Set Domande
PSICOLOGIA SOCIALE DELLA SALUTE E DELLA QUALITA' DELLA VITA
SCIENZE DELL'ESERCIZIO FISICO PER IL BENESSERE E LA SALUTE
Docente: Viola Erica
Set Domande: PSICOLOGIA SOCIALE DELLA SALUTE E DELLA
QUALITA' DELLA VITA
SCIENZE DELL'ESERCIZIO FISICO PER IL BENESSERE E LA
SALUTE
Docente: Viola Erica
Lezione 001
01. Psicologia della salute e psicologia positiva
criticano un approccio olistico alla salute
riconoscono l'impossibilità di un approccio olistico alla salute
riconoscono l'importanza di un approccio esclusivamente medico alla salute
riconoscono l'importanza di un approccio olistico alla salute © 2016 - 2023 Università Telematica eCampus - Data Stampa 06/11/2023 14:53:25 - 4/59
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QUALITA' DELLA VITA
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SALUTE
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Lezione 002
01. La salute
non è valutabile dal soggetto e non ha senso chiedere un'autovalutazione della stessa
è un tema di scarso interesse sociale
è un concetto complesso
è indipendente dalla persona e da ciò che vive
02. All'interno del modello biomedico classico
il paziente ricopre un ruolo passivo nella relazione medico-paziente
il paziente determina la definizione del trattamento
il paziente viene considerato a livello biopsicosociale
il paziente ricopre un ruolo attivo nella relazione medico-paziente
03. Compliance implica
che il medico non curi il paziente
un ruolo acquiescente del paziente
un rapporto simmetrico medico-paziente
adherence
04. Si indichi la risposta FALSA. All'interno del modello biomedico classico
gli aspetti psicosociali non sono considerati
il paziente ricopre un ruolo attivo nella relazione medico-paziente
il paziente ricopre un ruolo passivo nella relazione medico-paziente
si considera prettamente il corpo fisico da curare
05. All'interno del modello biopsicosociale
troviamo un focus esclusivo sulla malattia, ignorando la salute
troviamo un paziente che è assente all'interno della relazione con il suo medico
non si parla di promozione della salute
troviamo un approccio alla salute interdisciplinare
06. L'adherence
ostacola il processo di cura
prevede un coinvolgimento attivo e collaborativo del paziente
prevede un coinvolgimento passivo e acquiescente del paziente
ostacola il flow
07. Si indichi l'affermazione SBAGLIATA.
Il modello biomedico classico pone il suo focus sulla malattia
Il modello biopsicosociale sottolinea l'importanza di un paziente passivo nella relazione con il professionista
Il modello biomedico classico si basa sul primato della scienza medica
Il modello biopsicosociale punta anche alla promozione della salute © 2016 - 2023 Università Telematica eCampus - Data Stampa 06/11/2023 14:53:25 - 5/59
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08. Negli ultimi decenni si sta assistendo al passaggio
da un modello biopsicosociale a uno biomedico
da un modello biomedico a uno biopsicosociale
da un modello biomedico a uno biologico
da un modello biomedico a uno sociale
09. Malattia e salute sono considerabili quali
effetti inesistenti nella vita delle persone
euristiche di pensiero
costruzioni socioculturali
pensieri controfattuali
10. Descrivere le quattro principali differenze fra il modello biomedico e quello biopsicosociale.
11. Quali limiti si sono voluti affrontare nel passaggio al modello biopsicosociale rispetto all'ottica precedente?
10. Descrivere le quattro principali differenze fra il modello biomedico e
quello biopsicosociale.
Modello BIOMEDICO:
- Focus su malattia
- Primato della medicina
- Compliance
- Prevenzione malalattie (popolazione a rischio o malata)
Modello BIOPSICOSOCIALE:
- Focus su malattia e SALUTE
- Interdisciplinarietà
- Adherence
- Prevenzione malattie e promozione salute (intera popolazione)
11. Quali limiti si sono voluti affrontare nel passaggio al modello
biopsicosociale rispettoo all'ottica precedente?
I limiti affrontati nel passaggio al modello biopsicosociale;
- Superamento del dualismo corpo-mente
+ Disturbi funzionali vs disturbi organici
+ “Mito” della malattia mentale (Engel, 1977)
- Non considerazione di fattori psicologici, comportamentali e sociali della
malalattia
Il modello biopsicosociale permette di guardare all’individuo in modo
olistico, senza escludere nessun aspetto sostanziale della sua vita.
Originariamente, tale modello fu teorizzato da George Engel (1977, 1980) in
ambito psicologico.
Come anticipato in riferimento ai limi3 del modello biomedico, egli criticò
il riduzionismo biologico proprio nei confron3 della malattia mentale,
sottolineando l’importanza degli aspetti psicosociali accanto a quelli
oggettivi-biologici.
Il punto focale era quello di dare valore all’esperienza soggettiva al di là
dell’evidenza empirica di un deficit organico.
Confrontando i due modelli, possiamo vedere che quello biomedico,
focalizzato sulla malattia organica, non esamina in modo olistico la natura
di un problema e non permette un approccio del tuo adeguato allo stesso.
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Lezione 003
01. Pensiamo a una malattia e alle sue valutazioni oggettive e soggettive. In caso di "coerenza" tra queste valutazioni
alla propria percezione di stanchezza e malessere, per esempio, non corrisponderebbe alcun riscontro oggettivo di malattia
alla propria percezione di stanchezza e malessere, per esempio, potrebbe corrispondere anche la rilevazione strumentale di febbre alta
alla propria percezione di totale benessere, per esempio, corrisponderebbe sicuramente la rilevazione strumentale di febbre alta
alla propria percezione di totale benessere, per esempio, corrisponderebbe per certo la rilevazione professionale di bronchite
02. "Alterazione / squilibrio biologico o psichico" può essere un buon modo di indicare
la salute
la malattia
l'ottimismo
la resilienza
03. Secondo Twaddle (1968) le dimensioni della malattia sono
disease - illness - mongering
disease - illness - syndrome
disease - illness - sickness
nessuna delle risposte fornite
04. Una malattia
è irrelevante per l'individuo
potrebbe non essere percepita soggettivamente
se rilevata oggettivamente, è anche percepita soggettivamente
se presente, è sempre percepita soggettivamente
05. Secondo Twaddle (1968) l' "illness" si riferisce
diagnosi dell’esperto 7. Descrivere la triade della malattia secondo Twaddle
alla rappresentazione collettiva Twaddle analizzò il concetto di malattia rispetto a
nessuna delle risposte fornite tre dimensioni.
alla percezione, esperienza soggettiva 1) Disease: la diagnosi dell’esperto. Si riferisce
06. Secondo Twaddle (1968) il "disease" si riferisce alla malattia comunemente definita, una problematica
nessuna delle risposte fornite organica, fisiologica, che può essere riscontrata
alla rappresentazione collettiva oggettivamente e con ripercussioni nega3tie nella vita
diagnosi dell’esperto dell’individuo
alla percezione, esperienza soggettiva 2) Illness: la percezione, l’esperienza soggettiva.Si
07. Descrivere la triade della malattia secondo Twaddle.
riferisce alla percezione di uno stato indesiderabile
di salute (per esempio, sofferenza, malessere, ecc.).
3) Sickness: la rappresentazione sociale della
malattia (cfr. Twaddle, 1968).Riguarda lo stato "
sociale" della malattia, in quanto la malattia è
intesa come un fenomeno sociale caratterizzato da
specifici diritti e doveri (per esempio, l’individuo
malato può essere esentato dai lavori ordinari,
assicurandogli il diritto a una copertura economica).
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Lezione 004
01. Una persona si sente male, ma nessuna analisi clinica ne mostra le possibili cause biologiche. Questa situazione
è possibile, ma solo per pazienti oncologici
è impossibile: se una persona sta male le cause biologiche si possono sempre osservare
è impossibile nella nostra società
è possibile: alcuni stati di malessere possono non avere riscontro oggettivo-biologico
02. "Il flow fa riferimento all'esperienza ottimale che un individuo può sperimentare". Questa affermazione
può dirsi corretta
non è corretta poiché non esistono esperienze ottimali
sarebbe corretta, ma questa cosa vale solo per le persone malate
non è corretta poiché il flow, in realtà, non esiste
03. La condizione migliore per esperire il flow si ha quando
l’attività non assorbe per nulla la persona, portandola ad annoiarsi
l’attività soddisfa i propri interessi e motivazioni
l’attività va contro il proprio sistema valoriale
l’attività è svolta senza concentrazione e in modo apatico
04. Si occupò del concetto di flow
nessuna delle risposte fornite
Chomsky
Vygotskij
Csikszentmihalyi
05. Si indichi la risposta ERRATA.
Obiettivi poco chiari e percezione del tempo che passa sono caratteristiche essenziali per esperire uno stato di flow.
Il flow si verifica quando un compito costituisce una sfida e si possiedono le capacità per affrontarla.
Caratterizza la persona in uno stato di flow un alto grado di concentrazione.
Durante uno stato di flow la persona prova un coinvolgimento profondo e istintivo con ciò che fa.
06. Con l'avvento della Psicologia Positiva si assiste allo spostamento del focus
dall'apitologia alla patologia slide 12 riga 2
dalla patologia all'apitologia
dall'apitologia al malessere
dalla patologia alla malattia
07. Felicità e benessere
poggiano sul versante dell'apitologia
poggiano sul versante della malattia
poggiano sul versante della patologia
poggiano sul versante della patologia © 2016 - 2023 Università Telematica eCampus - Data Stampa 06/11/2023 14:53:25 - 8/59
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SCIENZE DELL'ESERCIZIO FISICO PER IL BENESSERE E LA
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08. In un'ottica che punta alla promozione del benessere, negli ultimi anni si sostiene il passaggio
da una prospettiva deficit-based a una illness-based
da una prospettiva deficit-based a una strengths-based
da una prospettiva strengths-based a una illness-based
da una prospettiva strengths-based a una deficit-based
09. Il flow dipende dall'interazione tra
motivazioni, valori e interessi personali
motivazioni, apatia e interessi personali
ansia-stress, valori e interessi personali
motivazioni, noia e interessi personali
10. Perché è importante un'attenzione ai punti di forza e alle potenzialità di una persona?
11. Descrivere l'esperienza di flow, specificandone le diverse caratteristiche.
12. Si provi a descrivere lo stato di flow che potrebbe provare un atleta impegnato in una gara.
13. Descrivere l'Approccio strengths-based. © 2016 - 2023 Università Telematica eCampus - Data Stampa 06/11/2023 14:53:25 - 9/59
10. Perché è importante un'attenzione ai punti di forza e alle potenzialità di una
persona?
Secondo il Modello del Contenuto degli Stereotipi (SCM; Cuddy, Fiske, Glick,
2007; Fiske, Cuddy, Glick, & Xu, 2002), le categorie etniche, nazionali, sociali,
ecc., vengono generalmente valutate secondo due dimensioni, quella della
competenza (e.g. intelligenza, creatività, ecc.) e quella della calorosità (e.g.
amichevolezza, moralità, ecc.), su cui si basano gli stereotipi associati alla
categoria stessa.
Per esempio, la categoria dei clochard è comunemente considerata a bassa
competenza e bassa calorosità (cfr. Cuddy et al., 2007). Questo potrebbe avere un
duplice effetto negativo: da una parte, porterebbe il bersaglio, non solo a
identificarsi con lo stereotipo infondato, ma a conformarsi ad esso,
confermandolo; dall’altra parte, porterebbe la comunità stessa a prestare fede alla
credenza sfavorevole e a mettere in atto determinate forme di discriminazione e
esclusione sociale.
In ogni caso, queste dinamiche non permetterebbero lo svelamento e la
considerazione della persona come valore in sé, con le sue peculiarità, i suoi
bisogni, ma anche le sue qualità.
Nell’ambito della Psicologia Positiva, dunque, non valgono le facili
classificazioni. L’unicità della persona e l’attenzione a non ridurla all’interno di
un cluster all’interno del quale egli si perde, si confonde fra gli altri, è essenziale
per creare un percorso adeguato al singolo.
Su tale base poggia il muro portante dell’approccio basato sui punti di forza, cioè
quello volto a evidenziare i successi, incoraggiare le potenzialità e la progettualità
futura, in opposizione alla cri3ca e alla correzione delle problema3che e degli
errori.
11. Descrivere l'esperienza di flow, specificandone le diverse caratteristiche.
L’esperienza di flow fa riferimento a un’esperienza autotelica (auto = sé e telos =
ossia un’attività
obiettivo), fine a sé stessa, che punta certamente ad un obiettivo
pratico, ma trova in sé e nel suo dispiegarsi il suo scopo essenziale.
Perciò si riferisce a ciò che si prova mentre si sta svolgendo una certa attività, e
non al suo termine con il raggiungimento dell’obiettivo.
L’individuo è completamente assorto sentendosi come “trascinato
in tale attività,
in un flusso d’acqua”.
con ciò che sta facendo, con una sfida adeguata alle sue capacità,
Egli è tutt’uno
completamente e profondamente concentrato sull’azione, consapevole di poter
controllare la situazione poiché sa come reagire a qualsiasi cosa accada,
distorcendo l’esperienza temporale che, durante il lavoro sembra annullarsi, ma,
al termine del compito, sembra sia passato più velocemente del normale.
12- Si provi a descrivere lo stato di flow che potrebbe provare un atleta impegnato
in una gara
Molti atleti sperimentano questo stato. affermò di sentirsi “una sola cosa con
Un nuotatore intervistato circa questo stato
l’acqua, con la bracciata”, di percepire con esattezza come stesse nuotando e come
stesse andando la gara, di non essere assolutamente preoccupato perché sentiva di
avere il pieno controllo di tutto (si veda Jackson & Csikszentmihalyi, 1999).
L’individuo lavora al massimo delle proprie capacità, in uno stato di completo,
dinamico equilibrio di forze. Non c’è ansia, né noia, ma una progressiva e attenta
discesa nel processo d’azione. quanto si possa pensare, l’individuo non si
Nella fase di flow, contrariamente a
sente “felice”, poiché in quel momento conta solo l’azione e ciò che serve per
portarla avanti.
Nulla distrae l’individuo, neanche un’emozione.
Terminato il compito, invece, egli potrebbe essere investito da sentimenti positivi,
da una pervasiva sensazione di benessere, legati al compimento del proprio
lavoro.
In tal senso, il flow non dà una sensazione piacevole momentanea e di breve
durata (che lascia il tempo che trova, per intenderci), ma, in qualità di esperienza
ottimale, essa incoraggia l’individuo a persistere in una certa attività, portando ad
un rafforzamento e ad un miglioramento progressivo delle proprie capacità.
È, dunque, una fonte di energia mentale, che, però, deve essere usata in modo
costruttivo (Csikszentmihalyi, 1997)
13: Descrivere l'Approccio strengths-based.
Ogni individuo ha delle capacità, delle risorse interne e esterne che può sfruttare
a suo favore. nell’ambito della salute è proprio quello
Compito dei professionisti che lavorano
di favorire l’uso, talvolta la conoscenza stessa, di tali potenzialità a proprio
vantaggio.
La scalata verso la “cima”, che l’obiettivo della salute in senso
rappresenta
olistico, va perseguita all’interno di una prospettiva basata sulle risorse -
strengths-based e il loro potenziamento, anziché sul deficit e la sua eliminazione
- deficit-based.
Ogni individuo possiede delle potenzialità utili ai fini della salute.
Tuttavia, spesso, esse potrebbero essere latenti e non riconosciute.
È indispensabile che il professionista favorisca un percorso, che punti allo
stesse, portando l’individuo ad essere consapevole di possedere
svelamento delle
le capacità o di avere la possibilità di accedere a risorse fondamentali per il proprio
benessere.
In sostanza si tratta di un percorso di sviluppo della persona, che culmina
nell’assunzione del pieno controllo della propria vita.
relazione d’aiuto è improntata alla cooperazione
In tal senso, qualsiasi e al
riconoscimento che l’individuo può e deve avere voce in tale percorso di sviluppo.
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Lezione 007
01. Si indichi la risposta ERRATA.
Coloro che non si percepisc
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