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Scritture e produzioni dello spettacolo e dei media Paper Screenwriting 12 CFU

Aurora Ferraro, 2003393

Analisi di E.T. – The Extra-Terrestrial

Trama

L’extra-terrestre E.T. viene abbandonato dai suoi simili durante un’esplorazione sulla Terra nei pressi di un’area suburbana. Viene trovato e ospitato da un bambino, Elliott, e dai suoi fratelli Michael e Gertie, che decideranno di aiutarlo a contattare gli altri compagni extra-terrestri per riportarlo a casa. E.T., viceversa, aiuterà Elliott a crescere e a mantenere la famiglia unita nonostante il divorzio dei genitori. I ragazzini e l’extra-terrestre dovranno però fare attenzione a degli agenti del governo, capitanati da Keys, decisi a trovare E.T. per condurre degli esperimenti su di lui.

Introduzione

Tutto inizia quando Steven Spielberg scopre la leggenda di una famiglia impazzita in seguito ad un attacco alieno e decide di fare di questa storia una sceneggiatura intitolata Night Skies. Il film non vedrà mai la luce, ma una cosa rimane comunque impressa nella mente di Spielberg: alla fine, uno degli alieni viene lasciato sulla Terra. Inoltre, il regista desidera da sempre raccontare una storia con 1 al centro la reazione di un figlio al divorzio dei genitori: quando aveva diciannove anni, infatti, la fine del matrimonio dei suoi genitori, sommata alla discriminazione antisemitica che era costretto a vivere a scuola, aveva portato il giovane Spielberg a condurre un’esistenza solitaria, in cui l’unico 2 sostegno erano i film da 8mm che egli creava.

Ed è proprio in un ennesimo momento di solitudine mentre sta girando I predatori dell’Arca perduta, durante una pausa, che Spielberg collega i pezzi del suo puzzle personale e pensa alla storia di un alieno che, abbandonato dai suoi compagni sulla Terra, viene accolto da un ragazzino. Per dare forma alla sceneggiatura del suo prossimo film il regista pensa subito a Melissa Mathison, che aveva già dimostrato la sua predisposizione per il genere per famiglie con Black Stallion. Per ammissione dello stesso Spielberg, è proprio la sua collega ad aggiungere molte delle caratteristiche fondamentali della storia di E.T., come la connessione psichica tra l’extra-terrestre e il giovane protagonista Elliott.

Mathison diventerà inoltre 3 una presenza fissa sul set, che sarà uno dei primi a vantare una maggioranza di presenze femminili in posizioni di rilievo: Kathy Kennedy lo co-produrrà con Spielberg, Katy Emde farà da prima 4 aiuto-regista e Deborah Scott realizzerà i costumi. Le riprese del film, provvisoriamente intitolato A Boy’s Life, iniziano l’8 settembre 1981 nei pressi di Los Angeles. Le scene ambientate nella foresta, invece, vengono girate al confine tra California e Oregon. Il direttore della fotografia Allen Daviau e il production designer James D. Bissel lavorano entrambi per creare un ambiente che possa apparire sia familiare, la domesticità suburbana, sia extra-ordinario, l’ambiente nebbioso della foresta, un ambiente con un aspetto naturalistico che però possa integrare al suo interno un elemento fantastico quale è E.T., motivo per cui la luce viene regolata in base all’illuminazione usata sull’alieno.

Per aumentare il senso di realismo, inoltre, Spielberg gira il film in continuità, in 1 https://www.contactmusic.com/pages/et2x21x03x02, 2002. 2 https://talkfilmsociety.com/articles/end-of-innocence-why-et-the-extraterrestrial-will-never-have-a-sequel, 13 luglio 2020. 3 https://www.contactmusic.com/pages/et2x21x03x02, 2002. 4 https://ascmag.com/articles/spielberg-et-the-extraterrestrial, 28 novembre 2017.

Modo che per i giovani attori le riprese possano essere un’esperienza quanto più realistica 5 possibile. Per lo stesso motivo il regista decide di fare a meno degli storyboard, in modo da plasmare il futuro film secondo la sua sensibilità e il suo istinto. Tuttavia, degli storyboard risulteranno comunque necessari per quanto riguarda il reparto degli effetti speciali, di cui si occupa 6 la ILM di Marin County, in quanto pagato in base al numero di inquadrature. Nonostante sia proprio questo reparto il principale creatore delle scene più memorabili di E.T., l’apparizione della navicella spaziale, i due voli in bicicletta, di cui il primo poi diventato il logo della Amblin Entertainment, l’arcobaleno finale, il film non è in realtà mai stato pensato come un effects movie, ma piuttosto come un film incentrato su personaggi e storia, motivo per cui agli spettatori di oggi non risulta troppo invecchiato.

Un ulteriore effetto realistico è dato dalle macchine da presa posizionate ad altezza di bambino: in questo modo Spielberg riesce a nascondere le facce degli adulti, fino al momento in cui i dottori e gli scienziati fanno la loro comparsa quando iniziano ad isolare la casa in cui E.T. ha trovato rifugio. Viene fatta eccezione per Mary, la madre della famiglia, che Spielberg afferma di non considerare veramente un’adulta, ma piuttosto parte dei bambini. E.T. – L’extra-terrestre è completato nella primavera del 1982 ed ha talmente tanto successo, sia di critica che di pubblico, che non solo infrange il record al box office, attualmente è il quarto in classifica, ma diventa un vero e proprio fenomeno culturale: è nominato a nove premi Oscar, di cui tre vinti, per Miglior colonna sonora, Migliori effetti visivi, Miglior sonoro, ispira due canzoni di due icone pop come Neil Diamond e Michael Jackson ed inserisce nel linguaggio comune almeno una nuova espressione: “E.T. phone home [E.T. telefono casa]".

La sceneggiatura di Melissa Mathison, oltre a quella agli Oscar, ottiene anche le candidature ai Golden Globe, ai BAFTA e agli Hugo e la vede vincitrice ai Los Angeles Film Critics Association's New Generation Award e ai 7 Writers Guild of America Award. Il film è, inoltre, pieno di riferimenti culturali propri dell’immaginario geek, come il gioco di Dungeons & Dragons e il cameo di Yoda di Star Wars; senza contare l’aumento del 65% delle vendite delle caramelle Reese’s Pieces che Elliott usa per 8 avvicinare E.T. Ma il successo del film è dovuto anche grazie ai suoi temi dai tratti universali, capaci di attirare un vasto range di spettatori, rappresentati anche dalle diverse età dei personaggi: dalla più piccola Gertie agli adulti che possono ritrovare nella madre dei ragazzi Mary un equivalente, senza contare che gli spettatori adulti di oggi sono gli spettatori bambini di ieri e si apprestano facilmente al processo nostalgico innescato dalla rappresentazione di un’infanzia anni ’80.

È questa una delle principali caratteristiche che rendono E.T. un film per famiglie, insieme alla trasposizione di un riconoscibile realismo quotidiano e a un happy ending che scalda i cuori. Tuttavia, E.T. riprende anche le caratteristiche dei generi d’avventura e fantascientifico: del primo ci sono echi nell’esoticità aliena, nel setting della foresta, nel viaggio alla scoperta di mondi sconosciuti, sia fuori che dentro di sé, che spesso portano a un qualche tipo di crescita; il secondo, invece, riecheggia, ovviamente, nella rappresentazione di una vita extra-terrestre, nella telepatia, ma soprattutto nel commento sociale, che fa uso di temi come l’empatia e l’alienazione per parlare 9 dell’importanza della comprensione e dell’accettazione del diverso. Importante anche il trattamento di problemi dell’infanzia, quali la solitudine, il divorzio dei genitori e la fatica di crescere.

Spielberg e Mathison danno inizio a un filone di prodotti cinematografici, che vedono dei ragazzini interagire con il sovrannaturale, che continua ad avere successo ancora oggi, un esempio su tutti, la Stranger Things di Netflix. Alcuni dei precedenti cinematografici a cui si ispirano gli autori sono sicuramente i film sentimentalisti di Frank Capra e le fiabe classiche edulcorate di Walt Disney.

5 https://www.contactmusic.com/pages/et2x21x03x02, 2002. 6 https://ascmag.com/articles/spielberg-et-the-extraterrestrial, 28 novembre 2017. 7 https://www.contactmusic.com/pages/et2x21x03x02, 2002. 8 http://luiscabral.net/iio/ch04/ET/, 2005. 9 https://www.shmoop.com/study-guides/movie/et-the-extra-terrestrial/analysis/genre

Tuttavia, l’ambientazione suburbana di E.T. è molto vicina anche ad un certo immaginario horror, per cui si assiste all’inesplicabile intrusione dello straordinario nell’ordinario, spesso tramite l’uso di creature fantastiche che agiscono come forze del male e che minacciano di annientare l’eroe, la famiglia/comunità, il mondo intero. La novità introdotta da Spielberg e Mathison, già anticipata dal regista in Incontri ravvicinati del terzo tipo, consiste nel trasformare la forza distruttrice in 10 benevola. Creando il personaggio di E.T., però, i due autori si spingono oltre il ribaltamento dell’archetipo, rendendo il loro alieno proprio adorabile.

Scaletta

  1. Dalla notte stellata una navicella spaziale atterra in una foresta. Dalla porta escono delle creature piuttosto basse e tozze che iniziano ad analizzare l’ambiente circostante. Una creatura porta una pianta nella navicella e, grazie alle sue cure, la pianta sembra rinvigorirsi.
  2. La creatura esce di nuovo dalla navicella e si addentra nel bosco allontanandosi dagli altri compagni. Raggiunge il limitare di una cittadina e si ferma a guardarla, affascinata. La quiete è interrotta dall’arrivo di alcuni uomini, capitanati da Keys, che si addentrano nella foresta. Spaventati, i compagni decollano. La creatura, che non li ha raggiunti in tempo, rimane da sola su un pianeta sconosciuto. È E.T.
  3. Nell’ultima casa della cittadina dei ragazzini stanno giocando a Dungeons & Dragons: sono Elliott, suo fratello maggiore Michael e gli amici di quest’ultimo, Tyler, Greg e Steve. Nel bel mezzo del gioco Elliott viene chiamato da sua madre Mary, che si trova nella cameretta del figlio e che afferma di non voler più entrare nella stanza di Elliott finché non avrà imparato a metterla in ordine proprio come ha fatto lei. È tempo di crescere. Uscendo, chiede al figlio se ci sono novità dal padre che gli ha spedito una lettera.
  4. Elliott esce in cortile a ritirare le pizze che gli altri ragazzi hanno ordinato. Sta per rientrare, sente degli strani rumori provenire dal capanno degli attrezzi. Ci lancia dentro un’arancia e, quando la vede tornare indietro, inizia a bussare alla porta di casa, spaventato. Racconta l’accaduto ai ragazzi, che lo prendono in giro, e alla madre e, anche se scettici, vanno a controllare tutti insieme il capanno degli attrezzi. Trovando solamente delle strane orme lì vicino, credono si tratti di un coyote.
  5. Elliott viene svegliato da un forte rumore proveniente dal giardino sul retro. Va a controllare e, insieme al suo cane Harvey, segue le impronte tra il grano del campo vicino finché non si trova davanti a una faccia mostruosa. Elliott ed E.T. si spaventano a vicenda e, a causa dell’abbaiare di Harvey, E.T. scappa. Elliott va a cercarlo ma senza risultati.
  6. La mattina all’alba Elliott esce a cercare E.T. ed arriva al punto della foresta in cui era atterrata la navicella. Scorge Keys intento a perlustrare la zona. Tornando indietro, il ragazzino lascia una pista di M&Ms dalla foresta a casa sua.
  7. A cena Gertie, la sorellina più piccola di Elliott e Michael, chiede ai fratelli come si vestiranno per Halloween ma la domanda innesca nuovamente la presa in giro ai danni di Elliott. Il ragazzino perde la pazienza e afferma che il padre gli avrebbe sicuramente creduto, causando il dispiacere della madre, i genitori dei ragazzi sono divorziati e Mary non si è ancora del tutto ripresa.
  8. Elliott si è assopito nel giardino sul retro in attesa del ritorno di E.T. Quando quest’ultimo arriva, superato un primo momento di timore, Elliott si accorge che sta tremando, così lo copre con la sua giacca. In risposta, E.T. rivela nella sua mano le M&Ms seminate da Elliott quella mattina. Il ghiaccio è rotto.

10 Andrew Gordon, E.T. as Fairy Tale, in «Science Fiction Studies», vol. 10, n. 3, 1983, pp. 298-305.

  1. Formando un altro sentiero di M&Ms, Elliott convince E.T. ad entrare in casa e a seguirlo fino in camera sua. L’extraterrestre inizia ad imitare il ragazzino in tutto quello che fa.
  2. Continua l’operazione clandestina di perlustrazione della zona di atterraggio della navicella portata avanti da Keys, che scopre un M&M sul terreno.
  3. La mattina Elliott finge di avere la febbre per poter stare a casa da scuola e, quando tutti gli altri membri della famiglia se ne sono andati, E.T. esce dall’armadio dove è rimasto nascosto per tutto il tempo.
  4. Elliott fa vedere gli oggetti della sua stanza ad E.T.: i lego, la radio, dei soldi. Poi esce per preparare qualcosa da mangiare all’extra-terrestre. Intanto E.T. continua l’esplorazione della camera da letto e si spaventa quando, premendo il bottone sul manico, apre un ombrello. Per lo spavento, l’extra-terrestre cade a terra. Elliott si spaventa a sua volta mentre è in cucina. E.T. ha qualche difficoltà a rialzarsi. Elliott torna con dei sandwich, ma prova ancora un po’ di timore a toccarlo per aiutarlo a rialzarsi.
  5. Per calmarlo, Elliott porta E.T. in bagno dove quest’ultimo scopre l’acqua. Dopo aver riempito la vasca, il ragazzino incoraggia E.T. ad entrare. Il telefono squilla. È Mary che vuole sapere se la salute del figlio è migliorata. Quando Elliott ritorna in bagno, trova E.T. completamente sott’acqua. Lo tira fuori dalla vasca per salvarlo da un possibile annegamento, toccandolo per la prima volta. L’extra-terrestre torna però sott’acqua dimostrando che può respirare anche così. Elliott crede che la creatura sia un elfo acquatico.
  6. Elliott sistema il grande armadio nella sua stanza come un rifugio: quella sarà la stanza di E.T. L’extra-terrestre
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

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