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Creare un mondo vero dall’immaginazione: l’impresa di Walt Disney

Generazioni di bambini di tutto il mondo sono cresciute con i cartoni Disney.

L’inventore di questo mondo parallelo al nostro, in bilico tra sogno e realtà, è Walter Elias Disney: un visionario, un creativo, indubbiamente una tra le menti più ricche di immaginazione del secolo appena trascorso, amato da milioni di persone, che nelle sue pellicole hanno avuto l’occasione di riscoprire i valori della semplicità, della lealtà e della famiglia.

Egli è partito in età giovanissima con pochi spiccioli in tasca e, grazie alla sua testardaggine e alla sua forza di volontà, è riuscito a realizzare i suoi sogni e a rivoluzionare il mondo del cinema, ideando una nuova arte, quella dell’animazione.

Ha creato un mondo vero dal niente, basandosi solo sulla sua immaginazione.

Ritengo che sia un uomo da prendere a modello, un uomo determinato e dotato della tenacia di non mollare neppure di fronte a ripetuti fallimenti.

“If you can dream, you can do it” (se puoi sognarlo, puoi farlo): questo era il suo motto, che può tranquillamente essere adottato da tutti coloro che, una volta superato questo esame, dovranno impegnarsi e dare il massimo per costruirsi un futuro.

Walter Elias Disney ha dimostrato che si può davvero realizzare qualcosa di grande, se si ha fiducia nei propri sogni e nei propri progetti ed è questa sua determinazione che mi ha spinto a scegliere tale argomento per la mia tesina.

Inoltre, lavorando a questo progetto, ho avuto l’occasione di tornare con la mente alla mia infanzia.

Questa non è una cosa da sottovalutare: se tutti su questo pianeta tornassimo un po’ bambini nel nostro vivere quotidiano, probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore.

Dovremmo imparare a conservare la spensieratezza, la bontà, la capacità di meravigliarci anche di fronte alle piccole cose e di osservare la realtà che ci circonda come per la prima volta, invece di limitarci a guardarla con superficialità.

Le avventure di Peter Pan

“Le avventure di Peter Pan” fu prodotto dalla Disney nel 1953, ispirandosi all’omonimo personaggio creato da James Matthew Barrie.

Questa storia senza tempo affronta, tra le tematiche principali, il rapporto conflittuale tra l’innocenza dei bambini e le responsabilità di un adulto.

Con il suo volo verso un mondo di giochi e di fantasia, Peter ha scelto di rimanere confinato in un’eterna infanzia.

Walt Disney, in questo suo capolavoro, si rivolge al bambino che è in ognuno di noi.

Ogni persona infatti, ha (o dovrebbe avere) un lato infantile, una parte della propria personalità che non vuole saperne di crescere.

Il personaggio di Peter Pan viene utilizzato come simbolo di quella che in psicologia è definita “sindrome di Peter Pan”, un problema che si manifesta nelle persone adulte che tendono a comportarsi in maniera immatura, rifiutando di adempiere ai propri doveri.

Quindi il ritorno all’innocenza è considerato per lo più come qualcosa di dannoso per l’individuo.

Contrariamente a questa visione negativa, molti autori del passato hanno identificato la fanciullezza con l’autenticità umana.

Giovanni Pascoli

Uno di questi è Giovanni Pascoli.

La poetica del fanciullino

Secondo Pascoli, in ogni uomo c’è un fanciullo, capace di commuoversi e di sperimentare ogni giorno emozioni e sensazioni nuove, poiché vede le cose come per la prima volta, con ingenuo stupore e meraviglia.

Spesso è soffocato e ignorato dal mondo esterno, degli adulti, ma se si risveglia fa sognare a occhi aperti, fa scoprire il lato attraente e misterioso di ogni cosa, fa volare con la fantasia in mondi surreali.

Il poeta coincide col fanciullo che sopravvive al fondo di ogni uomo ed appare quindi come un “veggente”, dotato di una vista più acuta di quella degli uomini comuni.

Egli arriva alla verità non attraverso il ragionamento logico, ma in modo intuitivo ed irrazionale.

La poesia, allo stesso modo, deve essere intuitiva e spontanea, proprio per questo Pascoli parla di “poesia pura”: il poeta scrive con l’unica finalità di scrivere.

Egli non vuole assumere il ruolo di ammonitore o consigliatore, ma proprio per questo può ottenere effetti di “suprema utilità morale e sociale”, indicando un’utopica società senza conflitti.

Infatti, il fanciullino che è in noi sopisce gli odi e gli impulsi violenti che sono propri degli uomini e induce alla bontà, all’amore e alla fratellanza.

La poetica pascoliana trova la sua formulazione più compiuta nell’ampio saggio “Il fanciullino”, pubblicato sul “Marzocco” nel 1879.

«Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua autentica serena meraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. […]

Ma è veramente in tutti il fanciullo musico? […] In alcuni non pare che egli sia; alcuni non credono che sia in loro; e forse è apparenza e credenza falsa.

Forse gli uomini aspettano da lui chi sa quali mirabili dimostrazioni e operazioni; e perché non le vedono, o in altri o in sé, giudicano che egli non ci sia.

Ma i segni della sua presenza e gli atti della sua vita sono semplici e umili.

Egli è quello, dunque, che ha paura al buio, perché al buio crede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei.

Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione.

Egli è quello che nella morte degli esseri amati esce a dire quel particolare puerile che ci fa sciogliere in lacrime, e ci salva. […]

Egli fa umano l’amore, perché accarezza esso come sorella (oh! Il bisbiglio dei due fanciulli tra un bramire di belve), accarezza e consola la bambina che è nella donna. […]

Egli ci fa perdere il tempo, quando noi andiamo per i fatti nostri, ché ora vuol vedere la cinciallegra che canta, ora vuol cogliere il fiore che odora, ora vuol toccare la selce che riluce.

E ciarla intanto, senza chetarsi mai; e, senza lui, non solo non vedremmo tante cose a cui non badiamo per solito, ma non potremmo nemmeno pensarle e ridirle, perché egli è l’Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente.

Egli scopre nelle cose le somiglianze e relazioni più ingegnose.

Egli adatta il nome della cosa più grande alla più piccola, e al contrario.

E a ciò lo spinge meglio stupore che ignoranza, e curiosità meglio che loquacità: impicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare. »

Pinocchio

Film d’animazione prodotto da Walt Disney nel 1940 e basato sulla storia “Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino” di Carlo Collodi.

A distanza di oltre 70 anni dalla sua prima uscita continua ad essere amato per la sua capacità di divertire e, allo stesso tempo, di far riflettere sul percorso educativo e di formazione del carattere di un bambino.

Attorno al protagonista di questa storia, un burattino di legno capace di muoversi e di parlare, la Disney crea una serie di figure fondamentali nella crescita e nello sviluppo della personalità.

Prima tra tutte il grillo parlante, personificazione della coscienza; in secondo luogo Geppetto, ossia un padre affettuoso; il gatto e la volpe, che incarnano le tentazioni e infine Lucignolo che rappresenta le cattive amicizie.

Tra i numerosi temi trattati in questa pellicola, troviamo quello ricorrente della metamorfosi.

La più importante è quella da burattino a ciuchino, in quanto è un passaggio obbligatorio per arrivare alla piena consapevolezza del bene e del male e, quindi, alla salvezza.

Molti sono i punti di contatto con il romanzo “Le Metamorfosi” di Apuleio.

“Le Metamorfosi” di Apuleio

Si tratta dell’unico romanzo latino pervenutoci per intero.

L’opera, articolata in undici libri, è anche nota con il titolo “Asinus aureus” (L’asino d’oro).

Apuleio narra le avventure di Lucio, che viene trasformato in asino a seguito di un esperimento non andato a buon fine: questo è l’episodio chiave del romanzo, che muove il resto dell’intreccio.

Nel secondo livello narrativo troviamo una serie di peripezie di Lucio-asino che, nell’attesa di riassumere sembianze umane, si vede passare di padrone in padrone, fino quando metterà fine alle sue peregrinazioni grazie all’iniziazione al culto di Iside e Osiride, di cui diviene sacerdote.

L’autore descrive nei dettagli il momento della metamorfosi:

«E ripetendomi più volte tali assicurazioni, tutta emozionata entrò furtivamente nella stanza e tolse dal piccolo scrigno un vasetto.

E io me lo strinsi al petto e presi a baciarlo, pregandolo che mi fosse propizio e mi concedesse un volo felice; poi, dopo essermi tolto in fretta tutti i vestiti, ci affondai le mani con avidità e, preso un bel po’ di unguento, me lo strofinai su ogni parte del corpo.

E già agitando le braccia su e giù alternatamente, cercavo di muovermi imitando un uccello: ma piume niente, e nemmeno ali.»

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Sintesi

Sintesi Disney, un mondo di fantasia tesina

La mia tesina di maturità descrive il mondo Disney e la storia di questa grande azienda d'animazione.

Generazioni di bambini di tutto il mondo sono cresciute con i cartoni Disney. L’inventore di questo mondo parallelo al nostro, in bilico tra sogno e realtà, è Walter Elias Disney: un visionario, un creativo, indubbiamente una tra le menti più ricche di immaginazione del secolo appena trascorso, amato da milioni di persone, che nelle sue pellicole hanno avuto l’occasione di riscoprire i valori della semplicità, della lealtà e della famiglia.

La tesina mostra come egli è partito in età giovanissima con pochi spiccioli in tasca e, grazie alla sua testardaggine e alla sua forza di volontà, è riuscito a realizzare i suoi sogni e a rivoluzionare il mondo del cinema, ideando una nuova arte, quella dell’animazione. Ha creato un mondo vero dal niente, basandosi solo sulla sua immaginazione. Ritengo che sia un uomo da prendere a modello, un uomo determinato e dotato della tenacia di non mollare neppure di fronte a ripetuti fallimenti. “If you can dream, you can do it” (se puoi sognarlo, puoi farlo): questo era il suo motto, che può tranquillamente essere adottato da tutti coloro che, una volta superato questo esame, dovranno impegnarsi e dare il massimo per costruirsi un futuro. Walter Elias Disney ha dimostrato che si può davvero realizzare qualcosa di grande, se si ha fiducia nei propri sogni e nei propri progetti ed è questa sua determinazione che mi ha spinto a scegliere tale argomento per la mia tesina.

Inoltre, lavorando a questo progetto, ho avuto l’occasione di tornare con la mente alla mia infanzia. Questa non è una cosa da sottovalutare: se tutti su questo pianeta tornassimo un po’ bambini nel nostro vivere quotidiano, probabilmente il mondo sarebbe un posto migliore. Dovremmo imparare a conservare la spensieratezza, la bontà, la capacità di meravigliarci anche di fronte alle piccole cose e di osservare la realtà che ci circonda come per la prima volta, invece di limitarci a guardarla con superficialità.

Collegamenti

Disney, un mondo di fantasia tesina

  • Italiano - Il fanciullino di Pascoli.
  • Latino - Le Metamorfosi di Apuleio.
  • Filosofia - Henri Bergson.
  • Storia - La Germania nazista.
  • Scienze della terra - Le stelle e la loro evoluzione.
  • Storia dell'arte - Salvador Dalì, la persistenza della memoria.
  • Inglese - Oscar Wilde, The picture of Dorian Gray.
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