Il problema economico nasce dal contrasto tra bisogni illimitati e risorse
limitate. Per soddisfare i bisogni, famiglie, imprese e pubblica amministrazione
svolgono attività economiche, cioè azioni e decisioni volte a ottenere il miglior
rapporto tra bisogni e mezzi disponibili (relazione “bisogni–fini–mezzi”).
I beni economici possono essere:
● Prodotti (materiali) o servizi (immateriali).
● Beni di consumo finale (per l’uso diretto: durevoli come una pelliccia, o
immediati come un panettone).
● Beni di produzione o intermedi (usati per creare altri beni: durevoli
come una macchina per cucire, o immediati come lo zucchero per fare il
panettone).
Le aziende svolgono attività di produzione e di consumo, e si distinguono in:
1. Aziende di produzione (imprese) → soddisfano bisogni indirettamente,
producendo beni e servizi da vendere.
2. Aziende di consumo o di erogazione → soddisfano bisogni direttamente
(come PA e ONP).
3. Aziende miste → uniscono entrambe le funzioni.
Tutte devono mantenere l’equilibrio economico durevole e contribuiscono alla
creazione di ricchezza.
Oggi si distinguono:
● Aziende lucrative: mirano al profitto e soddisfano bisogni in modo
indiretto.
● Aziende non lucrative: soddisfano bisogni direttamente, senza scopo di
lucro.
In ogni caso, il fine comune di tutte le aziende è creare utilità attraverso la
produzione economica, cioè quella che tiene conto di come si produce,
perché per chi
si produce e si produce.
I fattori produttivi sono tutti gli elementi che permettono di produrre beni e
servizi. In Economia Aziendale, sono considerati tali solo se l’azienda deve
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sostenere un costo per ottenerli. I fattori produttivi primitivi sono capitale e
lavoro.
Classificazione dei fattori produttivi
I fattori produttivi si possono classificare in base a diversi criteri:
1. Fungibilità
● Fattori generici: come il denaro e i suoi sostituti, utilizzati per acquistare
altri fattori produttivi.
● Fattori specifici: beni e servizi reali impiegati direttamente nell’attività
aziendale per ottenere nuovi beni e servizi.
2. Utilizzabilità
● Fattori a utilità o fecondità pluriennale: mantengono la loro utilità per
più anni, come terreni, fabbricati, impianti, brevetti.
● Fattori a utilità immediata o correnti: si consumano rapidamente, come
merci, materie prime o semilavorati. Questi possono essere a fecondità
semplice (si esauriscono subito) o a fecondità ripetuta (possono essere
riutilizzati più volte).
3. Materialità
● Fattori materiali: beni fisici, come impianti o materie prime.
● Fattori immateriali: servizi, conoscenze, o elementi intangibili.
Combinando utilizzabilità + materialità, otteniamo:
● Fattori produttivi pluriennali:
○ Materiali → impianti, fabbricati
○ Immateriali → marchi, brevetti
● Fattori produttivi correnti:
○ Materiali → materie prime, merci
○ Immateriali → servizi e lavoro 2
Fattori produttivi e costi di acquisizione
Il fattore generico denaro viene trasformato in fattori specifici (beni e servizi)
necessari alla produzione e al consumo. Questo genera dei costi di
acquisizione, calcolati come:
Costo di acquisizione=Quantitaˋ×Prezzo
I costi possono essere di due tipi:
● Costo anticipato: quando il fattore produttivo è disponibile in azienda
prima di essere utilizzato nel processo produttivo (ad esempio impianti,
macchinari o scorte di magazzino).
● Costo contestuale o parallelo: quando il fattore viene acquistato e
utilizzato contemporaneamente al processo produttivo (come l’energia
elettrica).
Requisiti dei fattori produttivi
Per essere utilizzabili, i fattori produttivi devono avere alcune caratteristiche
fondamentali:
● Quantità e qualità adeguate al tipo di produzione.
● Disponibilità temporale, cioè essere pronti al momento giusto.
● Onerosità, quindi devono avere un costo monetario misurabile.
● Disponibilità o utilità, ovvero essere beni esistenti e realisticamente
ottenibili.
● Vincolabilità, cioè la possibilità di essere collegati al processo
produttivo.
Come l’azienda ottiene i fattori produttivi
Per procurarsi e mantenere queste co
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