U S N F
NIVERSITÀ DEGLI TUDI DI APOLI EDERICO II
SCUOLA POLITECNICA E DELLE SCIENZE DI BASE
D I I
IPARTIMENTO DI NGEGNERIA NDUSTRIALE
C L I N
ORSO DI AUREA MAGISTRALE IN NGEGNERIA AVALE
T L M
ESI DI AUREA IN ETODI NUMERICI PER L’ARCHITETTURA NAVALE
Distribuzione di una bulk
della velocità del fluido nelle casse
carrier tramite codici CFD
Relatore:
Ch.mo Prof. Simone Mancini
Ch.mo Prof. Franco Quaranta A A
NNO CCADEMICO 2024 - 2025
+
• Il buffer layer è la regione di transizione tra la regione dominata dalla
(5 < < 30):
viscosità e la parte del flusso dominata dalla turbolenza. Gli sforzi viscosi e turbolenti sono di
magnitudine simile e, per questo, il profilo di velocità non è ben definito e ci si dovrà tenere
lontani da questa zona nella simulazione. ([28])
Figura 42 Profilo di velocità adimensionale in un flusso turbolento vicino alla parete
5.6 Processo di simulazione CFD
Il workflow di una simulazione CFD segue una struttura abbastanza standard,
indipendentemente dal software utilizzato. È organizzato in macro-fasi fondamentali, ciascuna
delle quali risponde a specifiche domande che, se trascurate, compromettono la possibilità di
ottenere una soluzione valida.
Figura 43 Workflow di una simulazione CFD 66
Queste fasi sono tre:
1. Pre-processing: questa è la fase più lunga e delicata del processo, spesso rappresenta
fino al 90% del tempo totale della simulazione e dipende fortemente dall’esperienza e
dalle scelte dell’operatore.
Geometria: il punto di partenza è sempre il modello CAD, importato da formati comuni
• come IGES, STEP, STL o Parasolid.
Fisica e modelli: in questa fase si imposta la discretizzazione dello spazio e del tempo,
• selezionando i modelli fisici da applicare (ad esempio: trasporto di calore,
compressibilità, viscosità, turbolenza) e il tipo di simulazione (steady o unsteady).
Mesh: nel CFD si lavora sia con mesh volumetriche (per il dominio di calcolo) sia
• superficiali (per le superfici del modello). La mesh può essere strutturata o non
strutturata, a seconda della geometria e della precisione richiesta. Una volta completata
la mesh, si è definita una parte sostanziale del problema.
Condizioni al contorno e iniziali: è qui che si definisce come il sistema interagirà con
• l’ambiente esterno e da quale stato iniziale parte la simulazione. È anche possibile
selezionare grandezze da monitorare nel tempo per l’analisi successiva.
2. Processing
In questa fase entra in gioco la potenza di calcolo del computer. Il ruolo dell’operatore si riduce
principalmente al monitoraggio della simulazione:
Convergenza: se i residui crescono troppo o la simulazione si blocca, occorre tornare
• al pre-processing per rivedere mesh, condizioni o modelli.
Simulazioni unsteady: il software calcola la soluzione passo dopo passo (time-step),
• effettuando un certo numero di iterazioni interne per ogni intervallo Δt (tipicamente 3–
10 per step).
Simulazioni steady: il tempo non varia e la soluzione converge verso uno stato
• stazionario, con un numero elevato di inner-iterations (anche 500–5000) per
raggiungere la convergenza. 67
3. Post-processing
Questa è la fase di visualizzazione e analisi dei risultati, spesso effettuata con strumenti di
colorazione dei campi di flusso (da cui l’espressione colorful fluid dynamics). È qui che si
interpretano i dati ottenuti: campi di velocità, pressione, temperature, traiettorie, linee di
corrente, ecc. per valutarne la coerenza fisica e confrontarli con dati sperimentali o requisiti di
progetto. ([29]) ([28]) ([30]) 68
Capitolo 6: Sistema di zavorra continua per una bulk
carrier Cape Size
6.1 Obiettivi dell’analisi
L’interesse per la crescente diffusione di specie aliene attraverso l’acqua di zavorra e la
necessità di ridurre l’impatto ambientale associato a tale fenomeno hanno motivato l’analisi di
un sistema alternativo di gestione della zavorra, in grado di contribuire concretamente alla
salvaguardia degli ecosistemi marini.
Questa tesi si propone di studiare e valutare un sistema di zavorra continua, ispirato al concetto
di Free Ballast, brevettato nel 2004 ma ad oggi mai applicato su navi operative. Il sistema
sfrutta la differenza di pressione tra prua e poppa per riempire i doppi fondi durante la
navigazione, eliminando l’impiego di pompe in mare aperto, e prevede un ricircolo d’acqua
locale per ridurre al minimo il rischio di contaminazione biologica tra porti.
Gli obiettivi specifici del lavoro sono:
• Studio idrodinamico all’interno dei doppi fondi mediante simulazioni CFD
Distribuzione delle linee di corrente
o Analisi dei residui e valutazione delle portate
o Analisi delle zone vorticose
o Valutazione dello spazio percorso dai microorganismi
o Analisi del tracciante
o
• Gestione e dimensionamento del sistema di svuotamento statico
Scelta delle condotte
o Scelta dell’elettropompe
o
Analisi di stabilità in porto durante le operazioni di carico e scarico del carico pagante
• e della zavorra; i risultati ottenuti sono stati confrontati con quelli riportati nello Stability
Booklet della nave in esame. 69
6.2 Nave in esame
Alpha Liberty è una nave bulk carrier di classe Capesize, costruita nel 2011 presso i cantieri
Hyundai Heavy Industries in Corea del Sud. Registrata sotto bandiera greca, questa nave è
progettata per il trasporto di grandi quantità di merci sfuse come minerale di ferro, carbone e
cereali.
Con una lunghezza di circa 292 metri, una larghezza di 45 metri e una portata lorda (DWT) di
circa 179.276 tonnellate, la Alpha Liberty rappresenta un esempio di nave di grande capacità,
destinata principalmente a rotte oceaniche di lungo raggio. A causa delle sue dimensioni, la
nave non può transitare attraverso i canali di Panama o Suez, ed è quindi costretta a seguire
rotte che aggirano i grandi capi continentali.
Il pescaggio massimo estivo è di circa 18,22 metri, consentendo di trasportare carichi pesanti
in porti attrezzati per accogliere navi di questa categoria. La nave è dotata di motorizzazione
diesel ad alta efficienza, studiata per ottimizzare i consumi durante le lunghe traversate.
Alpha Liberty svolge un ruolo chiave nel trasporto internazionale di materie prime fondamentali
per l’industria pesante e l’energia, collegando principalmente i mercati di Brasile, Australia,
Sudafrica e Cina. ([31]) ([32])
Come già accennato nel primo capitolo, la nave può percorre diverse rotte:
Brasile-Cina: trasporto di minerale di ferro dal Brasile ai porti cinesi.
• Australia-Cina: trasporto di carbone e minerale di ferro.
• Sudafrica-Cina: trasporto di carbone.
• Sudafrica-Europa: trasporto di minerale di ferro e altri materiali.
• 70
IMO 9590709
BANDIERA Grecia
ANNO DI COSTRUZIONE 2011
Hyundai Heavy
CANTIERE DI COSTRUZIONE Industries, Ulsan, Corea
del Sud
Tabella 6 Identificazione e costruzione della
Tabella 5 Parametri principali Bulk Carrier nave
A livello strutturale presenta nove stive da carico e sette paratie stagne che delimitano sei zone
del doppio fondo. Di seguito, nella Figura 46, si riporta la compartimentazione della nave:
Figura 44 Piani generali Bulk Carrier 71
6.3 Descrizione del sistema proposto
Come già introdotto nel Capitolo 4, il sistema descritto è un impianto passivo per il riempimento
delle casse di zavorra, progettato per sfruttare la differenza di pressione idrodinamica generata
dal moto di avanzamento della nave. La configurazione del sistema è la seguente:
Fori di Ingresso (Inlet): Sono presenti due aperture circolari del diametro di 3 metri
• ciascuna, posizionate nel gavone prodiero. Questi fori si trovano ad una profondità di 1
metro al di sotto del pelo libero, in condizioni di immersione a piena zavorra, e 2 metri
lateralmente rispetto al piano diametrale della nave. La collocazione è stata studiata per
massimizzare l’effetto della sovrapressione generata dalla velocità relativa tra la nave e
l’acqua marina circostante nella zona di prua.
Rete di Distribuzione: Dalle aperture di ingresso, l’acqua marina viene convogliata
• attraverso un sistema di condotte rigide. Sono presenti cinque tubazioni per ciascun lato
dello scafo, progettate per mettere in comunicazione diretta il compartimento prodiero
con ciascuno dei compartimenti dei doppi fondi. Questa configurazione consente una
distribuzione capillare e simmetrica del flusso idrico lungo tutta la lunghezza utile della
nave.
Fori di Uscita (Outlet): Ogni singola cassa di zavorra, ricavata nei doppi fondi, è dotata
• di fori di scarico posizionati sul fondo. Tali aperture permettono all'acqua di fuoriuscire
in modo continuo, mantenendo così un costante ricambio del fluido all’interno delle
casse. Questo meccanismo garantisce l’eliminazione di eventuali accumuli stagnanti e
contribuisce al mantenimento di condizioni idrodinamiche favorevoli.
Principio di Funzionamento: L’intero sistema opera senza l’ausilio di pompe
• meccaniche, affidandosi esclusivamente alla differenza di pressione che si instaura tra
la zona di ingresso (alta pressione in prua) e quella di uscita (pressione più bassa lungo
lo scafo e a poppa) durante la navigazione. Tale gradiente di pressione consente un
flusso naturale e continuo dell’acqua marina, che entra dai fori anteriori e viene
distribuita per gravità e pressione nelle varie casse.
Dispositivi di Regolazione: Per assicurare una corretta gestione del riempimento e della
• distribuzione dell’acqua di mare, il sistema è dotato di valvole di sezionamento installate
lungo le condotte principali. Questi dispositivi consentono di isolare o abilitare
selettivamente il riempimento delle singole casse, permettendo un controllo preciso
72
sulla stabilità longitudinale e trasversale dell’unità, oltre che sulla gestione delle
condizioni di zavorramento durante le varie fasi operative.
Di seguito si riporta la schematizzazione dell’impianto:
Figura 45 Rappresentazione schematica dell’impianto di zavorra continuo: vista dall’alto
Figura 46 Rappresentazione schematica dell’impianto di zavorra continuo: sezione trasversale
6.3.1 Geometria del dominio simulato
Per effettuare una simulazione accurata del comportamento idrodinamico all’interno dei doppi
fondi, si rende necessario procedere alla ricostruzione tridimensionale dettagliata dei
compartimenti interni della nave mediante l’impiego del software Rhinoceros. Tale
modellazione digitale è stata sviluppata con l’obiettivo di aderire il più possibile alla
configurazione reale della nave, così come definita nei piani generali forniti in fase progettuale.
73
In particolare, l’attenzione è stata rivolta alla definizione geometrica del gavone prodiero e dei
doppi fondi, considerati elementi fondamentali per l’analisi del moto e della distribuzione del
fluido all’interno della struttura. Questi volumi sono stati riprodotti con precisione, rispettando
le dimensioni, le proporzioni e la disposizione spaziale originarie, al fine di garantire una
coerenza tra il modello virtuale e la configurazione fisica dell’unità navale.
La fedeltà della modellazione costituisce un presupposto essenziale per l’affidabilità delle
successive analisi computazionali, in quanto influisce direttamente sulla qualità dei risultati
ottenuti nelle simulazioni fluidodinamiche, sia in regime transitorio che stazionario.
Figura 47 Geometria dello scafo e dei doppi fondi
Ai fini della simulazione numerica condotta tramite il software STAR-CCM+, si è resa
necessaria una semplificazione geometrica del modello dei doppi fondi, al fine di ottimizzare
le risorse computazionali senza compromettere in maniera significativa la qualità e l’affidabilità
dei risultati ottenuti.
In particolare, sono state omesse le casse basse, ritenute secondarie per l’analisi fluidodinamica
in oggetto, in quanto il loro contributo alla dinamica generale del flusso risulta trascurabile nel
contesto delle condizioni operative simulate. Inoltre, per ridurre ulteriormente la complessità
del dominio computazionale, è stata operata una fusione del secondo e del terzo doppio fondo
in un unico volume continuo, mantenendo comunque le caratteristiche essenziali per
rappresentare correttamente il comportamento del fluido all’interno del sistema.
Queste semplificazioni hanno consentito di contenere il costo computazionale, riducendo sia i
tempi di calcolo che il carico di memoria richiesto, e rendendo così possibile una maggiore
efficienza nella fase di simulazione, pur mantenendo un buon grado di attendibilità nelle
previsioni del modello numerico. 74
Di seguito si riporta la seguente schematizzazione:
Figura 48 Semplificazione della geometria dei doppi fondi
6.4 Condizioni al contorno e assunzioni
Una volta completata la modellazione CAD della geometria, il file è stato esportato nel formato
STEP e successivamente importato all’interno dell’ambiente di calcolo del software STAR-
CCM+, al fine di predisporre la simulazione fluidodinamica.
La fase di pre-processing, oltre all’importazione della geometria prevede:
Configurazione del modello fisico
1. Generazione della mesh
2.
6.4.1 Configurazione del modello fisico
È stato impostato un approccio stazionario (steady-state), in linea con le condizioni operative
del sistema durante la navigazione, caratterizzate da un regime di flusso stabile e continuo, in
quanto il comportamento dell'acqua all'interno dei doppi fondi si stabilizza rapidamente,
soprattutto durante la navigazione costante. Le pressioni a prua e poppa non cambiano in modo
significativo nel tempo, per cui il flusso può essere considerato quasi stazionario.
È stato attivato il modello di flusso incomprimibile, poiché le velocità coinvolte risultano
nettamente inferiori alla velocità del suono, e le variazioni di densità del fluido (acqua) e
viscosità sono trascurabili. 75
Per rappresentare correttamente gli effetti viscosi e le turbolenze presenti all’interno delle
condotte e delle casse è stato adottato il modello k-ω SST (Shear Stress Transport), appartenente
alla famiglia dei modelli RANS a due equazioni. Tale scelta è motivata dalla necessità di
descrivere con elevata accuratezza il comportamento del flusso in prossimità delle pareti, nelle
condotte strette e all’interno delle casse di zavorra, dove si sviluppano zone di separazione e
ricircolo. Il modello k-ω SST combina i vantaggi dei due modelli più utilizzati: impiega la
formulazione k-ω vicino alle pareti, per una maggiore sensibilità ai gradienti viscosi e al
comportamento dello strato limite, mentre transisce verso la formulazione k-ε nel campo libero,
migliorando la stabilità numerica e l’affidabilità nella previsione del flusso principale. Questo
approccio ibrido consente di ottenere previsioni più accurate nelle zone di separazione e nei
regimi transitori interni alle geometrie complesse, tipiche del sistema di zavorra analizzato.
Il modello di gravità, applicato lungo la direzione verticale, per tener conto dell’effetto del peso
dell’acqua sul riempimento delle casse.
Per la risoluzione numerica delle equazioni di Navier-Stokes è stato adottato un approccio
segregato (segregated flow), disponibile all’interno del solutore di STAR-CCM+. Questo
metodo prevede la soluzione separata e iterativa delle equazioni di moto (pressione e
componenti della velocità), consentendo un utilizzo più efficiente delle risorse computazionali
rispetto all’approccio accoppiato (coupled flow), specialmente in presenza di geometrie
complesse e flussi incomprimibili. La scelta dell’approccio segregato è risultata particolarmente
adatta al problema in esame, caratterizzato da un flusso stazionario, privo di discontinuità
impulsive, in regime turbolento e confinato. Il metodo garantisce una buona stabilità numerica,
mantenendo tempi di calcolo contenuti e una discreta velocità di convergenza, soprattutto se
combinato con un mesh adeguatamente raffinata nelle zone di gradiente e con un modello di
turbolenza compatibile. Durante la simulazione, le equazioni sono state risolte in sequenza per
ogni iterazione, fino al raggiungimento della convergenza dei residui e della stabilità delle
variabili principali, come pressione, velocità e turbolenza.
Le condizioni al contorno sono state definite sulla base del comportamento idrodinamico del
sistema durante la navigazione.
In corrispondenza delle sezioni di ingresso al gavone di prua è stata impostata una condizione
di Velocity Inlet, con un valore uniforme pari a 2.2 m/s, ottenuto dalla simulazione preliminare
di rimorchio. Questo valore rappresenta la velocità del flusso incidente generato dal moto della
76
nave a circa 10.5–11 nodi, che si traduce in una depressione dinamica sufficiente a innescare il
riempimento dei doppi fondi tramite pressione differenziale.
Per le uscite delle singole casse di zavorra è stata assegnata una condizione al contorno di tipo
Pressure Outlet, impostando una pressione statica relativa pari a 0 Pa. Tale valore è stato scelto
assumendo che, in corrispondenza della superficie di uscita, il fluido abbia raggiunto
nuovamente uno stato di quiete o di equilibrio con l’ambiente circostante. In altre parole, si
ipotizza che, oltre l’outlet, il fluido non sia più soggetto a significative perturbazioni o
variazioni di pressione, consentendo così di considerare il punto come una zona a pressione
ambiente o neutra. Questa assunzione semplifica il modello numerico, permettendo una
simulazione più stabile e realistica del comportamento
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