Estratto del documento

Istituto Professionale dei Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera

Esame di Stato

Amandine Revy Orlandi

Alunna: Classe V E Turistico

A

Anno Scolastico 2013-2014

La mandorla

Materie coinvolte:

  • Storia
  • Storia dell’Arte
  • Italiano
  • Geografia
  • Inglese

Indice

  • Premessa · p. 3
  • Storia: Origine, mitologia ed evoluzione · p. 4
  • Storia dell’arte: Mandorla e icone · p. 13
  • Italiano: Libro “La Mandorla” di Nedjma · p. 19
  • Geografia: Tra Maghreb e Marocco · p. 24
  • Inglese: Tangier Tour · p. 31
  • Bibliografia · p. 36 2

Premessa

Giunta al termine di questo percorso di studi, mi è stata data la possibilità di creare una tesina su un argomento che ritenevo interessante. Per questo motivo, ho scelto di parlare di questo frutto poiché strettamente collegato al mio nome.

Infatti, Amandine è il diminutivo della parola “amande” che, tradotto dal francese, significa letteralmente “mandorla”. Nonostante la stranezza dell’argomento, è risultato abbastanza semplice collegarla a diverse materie in quanto è un frutto molto antico e conosciuto nel mondo.

Ciò mi ha dato la possibilità di conoscerne meglio gli utilizzi nei vari campi e la storia. 3

Storia

Mitologia, storia ed evoluzione

Fiore della pianta del Mandorlo.

Come ogni storia che si rispetti, anche per il mandorlo, esiste una leggenda legata alla mitologia greca, infatti, secondo il mito, la fioritura del mandorlo sarebbe da ricondurre all’amore fra Acamante, figlio del celebre Teseo, e Fillide, giovane principessa Tracia. 4

Narra Omero che Acamante salpò a seguito degli Achei e combatté la guerra di Troia al fianco di Ulisse e degli altri celebri eroi. La guerra durò dieci lunghi anni, durante i quali Fillide attese l’amato Acamante.

Conquistata e distrutta la città di Troia, i greci cominciarono a fare finalmente ritorno in patria. Man mano però che i superstiti ritornavano alle proprie case e alle proprie donne, non vedendo fra essi Acamante, Fillide paventava che l’amato fosse caduto fra le vittime della guerra.

La principessa, non vedendo ancora per giorni Acamante giungere, ritenne che il proprio amato fosse scomparso, e per la disperazione ne morì.

La dea Atena, mossa a pietà per la fine tragica della giovane principessa, trasformò Fillide in un albero di Mandorlo.

Acamante era solo stato trattenuto da un’avaria della sua nave, non era morto e quando giunse e seppe della morte di Fillide e della sua trasformazione, andò verso l’albero di Mandorlo e lo abbracciò amorevolmente.

Fu così che, all’improvviso, i nudi rami del mandorlo si ricoprirono di fiori anziché di foglie, quasi a voler ricambiare il tenero abbraccio di Acamante.

Ancora oggi, nella Valle dei Templi, questo miracolo si rinnova nel periodo primaverile, ricordando a tutti i popoli il valore dell’amore e della pace. 5

Quadro raffigurante Acamante e Fillide.

Tralasciando la mitologia, in realtà, il mandorlo è una pianta dal passato affascinante e dalla storia veramente molto antica; basti pensare che, nelle regioni del Mediterraneo, viene coltivata con successo da oltre tre millenni.

Eppure le sue origini sono tanto antiche quanto lontane: sembra, infatti, che questa pianta sia originaria delle regioni dell’Asia Centrale o Occidentale e che, marginalmente, possa trarre origine anche dai territori dell’attuale Cina.

Queste piante, ovviamente selvatiche, sono state addomesticate e i frutti, che originariamente contenevano l’amigdalina (che si trasforma nel mortale acido cianidrico), furono resi commestibili grazie alle straordinarie capacità degli agricoltori. 6

Pianta di Mandorlo in fiore.

I primi esempi di mandorli domestici appaiono già nella prima parte dell’Età del Bronzo (dal 3000 al 2000 a.C.), dato che possiamo riferire con una certa sicurezza in quanto alcuni frutti, ritrovati nella tomba del faraone Tutankamon, risulterebbero essere proprio delle mandorle, molto probabilmente importate dall’Oriente.

L’espansione del mandorlo nel bacino del Mediterraneo, comunque, è ancora incerta o, meglio, viene contesa tra due popolazioni: Greci e Fenici. Quello che, per certo, possiamo dire è che, prima fra tutti, ad ospitare sul suo territorio questa meravigliosa pianta, fu la Sicilia.

Anche qui però esistono due versioni discordanti poiché molti autori affermano che in questa regione esistessero già delle specie amare di mandorlo spontanee.

Dell’epoca romana, sappiamo poi che i georgici 7 distinguevano già alcune delle diverse varietà di mandorli.

Cartina dei climi.

Estesasi poi a molti altri territori dell’Europa, oggi la pianta del mandorlo viene coltivata nelle zone a clima temperato caldo di entrambi gli emisferi, anche se, in Italia, possiamo trovare degli esempi di colture di mandorli pure nelle zone prealpine.

Le regioni che di certo meglio rappresentano la coltura del mandorlo, però, sono indubbiamente quelle più meridionali: a partire dalle Marche, giù fino alla Puglia, da dove si pensa provengano oltre quattro quinti della produzione nazionale, ed ancora più a sud fino alla Sicilia; senza poi trascurare, ovviamente, la Sardegna. 8

Cartina Sicilia.

All’inizio del secolo scorso la provincia di Agrigento era il primo produttore mondiale e la mandorla rappresentava la principale fonte di reddito.

Venivano coltivate circa 752 specie.

La massima diffusione si ebbe negli anni ’60 con circa 200 mila ettari di terreno impiantati a mandorleti. Di questo frutto nulla veniva perduto: la legna della potatura serviva ad alimentare i forni per la cottura del pane, con il mallo esterno si lavorava un tipo di sapone molle chiamato “scibina” e il guscio veniva utilizzato per alimentare i bracieri in casa.

Agrigento non detiene più questo primato che tuttavia si sta cercando di recuperare. In primavera si svolge in questa città la sagra del “mandorlo in fiore” che ricopre la Valle dei templi di un delicato manto bianco e rosa simile a quello di una sposa che annuncia la primavera. 9

Se la festa dei mandorli ad Agrigento è la più conosciuta non bisogna dimenticare, in Sicilia, la bellezza delle coltivazioni delle campagne di Noto, nel siracusano. Da questa zona provengono i frutti più profumati, quelli più ricchi di proteine e di essenze.

Mandorla di Noto, in Sicilia. Famosa per la realizzazione di confetti.

Ma non è solo l’Italia a poter vantare grandi coltivazioni di mandorlo: anche Spagna e Portogallo, Provenza (Francia del sud) e Grecia ospitano territori in cui il mandorlo è ampiamente coltivato; senza poi dimenticare le isole quali la Corsica e le isole minori.

Ampi territori coltivati a mandorlo, poi, si trovano anche in Turchia e nella Persia, nonché sulle coste settentrionali dei paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo.

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Sintesi

Introduzione Mandorla, tesina

La seguente tesina maturità Istituto alberghiero tratta della nascita della pianta del mandorlo e del suo frutto a livello mitologico, della sua espansione e della sua importanza. Giunta al termine di questo percorso di studi, mi è stata data la possibilità di creare una tesina su un argomento che ritenevo interessante. Per questo motivo, ho scelto di parlare di questo frutto poiché strettamente collegato al mio nome. Infatti, Amandine è il diminutivo della parola “amande” che, tradotto dal francese, significa letteralmente “mandorla”. Nonostante la stranezza dell’argomento, è risultato abbastanza semplice collegarla a diverse materie in quanto è un frutto molto antico e conosciuto nel mondo. Ciò mi ha dato la possibilità di conoscerne meglio gli utilizzi nei vari campi e la storia.

  • Storia: Origine, mitologia ed evoluzione
  • Storia dell’arte: Mandorla e icone
  • Italiano: Libro “La Mandorla” di Nedjma
  • Geografia: Tra Maghreb e Marocco
  • Inglese: Tangier Tour
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