Estratto del documento

Mente & cuore

  • Sensualità, passione travolgente di un attimo, e amore, passione per la vita e oltre.
  • G. Klimt, “Il Bacio”: un amore che non si accontenta di possedere la mente, il corpo e le attenzioni dell’amato, ma pretende di impregnarne l’esistenza con la propria in uno scambio erotico e spirituale.
  • F. Hayez, “Il Bacio”: un bacio dolce e furtivo, passione e tristezza per l’addio all’amata.
  • S. Freud: «l’amore è solo giustificazione del sesso», l’amore “analizzato” dalla mente di Freud.
  • G. Simmel: «l’amore è un senso vitale, il sentimento che abbraccia ogni cosa, il mezzo attraverso cui siamo in grado di esprimere la nostra interiorità», l’amore dalla parte del cuore.
  • E. Brontë: «whatever our souls are made of, his and mine are the same», a deep love continues even after death.
  • D. H. Lawrence: «sex and beauty are inseparable, like life and consciousness. And the intelligence which goes with sex and beauty, and arises out of sex and beauty, is intuition», sex is the most important thing.
  • G. D’Annunzio: l’amore travolgente e appassionante, la vana lotta per vincere l’attrazione sessuale.
  • Dante Alighieri e Beatrice: un amore spirituale che dura anche dopo la morte in un viaggio nel Paradiso.
  • T. Gautier e R. Radiguet: l’histoire fantastique, passionnelle et ambiguë et la passion d’une nuit que signera leur vie.
  • M. Maeterlinck: un amour de fiable dans une atmosphère comparable aux plus belles histoire d’amour de Shakespeare.
  • Autori inglesi e francesi: l’amore nei secoli della letteratura.
  • L’amore nella storia: coppie al centro dell’attenzione tra la prima e la seconda guerra mondiale.
  • Apparato cardiocircolatorio: l’organo dell’amore.
  • Stelle: la meraviglia del cielo che fa innamorare da sempre.

Prefazione

«L’amore è una forza selvaggia.

Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge.

Quando tentiamo di imprigionarlo, ci rende schiavi.

Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi.»

(Paulo Coelho)

L’amore

Una tematica molto diffusa e comune nelle opere di poeti, scrittori e artisti di tutti i secoli. Tutti, bene o male, hanno avuto una storia d’amore nella propria vita che ha significato qualcosa, ma gli autori di ogni tempo ne hanno parlato secondo connotazioni diverse.

La concezione dell’amore nell’antichità era molto diversa da quella dell’era moderna: gli artisti nel Medioevo, ad esempio, cantavano l’amore spirituale, in molti casi del tutto platonico, per una donna, mentre oggi o anche negli ultimi due secoli precedenti al nostro, l’amore è visto anche dal lato sensuale e fisico. Basti pensare a Dante o Petrarca nel 1200 circa e ai loro amori, Beatrice e Laura, capaci di elevare la loro anima e purificarli con il solo sguardo o saluto, oppure a D’Annunzio o Moravia nel 1900, in cui l’amore è visto soprattutto come una scoperta del sesso. Com’è ben chiaro, ci sono stati molti cambiamenti nelle concezioni dell’uomo con il passare dei decenni, dovuto anche alla Weltanschauung del loro periodo e alle novità nel campo filosofico, scientifico e letterario.

Ad esempio nel 1900 vi è stato un uomo, filosofo e psicologo, Sigmund Freud, che ha stravolto le concezioni della sessualità fino ad allora conosciute e ha tentato di “ragionare” sull’amore, provando a spiegarlo ed eliminando ogni tipo di romanticismo che in una storia fa sempre da cornice. In questo modo si è sviluppato un rapporto freddo, distaccato e scientifico tra l’uomo e l’amore: Freud ha provato, infatti, a creare una sorta di “scienza dell’amore”, termini già di per sé opposti, usando così gli ingranaggi della mente per spiegare i motivi dei battiti del cuore. In questa maniera, però, il padre della psicanalisi ha affermato che l’amore, il sentimento profondo di cui i grandi del passato facevano la base della loro vita, non esiste, poiché esso è solo la “giustificazione” dell’atto fisico e procreativo.

È per questo che ho scelto di intitolare la mia tesina “Mente & Cuore”, sottolineando il binomio di termini opposti e le concezioni allo stesso modo opposte dell’amore. Da un lato perciò l’amore è visto solo come sessualità, puro piacere o ha come scopo la procreazione, e dall’altro invece l’amore è ancora quel sentimento profondo capace di far sognare ed emozionare, un amore infinito e assoluto che supera qualsiasi cosa, anche la morte in certi casi.

Ho scelto questa tematica dopo aver letto il libro di filosofia di Georg Simmel, un contemporaneo a Freud forse poco conosciuto, che mi ha colpito moltissimo perché i suoi pensieri si stagliano su un’atmosfera completamente opposta a quella di lui, nonostante vivessero nello stesso tempo e nella stessa nazione. E mi sono resa conto che molti autori che in quest’anno abbiamo studiato hanno trattato dell’amore secondo questo binomio o trattando solo uno dei due estremi.

Un altro libro che ho letto qualche tempo fa e che mi ha convinto ancora di più a portare questo tema è stato “Cime tempestose” di Emily Brontë, diventato ormai uno dei miei libri preferiti, un romanzo di cui mi ha appassionato tutto, dalla storia d’amore alle caratteristiche complesse dei personaggi.

“Il Bacio”

Gustav Klimt

1907-1908

Olio su tela

180 × 180 cm

Vienna, Österreichische Galerie Belvedere

Il dipinto è un possibile ritratto dello stesso Klimt e della sua compagna Emilie Flöge, stilista di moda per la quale elaborò molti disegni. I personaggi, inginocchiati su di un prato irreale, sono dipinti con degli abiti fastosi color oro, che si differenziano per delle caratteristiche: quello dell’uomo è caratterizzato da figure di forma geometrica rettangolare e quadrata, mentre quello della donna da figure circolari, questo perché in antichità l’uomo era rappresentato da forme spigolose, mentre la donna da forme sinuose o tonde.

L’uomo si piega per baciare la donna che sta inginocchiata quasi di profilo, lui le tiene fermamente il viso fra le mani, e lei poggia la sua mano destra dietro la nuca di lui e con l’altra tiene la mano che la abbraccia. Il viso dell’uomo non si vede chiaramente, mentre quello di lei sembra voler trasmettere il rapimento in un’estasi amorosa.

La coppia è rappresentata secondo uno schema piramidale, preso dalla classicità dei mosaici bizantini, così come lo sfondo oro. In contrasto con quest’ultimo vi è il prato fiorito ai piedi dei due amanti, che li lega simbolicamente alla terra.

La donna risulta completamente dedita e abbandonata all’uomo, mentre quest’ultimo è proteso in avanti in atteggiamento di protezione e tenerezza nei confronti dell’amata. L’equilibrio della loro unione è allo stesso tempo perfetto e precario, armonico e inquieto, specchio di un’epoca sospesa tra illusioni e certezze, il Novecento.

Klimt fu molto influenzato dalle idee di Schopenhauer e Freud e interpreta tematiche connesse all’amore, secondo il punto di vista di questi, come la sensualità femminile o il tema del bacio, pluriproposto nell’arte di tutti i secoli, ma stavolta come un legame sensuale ed erotico.

Ecco l’amore che non si accontenta di possedere la mente, il corpo e le attenzioni dell’essere amato, ma pretende di impregnarne l’esistenza con la propria, in una fusione di carne, sangue e di pensieri. È questo lo scambio erotico e spirituale che ha voluto rappresentare l’autore nell’opera: la compenetrazione totale in cui l’uomo resta nella donna fino alla fine.

I personaggi, isolati dal mondo in un abbraccio che è fusione sensuale e spirituale, celebrano il trionfo dell’eros.

“Il Bacio”

Francesco Hayez

1859

Olio su tela

112 × 88 cm

Milano, Pinacoteca di Brera

In questo celeberrimo quadro Francesco Hayez, uno dei massimi esponenti del Romanticismo italiano, riunisce le principali caratteristiche di esso, ovvero un interesse al sentimento puro e verso gli ideali risorgimentali. Ciò che colpisce subito è il gesto dei due amanti abbracciati che si scambiano un bacio dolce e furtivo.

Questo legame così forte è in contrasto con il freddo celeste della veste della donna, che è in contrasto a sua volta con il colore rosso caldo dell’abito dell’uomo. L’uomo appoggia la gamba sul gradino mentre abbraccia la donna: con questo particolare si intende che l’uomo sta per fuggire; la fuga è sottolineata anche da un altro particolare, ovvero l’ombra che si scorge dietro al muro, nella parte sinistra del quadro, che indica un pericolo che lo insegue. La donna è piegata, sinuosamente, spinta dall’“impeto frettoloso” dell’uomo, il quale coltello con fodero preme sul fianco della ragazza, che lo abbraccia mentre piangendo lo bacia. È l’addio di un patriota all’amata.

L’opera però cela anche un significato storico: infatti Hayez, attraverso i colori (bianco della veste, il rosso della calzamaglia, il verde del cappello e del risvolto del mantello e infine, l’azzurro dell’abito della donna), vuole rappresentare l’alleanza avvenuta tra l’Italia e la Francia.

La scena, a giudicare dagli abiti e dall’architettura, è ambientata in un’atmosfera medioevale, ma in realtà richiama il presente a causa del significato e del soggetto del tutto nuovo in questa chiave.

Inoltre quest’opera esprime, non solo il concetto sentimentale, ma crea all’interno dell’opera un vero e proprio coinvolgimento emotivo che prende l’osservatore, che lo fa quasi sognare.

Quindi, Hayez con quest’opera celebra il trionfo dell’amore e trasmette anche il senso di irrequietezza popolare che sarà proprio del Regno d’Italia.

Capitolo “Mente”

…Sigmund Freud… « »

L’amore è solo giustificazione del sesso.

Sigmund Freud fu neurologo, filosofo e fondatore della psicoanalisi. Ebreo, nacque in Austria nel 1856 e morì a Londra nel 1939. Visse perciò a cavallo delle due guerre mondiali e dovette andare in esilio quando la Germania nazista, durante la seconda guerra mondiale, perseguitava gli ebrei.

Partendo dalla sua opera “L’Interpretazione dei sogni” del 1901 e dalle affermazioni per cui gli impulsi rimossi sono sempre di natura sessuale, Freud diede un posto centrale alla sessualità nella sua filosofia.

Prima di Freud la sessualità era identificata con solo il rapporto fisico ai fini della procreazione. Se questo fosse stato vero, sarebbe rimasta inspiegata la sessualità infantile, la sublimazione, ovvero il trasferimento di carica sessuale ad un oggetto che convenzionalmente non ne ha, e le perversioni, cioè il puro piacere sessuale senza lo scopo riproduttivo. Freud ampliò così il concetto di sessualità con la “libido” e le sue “zone erogene”.

Demolì quelle credenze secondo cui la sessualità appartiene solo all’età adulta ed elaborò una teoria di sessualità infantile. Il filosofo definiva il bambino “un essere perverso polimorfo”, che persegue cioè il piacere indipendentemente dallo scopo riproduttivo (=“perverso”) e con vari organi del corpo (=“polimorfo”) passando per delle fasi, a seconda dell’età.

Connessa a questa teoria, vi è il “complesso di Edipo”, che prende il nome da un mito greco: Edipo era un eroe greco, nato dal padre Laio e dalla madre Giocasta e destinato dal Fato a dover uccidere il padre e sposare la madre.

Da qui Freud affermò la sua tesi di un attaccamento “libidico” del figlio verso il genitore del sesso opposto e una rivalità con l’altro. Fra i 3 e i 6 anni il bambino, per esempio, sviluppa un attaccamento viscerale alla madre e un conseguente fastidio se il padre “osa” avvicinarsi a lei; allo stesso modo la bambina nutre un legame al padre e vede la necessità di eliminare la madre.

Infatti scriveva: “Si torna sempre ai primi amori: i vari punti oscuri della vita sessuale negli adulti si chiariscono solo rilevando i momenti infantili dell’amore.”

Il complesso di Edipo subentra quando il bambino è fortemente legato alla madre e si accorge che questa non riversa tutto il suo affetto su di lui, ma anche sul padre. Questa frustrazione non solo induce il bambino a orientarsi verso il genitore di sesso opposto, ma lo spinge anche a porsi in atteggiamento di rivalità nei confronti di quello del medesimo sesso considerato come un rivale.

Il complesso di Elettra (chiamato così da un seguace di Freud, Jung) ossia la fase edipica delle bambine, è un po’ più problematica: la bambina deve infatti trasferire il suo affetto dalla madre, primo oggetto d’amore, alla figura paterna, fino ad “odiare” la madre, vedendola come un’acerrima rivale. La fase edipica raggiunge il massimo intorno ai sei anni, per poi lasciare spazio al periodo della latenza, durante il quale l’interesse sessuale per sé e per gli altri viene messo da parte. Egli tentò quindi di spiegare i “meccanismi”, se mai così si possano definire, dello sviluppo della sessualità attraverso la psicologia e la scienza. Per lui, quindi, l’amore come sentimento non può esistere, qualsiasi legame è finalizzato solo alla riproduzione e alla continuazione della specie umana. L’amore è un’illusione, una “giustificazione del sesso”. Come lui la pensarono e la penseranno altri, ad esempio Schopenhauer, il quale credeva che dietro l’amore ci fosse “il freddo genio della specie”, ovvero l’amore è un’illusione che ha il solo scopo di far perpetuare la specie, e Nietzsche, con la sua celebre frase che spiega da sé la sua concezione: “l’amore è lo stato in cui l’uomo vede le cose diverse da come sono”.

D. H. Lawrence

…D. H. Lawrence… «Sex and beauty are inseparable, like life and consciousness. And the intelligence which goes with sex and beauty, and arises out of sex and beauty, is intuition.»

David Herbert Lawrence was an English writer born in 1885 at Eastwood, in Nottinghamshire. In his early youth, he met Jessie Chambers, who became his best friend and inspired the character of Miriam in his work “Sons and lovers”. He was destined to be a miner as his father, but thanks to education and poor physical health he escaped such destiny, in fact he became to work but because of pneumonia he gave up. So he became a teacher in 1908. Some time later, he explored failed relationship between women and men, parents and children. This exploration leads him to write one of his most famous novels, “Sons and lovers”. This novel, above all, was influenced by the love with his mother: after Lawrence brother’s death, he became the centre of his mother’s love and this morbid relationship influenced all his life. In 1912 his mother died and two years later he met a married woman, Frieda von Richthofen, and he married her after her divorce. With her, he made a lot of travels, in Italy, India, Australia, New Zealand, U.S.A. and France, for example. In one of this foreign sojourn, he wrote another famous novel, “Lady Chatterley’s lover”, which was inspired by the betrayal of his wife, and this work was considered scandalous and it was censored. In the end, he died in Vence, France, in 1930.

He considered man as a mixture of culture and biology, civilisation and “flesh and blood” (instinct, impulses), as he says. The “mind knowledge” is the separation between human intellectual powers and natural impulses, above all sexual impulse is the strongest. Then, only a relationship between men and women, based on sexuality and passion, can save mankind from self-destruction. So the sex, for Lawrence, is the symbol of the relationship between men and women and it covers an important position in his works.

Sex is vitality, a saviour force and a mystic experience. Besides, women haven’t a good position in his works, they don’t represent an important place because of the women’s movement of those years, instead they are seen as the way to procreate, in a sexual and sexist vision.

“Sons and lovers”

One of his masterpieces, “Sons and lovers”, was published once in 1913, but it was censored and it appeared as the original in 1922. In this work there are all the aspects of the relationship between a mother and her son, and so the difficulties to have a normal love and sexual affair in adulthood because of it. It is the complex of Oedipus, the morbid relationship between a mother and her son, which will influence all the sexual maturity of him.

Paul Morel

The story is autobiographical, it is set in Nottinghamshire’s mines and speaks about childhood to maturity, and his parents.

Mr and Mrs Morel haven’t a good relationship, they have 4 children, who become the only one interest of the mother. She looks after them, but she will influence every futurity tentative to establish an affair with the other sex. At the beginning, Mrs Morel, deceived by her marriage, shower her affection on the eldest, William, but he dies early and she has to rely on another child. So, all the children are attached to her and estranged from their father, and Paul begins her favourite.

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