Tesina
- Italiano: Il Futurismo, Marinetti e Zang Tum
- Tum Unique Forms of
- Inglese: The Futurism and
- Continuity in Space
- Storia dell’arte: Il Futurismo, Giacomo Balla,
- Aeropittura, Gerardo Dottori e Mino Delle Site
- Chimica: La fotografia e la reazione red-ox
- Storia: Il Fascismo italiano
- Filosofia: Friedrich Wilhelm Nietzsche e il
- Superuomo
Il Futurismo
Il Futurismo è un movimento artistico e culturale italiano del XX secolo e poi in seguito sviluppato in altri Paesi.
Il futurismo nasce nei primi anni dell’900, un periodo pieno di fattori determinanti: le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, scoperte tecnologiche e di comunicazione come il telegrafo senza fili e la radio.
Nel 5 febbraio del 1909 il fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti pubblica sul quotidiano bolognese La Gazzetta dell’Emilia il primo manifesto futurista. Successivamente, il 20 febbraio 1909, lo pubblicò sul quotidiano parigino Le Figaro il manifesto futurista.
Marinetti scelse di esordire a Parigi perché in quel momento è la città più importante tra i centri internazionali dell’arte e della cultura dell’avanguardia e anche perché Parigi rispecchiava le idee formulate dai futuristi.
Il Futurismo è stato un movimento che cambiò radicalmente il modo di pensare, l’arte, la letteratura, la moda.
Manifesto del Futurismo
Le Figaro - 20 febbraio 1909
- 1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.
- 2. Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
- 3. La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità penosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
- 4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia.
- 5. Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
- 6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali.
- 7. Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo.
- 8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente.
- 9. Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
- 10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
- 11. Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le marce multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri, incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole per i contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che fiutano l'orizzonte, e le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. È dall'Italia che noi lanciamo per il mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il FUTURISMO perché vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquari. Già per troppo tempo l'Italia è stata un mercato di rigattieri. Noi vogliamo liberarla dagli innumerevoli musei che la coprono tutta di cimiteri. Filippo Tommaso Marinetti
Italiano
Il Futurismo
Il creatore principale del Futurismo è stato Filippo Tommaso Marinetti. L’avanguardia venne subito conosciuta a livello europeo grazie alla pubblicità e alle serate futuriste.
Vengono definiti dai giornalisti portatori di una visione moderna della vita. Questo movimento coinvolge tutti i campi della vita e della cultura, muore così l'arte come fenomeno elitario per assumere tutte le forme della società industriale contemporanea.
Per questo motivo i futuristi aderiscono alle nuove tecniche note in quel periodo come il cinema, la fotografia e vogliono provare tutte quelle sensazioni prodotte da tutti i nuovi mezzi espressivi estranei all'arte, come abbigliamento, arredamento e alimentazione.
I futuristi vogliono operare un rinnovamento totale ed il loro entusiasmo che nasce per il futuro è dato in realtà dall'angoscia del tempo che scorre, la fretta di vivere che hanno portato ad una esaltazione della macchina, della velocità e del dinamismo.
Vanno per questo contro il passato e assumono spesso un atteggiamento violento valorizzando la guerra a scapito della pace.
Il movimento di Marinetti ha come base un’ideologia militarista e autoritaria. Dopo tre anni dalla nascita del Manifesto futurista, Marinetti crea il Manifesto tecnico della letteratura futurista.
L'artista va contro la vecchia "poetica"; infatti inserisce immagini che si sostituiscono alle parole, le quali vengono "montate" sulla pagina così come nascono nella mente dello scrittore, prendendo il nome di parole in libertà.
Il brano quindi risulterà ricco di analogie e di immaginazione senza fili, che associano tra loro le sensazioni visive, uditive, tattili e olfattive.
Viene inoltre distrutta la sintassi, abolita la punteggiatura, l'aggettivo e l'avverbio. L'uso del verbo all'infinito, inoltre, viene utilizzato per una maggiore sensazione della realtà.
Il testo risulta privo dell'"io" letterario, portando ad una mancanza di soggettività dell'autore.
Verranno inoltre create le tavole parolibere, cioè testi nei quali sono accostati parole, cerchi, linee, disegni, colori e caratteri tipografici diversi.
Un esempio lo abbiamo con il poema parolibero Zang tumb tumb, il quale ci descrive al meglio cosa si respirava durante un l'assedio di Adrianopoli, sui balconi, dal quale ci proviene le sensazioni vissute durante un bombardamento.
L'analogia di fondo che caratterizza il brano è il binomio bombardamento-orchestra.
Qui la battaglia è ridotta a un'orchestra di rumori e le parole sono accostate nella pagina come nascono nella mente dello scrittore, così che esprimono il ritmo regolare dei colpi di cannone; mettono in risalto i 500 echi ribelli e la serie infinita di suoni che sparpagliano e sbriciolano il tuono cupo del cannone; esaltano la violenza della battaglia; comunicano l'effetto battaglia-orchestra, combinando simultaneamente rumori dissonanti, quello profondo del cannone e quelli secchi di armi da tiro più rapide.
Le onomatopee, talvolta esasperate delle forzature ortografiche, conferiscono dinamicità alla poesia e sostituiscono la descrizioni; infatti le denotazioni dei cannoni, trascritte in grassetto, concludono o iniziano una descrizione.
Gli spazi tipografici bianchi conferiscono rilievo agli arditi accostamenti analogici sia nelle sensazioni visive, uditive e olfattive. In definitiva la guerra è uno spettacolo che scatena nel poeta l’ebbrezza dei sensi.
Filippo Tommaso Marinetti
Marinetti, Filippo Tommaso (Alessandria d'Egitto 1876 - Bellagio, Como 1944), nacque da una ricca famiglia italiana, frequentò le scuole francesi e si diplomò a Parigi.
Continuò gli studi prima a Pavia e poi a Genova, dove si laureò in legge. Nel 1909 pubblicò sul quotidiano "Le Figaro" il "Manifesto del futurismo", nel quale coniò il termine che dette poi vita al vero e proprio movimento artistico; tre anni dopo, con il "Manifesto tecnico della letteratura futurista", tracciò le linee essenziali dell'estetica cui s'ispirò il gruppo di giovani artisti (Boccioni, Carrà, Russolo ed altri) raccolto intorno alle sue idee.
Seguirono, come applicazioni delle teorie esposte nei due manifesti, il romanzo Mafarka il futurista e Zang-tumb-tumb.
Dopo essersi recato in Libia nel 1911 come corrispondente di guerra, Marinetti si rivelò nel 1915 un acceso interventista; infatti per i futuristi "la guerra è la sola igiene del mondo".
Intanto la notorietà del movimento futurista si era estesa rapidamente, fino ad arrivare a una dimensione europea grazie anche a un'ampia attività pubblicitaria e diffusione promozionale delle idee: manifesti, "serate futuriste" nei principali teatri italiani e francesi, manifestazioni di anticonformismo per scandalizzare il pubblico dei benpensanti portarono i futuristi all'onore delle cronache.
Si parlò di loro, da parte dei giornali, non soltanto come di poeti, ma anche come portatori di una visione di vita moderna.
Questo risultato rientrava nelle intenzioni di Marinetti di integrazione dell'arte nella vita quotidiana, facendogli perdere le sue tradizionali caratteristiche elitarie e trasformandola in prodotto di largo consumo, fruibile da chiunque.
Il presente industriale, con i suoi miti produttivistici, venne contrapposto al passato, visto come portatore di forme di vita superate.
Di qui l'adozione di tecniche letterarie e artistiche rivoluzionarie: il testo "parolibero" (parole in libertà), aderente alla realtà mediante le analogie (immaginazione senza fili), la distruzione dell'io letterario e lo sconvolgimento della sintassi (abolizione della punteggiatura, dell'aggettivo e dell'avverbio, uso del verbo all'infinito) trovava il suo corrispondente nel quadro di Boccioni, che sconvolgevano le norme tradizionali della prospettiva.
Nel dopoguerra Marinetti diventò un esponente ufficiale della cultura fascista.
Anche il Futurismo finì come avanguardia; sopravvisse come letteratura ufficiale del nuovo regime, ma privata di quell'anticonformismo che ne aveva caratterizzato il senso innovativo.
Lo scrittore morì a Bellagio (Como) nel 1944 dopo una discussa collaborazione culturale con la Repubblica di Salò.
Inglese
Futurism
An offshot of Cubism was Futurism, a movement founded in Italy by Filippo Tommaso Marinetti who, in 1909, published an official Manifesto, embodying the idea of a new art based on the destruction of the past, the glorification of war, an admiration for speed and machines and for universal dynamism.
In this respect, it was different of Cubism, which is based on static conditions.
In 1912 and 1913, Boccioni turned to sculpture to translate into three dimensions his Futurist ideas.
In (1913) he attempted to realise the relationship between the object and its environment, which was central to his theory of "dynamism".
The sculpture represents a striding figure, cast in bronze posthumously and exhibited in the Tate Gallery.
(It now appears on the national side of Italian 20 eurocent coins).
He explored the theme further in Unique Forms of Continuity in Space, Synthesis of Human Dynamism, Speeding Muscles, Spiral Expansion of Speeding Muscles (1912), (1913) and Technical Manifesto of Futurist Sculpture (1913).
His ideas on sculpture were published in the Sculpture [6].
In 1915 Balla also turned to sculpture making abstract "reconstructions", which were created out of various materials, were apparently moveable and even made noises.
He said that, after making twenty pictures in which he had studied the velocity of automobiles, he understood that "the single plane of the canvas did not permit the suggestion of the dynamic volume of speed in depth ... I felt the need to construct the first dynamic plastic complex with iron wires, cardboard planes, cloth and tissue paper, etc."
Boccioni, Carrà, Russolo,
Balla, Severini
La pittura futurista
Manifesto tecnico
11 aprile 1910
Nel primo manifesto da noi lanciato l'8 marzo 1910 dalla ribalta del Politeama Chiarella di Torino, esprimemmo le nostre profonde nausee, i nostri fieri disprezzi, le nostre allegre ribellioni contro la volgarità, contro il mediocrismo, contro il culto fanatico e snobistico dell'antico, che soffocano l'Arte nel nostro Paese.
Noi ci occupavamo allora delle relazioni che esistono fra noi e la società. Oggi invece, con questo secondo manifesto, ci stacchiamo risolutamente da ogni considerazione relativa e assurgiamo alle più alte espressioni dell'assoluto pittorico.
La nostra brama di verità non può più essere appagata dalla Forma né dal Colore tradizionali!
Il gesto per noi, non sarà più un momento fermato del dinamismo universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica eternata come tale.
Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi ma appare e scompare incessantemente.
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