Digitalizzazione di testi, suoni e immagini: il sapere è ridotto a uno stato "liquido"?
A metà degli anni Novanta, il repentino incremento delle persone connesse a Internet ha portato a un profondo cambiamento nelle modalità di comunicazione a livello globale. Oggi, a distanza di più di vent’anni, la rete fa parte in diverso modo delle nostre vite, sia che usufruiamo a vario titolo di contenuti e servizi digitali, sia che produciamo noi stessi tali contenuti, per poi caricarli su piattaforme concepite per la condivisione con altri utenti.
È in questo contesto che oggi si trovano a lavorare anche gli operatori culturali come storici dell’arte, archeologi, accademici, bibliotecari, direttori di musei, ma anche insegnanti e educatori, ai quali viene offerta la possibilità di veicolare all’esterno i contenuti relativi al patrimonio culturale del quale si occupano, raggiungendo così un pubblico potenzialmente illimitato.
Le possibilità offerte dall’odierna tecnologia della comunicazione sono ovviamente condizionate a un processo di digitalizzazione delle risorse interessate, di qualsiasi natura esse siano, che consenta di gestire una massa di dati che verrà comunicata prevalentemente tramite il Web per essere fruita principalmente da computer, anche se nell’ultimo decennio si sono moltiplicati gli strumenti a disposizione: tablet, smartphone, smartwatch. Inoltre ormai non c’è programma televisivo che non abbia una finestra sul Web, che genera a propria volta contenuti.
Cultura convergente e digitalizzazione
È quella che Henry Jenkins chiama "cultura convergente", un contesto in cui ogni tipo di contenuto viene digitalizzato e pubblicato su siti, piattaforme, social network, reti locali. Digitalizzare significa ricodificare l’informazione analogica in un codice numerico che, interpretato in seguito da un adeguato software, restituisce una rappresentazione più o meno fedele dell’oggetto. Il problema di questa fedeltà sta nel fatto che durante il processo di digitalizzazione avviene una inevitabile perdita di dati: l’oggetto viene infatti scomposto in tante piccole parti che verranno poi ricomposte nella sua rappresentazione.
Il punto di vista di Zygmunt Bauman
Possiamo considerare questo strumento, la digitalizzazione, secondo un’accezione negativa. La trasposizione dal formato analogico a quello digitale del patrimonio culturale è stata uno dei fattori che avrebbero determinato la "liquefazione" della nostra società: è quanto afferma Zygmunt Bauman. Secondo il sociologo polacco, tutti i settori dell’esistenza, tra cui la cultura, sono ormai...
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