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Storia

  • Sviluppo
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Letteratura inglese

Industriale in Italia

Industriale in Italia Nome: Antonio Pugliese

  • & Negli U.S.A.
  • Electric Cars: Nome: Antonio Pugliese

Futurismo & Negli U.S.A.

  • Piano Dawes Classe: V°B
  • Piano Dawes Advantages Classe: V°B

F. T. Marinetti

  • Crisi 1929
  • Crisi 1929 Anno: 2015/16
  • And Anno: 2015/16

Manifesto del Futurismo Disadvantages

Automobile elettrica

.:

T.P.S.E.E. Sistemi

  • Sovracorrenti
  • Automazione

Protezioni contro le sovracorrenti industriale

Elettrotecnica

  • Dispositivi di protezione
  • PLC
  • Motore asincrono trifase

Progetto PLC

Simulazione impianto stradale

Automobile elettrica

L'automobile elettrica è un veicolo avente uno o più motori elettrici, uno per ruota (in quanto uno solo per 4 o più ruote risulterebbe troppo grande in termini di dimensioni), od in alternativa anche uno per asse (è possibile anche una soluzione, in un'auto a 4 ruote, con 3 motori: 2 su 2 ruote ed uno su un asse).

Questi motori elettrici sono alimentati da una serie di batterie, le quali vengono opportunamente dimensionate e caricate collegando l'automobile alla corrente.

Le batterie possono anche essere parzialmente caricate durante la fase frenante dell'automobile, o meglio, del motore.

In serie alle batterie ci sarà anche un inverter trifase che provvederà alla trasformazione della corrente continua erogata dalle batterie, in corrente alternata per alimentare i motori asincroni trifase.

I primi prototipi di automobili elettriche sono comparsi nella prima metà dell'Ottocento, più precisamente tra il 1832 ed il 1839 per merito di Robert Anderson, un imprenditore scozzese.

Le differenze sostanziali tra un'automobile elettrica ed un'automobile classica, e quindi, tra un motore elettrico ed un motore a combustione interna (che sia Diesel o Benzina) sono essenzialmente 3:

1) Miglior rendimento: Un motore elettrico può raggiungere un rendimento del 90%, mentre un motore Diesel al massimo raggiunge il 40% ed addirittura il motore Benzina raggiunge al massimo il 28% di rendimento;

2) Minor inquinamento ambientale: Essendo motori elettrici utilizzano come fonte primaria l'energia elettrica che non inquina (è la produzione che inquina, se non prodotta tramite fonti rinnovabili), mentre i motori Benzina o Diesel usano come materia prima il petrolio che, attraverso la combustione, inquina l'ambiente;

3) Minor inquinamento acustico: Il rumore di un motore elettrico è molto più silenzioso rispetto ad un motore Benzina o Diesel.

Le automobili elettriche sono destinate a sostituire, in un futuro relativamente vicino (quando l'autonomia delle batterie sarà allungata e la velocità di ricarica sarà molto più rapida), le automobili attuali.

Letteratura

  • Futurismo
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  • F. T. Marinetti
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  • Manifesto del Futurismo
  • Manifesto del Futurismo

Manifesto del Futurismo

Futurismo

Filippo

Tommaso

Marinetti

Futurismo, parte 1

Futurismo significa «Arte del futuro». Esso fu un movimento artistico-letterario fondato da Filippo Tommaso Marinetti che pubblicò il Manifesto del Futurismo su «Le Figaro» del 20 Febbraio 1909 a Parigi.

Sul piano delle idee il Futurismo proclamò la rottura completa con il passato, la distruzione delle biblioteche, dei musei e delle Accademie.

Al passato contrappose la moderna civiltà della macchina, la bellezza e l'ebbrezza della velocità: «Un'automobile ruggente è più bello della Vittoria di Samotracia» – Marinetti.

L'esaltazione della civiltà della macchina comportò un'etica nuova, che rifiutava il passato ed esaltava l'aggressività, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo, il pugno, la guerra (considerata «Sola igiene del mondo»), il patriottismo ed il disprezzo della donna (considerata portatrice di valori deboli ed ispiratrice della poesia sentimentale).

Questo spiega la simpatia che aveva, inizialmente, il futurismo verso la classe operaia e quindi il conseguente successo in Russia che in quel periodo stava affrontando la rivoluzione.

In Italia il Futurismo si orientò politicamente verso destra fino a sfociare, dopo la guerra, nel fascismo e diventare l'arte ufficiale del regime: Marinetti che prima voleva distruggere le Accademie finì con il diventare Accademico d'Italia…

Letteratura

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Futurismo, parte 2

Futurismo

Parte 2 F. T. Marinetti

Manifesto del Futurismo

Futurismo

Parte 2

La poetica Futurista è indicata chiaramente nel Manifesto del Futurismo: Essa per quanto riguarda le forme, parte dall'idea che bisogna liberare le parole dalla prigione del periodo Latino che è incapace di esprimere il dinamismo della vita contemporanea.

Bisogna distruggere la sintassi tradizionale, usare il verbo all'infinito, per rendere il senso di continuità alla vita, abolire l'aggettivo, l'avverbio e la punteggiatura che rallentano il discorso, abolire la metrica ed usare il verso libero.

In sostituzione della vecchia metafora, che creava rapporti tra cose simili, bisognava usare l'analogia, che collega cose apparentemente lontanissime tra loro.

Per quanto riguarda i contenuti, la poesia e l'arte in genere, deve cantare l'amor del pericolo, il coraggio, l'audacia, la ribellione, la macchina e la velocità, le città moderne, le industrie, i ponti che scavalcano i fiumi.

Il Futurismo interessò anche il costume dell'epoca: Come volevano distruggere i musei, simbolo del passato, così volevano abolire la pastasciutta, che produce sonnolenza e perciò era ritenuta lesiva.

Anche se scarsi o nulli furono i suoi risultati nel campo letterario (ed addirittura peggio nel campo politico per la sua confluenza con il fascismo) il Futurismo ebbe il merito di aver influito sugli altri movimenti d'avanguardia del '900 e di aver promosso la dissoluzione dei vecchi contenuti e delle vecchie forme linguistiche e metriche, per giungere ad una forma d'arte nuova, più adeguata ai mutamenti dei tempi e dei costumi.

Ad esempio, la predilezione futurista per il verso libero e per una poesia ricca di analogia, sarà percepita e approfondita dai poeti ermetici.

Scrittori da ricordare, oltre a Marinetti, sono Gian Piero Lucini, Luciano Fòlgore ed Aldo Palazzeschi (soltanto i primi anni). Esiti artistici sicuramente migliori ebbe il Futurismo.

Letteratura

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  • Manifesto del Futurismo
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Filippo Tommaso Marinetti

Filippo

Tommaso

Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti nacque ad Alessandria D'Egitto nel 1876 da una ricchissima famiglia di emigrati Italiani.

Si trasferì diciassettenne a Parigi, e poi a Milano, dove fondò nel 1905 la rivista «Poesia – Rassegna Internazionale» con il compito dichiarato di far conoscere anche in Italia gli esponenti del Simbolismo Francese.

Dopo aver composto il primo Manifesto, Marinetti divenne il «capo» del movimento Futurista.

Oltre al Manifesto tecnico della letteratura futurista (1910), ricordiamo i volumi Zang-tumb-tumb, Democrazia futurista (1919) e Gli indomabili (1922) in cui si esalta l'avvento del Fascismo.

Sempre fervido e coerente ammiratore di Mussolini, aderì dopo l'8 Settembre 1943 alla Repubblica Sociale Italiana.

La morte lo colse l'anno seguente, per crisi cardiaca, nella sua villa di Bellagio, sul lago di Como.

Letteratura

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  • Manifesto del Futurismo
  • Manifesto del Futurismo

Manifesto del Futurismo, parte 1

1) Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

2) Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3) La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4) Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

5) Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6) Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7) Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.

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Manifesto del Futurismo, parte 2

8) Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.

9) Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10) Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

11) Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta.

È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari.

Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri.

Storia

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Industriale in Italia

Industriale in Italia

& Negli U.S.A.

& Negli U.S.A.

  • Piano Dawes
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  • Crisi 1929
  • Crisi 1929 Crisi

Sviluppo Industriale in Italia & Negli 1929

U.S.A. Piano

Piano

Dawes

Dawes

Sviluppo Industriale in Italia & Negli

U.S.A.

In Negli Stati

Uniti

Italia d'America

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Industriale in

Industriale in

Italia & Negli

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  • Crisi 1929
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In

Italia

La rivoluzione industriale in Italia

La rivoluzione industriale in Italia si avviò nel 1870 ed il 1880, molto in ritardo rispetto ad altri paesi Europei o Americani.

Si affermarono in primo luogo le industrie tessili. Presero inoltre sviluppo gli impianti siderurgici e le industrie meccaniche nell'Italia Settentrionale.

La società Edison (fondata nel 1884) si dedicò alla produzione di energia elettrica, l'azienda Montecatini (1888) si specializzò nei prodotti chimici (quasi un secolo più tardi, nel 1966, le 2 società si sarebbero fuse e avrebbero dato vita al gruppo Montedison).

Il nuovo clima che accompagnava la crescita economica fu sottolineato da alcuni avvenimenti spettacolari, come le prime prove di illuminazione elettrica in piazza Duomo a Milano nel Marzo del 1877 o come i primi esperimenti telefonici nel Dicembre dello stesso anno.

Anche l'agricoltura registrò qualche sviluppo: In alcune zone dell'area padana furono completate moderne aziende, nel Sud però rimaneva l'arretratezza generale.

Il governo Depretis, per favorire lo sviluppo delle industrie, avviò la politica del protezionismo, secondo la quale per proteggere dalla concorrenza i prodotti dell'industria nazionale bisognava applicare dazi doganali sull'importazione di merce straniera.

Grazie a questa politica fiorirono vari complessi industriali andando però a discapito dell'economia delle regioni agricole: A causa delle tariffe doganali, l'esportazione dei prodotti della terra fu ostacolata, crebbe quindi la povertà dei contadini.

Nel 1910 gli industriali vollero creare una loro organizzazione nazionale, denominata Confederazione Generale dell'Industria o più brevemente «Confindustria».

Nel decennio giolittiano l'Italia attraversò uno dei periodi più floridi del suo sviluppo industriale: Le industrie tessili ebbero un incremento rapidissimo e notevole fu anche la crescita dell'industria siderurgica.

Nacquero inoltre nuovi settori industriali, come l'Olivetti (macchine da scrivere), la Carlo Erba (farmaceutici) e la Pirelli (gomme).

Uno slancio molto importante lo ebbe l'industria automobilistica, a Torino, infatti, nel 1899 fu fondata la FIAT (Fabbrica Italiana Automobili Torino) per iniziativa di Giovanni Agnelli.

Non solo la FIAT nacque, ma anche altre fabbriche come la Lancia o l'Alfa Romeo.

Storia

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Industriale Industriale in

Industriale in

Italia & Negli

Italia & Negli

In Italia & U.S.A.

U.S.A.

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Negli U.S.A. Crisi 1929

Crisi 1929

Negli Stati Uniti d'America

Negli Stati Uniti d'America

Negli anni Venti del XX secolo gli Stati Uniti d'America erano la più prospera e potente nazione del mondo.

L'industria era in pieno sviluppo: I grandi complessi avevano applicato nuove tecniche di lavorazione che consentivano di aumentare la produttività e di abbassare i prezzi.

Una delle innovazioni più importanti fu la catena di montaggio, che, applicata per la prima volta negli stabilimenti automobilistici Ford, rese possibile la produzione a basso costo di milioni di automobili.

Considerate fino a quel momento un prodotto di lusso, esse diventarono un sistema di trasporto di massa, accessibile a tutti anche grazie alla

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Sintesi

Introduzione automobile elettrica - Tesina

La seguente tesina di maturità descrive l'automobile elettrica. La tesina permette i collegamenti con le seguenti materie scolastiche: in Letteratura il futurismo, in Storia la Rivoluzione Industriale in Italia e negli USA con successiva crisi del 1929, in Inglese Electric Cars, in Elettrotecnica il motore asincrono trifase, in TPSEE le sovracorrenti, in Sistemi l'automazione industriale e PLC con successivo progetto presentato.

Collegamenti

Automobile elettrica - Tesina

  • Letteratura: Il futurismo.
  • Storia: Rivoluzione Industriale in Italia e negli USA con successiva crisi del 1929.
  • Inglese: Electric Cars.
  • Elettrotecnica: Il motore asincrono trifase.
  • TPSEE: Le sovracorrenti.
  • Sistemi: Automazione industriale e PLC con successivo progetto presentato.
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