Gli equilibri di gestione degli intermediari finanziari
1) Come si può definire ed in quali componenti si articola l'equilibrio di gestione degli intermediari finanziari?
L'equilibrio di gestione è la condizione nella quale si trova un intermediario finanziario nel momento in cui è in grado di raggiungere i propri obiettivi senza compromettere la sua sopravvivenza nel medio-lungo periodo. Esso si articola in tre equilibri tra loro distinti ma interconnessi: l'equilibrio reddituale (o economico), l'equilibrio finanziario e l'equilibrio patrimoniale.
2) Quali sono i punti di forza e le criticità del ROE quale strumento di misurazione della performance aziendale degli intermediari finanziari?
Il ROE, dato dal rapporto fra Risultato netto di gestione (Utile o Perdita d'esercizio) ed i Mezzi propri dell'intermediario, presenta diversi vantaggi tra i quali (1) semplicità ed immediatezza di calcolo, (2) comparabilità nel tempo (confronto delle performance dello stesso intermediario in diversi esercizi) e nello spazio (confronto di più intermediari con riferimento al medesimo esercizio), (3) neutralizzazione dell'effetto dimensionale (si possono confrontare intermediari di dimensioni diverse). La criticità principale riguarda l'affidabilità della stima dei valori contabili, tenendo conto della possibilità che questi subiscano distorsioni per motivi di ordine fiscale o relativi all'applicazione di criteri contabili (IAS/IFRS).
3) Cosa si intende per modello di economicità e quali sono i principali?
Con l'espressione modello di economicità si intende espressione il rapporto esistente tra le voci di bilancio che meglio sintetizzano l'operatività caratteristica di un intermediario, evidenziandone le modalità di formazione dei redditi. I principali modelli di economicità con quelli relativi ad intermediari orientati alla formazione del margine di (1) un margine di interesse, (2) un margine da plusvalenze e (3) un margine da commissioni.
4) Per quali categorie di intermediari il modello di economicità orientato alla formazione di un margine di interesse meglio si adatta?
Dato che per margine di interesse si indica la differenza tra i ricavi per interessi percepiti da operazioni di credito ed i costi pagati ai finanziatori presso i quali sono stati reperiti i capitali, tale modello si riferisce agli intermediari creditizi quali (1) banche, (2) società di credito al consumo, (3) società di leasing e (4) società di factoring.
5) Per quali categorie di intermediari il modello di economicità orientato alla formazione di un margine commissionale meglio si adatta?
Dato il margine commissionale è quello maturato da intermediari che svolgono attività di servizio remunerate tramite il ritiro delle commissioni e provvigioni, il modello di economicità al quale esso si riferisce trova applicazione (1) nelle società di intermediazione immobiliare (SIM), (2) nelle società di gestione del risparmio (SGR) e (3) nelle società di consulenza finanziaria.
6) Considerando il conto economico di un intermediario orientato alla formazione di un margine di interessi, quali sono le voci che identificano i risultati intermedi e finali?
La prima voce dalla quale si parte sono (1) i "Ricavi per interessi attivi". Sottraendo a tale voce i costi per interessi passivi si giunge alla seconda voce data da (2) il Margine di Interesse. Sommando ad esso i ricavi netti da servizi si ottiene (3) il Margine di Intermediazione. Se ad esso si sottraggono i costi operativi si arriva (4) al Risultato di Gestione. Sottraendo anche gli accantonamenti, i provvedimenti e gli altri oneri diversi si arriva (5) al Risultato al lordo delle imposte, che dedotto delle imposte identifica (6) il Risultato netto di gestione (Utile o Perdita di esercizio).
7) Si considerino due banche. Se la prima rispetto alla seconda presenta un margine di intermediazione maggiore entrambe hanno ottenuto il medesimo risultato di gestione, quale sarà la banca che presenta una struttura dei costi meno impegnativa?
La banca che riesce ad avere una struttura dei costi minore è la seconda. Se infatti riesce ad ottenere il medesimo risultato di gestione, pur partendo da un livello dei ricavi - indicato dal margine di
Gli equilibri di gestione degli intermediari finanziari
1) Come si può definire ed in quali componenti si articola l'equilibrio di gestione degli intermediari finanziari?
L'equilibrio di gestione è la condizione nella quale si trova un intermediario finanziario nel momento in cui è in grado di raggiungere i propri obiettivi senza compromettere la sua sopravvivenza nel medio-lungo periodo. Esso si articola in tre equilibri tra loro distinti ma interconnessi: l'equilibrio reddituale (o economico), l'equilibrio finanziario e l'equilibrio patrimoniale.
2) Quali sono i punti di forza e le criticità del ROE quale strumento di misurazione della performance aziendale degli intermediari finanziari?
Il ROE, dato dal rapporto tra Risultato netto di gestione (Utile o Perdita d'esercizio) ed i Mezzi propri dell'intermediario, presenta diversi vantaggi tra i quali (1) semplicità ed immediatezza di calcolo, (2) comparabilità nel tempo (confronto delle performance dello stesso intermediario in diversi esercizi) e nello spazio (confronto di più intermediari con riferimento al medesimo esercizio), (3) neutralizzazione dell'effetto dimensionale (si possono confrontare intermediari di dimensioni diverse). La criticità principale riguarda l'affidabilità della stima dei valori contabili, tenendo conto della possibilità che questi subiscano distorsioni per motivi di ordine fiscale e relativi all'applicazione di criteri contabili (IAS/IFRS).
3) Cosa si intende per modello di economicità e quali sono i principali?
Con l'espressione modello di economicità si intende espressione il rapporto esistente tra le voci di bilancio che meglio sintetizza l'operatività caratteristica di un intermediario, evidenziandone le modalità di formazione dei risultati. I principali modelli di economicità sono quelli relativi ad intermediari orientati alla formazione del risultato di (1) un margine di interesse, (2) un margine da plusvalenze e (3) un margine da commissioni.
4) Per quali categorie di intermediari il modello di economicità orientato alla formazione di un margine di interesse meglio si adatta?
Dato che per margine di interesse si indica la differenza tra i ricavi per interessi percepiti da operazioni di credito ed i costi pagati ai finanziatori presso i quali sono stati reperiti i capitali, tale modello si riferisce agli intermediari creditizi quali (1) banche, (2) società di credito al consumo, (3) società di leasing e (4) società di factoring.
5) Per quali categorie di intermediari il modello di economicità orientato alla formazione di un margine commissionale meglio si adatta?
Dato il margine commissionale è quello maturato da intermediari che svolgono attività di servizio remunerate tramite il percepimento di commissioni e provvigioni, il modello di economicità al quale esso si riferisce trova applicazione (1) nelle società di intermediazione mobiliare (SIM), (2) nelle società di gestione del risparmio (SGR) e (3) nelle società di consulenza finanziaria.
6) Considerando il conto economico di un intermediario orientato alla formazione di un margine di interessi, quali sono le voci che identificano i risultati intermedi e finali?
La prima voce dalla quale si parte sono (1) i "Ricavi per interessi attivi". Sottraendo a tale voce i costi per interessi passivi si giunge alla seconda voce data da (2) il Margine di Interesse. Sommando ad esso i ricavi netti di servizi si ottiene (3) il Margine di Intermediazione. Se ad esso si sottraggono i costi operativi si arriva (4) al Risultato di gestione. Sottraendo anche gli accantonamenti, i provvedimenti e gli altri oneri diversi si arriva (5) al Risultato al lordo delle imposte, che deducendo delle imposte identifica (6) il Risultato netto di gestione (Utile o Perdita di esercizio).
7) Si considerino due banche. Se la prima rispetto alla seconda presenta un margine di intermediazione maggiore ma entrambe hanno ottenuto il medesimo risultato di gestione, quale sarà la banca che presenta una struttura di costi meno impegnativa?
La banca che riesce ad avere una struttura dei costi minore è la seconda. Se infatti riesce ad ottenere il medesimo risultato di gestione, pur partendo da un livello dei ricavi - indicato dal margine di
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