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Economia aziendale - Maurizio Marano

Appunti tratti dal libro "Corso di Economia aziendale" e dalle spiegazioni in aula.

Class year 2021-22

Indice-sommario

  • 1 Bisogni e attività economiche 4
  • 1.1 Bisogni economici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
  • 1.2 L’attività economica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
  • 1.3 Le risorse . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
  • 1.4 Fini dell’attività economica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
  • 1.5 Scelte . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
  • 1.5.1 Scelte riguardanti istituti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
  • 1.5.2 Modello Carnegie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
  • 2 Azienda 12
  • 2.1 Imprese di erogazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
  • 2.1.1 Aziende di consumo familiare . . . . . . . . . . . . . . . . 15
  • 2.1.2 Azienda di erogazione pubbliche . . . . . . . . . . . . . . 16
  • 2.1.3 Aziende non profit . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
  • 2.2 Imprese di produzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
  • 2.2.1 Aree di gestione: . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
  • 3 Economicità 22
  • 3.1 . . . . . . . . . . . . . . . 23 Equilibrio economico (reddituale)
  • 3.1.1 Capitale di rischio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
  • 3.1.2 Lavoro imprenditoriale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
  • 3.1.3 Diritto agli utili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
  • 3.1.4 Remunerazione effettiva e attesa . . . . . . . . . . . . . . 25
  • 3.1.5 Onere figurativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
  • 3.1.6 Rischi del capitale di rischio . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
  • 3.2 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26 Equilibrio monetario
  • 3.2.1 Capitale di credito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
  • 3.3 Relazione tra equilibrio monetario ed economico . . . . . . . . . 28
  • 3.4 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 28 Efficienza delle risorse
  • 3.5 . . . . . . . . . . . . . . . . . 29 Congruità delle remunerazioni

1 Luca Barbato Alma Mater Studiorum

  • 3.6 Equilibrio istituzionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
  • 4 Ambiente economico 29
  • 4.1 I mercati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
  • 4.2 I settori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
  • 5 Scopi della contabilità generale 31

Page 2

List of tables

  • 1 Classificazione delle aziende come ordine economico degli istituti 12
  • 2 Processo economico dell’azienda familiare . . . . . . . . . . . . . . . . 15
  • 3 Processo economico dell’azienda erogativa pubblica . . . . . . . . . . 17
  • 4 Processo economico dell’azienda di produzione . . . . . . . . . . . . . 22

List of equations

List of figures

  • 1 Piramide dei bisogni di Maslow . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5

3 Luca Barbato Alma Mater Studiorum

1 Bisogni e attività economiche

I bisogni sono condizioni di carenza che suscitano azioni volte a colmarli, i bisogni sono classificabili e una distinzione fondamentale va fatta tra:

  • Bisogni fisiologici/naturali: si tratta di esigenze primarie (alimentazione, riposo, la salute)
  • Bisogni sociali: bisogni suscitati dalla sfera spirituale delle persone e dal fatto che le singole persone entrano in rapporto ed interagiscono con vari insiemi di altre persone.
  • Bisogni non radicali: riguardano l’affettività delle persone, sono quindi influenzati per esempio dalle relazioni sociali (amicizia, appartenenza)
  • Bisogni radicali: riguardano situazioni esterne alla nostra realtà, ma che ci ripercuotono in maniera negativa, creando un malessere (Afghanistan: nonostante sia una realtà che non influenza la nostra vita ci rimaniamo male) si parla dunque di ideali (uguaglianza, giustizia, libertà)

Sia i bisogni sociali che naturali possono essere distinti in:

  • Bisogni essenziali
  • Bisogni secondari: fenomeni influenzati dalle mode e alla formazione di gruppi di riferimento, si tratta di bisogni facilmente suscitabili.

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Autorealizzazione

Autostima

Appartenenza

Sicurezza

Fisiologici

Figure 1: Piramide dei bisogni di Maslow

Lo psicologo Maslow classificò i bisogni in cinque categorie ordinate gerarchicamente secondo la tesi che una volta che un soggetto ha soddisfatto i bisogni di base passi a soddisfare i bisogni posti al di sopra della piramide, quindi le persone soddisfano in primo luogo i bisogni naturali e sociali elementari per poi passare via via ai bisogni più complessi.

Tuttavia lo schema fu ampiamente criticato per due motivi:

  • 1. Non seguiva il principio di universalità in quanto ogni bisogno viene percepito in maniera differente a seconda dei soggetti
  • 2. I bisogni affettivi vengono inseriti a metà della gerarchia.

1.1 Bisogni economici

I bisogni vengono soddisfatti attraverso l’utilizzo/consumo di beni;

I beni sono classificabili secondo una principale distinzione:

Beni:

  • Beni economici: i quali presentano due caratteristiche;
  • Utilità: rispondono ad un bisogno del consumatore
  • Scarsità: il bene deve essere disponibile in natura ma in quantità limitata.
  • Beni liberi: i quali a differenza dei beni economici sono presenti in natura in quantità pressoché illimitata

All’interno dei beni economici va fatta un ulteriore classificazione:

  • Primari: quindi beni volti a soddisfare le esigenze primarie dell’individuo. Bisogni primari
  • Secondari: volti invece a soddisfare un bisogno non primario, fortemente influenzati dai processi imitativi connessi al fenomeno delle mode. Bisogni voluttuari

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  • Complementari: beni come la farina che per essere utilizzato hanno bisogno di essere affiancati ad altri beni
  • Succedonei/sostitutivi: beni che possono essere sostituiti da altri beni pressoché identici olio e burro
  • Differenziabili: prodotti con caratteristiche differenti rispetto ai prodotti offerti dalle imprese concorrenti
  • Non differenziabili: le cosiddette commodities, un bene con caratteristiche uniformi e costanti; un bene offerto in maniera uguale da tutte le imprese
  • Consumo: beni che soddisfano in maniera diretta i bisogni dei consumatori
  • Strumentali: beni utilizzati per produrre altri beni
  • Uso singolo: materia prima
  • Durevoli: macchinari per la produzione

Per quanto riguarda i bisogni non economici assumono rilevanza in ambito socio-organizzativo dei lavoratori, quindi:

  • Per ragioni etiche
  • Accrescere la motivazione del personale in maniera tale da fidelizzarlo

1.2 L’attività economica

L’attività economica è svolta allo scopo di rendere disponibili i beni necessari per il soddisfacimento dei bisogni e impiegarli nei processi di consumo. Consiste dunque in due attività;

  • 1. Attività di produzione include: non significa produzione fisica

Produzione di prodotti fisici (artigianali ed industriali)

Artigianali: un’attività artigianale secondo il termine economico-aziendale deve seguire alcune caratteristiche:

  • Coinvolge il titolare e limita i dipendenti
  • Prevale il lavoro umano invece del lavoro implementato dalla tecnologia.

Produzione di servizi: si caratterizzano per le seguenti peculiarità:

  • Beni immateriali
  • Intangibili, inoltre per valutarne l’efficienza il cliente deve prima pagare a differenza dei beni tangibili.

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  • Produzione e vendita coincidono, si presenta dunque un problema di programmazione (non si possono inserire in scorta i servizi), si può avviare al problema variando il prezzo e adattandolo alla situazione.
  • Processo di co-produzione; si adegua agli input dettati dal cliente, il quale, quindi, partecipa e influenza in maniera attiva il servizio

Distribuzione commerciale di prodotti e servizi (adattamento quali-quantitativo)

Intermediazione creditizia: banche;

Attività assicurative; copertura di rischi specifici;

  • Oggetto; danni potenziali legati al verificarsi di determinati eventi possibili ma non certi
  • Sono cedute dall’azienda soggetta al rischio ad un operatore specializzato che prende il nome di società di assicurazione
  • La cessione comporta il pagamento di un premio assicurativo da parte del soggetto che trasferisce il rischio

La determinazione del premio è basato su modelli statistici che tengono conto della probabilità dell’evento e dell’entità del danno.

  • 2. Attività di consumo; non significa consumo in senso fisico; per attività di impiego si intende l’impiego del bene e del servizio per soddisfare bisogni.

L’attività economica può essere svolta da:

  • Singoli individui
  • Organizzazioni/istituti; pluralità di soggetti

Istituti (Organizzazioni): società umane dotate di caratteristiche strutturali relativamente stabili;

  • Famiglie; è l’organizzazione più semplice, in realtà è un tipo di organizzazione che nasce dalla volontà di soli due soggetti
  • Stato/Amministrazioni pubbliche; la più grande forma di aggregazione
  • Istituti non profit
  • Imprese: istituti prevalentemente, ma non solo, economici; composti da persone volti alla divisione del profitto

Incarico degli istituti:

  • Soddisfano i bisogni dei destinatari,
  • Suscitano in loro nuovi bisogni (quando per esempio una società emana un prodotto innovativo nel mercato),

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  • Indirizzano i loro bisogni
  • Soddisfano i bisogni dei lavoratori

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1.3 Le risorse

L’attività economica richiede risorse denominate fattori della produzione le quali vengono acquistate dagli istituti e rappresentano l’input della produzione.

Le risorse della produzione includono:

  • Terra
  • Capitale: risorsa generale per ottenere risorse specifiche
  • Lavoro
  • Operativo: compiti prevalentemente esecutivi, nessuna/limitata libertà di scelta
  • Direttivo: significativa libertà di scelta, prende scelte su tematiche specifiche nell’orizzonte temporale breve
  • Di governo economico: prende decisioni di rilievo nel medio/lungo periodo
  • Materie
  • Immobili
  • Impianti e attrezzature
  • Servizi pubblici: sono offerti da istituti pubblici e hanno come obiettivo il miglioramento delle condizioni di vita delle persone, si dividono in due categorie:
  • Servizi a domanda individuale (come può essere l’assistenza sanitaria)
  • Servizi indivisibili o beni pubblici (come può essere l’illuminazione pubblica)

Presentano le seguenti caratteristiche;

  • Indivisibilità; non possono essere frazionati alla richiesta di un singolo cittadino
  • Assenza di rivalità nel consumo; l’atto di consumo di un singolo non impedisce ad altri soggetti l’utilizzo dello stesso servizio
  • Non escludibilità nel consumo; non è possibile escludere alcun cittadino nel consumo del servizio

1.4 Fini dell’attività economica

L’economia rifiuta l’idea che il fine sia mosso da motivazioni egoistiche. Quale sia il modello di produzione economico seguito (attività industriale, bancaria) l’attività caratteristica, non rappresenta il fine aziendale bensì è sempre il soddisfacimento di bisogni dei consumatori a rappresentare il fine aziendale, ciò può avvenire in maniera:

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  • Diretta: attività rivolta direttamente a soddisfare i bisogni delle persone (aziende di erogazione)
  • Indiretta: distribuendo remunerazioni, creare valore finanziario (imprese). Produzione di redditi. Qui la produzione economica rappresenta il mezzo

L’attività economica segue il principio fondamentale dell’economia secondo quale si tende ad ottenere un dato risultato col minimo impiego di risorse; si tratta dell’utilizzazione massimamente efficiente delle risorse scarse.

Si tenta dunque di ottimizzare le combinazioni nella produzione e nel consumo in maniera tale da ottenere il massimo risultato con scarsi mezzi. Ciò accade anche e soprattutto attraverso le innovazioni economiche (nuove politiche di prezzi, modifica delle caratteristiche tecniche dei prodotti) e l’adattamento alle innovazioni tecnologiche (nuove tecnologie sono sinonimo di nuove esigenze da parte del consumatore)

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1.5 Scelte

Durante l’attività economica si attuano determinate scelte, il principio economico presuppone che queste scelte siano formulate secondo razionalità (coerenza tra mezzi/fini limitando ed eliminando l’emotività nel processo di scelta);

Secondo il modello di scelta razionale, dopo aver trovato il problema (problem finding) si eseguono le seguenti fasi;

  • 1. Analisi di un problema (problem framing)
  • 2. Definizione dell’obiettivo
  • 3. Identificazione delle alternative
  • 4. Valutazione delle alternative
  • 5. Scelta dell’alternativa più efficace

Esistono diversi modelli di scelta razionale, qui se ne elencano due in particolare:

  • 1. Scelta secondo razionalità assoluta
  • Atteggiamento egoistico (persegue i propri obiettivi individuali escl
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Luca21B di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Marano Maurizio.
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