Giovanni Borrelli
Materie:
ISIS Leopoldo II di Lorena
- Psicologia Jazz
Istituto Professionale per i Servizi Turistici
- Geografia
58100 Grosseto
- Italiano Borrelli
- Storia
- Inglese Psicologia: La Comunicazione
Geografia: Territorio America
Italiano: Edgar Allan Poe Economia: la pubblicità
Storia: La grande depressione negli USA – Gli anni ruggenti (Jazz, Razzismo; Proibizionismo)
Inglese: New York
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Giovanni Borrelli
ISIS Leopoldo II di Lorena
Istituto Professionale per i Servizi Turistici
58100 Grosseto
Il jazz e la comunicazione
Ho scelto l’argomento del Jazz perché sono un musicista e come tale amo parlare di musica e farla conoscere a persone sempre più nuove e numerose. Il Jazz è per me un mezzo attraverso il quale si può comunicare a chi ascolta un sentimento, un’emozione che in quel momento si prova.
Questo mi fa pensare al primo assioma della comunicazione, il quale dice che è “Impossibile non comunicare”. Infatti in un modo o nell’altro comunichiamo ogni giorno e in ogni momento, cioè, non è detto che si debba per forza usare la voce per comunicare, ma lo si può anche attraverso reazioni emotive e comportamenti che ogni giorno e spesso anche involontariamente assumiamo.
Ma facciamo un passo indietro e soffermiamoci sulla parola “COMUNICAZIONE”, che significato ha medesima parola?, il significato che tale parola esprime è un processo di scambio di informazioni e d’influenzamento tra due o più persone che avviene in un determinato contesto. La cosa più importante da tenere in considerazione è che la comunicazione fallisce se non vi è disponibilità di ascolto, esso è l’attività che attraverso la quale il soggetto percepisce stimoli provenienti dall’esterno e dall’interno, un buon ascolto aiuta a capire meglio, a mantenere un costante grado di attenzione dell’interlocutore, a memorizzare e ritenere le informazioni ricevute, a migliorare la comunicazione in generale.
Le origini del jazz
Il jazz fu creato dagli Africani deportati negli Stati Uniti e schiavizzati, che cantavano per alleggerire il lavoro, attraverso canti che venivano anche chiamati con il nome “calls” (chiamate). Proprio grazie a queste chiamate comunicarono messaggi di ogni genere: per chiamare la gente fuori dai campi, invitarla ad andare a lavoro, attirare l’attenzione di una ragazza a distanza, segnalare l’arrivo di cani da caccia, oppure, semplicemente per far notare la propria presenza.
I Calls si designarono dei canti di lavoro individuali che prendevano il nome a seconda dell’ambiente in cui si trovarono; per esempio ci furono canti, definiti anche con il nome “Hollers”, in cui si ambientarono in campi di granturco e quindi presero il nome di Cornfield Hollers, oppure spesse volte i canti si ambientarono in campi di cotone e che quindi vennero chiamati “Cottonfield Hollers”. Oltre a queste varie tipologie di chiamate ci furono anche delle grida che gli africani
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emettevano per sfogare tutto il peso del lavoro che ebbero dentro di loro e queste grida potevano essere gioiose, oppure, malinconiche. Gli schiavi di colore riuscirono a sopportare tutta questa schiavitù perché ebbero molta fede in Dio e addirittura pensarono che una volta giunti nel Regno di Dio avessero trovato un trattamento ben diverso rispetto a come venivano trattati quando erano schiavi e che quindi avessero trovato la libertà che nella vita non trovarono. Il genere si sviluppò in modo esponenziale tra il 1915 e il 1940, diventando la musica da ballo dominante tra il 1930 e il 1940.
New Orleans, 1919
L’origine della parola jazz (che veniva originariamente scritta jass) è incerta.
Un’ipotesi fa derivare jass dalla parola di etimologia francese jaser (gracchiare, fare rumore,
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perfino copulare nel dialetto della Louisiana francofona dell’700).
La linea etimologica francese jaser-jass sembra avvalorata dai giornali dalla fine dell’800 al 1918 e dalle testimonianze di musicisti di New Orleans, secondo cui questa musica veniva considerata in ambienti tradizionali come “fracasso”, “rumore sgradevole”, musica “cacofonica” e perfino “orgia sessuale”.
In contrasto con questa teoria, recenti testimonianze raccolte tra alcuni musicisti in attività a New Orleans all’inizio del XX secolo indicano che la parola non è stata usata a New Orleans per denotare una musica fino al 1917, quando vi arrivò in una lettera che Freddie Keppard spedì da Chicago a Joe “King” Oliver, che la mostrò al suo protetto Louis Armstrong.
Altri ritengono che la parola jazz derivi da Jar che in inglese significa vaso. In effetti i primissimi suonatori di colore usavano dei vasi rovesciati come delle percussioni da cui dall’inglese “to play jares” suonare dei vasi, delle giare, oppure dei barattoli. Suonare con dei vasi la cui pronuncia è la stessa di “to play jazz”. Pian piano sarebbe diventato appunto Jazz.
La migrazione degli Afroamericani dal Sud al Nord degli Stati Uniti, che ebbe luogo tra il 1910 e il 1920, portò con sé anche molti musicisti di New Orleans, attratti dai maggiori guadagni che venivano offerti ai musicisti al Nord e, secondo molte testimonianze, anche dalla decadenza dell’intrattenimento a New Orleans, che viene fatta coincidere simbolicamente, con la chiusura di Storyville, il quartiere a luci rosse di New Orleans, che avvenne nel 1917 ad opera del Ministero della Guerra: la tradizione vuole che il jazz fosse nato e avesse prosperato nei luoghi malfamati del quartiere.
La meta di molti dei musicisti fu Chicago, città che attrasse anche King Oliver, e attorno alla quale si creò una scuola da cui emersero molti protagonisti soprattutto bianchi.
Le radici del jazz affondano nella cultura musicale africana della vita di tutti i giorni degli schiavi neri (sebbene molto contaminata dalle culture europee, soprattutto inglesi e francesi, dominanti nel sud degli Stati Uniti).
Nel corso del XIX secolo e soprattutto nella seconda metà, le tradizioni musicali afroamericane iniziarono a trovare eco in spettacoli d’intrattenimento, attraverso varie forme di rappresentazione, delle quali forse le più famose erano i “Minstrel show” che in una cornice carica di stereotipi razziali.
rappresentavano personaggi tipo dell’afroamericano. Le musiche di scena di questi spettacoli erano rielaborazioni di musiche afroamericane (o presunte tali).
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Il jazz in Europa e negli Stati Uniti
In Europa si guardava con grande interesse al jazz e gli artisti che venivano sul continente a dare concerti ricevevano ottime accoglienze, rese ancora migliori dalla relativa assenza della segregazione razziale e dei pregiudizi che ancora imperavano in America. Questo fece sì che molti jazzisti intraprendessero lunghe tournée in Europa (Coleman Hawkins e Sidney Bechet tra gli altri) provocando la nascita di molti gruppi di imitatori. Questa relazione del jazz con l’Europa avrebbe subito una battuta d’arresto nel corso del secondo conflitto mondiale solo per riprendere con ancora maggior vigore negli anni del dopoguerra.
L’avvento della seconda guerra mondiale, con le ristrettezze e le incertezze che ne conseguirono, pose fine al periodo delle grandi orchestre, la maggior parte delle quali, nel corso del decennio, dovette chiudere.
Fra i maggiori esponenti del jazz ricordiamo: il celebre cornettista Louis Armstrong (1900-1971) che con i suoi complessi ha fatto anche varie tournée in Europa e il pianista Duke Ellington, famoso pure come compositore e direttore d’orchestra.
I tipi di jazz
Ci sono vari tipi di jazz:
- Hot jazz, ossia il jazz originario tipico di Louis Armstrong, basato sull’improvvisazione solistica.
- Sweet Jazz, più vicino alla melodia dei modelli occidentali.
- Free jazz, si rifà all’improvvisazione collettiva simultanea.
- Cool jazz, il cui leader fu il sassofonista Lester Young.
Le caratteristiche del jazz
Il jazz, noto originariamente come espressione musicale spontanea e improvvisata, ha finito con l’entrare nelle sale da concerto e con l’influenzare lo stile di numerosi compositori.
Caratteristica essenziale del jazz è l’improvvisazione: dopo che tutto il complesso degli esecutori ha presentato un “tema” ogni suonatore riprende in forma solistica il tema stesso, arricchendolo di varie azioni, frutto di una fantasia esuberante e dando prova di una tecnica strumentale talora sbalorditiva.
Il jazz è un genere musicale di origine statunitense nato nei primi anni del XX secolo nelle comunità afroamericane del sud degli Stati Uniti. Frutto di una confluenza di tradizioni musicali africane ed europee, le sue caratteristiche peculiari sono l’uso intenso di improvvisazione, lo swing (Il termine deriva dall’andamento ritmico “dondolante” che nasce da questa tecnica esecutiva (il verbo inglese “to swing” significa appunto dondolare).
Sin dai primi tempi il jazz ha incorporato nel suo linguaggio i generi della musica popolare americana. In tempi più recenti il jazz si è mescolato con tutti i generi musicali moderni anche non statunitensi, come la samba, la musica caraibica e come il rock.
Come abbiamo già detto il Jazz è un genere musicale derivante dagli Stati Uniti d’America (USA), una repubblica federale con sistema rappresentativo dell’America settentrionale composta da 50 stati e un distretto federale (Washington, D.C.).
Introduzione Jazz, la musica del relax tesina
Ho scelto l’argomento del Jazz per la mia tesina di maturità, perché sono un musicista e come tale amo parlare di musica e farla conoscere a persone sempre più nuove e numerose. Il Jazz è per me un mezzo attraverso il quale si può comunicare a chi ascolta un sentimento, un’ emozione che in quel momento si prova. Questo mi fa pensare al primo assioma della comunicazione, il quale dice che è “Impossibile non comunicare”. Infatti in un modo o nell’altro comunichiamo ogni giorno e in ogni momento, cioè, non è detto che si debba per forza usare la voce per comunicare, ma lo si può anche attraverso reazioni emotive e comportamenti che ogni giorno e spesso anche involontariamente assumiamo.
Ma facciamo un passo indietro e soffermiamoci sulla parola “Comunicazione”, che significato ha la medesima parola?, il significato che tale parola esprime è un processo di scambio di informazioni e d’influenzamento tra due o più persone che avviene in un determinato contesto. La cosa più importante da tenere in considerazione è che la comunicazione fallisce se non vi è disponibilità di ascolto, esso è l’attività attraverso la quale il soggetto percepisce stimoli provenienti dall’ esterno e dall’interno, un buon ascolto aiuta a capire meglio, a mantenere un costante grado di attenzione dell’interlocutore, a memorizzare e ritenere le informazioni ricevute, a migliorare la comunicazione in generale.
Il jazz fu creato dagli africani deportati negli Stati Uniti e schiavizzati, che cantavano per alleggerire il lavoro, attraverso canti che vennero anche chiamati con il nome “calls” (chiamate). Proprio grazie a queste chiamate comunicarono messaggi di ogni genere: per chiamare la gente fuori dai campi, invitarla ad andare a lavoro, attirare l’attenzione di una ragazza a distanza, segnalare l’arrivo di cani da caccia, oppure, semplicemente per far notare la propria presenza.
I Calls si designarono dei canti di lavoro individuali che prendevano il nome a seconda dell’ambiente in cui si trovarono per esempio ci furono canti, definiti anche con il nome “Hollers”, in cui si ambientarono in campi di granturco e quindi presero il nome di Cornfield Hollers, oppure spesse volte i canti si ambientarono in campi di cotone e che quindi vennero chiamati “Cottonfield Hollers”. Oltre a queste varie tipologie di chiamate ci furono anche delle grida che gli africani emettevano per sfogare tutto il peso del lavoro che avevano dentro di loro e queste grida potevano essere gioiose, oppure, malinconiche. Gli schiavi di colore riuscirono a sopportare tutta questa schiavitù perché ebbero molta fede in Dio e addirittura pensarono che una volta giunti nel Regno di Dio avessero trovato un trattamento ben diverso rispetto a come venivano trattati quando erano schiavi e che quindi avessero trovato la libertà che nella vita non trovarono. Il genere si sviluppò in modo esponenziale tra il 1915 e il 1940, diventando la musica da ballo dominante tra il 1930 e il 1940. L'obiettivo della mia tesina è quindi quello di prendere in esame il jazz, la musica del relax.
Collegamenti
Jazz, la musica del relax tesina
- Psicologia - La comunicazione.
- Geografia - Gli Stati Uniti d'America.
- Italiano - Edgar Allan Poe.
- Storia - Gli anni ruggenti dagli anni 20' fino all'elezione di Roosevelt.
- Inglese - New York.