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Le società di credito al consumo

1) Chi può erogare credito al consumo?

In base alla normativa possono erogare credito al consumo le banche e le società finanziarie iscritte nell'apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. È inoltre consentita l'erogazione di credito al consumo ai commercianti, ma limitatamente alla concessione di dilazioni di pagamento.

2) Che differenza c'è, nell'ambito del credito al consumo, tra prestiti personali e prestiti finalizzati?

I primi (prestiti personali) vengono erogati dall'intermediario senza che questo conosca il bene o il servizio oggetto del finanziamento. Se invece l'intermediario è a conoscenza di tale informazione si parlerà di prestiti finalizzati.

3) Che differenza c'è, nell'ambito del credito al consumo, tra una società finanziaria "di gruppo" ed una "captive"?

Una società finanziaria di gruppo è una società che eroga credito al consumo essendo controllata da un altro intermediario finanziario (es. banca) facendo quindi parte di un gruppo finanziario. Una società captive è una società che opera prevalentemente con la clientela di un soggetto (es. casa automobilistica, catena di grande distribuzione commerciale, ecc.) dal quale è controllata dal punto di vista della struttura proprietaria.

4) In quale caso un prestito erogato nei confronti di un consumatore per un importo di 1000€ da parte di un intermediario autorizzato (banca, società finanziaria), destinato all'acquisto di un bene di consumo, non rientrerebbe nell'ambito del credito al consumo?

Essendo rispettati sia i requisiti oggettivi (bene di consumo, importo compreso tra 154,94€ e 30.987,41€) sia quelli soggettivi (consumatore, ovvero persona fisica che opera al di fuori dell'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta), la fattispecie proposta non rientrerebbe nel credito al consumo se il finanziamento prevede un rimborso in unica soluzione entro i 18 mesi dalla data di erogazione del finanziamento. Solo tale fattispecie è un'eccezione esplicitamente prevista dalla normativa.

5) Quali sono gli elementi che identificano un finanziamento come credito al consumo?

Affinché si possa parlare di credito al consumo è necessario che (1) vi sia l'acquisto di un bene o di un servizio di consumo, (2) l'acquisto venga compiuto da una persona fisica, (3) nel caso in cui l'acquirente sia un imprenditore o un professionista il bene o il servizio acquistato non deve riguardare l'attività imprenditoriale/professionale svolta, (4) vi sia l'erogazione di credito.

Bisogna considerare alcune eccezioni che, ad esempio, fanno rientrare nel credito al consumo la semplice dilazione di pagamento concessa dal venditore e che escludono dal credito al consumo i finanziamenti che prevedono la possibilità di un rimborso in unica soluzione (seppur comprensivo di interessi) entro 18 mesi dalla data di erogazione del finanziamento.

6) Quale deve essere il valore del bene acquistato da un consumatore affinché la concessione di un finanziamento effettuata dal venditore di un elettrodomestico nei confronti di un cliente rientri nel credito al consumo?

Se la normativa prevede che le operazioni di finanziamento, per essere considerate credito al consumo, devono avere ad oggetto un acquisto del valore compreso tra 154,94€ e 30.987,41€, la fattispecie ipotizzata nella domanda non potrà in nessun caso rientrare nel credito al consumo, indipendentemente dal valore del bene acquistato, in quanto il venditore non può erogare finanziamenti. L'unica facilitazione all'acquisto che può vedere il venditore porsi come controparte diretta dell'acquirente è la dilazione di pagamento.

7) Quali sono le caratteristiche del passivo dello stato patrimoniale di una società finanziaria specializzata nel credito al consumo?

Le caratteristiche distintive sono due: elevato ricorso all'indebitamento esterno, con conseguenti elevati valori nel rapporto tra capitale di terzi e capitale proprio ("effetto leva" elevato), e prevalente raccolta bancaria dei finanziamenti esterni. L'elevato grado di leva finanziaria trova giustificazione nella natura di intermediario di credito delle società di credito al consumo. L'impossibilità per gli intermediari vigilati di Banca d'Italia (società finanziarie) di far ricorso alla raccolta del risparmio del pubblico è iscritti.

Le società di credito al consumo

1) Chi può erogare credito al consumo?

In base alla normativa possono erogare credito al consumo le banche e le società finanziarie iscritte nell'apposito albo tenuto dalla Banca d'Italia. È inoltre consentita l'erogazione di credito al consumo ai commercianti, ma limitatamente alla concessione di dilazioni di pagamento.

2) Che differenza c'è, nell'ambito del credito al consumo, tra prestiti personali e prestiti finalizzati?

I primi (prestiti personali) vengono erogati dall'intermediario senza che questo conosca il bene o il servizio oggetto del finanziamento. Se invece l'intermediario è a conoscenza di tale informazione si parlerà di prestiti finalizzati.

3) Che differenza c'è, nell'ambito del credito al consumo, tra una società finanziaria "di gruppo" ed una "captive"?

Una società finanziaria di gruppo è una società che eroga credito al consumo essendo controllata da un altro intermediario finanziario (es. banca) facendo quindi parte di un gruppo finanziario. Una società captive è una società che opera prevalentemente con la clientela di un soggetto (es. casa automobilistica, catena di grande distribuzione commerciale, ecc.) dal quale è controllata dal punto di vista della struttura proprietaria.

4) In quale caso un prestito erogato nei confronti di un consumatore per un importo di 1.000€ da parte di un intermediario autorizzato (banca, società finanziaria), destinato all'acquisto di un bene di consumo, non rientrerebbe nell'ambito del credito al consumo?

Essendo rispettati sia i requisiti oggettivi (bene di consumo, importo compreso tra 154,94€ e 30.987,41€) sia quelli soggettivi (consumatore, ovvero persona fisica che opera al di fuori dell'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta), la fattispecie proposta non rientrerebbe nel credito al consumo solo nel caso in cui il finanziamento preveda un rimborso in un'unica soluzione entro i 18 mesi dalla data di erogazione del finanziamento. Tale fattispecie è un'eccezione esplicitamente prevista dalla normativa.

5) Quali sono gli elementi che identificano un finanziamento come credito al consumo?

Affinché si possa parlare di credito al consumo è necessario che (1) vi sia l'acquisto di un bene o di un servizio di consumo, (2) l'acquisto venga compiuto da una persona fisica, (3) nel caso in cui l'acquirente sia un imprenditore o un professionista il bene o il servizio acquistato non deve riguardare l'attività imprenditoriale/professionale svolta, (4) vi sia l'erogazione di credito.

Bisogna considerare alcune eccezioni che, ad esempio, fanno rientrare nel credito al consumo la semplice dilazione di pagamento concessa dal venditore e che escludono dal credito al consumo i finanziamenti che prevedono la possibilità di un rimborso in unica soluzione (seppur comprensivo di interessi) entro 18 mesi dalla data di erogazione del finanziamento.

6) Quale deve essere il valore del bene acquistato da un consumatore affinché la concessione di un finanziamento effettuata dal venditore di un elettrodomestico nei confronti di un cliente rientri nel credito al consumo?

Se la normativa prevede che le operazioni di finanziamento, per essere considerate credito al consumo, devono avere ad oggetto un acquisto del valore compreso tra 154,94€ e 30.987,41€, la fattispecie ipotizzata nella domanda non potrà in nessun caso rientrare nel credito al consumo, indipendentemente dal valore del bene acquistato, in quanto il venditore non può erogare finanziamenti. L'unica facilitazione all'acquisto che può vedere il venditore porsi come controparte diretta dell'acquirente è la dilazione di pagamento.

7) Quali sono le caratteristiche del passivo dello stato patrimoniale di una società finanziaria specializzata nel credito al consumo?

Le caratteristiche distintive sono due: elevato ricorso all'indebitamento esterno, con conseguenti elevati valori nel rapporto tra capitale di terzi e capitale proprio ("effetto leva" elevato), e prevalente raccolta bancaria dei finanziamenti esterni. L'elevato grado di leva finanziaria trova giustificazione nella natura di intermediario creditizio delle società di credito al consumo. L'impossibilità per gli intermediari non vigilati di Banca d'Italia (società finanziarie) di far ricorso alla raccolta del risparmio presso il pubblico.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vipviper di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Carretta Alessandro.
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