La struttura finanziaria dell’economia
1) Con quali modalità si realizza il collegamento fra i circuiti reali e monetari?
L’utilizzo della moneta nel regolamento degli scambi comporta uno sdoppiamento dei circuiti economici:
- i) Circuito dei beni/servizi e dei fattori produttivi (di natura reale);
- ii) Circuito dei prezzi (ricavi) e delle remunerazioni dei fattori produttivi (di natura monetaria).
I due circuiti fra loro collegati in quanto il valore dei beni/servizi prodotti e venduti (prodotto finale) corrisponde alla somma delle remunerazioni che sono state pagate per la loro produzione.
Il prodotto finale (Y) può essere visto come la somma del valore dei beni/servizi destinati ai consumi (C) e del valore dei beni di investimento utilizzati nelle attività produttive (I): Y = C + I.
Il reddito nazionale (Y) può essere invece visto come la somma fra la spesa destinata ai consumi (C) e la quota di reddito non consumata, cioè il risparmio (S): Y = C + S.
2) Con quali modalità si calcola il saldo finanziario di un’unità economica?
Il comportamento finanziario delle unità economiche può essere rappresentato attraverso lo schema fonti e usi di fondi.
Le fonti sono rappresentate da: variazioni Passività Finanziarie (ΔPF), variazioni Patrimonio Netto (S).
Gli usi invece: variazioni Attività Reali (ΔAr), variazioni Attività Finanziarie (ΔAf).
Dato il vincolo contabile dell’uguaglianza tra fonti e usi di fondi (I + ΔAf = ΔPF + S) il saldo finanziario (SF) di un’unità economica sarà definito come divario tra S ed I (SF = S — I) oppure come la differenza fra la variazione di attività finanziarie e la variazione di passività finanziarie (SF = ΔAf — ΔPf).
3) Quali sono i settori istituzionali rilevanti per il calcolo del saldo finanziario?
Per poter analizzare il comportamento finanziario delle diverse unità economiche attraverso il saldo finanziario è necessario rappresentare l’economia attraverso pochi soggetti.
Questi ultimi sono aggregati in classi, definite come raggruppamenti di unità istituzionali che, oltre ad essere omogenee, manifestano autonomia e capacità di decisione in campo economico-finanziario.
Le classi sono:
- i) Società non finanziarie, cioè aziende il cui fine sia la creazione di valore aggiunto attraverso investimenti reali, altri meandri finanziari;
- ii) Istituzioni finanziarie: ossia aziende che assumono decisioni allo scopo di massimizzazione del risparmio disponibile;
- iii) Pubblica amministrazione: articolazioni locali e centrali dello stato, organi di stato e assistenza sociale;
- iv) Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro.
4) A cosa serve la rappresentazione della struttura dei saldi dei vari settori istituzionali?
La rappresentazione della struttura dei saldi dei vari settori istituzionali aiuta a capire da dove provengono le risorse (SF >0) e dove vengono spese (SF 1 oppure SF=S).
La dimensione dei saldi settoriali è tanto più elevata quanto più ci si avvicina alla condizione di divergenza finanziaria.
Quest’ultima sottintende una specializzazione settoriale per cui si verifica la cosiddetta dissociazione risparmio — investimento (da un lato, chi ha le risorse non le impiega in investimenti reali e, dall’altro, chi fa gli investimenti reali non ha le risorse sufficienti per finanziarli).
Tale situazione rende possibile lo sviluppo dei circuiti finanziari per il trasferimento delle risorse dalle unità in surplus (SF>0) a quelle in deficit (SF
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