Estratto del documento

La mela

Analisi del frutto testimone della crescita dell’umanità

Gloria Bettuzzi 5ªB

Istituto tecnico “ITAS Città del Tricolore”

Anno scolastico 2012/2013

maçã

apfel manzana

Apple pomme æble

eple

omena Äpple yabloko

appel яблоко

ل بأ

Ябълка 苹果

píngguǒ חופת

Jablko μήλο

ringo

애플

アップル jabuka

elma

μήλο

milo obuolys

alma măr

mansanas MELA

Mollë jabłko

táo maçã píngguǒ

Äpple appel

애플

яблоко 苹果

apfel

Apple Mollë

pomme măr

mansanas eple

MELA milo

alma

manzana

חופת elma

μήλο

ringo jabłko obuolys

táo

ل بأ

アップル

jabuka pomme æble

omena MELA

Apple μήλο

milo

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Introduzione

Di solito oggetti o situazioni abituali passano davanti a noi inosservati, al punto che la nostra attenzione non li percepisce nemmeno. In realtà spesso accade che sono proprio questi oggetti dimenticati che, in un’occasione imprevista, sono in grado di risvegliare in noi emozioni, sentimenti e desideri nascosti anche a noi stessi.

Una normalissima sera passata davanti alla TV, infatti, la mia attenzione si concentra su una pubblicità già vista mille volte. Una telecamera segue il viaggio di una coccinella la cui meta è una mela. Non amo mangiare le mele, ma in un attimo ho capito che quella coccinella ero io e che il suo viaggio rappresentava il mio desiderio di visitare New York, ossia la Grande Mela.

Tutto è nato da questa pubblicità che mi ha fatto riflettere sul ruolo centrale che la mela ha avuto nel corso della storia e di come artisti, scrittori e poeti nel corso del tempo abbiano dato significati diversi a questo frutto.

La mela infatti è molto presente sia oggi che un tempo: basta pensare ad Adamo ed Eva e alla loro mela del peccato, e andando poco più avanti nella storia all’importanza che i Celti hanno dato a questo frutto così semplice, ma al tempo stesso pieno di significati.

La mela è stata importante anche nella letteratura (come per Italo Calvino nella fiaba La ragazza mela), nell’arte (come per Magritte ne Il figlio dell’uomo e La stanza dell’ascolto), nella poesia (come per Neruda nella sua Ode alla mela) e oggi è presente nei nostri discorsi quando ci riferiamo alla città di New York, o ancora quando invade la nostra tecnologia grazie al logo inventato da Steve Jobs.

Ogni autore ha la sua storia personale e ha creato una propria interpretazione, ma la matrice comune è proprio questo semplice frutto che, analizzato fino in fondo, mostra davvero quale sia la sua importanza.

Per concludere, in questa mia ricerca ho dunque non solo trattato di New York, la capitale del mondo, ma mi sono anche chiesta perché questa città sia chiamata la Grande Mela, ho parlato del primo Personal Computer, ma ho anche cercato di capire perché la Apple sia diventata l’azienda più famosa al mondo e cosa significhi la mela morsicata come suo simbolo. Ho ricercato che significato avesse nelle leggende e nei miti la mela per i Celti, mi sono interrogata sul perché un grande scrittore del Novecento abbia voluto racchiudere in una fiaba una mela, o perché Neruda ne abbia fatto un elogio diventato così famoso e infine perché Magritte abbia dato un’immagine così curiosa alla mela.

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Geografia

New York è la città più popolosa degli Stati Uniti d'America e si trova nell'omonimo stato, che ha per capitale Albany. Situata sulla costa orientale dell'America settentrionale, dirimpetto all'Atlantico, è ubicata alla foce del fiume Hudson, che costituisce il suo confine occidentale, separandola da una serie di sobborghi nel New Jersey.

Questa particolare topografia ha fatto sì che la città diventasse uno dei più importanti porti del mondo sin dall'epoca coloniale. È divisa in 5 circoscrizioni, ma solamente il Bronx si trova sul continente vero e proprio, Brooklyn e Queens occupano l'estremità occidentale di Long Island, e gli altri (Manhattan e Staten Island) occupano due isole omonime di dimensioni intermedie.

Esistono anche numerose isole di dimensioni più piccole, come Ellis Island, l'isola in cui un tempo sbarcavano le navi piene di immigrati provenienti dall'Europa, e dove questi venivano tenuti in quarantena prima di essere ammessi al resto degli Stati Uniti, o Liberty Island, l'isola dove è collocata la Statua della Libertà.

Ferita al cuore dall'attentato terroristico dell'11 settembre 2001, che ha distrutto uno dei suoi simboli, le Torri Gemelle, New York ha mostrato una grande forza di reazione, rimanendo una delle più importanti città del mondo.

Gotham City

Per alcuni è, per altri Liberty City, oppure la città che non dorme mai, la capitale del mondo, la città nuda, ma universalmente New York è conosciuta come la Grande Mela: the Big Apple.

Alcune guide sostengono che per grande mela si intenda la forma che crea la disposizione dei cinque distretti, con Manhattan al centro, come un torsolo di mela.

Altre fonti sostengono che nel 1909 Edward S. Martin, nel libro The Wayfarer in New York “”, paragona lo stato di New York a un melo, con le radici nella valle del Mississippi e il frutto a New York. 4

Ma la verità è che il primo a mettere il termine Big Apple nero su bianco fu lo scrittore John Fitzgerald. Dopo aver seguito una corsa di cavalli nell’ippodromo della città di New York, scrisse sul “Morning Telegraph” di New York: “Around the Big Apple” per definire il fruttuoso (in termini di quantità di notevoli guadagni per gli scommettitori) circuito dove correvano i cavalli.

Pare che anche gli stallieri di un ippodromo di New Orleans chiamassero un viaggio all’ippodromo di New York per qualsiasi puro sangue di talento, “la grande mela”, ovvero “la grande ricompensa”.

Decine e decine di anni dopo, nel 1971, il termine fu rispolverato in occasione di una campagna pubblicitaria per attirare nuovi visitatori nella City. La speranza era che queste mele rosse con la scritta Big Apple potessero dare un’immagine più brillante alla città, contrastando la credenza di posto buio, pericoloso e pieno di criminali. Da quel momento in poi, per tutti New York divenne The Big Apple.

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Storia

Apple II

Nel 1977 nasceva l'Apple II, il primo elaboratore elettronico per il quale fu usata l'espressione “personal computer” e il primo modello di successo di tale categoria prodotto su scala industriale.

Steve Jobs e Steve Wozniak nel 1976 avevano già costruito nel loro garage l'Apple I, un computer che però poteva essere appetibile solo ad un pubblico di appassionati di elettronica. Tuttavia, poiché Jobs desiderava rendere l'informatica accessibile a tutti, i due rielaborarono il progetto dell'Apple I, mettendo tutta l'elettronica in una scatola di plastica beige comprensiva di tastiera e dando così forma al personal computer che utilizziamo ancora oggi.

L'Apple II era interfacciabile con stampanti e modem e aveva un design accattivante, costava solo 1.195 dollari (escluso il monitor), ed era adatto anche per i videogiochi.

La memoria RAM ammontava a 4KB (espandibili fino a 48-64KB) e come memorie di massa erano utilizzati un registratore a cassette oppure uno/due drive per floppy disk da 5".

L'adozione di componentistica standard unita alla relativa semplicità della scheda logica del modello Apple II permise la nascita di vari cloni da parte di società anche italiane.

Appassionati e hobbisti potevano assemblare da soli un modello identico, essendo in commercio il clone del circuito stampato anche privo di componenti.

Una volta lanciata sul mercato Apple II, la Apple Computer Co., fondata il primo aprile 1976 da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne, si preparava a diventare una delle più importanti aziende informatiche del mondo con crescite da record.

Come per tutte le invenzioni che hanno segnato la storia dell’umanità, gli aneddoti relativi alle origini del marchio creato da Steve Jobs sono numerosi. Tantissime sono le leggende che circolano sull’origine del nome e sulla scelta del logo, ma qualunque sia stata la vera fonte, si è trattato di una scelta decisamente corretta: una parola semplice che rimanda però a centinaia di significati diversi, un logo immediato ma al tempo stesso simbolico come quello della mela morsicata.

Un aneddoto interessante è quello che riconduce l’origine del simbolo della Apple al grande matematico e padre dello studio dell’intelligenza artificiale, Alan Turing. Condannato per la sua omosessualità, Turing soffrì di notevoli problemi fisici e mentali che lo condussero a suicidarsi, mangiando una mela avvelenata con cianuro di potassio.

Molti rivedono nella morte di Turing il film d’animazione Disney Biancaneve, dove la strega tenta di uccidere la principessa offrendole una mela avvelenata.

Un’altra teoria racconta invece che Steve Jobs rimase conquistato da una copertina di un 33 giri dei Beatles che raffigurava appunto una mela (da cui il nome della casa discografica fondata dal quartetto britannico nel 1968, la Apple Corps).

Altri affermano che, probabilmente, l’origine del simbolo della mela, così come il nome Apple, sarebbe un tributo alla storica casa discografica Apple Records, sempre del gruppo molto amato da Steve Jobs e da lui ritenuto il massimo modello di business.

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Qualcun altro afferma che il simbolo della mela sia riconducibile alla mela della conoscenza che da Adamo ed Eva arriva alla mela di Isaac Newton.

Questa teoria ha origine dal fatto che il primo logo di Apple raffigurava Isaac Newton seduto sotto un albero di mele, dove, secondo la leggenda, il famoso fisico e matematico ebbe l’ispirazione che lo portò poi a formulare la teoria sulla legge gravitazionale.

A causa però dell’abbondanza dei dettagli dell’illustrazione, che ne rendevano difficile la riproduzione su un calcolatore, questo logo venne applicato solo sull’Apple I.

Un altro tra i primi loghi della società americana fu la mela colorata con i toni dell’arcobaleno invertiti, risalente al 1977.

Questo marchio nacque dalla fantasia di Rob Janoff che lo creò per fare un favore a Regis McKenna, suo datore di lavoro e amico di Steve Jobs.

Si racconta che Janoff, per cercare un’ispirazione, si recò in un supermercato dove acquistò un sacchetto di mele. Tornato a casa, le tagliò, le posizionò sul tavolo e iniziò ad osservarle.

Dalle mele tagliate, Janoff creò una semplice mela monocromatica con un morso, sicuramente più economica e facile da stampare.

Il logo venne presentato a Jobs che, però, desiderava qualcosa di più “colorato”. Il grafico quindi prese il logo e aggiunse le bande colorate secondo la sua ispirazione del momento.

Infine, si racconta che si scelse di utilizzare come logo e nome dell’azienda la mela per far comprendere ai clienti che utilizzare prodotti della Apple fosse facile come mangiare una mela. Si dice anche che Steve Wozniak avesse scelto il nome Apple anche perché l’azienda risultasse tra le prime nella lista dell’elenco telefonico.

Il marchio subì poi un’ulteriore trasformazione nel 1998, quando l’azienda commissionò la realizzazione di un logo che rendesse la mela più sobria ed elegante: si eliminarono le bande orizzontali colorate e si lasciò la mela morsicata di un unico colore, bianco o nero, anche se a volte venne prodotto anche in rosso, viola e blu.

Nel momento in cui furono messi in commercio Apple I e Apple II, il simbolo della mela morsa venne immediatamente abbinato allo slogan “BITE THAT APPLE”, che risultò particolarmente indicato alla filosofia dell’azienda, riuscendo a fondere principi come il desiderio e la conoscenza.

Il morso aveva infatti un duplice significato: rappresentava la conoscenza (nella Bibbia la mela è il frutto dell’albero della conoscenza), ma richiamava anche il linguaggio del mondo dell’informatica, “morso” in inglese si traduce con “bite”, la cui pronuncia è molto simile a quella di “byte”.

Lo spot che ha fatto la storia degli anni ’90 e che in un’unica frase racchiudeva la filosofia Apple, fu la prima geniale idea di Jobs.

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Sintesi

Introduzione tesina sulla mela

Di solito oggetti o situazioni abituali passano davanti a noi inosservati, al punto che la nostra attenzione non li percepisce nemmeno. In realtà spesso accade che sono proprio questi oggetti dimenticati che, in un’occasione imprevista, sono in grado di risvegliare in noi emozioni, sentimenti e desideri nascosti anche a noi stessi.

Una normalissima sera passata davanti alla TV, infatti, la mia attenzione si concentra su una pubblicità già vista mille volte. Una telecamera segue il viaggio di una coccinella la cui meta è una mela. Non amo mangiare le mele, ma in un attimo ho capito che quella coccinella ero io e che il suo viaggio rappresentava il mio desiderio di visitare New York, ossia la Grande Mela.

Tutto è nato da questa pubblicità, che mi ha fatto riflettere sul ruolo centrale che la mela ha avuto nel corso della storia e su come artisti, scrittori e poeti nel corso del tempo abbiano dato significati diversi a questo frutto. A partire da questa pubblicità, ho deciso di realizzare la mia tesina di maturità sulla mela.

La mela, infatti, è molto presente sia oggi che un tempo: basta pensare ad Adamo ed Eva e alla loro mela del peccato, e andando poco più avanti nella storia all’importanza che i Celti hanno dato a questo frutto così semplice, ma al tempo stesso pieno di significati.

La mela è stata importante anche nella letteratura, come per Italo Calvino nella fiaba La ragazza mela, nell’arte, come per Magritte nel Figlio dell’uomo e La stanza dell’ascolto, nella poesia, come per Neruda nella sua Ode alla mela, e oggi è presente nei nostri discorsi quando ci riferiamo alla città di New York, o ancora quando invade la nostra tecnologia grazie al logo inventato da Steve Jobs.

Ogni autore ha la sua storia personale e ha creato una propria interpretazione, ma la matrice comune è proprio questo semplice frutto che, analizzato fino in fondo, mostra davvero quale sia la sua importanza.

Per concludere questa mia tesina, ho dunque non solo trattato di New York, la capitale del mondo, ma mi sono anche chiesta perché questa città sia chiamata la Grande Mela, ho parlato del primo Personal Computer, ma ho anche cercato di capire perché la Apple sia diventata l’azienda più famosa al mondo e cosa significhi la mela morsicata come suo simbolo. Ho ricercato che significato avesse nelle leggende e nei miti la mela per i Celti, mi sono interrogata sul perché un grande scrittore del Novecento abbia voluto racchiudere in una fiaba una mela, o perché Neruda ne abbia fatto un elogio diventato così famoso e infine perché Magritte abbia dato un’immagine così curiosa alla mela.

Collegamenti

Tesina sulla mela

  • Geografia - New York e la storia della grande mela.
  • Spagnolo - Pablo Neruda con Ode alla mela.
  • Italiano - Italo Calvino con La ragazza mela.
  • Inglese - I Celti con la mitologia e la leggenda della mela.
  • Storia - Primo computer Apple e storia del simbolo Apple.
  • Storia dell’arte - René Magritte con Fils de l’homme e La chambre d’écoute.
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