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Università Cattolica del Sacro Cuore

Sede di Brescia

Facoltà di Scienze politiche e sociali

Corso di laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali

La donna musulmana e la questione del velo in Italia

Relatore: Prof. Paolo Maria Leo Cesare Maggiolini

Tesi di laurea di: Denisa Andreea Botici

N. Matricola: 4810160

Anno Accademico 2023/2024

Dedica

A mio padre, l’uomo della mia vita, che mi ha insegnato ad essere forte e determinata per poter raggiungere i miei obiettivi.

A mia madre, la mia migliore amica, che mi ha insegnato l’amore e la tenerezza per il prossimo. A te che mi hai sempre appoggiata nelle mie scelte.

Spero di rendervi orgogliosi sempre come oggi.

A me stessa.

Alla bimba che ero e alla donna che sono diventata.

Alla mia costante determinazione nel raggiungere i miei obiettivi e alla mia forza che mi ha permesso di affrontare ogni difficoltà.

Indice

  • 1 Capitolo 1 - La donna musulmana .................................................... 6
  • 1.1 L’origine comune dei due generi ................................................................ 6
  • 1.2 La donna nel Corano .................................................................................... 9
  • 1.2.1 La donna come individuo ............................................................................ 10
  • 1.2.2 Le differenze funzionali ............................................................................... 12
  • 1.3 La sottomissione della donna .................................................................. 13
  • 2 Capitolo 2 - La questione del velo ................................................. 16
  • 2.1 L’hijab e le varie tipologie di veli ............................................................ 17
  • 2.1.1 Cenni storici del velo .................................................................................. 18
  • 2.2 Il velo nel Corano ...................................................................................... 19
  • 2.2.1 Il velo come imposizione ............................................................................. 22
  • 2.2.2 Il caso Iran .................................................................................................. 22
  • 2.3 Velo come simbolo religioso e di appartenenza ................................... 24
  • 3 Capitolo 3 - La questione del velo in Occidente: il caso italiano ..................................................................................................................... 26
  • 3.1 Approccio al problema .............................................................................. 27
  • 3.2 Il velo in Italia ............................................................................................ 27
  • 3.2.1 La sentenza n. 3076 del 19 giugno 2008 .................................................... 30
  • 3.3 Il caso lombardo: la delibera 4553 del 10 dicembre 2015 .................. 32
  • 4 Conclusioni .................................................................................................... 34
  • 5 Bibliografia .................................................................................................... 46
  • Sitografia ......................................................................................................... 57
  • Ringraziamenti ............................................................................................ 41

Introduzione

Lo scopo dell’elaborato è quello di far luce sulla concezione della donna musulmana, togliendola dagli stereotipi occidentali e andare ad approfondire il tema del velo in Italia.

Cercherò di mettere in evidenza come la donna nel Corano non è una donna sottomessa, ma le viene attribuita la stessa importanza dell’uomo e che la sua subordinazione deriva da una strumentalizzazione politica del Corano e degli Hadith, detti del profeta, da parte dei regimi fondamentalisti. Una delle accuse più frequenti rivolte alla fede islamica in merito alla condizione della donna è quella di confinarla in una posizione di assoluta subordinazione all’uomo e privarla dei suoi diritti. In realtà, il discorso non è così semplice, ma presenta molteplici sfaccettature dal momento che il mondo musulmano è caratterizzato da molteplici differenze. La condizione della donna musulmana tende a variare di molto da paese a paese, a seconda della classe sociale e della zona di residenza. Inoltre, non esiste un’unica interpretazione della dottrina islamica ma, piuttosto, sono presenti varie correnti di pensiero, tradizionaliste, moderniste e fondamentaliste.

Nello specifico andremo ad analizzare la questione del velo mettendo in evidenza il suo significato nell’Islam, i suoi riferimenti nel Corano e le problematiche che incontra nei paesi Occidentali, con il caso studio dell’Italia.

Spesso quando si parla di “velo”, tendiamo ad associare la parola ad una donna che è obbligata ad indossare un velo integrale come il burqa, che la copre integralmente.

Spesso, tendiamo a mettere in relazione la donna velata alla tragica condizione femminile esistente in alcuni regimi fondamentalisti, come in Afghanistan, dove il velo viene utilizzato come mezzo di oppressione e controllo della sessualità della donna, negandole tutte le libertà e i diritti fondamentali. Sotto il generico nome di velo si tende impropriamente a raggruppare un aspetto assai variegato e ad associarlo ad un singolo contesto.

Nella mia analisi metterò in evidenza come questo indumento non sia solo simbolo di sottomissione della donna all’uomo e quindi visto dall’Occidente come pratica da abolire in nome dei diritti fondamentali delle donne, ma può assumere molteplici significati. In alcuni casi diventa un vero e proprio simbolo di appartenenza ad una comunità religiosa e mezzo di opposizione verso l’imposizione di una cultura “straniera”, in altri è un semplice simbolo di fede della donna di fronte ad Allah.

Infine, andremo a vedere come si inserisce la questione del velo nei Paesi occidentali, nello specifico in Italia. Il tema ha assunto un ruolo importante nei dibattiti politici, essendo che le società odierne hanno assistito a fenomeni migratori che hanno mutato la struttura sociale, obbligando i sistemi giuridici a adattarsi ad una società multiculturale. I processi migratori hanno fatto sì che si pensasse e si realizzasse un adeguamento degli spazi e delle strutture in cui si svolge la vita di comunità, integrando le diverse culture e religioni che entrano in contatto con la nostra. Diventa centrale nei dibattiti il diritto alla libertà di religione e il principio di laicità che caratterizza i paesi occidentali. Il nodo cruciale è quello di trovare una giusta proporzione tra l’esigenza delle persone di mostrare la propria appartenenza religiosa e il rispetto delle convinzioni dello Stato ospitante.

1 Capitolo 1 - La donna musulmana

Ancora oggi lo status della donna musulmana rappresenta una delle questioni più controverse e più dibattute, non solo in Occidente, ma anche all’interno del mondo islamico. Spesso quando si parla di donna musulmana si tende a pensare ad una donna velata a cui vengono negati diritti e libertà, creando così idee sbagliate su quello che è il vero ruolo della donna nel Corano e alimentando la convinzione che l’Islam sia intrinsecamente misogino. Questo convincimento deriva dal fatto che in alcuni paesi musulmani l’Islam è stato compromesso da pratiche culturali che sono in contrasto con gli insegnamenti di Allah e del profeta Maometto e utilizzato il Testo sacro per giustificare la discriminazione contro le donne, imporre restrizioni sociali e privare le donne di diritti e libertà.

Uno dei temi più significativi collegati alla donna musulmana è l’utilizzo del velo che spesso viene visto come mezzo di sottomissione della donna, diventando terreno di scontro culturale e politico. Spesso il velo è considerato come il simbolo della sottomissione della donna musulmana o il mezzo per controllare la donna, rifiutando così l’idea che potrebbe essere un simbolo pieno di significato per chi sceglie di indossarlo.

Queste convinzioni e consuetudini non sempre poggiano sul Corano, tant’è che, al contrario di quello che si pensa, il Testo Sacro non sancisce una preferenza per l’uomo rispetto alla donna, ma vengono posti entrambi sullo stesso piano davanti ad Allah, consacrando il principio di parità. Ne consegue quindi che uomo e donna sono uguali per quanto riguarda la loro esistenza e le condizioni di vita; quindi, hanno uguale considerazione e identiche potenzialità: entrambi sono considerati essenziali per lo sviluppo della comunità. 1

1.1 L’origine comune dei due generi

In nessuna Sūra del Corano la donna viene percepita come parte dell’uomo, tanto è vero che trascura il riferimento della creazione della donna a partire dalla costola dell’uomo, bensì stabilisce l’uguaglianza fra i due generi considerandoli “due categorie della specie umana”. 2

L’uguaglianza tra i due sessi deriva dal fatto che il racconto coranico, nel racconto della creazione del genere umano, allude ad un’origine comune dei generi maschile e femminile, idea che viene confermata dalla Sūra detta “delle Donne”: 3

«In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Uomini, temete il vostro Signore che vi ha creati da un solo essere (nafs wâhida), e da esso ha creato la sposa (zawg) sua, e da loro ha tratto molti uomini e donne. E temete Allah, in nome del Quale rivolgete l’un l’altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Allah veglia su di voi.» (Corano 4: 1) 4

Il versetto contiene gli elementi basilari della creazione del genere umano, che spesso viene fatta coincidere con la creazione di Adamo ed Eva, i primi genitori sulla terra. L’idea di unità dell’anima iniziale viene confermata anche in altri versetti, come per esempio nella Sūra delle Schiere:

«Vi ha creato da un’anima sola, da cui ha tratto la sua sposa» (Corano 39: 6) 5

Per comprendere meglio la relazione esistente tra uomo e donna e sfatare i pregiudizi esistenti, dobbiamo analizzare due concetti importanti nella tradizione islamica che sono nafs e zawg.

Il nome arabo nafs viene comunemente tradotto con “essere umano” oppure “individuo”, mentre nel Corano viene utilizzato per far riferimento all’origine comune del genere umano. Grammaticalmente è di genere femminile, ma concettualmente nel Corano viene concordato sia al maschile che al femminile, essendo che si riferisce all’anima di ciascun essere umano, ovvero quella parte separata dal corpo che caratterizza ogni individuo. Non sembra rientrare nei piani di Allah dare inizio alla creazione del genere umano a partire da un uomo; infatti, non c’è alcun riferimento ad Adamo o alla sua nafs come origine degli esseri umani, 6 mantenendo così una certa neutralità in merito alla creazione.

L’altro termine importante è zawg, che letteralmente significa “individuo che possiede un compagno” oppure “l’altro elemento di un paio o di una coppia”, senza la determinazione di genere. 7 Grammaticalmente, al contrario del termine precedente, è maschile, ma anche in questo caso viene utilizzato sia al maschile che al femminile a seconda della sua posizione nel discorso, anche se, nel Corano si usa maggiormente al femminile. Il termine viene usato come parte di una coppia necessaria per la creazione: tutto è stato creato in coppia. La dualità è una caratteristica necessaria della creazione e lo possiamo vedere nel seguente versetto:

«Di ogni cosa creammo una coppia, affinché possiate riflettere» (Corano 51: 49) 8

La coppia presuppone la convivenza di due elementi che fanno parte della stessa realtà con alcune caratteristiche differenti in termini di natura, caratteristiche e funzioni, ma entrambe sono necessarie per formare qualcosa di unico. I due elementi esistono solo in relazione all’altro, infatti un uomo è marito solo rispetto alla moglie; quindi, ogni creazione dipende dal proprio zawg. Appare così necessaria la creazione di Adamo ed Eva, uomo e donna, e vengono considerati egualmente essenziali per il creato, non c’è uno subordinato all’altro. Allah ha creato intenzionalmente la coppia maschio-femmina: «E che Egli è Colui che ha creato i due generi, il maschio e la femmina» (Corano 53: 45) 9

Quindi la perfezione del creato è data dalla somma di questi due esseri reciproci e intercambiabili tra loro; quindi, possiamo affermare che l’origine del genere umano parte da un sistema-coppia formata dalla nafs e il suo zawg.

Analisi fatta in riferimento a A. Wadud, op. cit., 2011, pag. 63 – 64 e Ida Zilio-Grandi, La creazione della donna nel Corano e il suo ruolo nella tradizione islamica, 2009, https://ecumenismo.diocesidicomo.it/wp-content/uploads/sites/17/2018/03/La_creazione_della_donna_nel_Corano.pdf.

Ida Zilio-Grandi, op. cit., 2009. 7

H. R. Piccardo, op. cit. pag. 456. 8

H. R. Piccardo, op. cit. pag. 462. 9

1.2 La donna nel Corano

Molte delle opinioni più diffuse e dominanti sul concetto della donna nel Corano e del suo ruolo non trovano conferma nel Corano, ma sono frutto di una compressione e interpretazione errata del testo. Questa interpretazione errata è stata influenzata dal nostro modo di vedere il mondo e ha condizionato notevolmente la relazione tra uomo e donna, rendendo così il Corano misogino. Molti versetti sono stati interpretati in modo tale da predisporre una superiorità maschile rispetto alle donne, ma il Corano non stabilisce nessun valore strutturale all’essere donna o uomo, non esiste nessuna struttura gerarchica prestabilita ed eterna. Il Corano è caratterizzato da una visione più comune e integrata dei diritti e delle responsabilità degli individui.

Nel Corano, le donne rientrano in due categorie: le donne che vengono solo menzionate e le donne che vengono nominate esplicitamente. 10 Nella prima categoria troviamo le donne che sono oggetto di citazioni minime e quelle che svolgono ruoli “tipicamente femminili” che si muovono nei limiti imposti dalle circostanze. 11 In entrambi i casi, le donne risultano insignificanti per il progetto coranico, ma sono indispensabili per lo svolgimento del racconto.

Nella seconda categoria rientrano le donne che ricoprono dei ruoli più specifici che sono attribuibili sia alla donna che all’uomo e rappresentano lo sforzo umano sulla terra, di conseguenza diventano degli esempi da seguire per ogni credente. In questo caso, questi ruoli non servono per sottolineare il genere che compie l’azione, ma l’azione in sé e lo possiamo notare della Sūra al-tahrīm:

«Allah ha proposto ai miscredenti l’esempio della moglie di Noè e della moglie di Lot. Entrambe sottostavano a due dei Nostri servi, uomini giusti. Entrambe li tradirono, ed essi non poterono in alcun modo porle al riparo da Allah. Fu detto loro: «Entrate entrambe nel Fuoco, insieme con coloro che vi entrano». Allah ha proposto ai credenti l’esempio della moglie di Faraone, quando invocò: «Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle sue opere. Salvami dagli ingiusti». E Maria, figlia di ‘Imràn, che conservò la sua verginità; insufflammo in lei del Nostro Spirito. Attestò la veridicità delle Parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una delle devote» (Corano 66: 10 – 12) 12

L’obiettivo di questo versetto è quello di ribadire il concetto di responsabilità individuale di fronte ad Allah; quindi, le donne menzionate sono dei modelli specifici che hanno la funzione di modello da seguire per tutti i credenti. Purtroppo, molti studiosi hanno inteso questo versetto esclusivamente per le donne, senza analizzare il senso di esso: ognuno è responsabile delle proprie azioni e a nessuno spetta la salvezza in relazione all’appartenenza di qualcuno.

Spesso i lettori che hanno studiato il ruolo della donna nel Corano, si sono approcciati al testo con nozioni ben precise su quello che dovrebbe essere il ruolo della donna; quindi, quando nel testo trovavano una conferma apparente non si preoccupavano di andare più a fondo alla questione creando semplificazioni e contraddizioni sul ruolo della donna nel Corano.

Distinzione fatta da Amina Wadud in “Il Corano e la donna. Rileggere il Testo Sacro da una prospettiva di genere”, Effatà Editrice, Torino, 2011, pag. 75.

Bisogna tener presente che il Corano è stato rilevato in un determinato contesto, dove la donna si occupava specialmente della cura della casa e dei figli.

1.2.1 La donna come individuo

Il Corano, innanzitutto, prende in considerazione la donna nella sua individualità. La donna viene considerata un individuo alla pari dell’uomo essendo che entrambi hanno la stessa natura umana e questo conferisce alla donna lo stesso grado di autonomia di un uomo e il medesimo trattamento; infatti, il rapporto con il Signore è sempre individuale e non viene mai espresso in

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