Al di là dello specchio
I cartoni Disney oltre l’intrattenimento
Lorenzo Vannoni
5 C
A PNI
2013/2014
Indice
Indice .............................................................................................................................................. 1
Introduzione ............................................................................................................................... 2-3
Walt Disney: biografia ............................................................................................................... 4-5
Biancaneve e i Sette Nani (1937) ................................................................................................. 6
Trama .......................................................................................................................................... 6
La bellezza ............................................................................................................................... 6
Il rapporto con il fascismo ................................................................................................... 7
Eccetto Topolino! .............................................................................................................. 8
Cartoni di propaganda .................................................................................................................. 9
Perché Paperino? ........................................................................................................................ 9
Der Fuehrer’s Face (1943)....................................................................................................... 10
Trama .................................................................................................................................... 10
L’ideologia nazista .............................................................................................................. 11
Commando Duck (1943) .................................................................................................. 12
The New Spirit (1944) .................................................................................................... 12
Destino (1946-2003) .................................................................................................................... 13
Il Surrealismo ........................................................................................................................ 13
Alice nel Paese delle Meraviglie (1951) ..................................................................................... 14
Trama ........................................................................................................................................ 14
Il significato ........................................................................................................................... 15
Freud e il sogno ................................................................................................................. 16
Le avventure di Peter Pan (1953) .............................................................................................. 17
Trama ........................................................................................................................................ 17
Peter e Walt: due figure intrecciate ..................................................................................... 17
Il fanciullino di Pascoli ...................................................................................................... 18
Paperino nel mondo della matemagica (1959) ......................................................................... 19
Trama ........................................................................................................................................ 19
La sezione aurea ................................................................................................................... 20
Il canto di Natale di Topolino (1983).......................................................................................... 21
Trama ........................................................................................................................................ 21
Morale .................................................................................................................................. 22
Dickens and his didactic aim ............................................................................................ 23
Età Vittoriana ................................................................................................................. 23
Rinascimento Disney e il caso di Aladdin (1992) ....................................................................... 23
Trama ........................................................................................................................................ 23
Controversie .......................................................................................................................... 24
Di nuovo propaganda? ..................................................................................................... 24
Il Re Leone (1994) ........................................................................................................................ 26
Trama ........................................................................................................................................ 26
Il cerchio della vita ................................................................................................................ 26
Le stelle ............................................................................................................................. 27
Conclusione .......................................................................................................................... 28
Bibliografia ........................................................................................................................... 29
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Introduzione
Tramite immaginazione e forza d’animo, è riuscito a
Questa tesi si basa su un personaggio storico che,
fondere la realtà con la fantasia: Walt Disney.
Disney è stato il fondatore di un magico e sconfinato universo che ha dato spazio a grandi e piccini, di
una dimensione parallela alla nostra, in perenne bilico fra il sogno e la realtà. Ad ogni modo, a scapito
del detto popolare “mai giudicare un libro dalla copertina”, tendiamo a vedere i cartoni animati come
uno svago, una distrazione esclusivamente infantile. In realtà, ogni cartone Disney ha una sua storia, tra
le righe possiamo leggere per quale ragione un dato film sia stato prodotto in un periodo piuttosto che
in un altro.
«I do not make films primarily for children. I «Non produco film esclusivamente per bam-
make them for the child in all of us, whether bini. Li produco per il bambino che è in tutti
we be six or sixty» noi, che abbia sei o sessant’anni.»
Walt Disney, 1957
I cartoni animati della Disney, difatti, non sono una mera forma di passatempo per bambini, bensì uno
specchio della società, spesso celato dietro a buffi personaggi e situazioni cariche di un messaggio sim-
bolico. La sua stessa vita influenzò notevolmente i film realizzati nel corso degli anni, molti dei quali
Walt, in effetti, ha dimostrato all’America
traevano origine da vicende personali. che la gente può co-
struirsi una carriera e garantirsi un futuro facendo ciò che ama, in pieno accordo con la Costituzione
americana che si fonda sulla ricerca della felicità secondo le proprie inclinazioni. Disney amava dise-
all’inizio
gnare e, anche se ha dovuto fare dei lavoretti per sostenere la sua arte, alla fine ha unito gli
sforzi per fondare un impero e non ha permesso ad ostacoli, come la mancanza di fondi o problemi
familiari, di impedirgli di raggiungere i suoi sogni. Non a caso si ricorda il suo celebre aforisma del
1963:
«If you can dream it, you can do it» «Se puoi sognarlo, puoi farlo»
un’epoca in cui il cinema prendeva
La cultura americana deve molto a Disney. In sempre più piede fra i
giovani e la letteratura veniva accantonata, la sfida principale di Walt consisteva nel ridefinire i canoni
dell’intrattenimento cinematografico, coniugando il divertimento al valore educativo proprio della lette-
ratura. Walt, in un certo senso, ha incarnato le vesti di demiurgo dei sogni, affascinando intere
su cui l’infanzia stessa
generazioni di bambini e proponendo nuovi modelli
si baserà nel secondo dopoguerra.
Se un tempo gli insegnamenti morali spettavano alle fiabe e ai romanzi,
nel Novecento cinematografico, persino esponenti della letteratura quali i
fratelli Grimm dovettero cedere lo scettro al genio creativo di Disney, cui ci
si affidò per definire una nuova morale. Persino il governo americano, nel
pieno della Seconda guerra mondiale, intuì che Disney avrebbe aiutato Wa-
shington a realizzare una propaganda efficace. Gli studios furono occupati
dall’esercito che costrinse gli animatori e Walt a rimandare le proprie iniziative
per realizzare cartoni animati a sostegno delle forze armate statunitensi contro i
regimi totalitari europei. Con rammarico, Disney cestinò diversi progetti e
il suo sogno di usare il cinema come educazione per i bambini. Mentre il
mondo andava cambiando faccia con continue guerre, la stessa società Di-
sney si batté per superare la censura e liberarsi dai vincoli propagandistici,
tornando ad essere una rinomata maestra moralistica per bambini. Da qui
emerge l’impatto che ha avuto sulla società americana, prima indirizzata
alla guerra e poi a comprendere quali sono i veri valori e a recepire una morale condivisibile. Inoltre,
grande sensibilità è stata dimostrata nel trattare diversi temi di importanza attuale, dai problemi derivati
2
dall’inquinamento a quelli della tutela degli animali fino al parafrasare la società moderna ricorrendo a
piccoli mostriciattoli che vivono a Mostropoli. Insomma, negli anni la Disney ha saputo rinnovarsi, pur
rimanendo sempre fedele a se stessa e al suo scopo educativo in cui è leader da decenni.
Infine, i Classici Disney hanno un fattore comune: tutti trasmettono la necessità di credere sempre nei
nostri sogni, ma soprattutto in noi stessi, persino nei momenti di sconforto. Nella sua modestia, lo stesso
nei momenti più bui, il successo, a volte, è dietro l’angolo:
Walt amava ricordare che addirittura
«I only hope that we never lose sight of one «Spero solo che non ci dimentichiamo di una
thing: that it all started with a mouse». cosa: tutto è cominciato con un topo».
Walt Disney, 1963
Nel 1928, infatti, Disney stava attraversando un periodo di depressione causato dai continui insuccessi
e dalle avversità della vita, ma durante un lungo e noioso viaggio in treno ideò un personaggio destinato
ad avere una portata rivoluzionaria: Mickey Mouse. Scopo della mia tesina è mostrare come, da allora,
la società di Walt e suo fratello Roy si sia espansa producendo una lunga serie di lungometraggi, cia-
scuno con storia e significato specifici, spesso trasposizione di alcune vicende vissute da Walt che hanno
a loro volta influenzato la società, provando che il cartone Disney non serve solo ad intrattenere i bam-
bini, bensì nasconde anche messaggi per i più grandi. In fondo, come diceva Lewis Carroll:
«Ogni cosa ha la sua morale, se solo si sa trovarla». 3
Walt Disney: biografia
«È molto divertente fare l’impossibile»
Walter Elias Disney Jr. nacque nel 1901 a Chicago (Illinois).
Per problemi economici, la famiglia nel 1906 si trasferì in Missouri, vicino allo
zio Robert, dove acquistò una fattoria, venduta nel 1909 quando il padre, aggra-
vato dall’avanzare dell’età e spesso costretto a letto, non poté più dare il proprio
contributo. I Disney trovarono miracolosamente un alloggio temporaneo a poco
prezzo, traslocando a Kansas City, la città trampolino di lancio per Walt, la cui
infanzia fu segnata da una dura vita nei campi che lo fece maturare in fretta, in-
debolendo la sua vivacità e il suo estro artistico.
Il ragazzo, preoccupato dalla situazione finanziaria dei genitori, mise in secondo piano gli studi e decise
di lavorare insieme al fratello Roy distribuendo giornali a Chicago.
I suoi sogni andarono in frantumi quando fu costretto a tornare dallo zio Rob in fattoria. Solo e lontano
l’opportunità di fuggire dall’angosciosa
dal mondo, a quattordici anni ebbe situazione grazie allo zio
Michael, ingegnere ferroviario, che lo fece assumere come venditore a bordo dei treni. Il suo compito
consisteva nella vendita di giornali, dolciumi, frutta e bibite. Grazie a questa esperienza comprese la
situazione dell’Europa, devastata dalla Prima guerra mondiale, e pensò che fosse doveroso intervenire.
quando l’esercito americano entrò nel conflitto, con l’espediente del modificare la data di
Nel 1917,
nascita sul passaporto, Walt abbandonò la scuola spacciandosi per diciassettenne e partendo per la Fran-
cia come volontario della Croce Rossa americana. Viaggiando per le cittadine francesi scoprì di avere
la passione per il cinema e in particolare restò colpito dalle proiezioni
di film d’animazione trasmesse nei cinema di Parigi. Tornato a casa,
decise di lasciarsi alle spalle gli orrori della guerra dedicandosi alla sua
nuova passione. Trovò un impiego presso una società locale per ani-
mazioni pubblicitarie e proprio qui si incontrò con quello che diverrà
poi il suo più fedele amico: Ub Iwerks, con cui nel 1920 fondò la
Iwerks-Disney Society.
Gli affari stentavano a decollare, così Disney sfruttò un vecchio garage e una cinepresa a basso costo
per realizzare brevi filmati di animazioni e satira. Nonostante qualche compenso, il fallimento nel 1923
fu inevitabile. Disney si recò in California alla ricerca di fortuna e dopo aver comprato il biglietto del
treno vendendo molti dei suoi beni, finalmente trovò qualcuno disposto a promuovere le sue abilità. Walt
nell’ottobre del ’23 la
e Ub fondarono Walt Disney Productions. Il loro prodotto migliore fu Oswald il
l’attenzione del pubblico e
Coniglio Fortunato, che attirò in breve della critica. Ad ogni modo, gli sti-
pendi erano davvero miseri e nonostante la diffusione quasi virale di Oswald, Disney fu ricattato dal suo
l’animatore si era recato a New York per chiedere uno stipendio più alto,
produttore, Charles Mintz:
dato il crescente successo dei film con Oswald, ma Mintz, da buon affarista, aveva rifiutato di aumen-
targli la paga e lo aveva minacciato di crearsi un proprio studio assieme a tutti quei disegnatori che
avevano già firmato un contratto con lui. Disney non demorse e così Mintz, dopo il matrimonio con
d’animazione, il controllo di quest’ultima
Margaret Winkler, vera proprietaria della società assumendo
ed avendo anche i diritti su Oswald, affidò il personaggio e futuri progetti agli stessi artisti che in seguito
avrebbero dato vita ai Looney Toones.
rimasto fedele all’amico,
Disney e Ub, si ritrovarono al verde.
Secondo la leggenda, nonostante la depressione Disney riuscì ad inventare comunque un altro personag-
gio rivoluzionario. Per recarsi dal fratello Roy in California ed entrare nelle grazie di Hollywood, Disney
racimolò del denaro e prese un biglietto di sola andata da New York a Los Angeles. Il viaggio all’epoca
era ancora più lungo di quanto si possa credere oggi, per cui Walt trascorse parecchie ore a divagare sul
4
D’un tratto ebbe l’ispirazione. Consapevole che
paesaggio. Oswald era comunque frutto della
sua immaginazione, ne riprese il soggetto e lo ritoccò. Con due enormi orecchie tonde, una
coda poco visibile, pantaloncini rossi e scarpe, il coniglietto fortunato si trasformò nel
in stazione, Disney aveva ipo-
topo più famoso della storia: Topolino (1928). All’arrivo
tizzato di battezzarlo come Mortimer Mouse, ma la moglie Lillian, rimasta colpita
“Mortimer”
dallo schizzo del personaggio su un comune foglio di carta, pensò che
fosse un nome eccessivamente lugubre e convinse il marito a chiamarlo Mickey
Mouse. In società con il fratello Roy e il caro amico Iwerks, Walt realizzò dei
cortometraggi animati con Topolino. L’idea era originale, ma Ub intuì che un car-
toon senza sonoro valeva poco. Con il tempo, i due colleghi sperimentarono nuove tecniche per Steam-
boat Willie, un cartone animato col sonoro incentrato su Topolino, la sua fidanzata Minnie e il cattivo
Gambadilegno. Per arginare le spese per il corto, Disney dovette addirittura vendere la propria auto. Ad
al cinema, la società d’animazione
ogni modo, dopo il debutto riscosse un successo inaspettato e dozzine
l’esclusiva sui nuovi film.
di produttori si contesero
La Disney diventava sempre più grande e con i primi collaboratori la neonata società spiccò il volo. Fu
un periodo denso, quello dei primi anni Trenta, durante il quale Walt e i
suoi compagni erano in fermento, sempre con la matita alla mano e pronti ad
abbozzare qualche nuovo personaggio. La personalità di Walt si rifletteva
molto nel suo lavoro, d’altronde senza mai smarrire la fiducia in se stesso
era riuscito a cambiare l’idea che la gente aveva dell’animazione. Sentiva,
tuttavia, che questo non era sufficiente. Intorno a lui cerchie sempre più am-
pie di curiosi tentavano di emulare il suo successo copiando i suoi personaggi o corrompendo i tecnici
della società. Disney aveva la vittoria in pugno, voleva schiacciare la concorrenza una volta per tutte e
riesumando dalla sua infanzia alcune fra le storie che amava di più, si reinventò inserendo nei suoi cor-
tometraggi degli insegnamenti morali. E quale miglior modo di iniziare se non con una trasposizione
cinematografica di una fiaba?
Disney capì che Biancaneve e i Sette Nani avrebbe segnato un punto di svolta nella sua carriera. Con
spirito intraprendente, non fidandosi del giudizio dei familiari e della critica, che considerava il progetto
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In ordine sparso
- Italiano: Biancaneve e il rapporto con il fascismo, Gabriele D'Annunzio e il Fanciullino con Peter Pan
- Inglese: Christmas Carol e didactic aim di Dickens, Lewis Carroll con Alice nel paese delle meraviglie e la Victorian Age
- Matematica: la sezione aurea
- Scienze: le stelle
- Storia: Nazismo e Seconda guerra mondiale, Guerra fredda, Guerra del Golfo, Età vittoriana
- Storia dell'arte: Surrealismo e Salvador Dalì, il cinema e il fumetto
- Filosofia: Freud