Estratto del documento

Introduzione

L’Ottocento è il secolo in cui trionfa la modernità, sconvolgendo tutti i tradizionali riferimenti e il modo stesso di percepire e sentire la vita. L’ideologia principale della modernità è quella del progresso, che s’impone definitivamente nell’immaginario collettivo.

Positivismo

Negli anni del Positivismo si diffonde un’idea “progressista” secondo cui il miglioramento materiale dipende dalle scoperte scientifiche e tecnologiche e coincide con quello intellettuale e spirituale: sono la scienza e la ragione a spiegare i fenomeni naturali.

Futurismo

La tendenza al progresso meccanico e alla modernità viene ben interpretata dal Futurismo italiano, che esalta la macchina, la tecnica, la grande industria e l’aggressività.

La stessa macchina prende vita con Boccioni in “Forme uniche nella continuità dello spazio”, nella quale la figura appare come un ingranaggio in movimento, quasi che la materia sia solo una manifestazione accidentale di un’energia che riempie tutto lo spazio.

Il Manifesto del Futurismo inneggia “all’uomo che tiene il volante”, glorifica la guerra “sola igiene del mondo”. Similmente, andando a ritroso nel passato, nella sua “Bellum civile”, Lucano vede la guerra come un male necessario poiché ritiene che nessuna morte, nemmeno quella degli eroi, sia gloriosa.

Tali teorie, relative all’“igiene del mondo”, caratterizzano altresì l’età moderna: basti pensare al cruento tentativo di Hitler di ripulire il mondo dalla “razza non ariana” durante la II Guerra Mondiale.

Il senso di vuoto e precarietà che le coscienze avvertono all’alba del dopoguerra si rispecchia nella perdita di fiducia nella scienza: mentre il Positivismo presume di risalire dai dati empirici a enunciati universalmente validi, per Popper tale presunzione è priva di senso: la scienza è un insieme precario di ipotesi!

Essa non rivela certezze, ma mette a nudo problemi: nelle “Cosmicomiche” di Calvino il cosmo si presenta come una combinazione di eventi possibili giungendo ad un senso estremo di relatività; la stessa relatività proposta da Einstein in ambito fisico, che porta in sé una nuova concezione di tempo, spazio, materia ed energia; essa pone in crisi la fisica newtoniana e la concezione unitaria e oggettiva dell’universo.

Tale relativa mancanza di certezze invade lo spazio geometrico: infatti appare chiaro che sono possibili altre geometrie oltre a quella euclidea, in quanto essa si basa su affermazioni che non sono né dimostrabili né evidenti: le geometrie non euclidee.

I suddetti studi hanno parzialmente contribuito allo sviluppo dell’Occidente, consentendo un controllo sulla natura che la tecnologia va sempre più perfezionando.

La velocità del progresso si è quasi raddoppiata da quando la scienza ha messo fattivamente mano alla genetica, producendo organismi geneticamente modificati. Essi presentano potenziali rischi per la salute umana, a causa della presenza di geni resistenti agli antibiotici, della loro capacità di produrre tossine e di trasformarsi in agenti cancerogeni.

Comte e il Positivismo

Lo sviluppo scientifico e la Rivoluzione industriale producono, nei primi decenni del XIX secolo, trasformazioni profonde non solo nelle strutture economiche e sociali, ma anche nella cultura e nella filosofia con l’affermarsi del Positivismo.

Esso si configura come critica della cultura della restaurazione; tuttavia i Positivisti ritengono che sia necessario – non attraverso una rivoluzione, ma mediante graduali riforme – passare a un nuovo mondo, che non dovrebbe avere più come base la fede, ma la scienza.

Da questa dovrebbe scaturire una politica positiva, capace di generare e garantire ordine e progresso. L’idea della scienza e di una visione positiva della società si contrappongono allo spiritualismo e al tradizionalismo filosofico, trasformandosi in polemica anticlericale e in lotta aperta contro l’influenza delle confessioni religiose nei diversi settori della società e della cultura.

Il Positivismo è un orientamento filosofico estremamente complesso e articolato, ma caratterizzato da alcuni tratti comuni:

  • La certezza che solo il sapere scientifico sia concreto e fecondo di risultati positivi;
  • La convinzione che sia necessaria una nuova divisione dei compiti tra scienza e filosofia, nella quale alla scienza sia attribuito il compito di fornire la conoscenza empirica della realtà e alla filosofia quello di analizzare e sistematizzare le leggi generali scoperte dalle scienze;
  • L’idea che la scienza debba diventare anche modello e strumento per una riorganizzazione complessiva della società.

In quanto concezione che riconosce come unica specie di conoscenza valida quella della scienza, la filosofia positiva vuole che ci si attenga solo a ciò che è osservabile; ne consegue una dura critica della metafisica, della quale viene proclamato il definitivo superamento.

In Italia principale teorico del Positivismo è Ardigò, in Inghilterra emergono Stuart Mill, Spencer e Darwin, sebbene il principale esponente della dottrina positivista sia Auguste Comte.

Auguste Comte

Nato nel 1798 a Montpellier (Francia) da famiglia cattolica e monarchica, Auguste Comte frequenta la scuola politecnica di Parigi, il che incide vivamente sulla sua formazione filosofica. Al centro della sua filosofia, infatti, vi è la matematica e la convinzione che l’unica vera forma di sapere sia la scienza.

Secondo Comte, teorico principale della dottrina positivista, dopo la Rivoluzione Francese, l’Europa era stata colpita da una grave crisi, il cui superamento è avvenuto solo attraverso la costruzione di un nuovo ordine culturale, fondato sulla scienza.

Il principio regolatore dello sviluppo dell’umanità è costituito dalla legge dei tre stadi, in base alla quale ogni campo del sapere è passato, nella storia della cultura e della società umane, attraverso tre stadi teorici:

Nello stato teologico, l’uomo interpreta gli accadimenti del cosmo come frutto dell’intervento di esseri sovrumani.

Lo stato metafisico è, in sostanza, teologia mascherata: le forze soprannaturali vengono sostituite, in questa fase, da entità astratte. Questo stadio è improduttivo ma conduce alla fase successiva.

Nello stato scientifico o positivo viene abbandonata la ricerca dei fini ultimi, l’interesse speculativo si rivolge alla realtà esistente. Fondamento di questo stato è l’osservazione, a partire dalla quale possono essere individuate leggi universali.

Comte afferma un nuovo concetto di scienza: essa è costituita sia dall’osservazione che dal ragionamento, ed è in grado di individuare le leggi che regolano i fenomeni naturali.

La filosofia, invece, ha sia il compito di contribuire a promuovere lo sviluppo scientifico cogliendone il senso, sia quello di studiare la rete di rapporti che sussistono fra le diverse scienze.

Inoltre la storia è pensata come uno sviluppo graduale dell’umanità, senza una determinata casualità e tale da aprire le porte ad un miglioramento morale, intellettuale e della prevalenza degli istinti sociali.

T. Marinetti e il Futurismo

Il Futurismo nasce a Parigi nel 1909 con la pubblicazione, sul quotidiano “Le Figaro”, del Manifesto del Futurismo di Filippo Tommaso Marinetti.

Questo movimento coinvolge tutti i campi della vita e della cultura: muore l’arte come fenomeno elitario per assumere tutte le forme della società industriale contemporanea.

L’obiettivo dei futuristi è operare un rinnovamento totale e l’entusiasmo che manifestano nei confronti del futuro deriva in realtà dall’angoscia del tempo che scorre e dalla fretta di vivere: ciò determina l’esaltazione della macchina, della velocità e del dinamismo.

I futuristi rifiutano nettamente il passato tanto da proporre la distruzione di biblioteche, cimiteri, accademie e musei, definiti sforzi vani.

Tale violenza si manifesta inoltre in una nuova concezione (spesso praticata nelle feste futuriste) della vita e della storia, che esalta la guerra a scapito della pace, e disprezza le fasce deboli della società, in particolar modo la donna.

Questo disprezzo è da intendersi non come una condanna della donna in sé, ma del romanticismo attribuitole dalla letteratura dell’epoca.

Uno degli esponenti principali del Futurismo italiano è Filippo Tommaso Marinetti, autore del celebre “Manifesto del Futurismo”. Trascorsi tre anni dalla stesura del Manifesto Futurista, Marinetti redige il “Manifesto tecnico della letteratura futurista”.

L’artista si schiera contro la vecchia “poetica”, inserendo immagini in sostituzione delle parole così come nascono dalla mente dello scrittore: sono parole in libertà!

Pertanto, i componimenti risulteranno ricchi di analogie e di immaginazione senza fili, che associano tra loro le sensazioni visive, uditive, tattili e olfattive; la sintassi è distrutta, aboliti la punteggiatura, l’aggettivo e l’avverbio; l’unico modo verbale utilizzato è l’infinito per rendere meglio l’idea della realtà.

Ogni sostantivo è seguito dal sostantivo a cui è legato per analogia, senza congiunzione. Il testo risulta privo dell’io letterario, determinando una mancanza di soggettività da parte dell’autore.

Filippo Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d’Egitto 1876 - Bellagio, Como 1944), nasce da una ricca famiglia italiana, frequenta le scuole francesi e si diploma a Parigi, prima di proseguire i suoi studi a Pavia e poi a Genova, dove si laurea in legge.

Nel 1909 pubblica sul quotidiano “Le Figaro” il “Manifesto del futurismo”, nel quale conia il termine che diede poi vita al vero e proprio movimento artistico; tre anni dopo, con il “Manifesto tecnico della letteratura futurista” traccia le linee essenziali dell’estetica a cui s’ispira il gruppo di giovani artisti (Boccioni, Carrà, Russolo ed altri) raccolto intorno alle sue idee.

Seguono, come applicazioni delle teorie esposte nei due manifesti, il romanzo Mafarka il futurista e Zang-tumb-tumb.

Dopo essersi recato in Libia nel 1911 come corrispondente di guerra, Marinetti si rivela nel 1915 un acceso interventista (“la guerra è la sola igiene del mondo”).

Intanto la notorietà del movimento futurista si estende rapidamente, fino a raggiungere a una dimensione europea grazie anche ad un’ampia attività pubblicitaria e di diffusione promozionale delle idee: manifesti, “serate futuriste” nei principali teatri italiani e francesi, manifestazioni di anticonformismo per scandalizzare il pubblico dei benpensanti portano i futuristi all’onore delle cronache: non si tratta soltanto di poeti, ma anche di portatori di una visione di vita moderna.

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Sintesi

Filosofia

Confronto fra la prospettiva di Karl Popper (il falsificazionismo) e quella di Auguste Comte (il positivismo)

Italiano

Il futurismo

Storia dell'arte

Il futurismo nell'arte

Latino

Lucano (Bellum civile)

Storia

La Seconda guerra mondiale

Biologia

I rischi delle radiazioni sull'apparato digerente

Fisica

Albert Einstein (la teoria della relatività)

Matematica

Le geometrie non euclidee

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