Matrice associata all'endomorfismo rispetto alla base canonica, base di autovettori
Matrice associata all'endomorfismo rispetto alla base canonica, base di autovettori
Si consideri l'endomorfismo f di R3 così definito: f(3,1,0) → (3,5,0), f(2,1,0) → (2,4,0), f(0,0,1) → (0,-1,1).
- Scrivere la matrice A associata ad f rispetto alla base canonica di R3;
- Stabilire se f è iniettiva e/o suriettiva;
- Determinare, se possibile, una base di autovettori per f.
Matrice associata
a) Dalle condizioni date segue:
{f(3ϵ1 + ϵ2) = 3ϵ1 + 5ϵ2 ⟺ 3f(ϵ1) + f(ϵ2) = 3ϵ1 + 5ϵ2}
{f(2ϵ1 + ϵ2) = 2ϵ1 + 4ϵ2} ⊟ {2f(ϵ1) + f(ϵ2) = 2ϵ1 + 4ϵ2}
{f(ϵ3) = -ϵ2 + ϵ3} ⟺ {f(ϵ3) = -ϵ2 + ϵ3}
Da cui la matrice A associata ad f è:
A =
1 0 0
1 2 -1
0 0 1
Iniettività e suriettività
b) Ora det A ≠ 0 ⇒ f è un isomorfismo.
Autovalori e autospazio
c) Per stabilire se esiste una base di autovettori, ossia se f è semplice, determiniamo gli autovalori di A considerando il polinomio caratteristico:
pA(λ) = det(A - λI) = | 1-λ 0 0 | 1 2-λ -1 | = (2-λ)(1-λ)2| 0 0 1-λ |
Si ha quindi l'autovalore λ = 2 con molteplicità algebrica 1 e l'autovalore λ = 1 con molteplicità algebrica 2.
Determinato l'autospazio V(1) per controllare se la molteplicità geometrica di λ = 1 coincide con quella algebrica.
⃗ ∈ (1) ⟺ (0 0 0
1 1 -1
0 0 0) (x y z) = (0 0 0)
⃗ ∈ (1) ⇔ x + y - z = 0 ⇔ ⃗ = (x, y, x + y)
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Endomorfismo matrice associata
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Spazi vettoriali associati ad una matrice
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Applicazione lineare matrice associata
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Trasformazioni matrice endomorfismo simmetrico