi articoli di critica letteraria e artistica.

Visse una vita dispendiosa, ma a causa di alcuni problemi finanziari si trasferì a Napoli, dove si legò sentimentalmente ad Amaranta Gravina Cruyllas. Abbandonata Napoli, nel 1897 incontrò la celebre attrice Eleonora Duse e si diede al movimento politico, tale da farsi nominare deputato di destra. Ma successivamente, con grande sorpresa, passò all’ala di sinistra, affermando che egli va dove va la vita.

Successivamente con la Duse si trasferì a Firenze, in una villa. Questo è infatti un periodo di grande produzione poetica. Successivamente egli si trasferì in Francia e si cimentò nel cinema, fino a quando non assunse il ruolo di “poeta del popolo”, ritenuto il solo a riuscire a movimentare la popolazione, motivandola con aspetti nazionalistici.

Nel 1918 fu celebre per due famosi episodi: la “beffa di Buccari”, in un’escursione, e il “volo di Vienna”, quando il poeta sparse in volo centinaia di volantini propagandistici sul suolo italiano.

Nel 1919, a guerra finita, definendo una vittoria mutilata, si cimentò nella riconquista della città di Fiume, proteggendola per oltre un anno, fino a quando il governo italiano lo obbligò a ritirarsi. Morì nel 1938.

Le opere

Gli esordi

Le prime opere di D’Annunzio presentano i temi della sensualità, della lussuria, dell’erotismo e della mondanità. Così come la prima raccolta, il Primo vere, Canto novo, l’Intermezzo e molte altre poesie sciolte.

Il piacere

Il piacere è un’opera che si aggira attorno alla storia di Andrea Sperelli, un giovane che vive solo per l’amore, l’arte e la cultura, ovvero il piacere. Tutto va per il meglio finché l’amante Elena Muti lo abbandona senza alcun motivo. Cercherà conforto in più storie, che però lo porteranno ad essere ferito in duello da un amante ferito.

Si trasferisce per convalescenza in campagna, dove si innamora di Maria Ferres. Guarito, torna a Roma, dove è tormentato da questo duplice sentimento: la travolgente passione sensuale per Elena e l’amore puro di Maria. Ottenendo una notte d’amore con Maria, si fa sfuggire il nome di Elena, e Maria fugge.

La produzione a ispirazione russa

Dopo il successo ottenuto dal Piacere, ispirato dalla moda russa, si dedicò ai temi della purezza, dell’indagine psicologica e degli stati mentali, così come Dostoevskij.

Opere di questo tipo sono Giovanni Episcopo, che racconta lo stato psicologico di un uomo nei confronti dell’amante della moglie, fatto che lo porterà al suicidio; L’innocente, la storia in prima persona di un uomo intento a recuperare il rapporto coniugale, fatto che lo spinge fino al delitto; e il Poema paradisiaco, composto da 54 liriche dove i temi erotici lasciano spazio a quelli degli affetti familiari.

La produzione del superomismo

I romanzi

La lettura delle opere di Nietzsche, il filosofo che teorizzò l’idea del superuomo, portò D’Annunzio a teorizzare la figura del poeta come unico superuomo, svincolato da ogni regola morale e quindi capace di movimentare una visione patriottica e nazionalista aggressiva.

Ideologia espressa in un ciclo di romanzi, della “rosa”, del “giglio” e del “melograno”, e in altre sette raccolte, le Laudi. E così come anche nei personaggi di quattro romanzi:

  • Il trionfo della morte, costruito sulle vicende di Giorgio, che esprime sentimenti contrastanti che lo porteranno ad un omicidio-suicidio: esaltazione del piacere sensuale;
  • Le vergini delle rocce, dove il protagonista sogna di sposare una donna e generare un figlio di sangue puro: esaltazione dell’ideologia nazionale;
  • Il fuoco, un’opera autobiografica dove il protagonista incarna l’ideale dannunziano, innamorato di Eleonora Duse: esaltazione della vita come arte;
  • Forse che sì forse che no, è un’opera che prende forma in un contesto storico caratterizzato da una tecnologia avanzata e dalla velocità: esaltazione del progresso e della forza della velocità.

Teatro

A questa corrente risalgono anche varie opere teatrali come:

  • La Gioconda, storia di un uomo combattuto dall’amore della moglie e dell’amante;
  • La città morta, storia ambientata in Grecia;
  • La figlia di Iorio, ambientata in Abruzzo, ed è una storia fuori dal tempo e dallo spazio, una storia primordiale;
  • La fiaccola sotto il moggio, storia che narra la corruzione fisica e morale della famiglia abruzzese Sangro;

Le Laudi

La raccolta delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi comprende opere poetiche della maturità. Inizialmente doveva comprendere sette raccolte riportanti i nomi delle stelle della costellazione delle Pleiadi, ma il progetto non fu completato, e furono composte solo le prime quattro: Maia, Elettra, Alcyone e Merope, mentre la quinta, Asterope, non fu completata, e delle ultime due, Taigete e Selene, ce n’è rimasto solo il titolo.

  • Il primo libro, Maia, è incentrato sull’ideologia del superuomo e del culto degli eroi antichi;
  • Il secondo libro, Elettra, è incentrato sugli eroi della storia e della cultura;
  • Il terzo libro, Alcyone, è il libro del panismo, incentrato sulla fusione tra l’Io dell’uomo e la natura;
  • Il quarto libro, Merope, contiene dieci Canzoni delle gesta d’oltremare ispirate alla guerra in Libia.

Produzione francese

Subito dopo la pubblicazione dell’ultimo romanzo Forse che sì forse che no, D’Annunzio si diede alle opere in prosa:

  • Contemplazione della morte;
  • Faville del maglio;
  • Leda senza cigno.
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