Il pendolo a molla
Impulso e quantità di moto
Due blocchi di massa m1 = 1/3 Kg ed m2 = 1 Kg, sono tenuti fermi su di un piano orizzontale senza attrito attaccati agli estremi di una molla leggera tesa (lunghezza di riposo della molla ℓ0 = (2/π) m; allungamento Δℓ = (1/π) m; (costante di elasticità k = π2 N/m). Quando i due corpi vengono lasciati liberi, essi si muovono l’uno verso l’altro per effetto della forza elastica della molla.
a) Determinare le velocità massime raggiunte da ciascuno dei due blocchi e la loro corrispondente posizione riferita al centro di massa (C.M.) del sistema.
b) Dimostrare che il moto del sistema è armonico e calcolarne il periodo T.
Osserviamo anzitutto che il sistema composto dalle due masse e dalla molla può considerarsi isolato. Infatti le forze peso m1 g ed m2 g sono bilanciate dalla reazione del piano di appoggio, mentre la forza elastica che agisce su ciascuno dei due blocchi è del tipo Fel,q = - Fel,p. Pertanto possiamo applicare il principio di conservazione della quantità di moto ed anche quello dell’energia meccanica dato che il piano è senza attrito.
Prima di scrivere le relative equazioni è opportuno fissare un conveniente sistema di riferimento. Immaginando le due masse come puntiformi, scegliamo la retta orientata x con l’origine O nel centro di massa del sistema (Figura 5.5) che dovrà restare fermo (conservazione del centro di massa) durante il moto dei due blocchi. Indicata con x l’ascissa della massa m1 e con X quella di m2 deve essere in ogni istante:
m1 x + m2 X = 0 (1)
Dette inoltre v1 la velocità di m1 e v2 la velocità di m2, il principio di conservazione della quantità di moto ci permette di scrivere:
m1 v1 + m2 v2 = 0 (2)
Per quanto riguarda l’energia, essa è inizialmente solo potenziale [E0 = (½) k Δℓ2] mentre nel caso di una posizione generica essa sarà, sia cinetica [EC = (½) m1 v12 + (½) m2 v22], sia potenziale (EP = (½) k [(x − X) − ℓ0]2). Dunque per la conservazione dell’energia meccanica scriveremo:
E0 = EP + EC
ovvero, più esplicitamente:
(½) k Δℓ2 = (½) k [(x − X) − ℓ0]2 + (½) m1 v12 + (½) m2 v22 (3)
Dalla (1) e dalla (2), dopo aver posto m1/m2 = μ, otteniamo le equazioni scalari:
X = − μ x (4)
v2 = − μ v1 (5)
che consentono di dedurre, per ciascuna delle due masse, la velocità in funzione della loro posizione nel sistema di riferimento. Le velocità dei due blocchi raggiungeranno il loro massimo valore quando tutta l’energia potenziale della molla verrà convertita in energia cinetica. Pertanto, ponendo EP = 0 nell’equazione (3) e combinandola con la (5), ricaviamo con qualche passaggio algebrico:
v1 = −Δℓ √k / m1 (1+μ) (6)
v2 = +Δℓ √μk / m2 (1+μ) (7)
Dall’equazione EP = (½) k [(x −X) − ℓ0]2 = 0, combinata con la (4), è possibile dedurre le coordinate riferite al centro di massa corrispondenti alle velocità massime. Esse sono:
x = + ℓ0 / 1+μ (8)
X = − μ ℓ0 / 1+μ (9)
Si osservi che dalla combinazione della (8) con la (9) si ottiene x - X = ℓ0 che è la lunghezza di riposo della molla per la quale si ha appunto EP = 0. Sostituendo i dati numerici proposti dal testo ricaviamo:
v1 = -1,5 m/s
v2 = +0,5 m/s
x = +3/(2π) m
X = -1/(2π) m
Dimostrazione del moto armonico
Dimostriamo adesso che il moto del sistema è armonico. In base alla legge di Hooke scriviamo le espressioni delle forze che agiscono su ciascuna delle due masse:
F1 = - k [(x - X) - ℓ0]
F2 = + k [(x - X) - ℓ0]
Si osservi che F2 = - F1 come già rilevato (3o principio della dinamica). Dal 2o principio della dinamica deduciamo le accelerazioni:
a1 = - k/m1 [(x - X) - ℓ0] (10)
a2 = + k/m2 [(x - X) - ℓ0] (11)
Sottraendo membro a membro le due equazioni precedenti si ottiene:
a1 - a2 = - k [(x - X) - ℓ0] [1/m1 + 1/m2] (12)
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Massa molla non trascurabile di un pendolo
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La molla contro il peso
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La molla contro il peso
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Urto elastico contro il pendolo