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Domande aperte psicologia dinamica

Lez. 2 – 10. In quali parti è tripartita la psiche secondo il modello topografico di Freud?

Freud, all’interno del discorso sulla psicoanalisi, ha tentato di trovare una cura a disturbi mentali indagando le dinamiche inconsce dell'individuo. Alla base di tali disturbi, secondo tale teoria, è riscontrabile un conflitto tra istanze contrarie.

Con la pubblicazione, nel 1899, de L’interpretazione dei sogni, Freud formulò una tripartizione della mente in tre istanze, che sono conscio, preconscio e inconscio. Ciascuna delle quali con caratteristiche peculiari.

Egli, per spiegare la tripartizione topografica della mente, aveva utilizzato la metafora dell’iceberg, in cui la punta rappresentava il conscio/coscienza, la parte centrale fino a livello del mare rappresentava il preconscio, quella parte in cui i desideri e ricordi ritornavano alla mente facilmente, mentre la parte sommersa e quindi nascosta dal mare, è l’inconscio ovvero la parte dei desideri più nascosti, legati agli istinti più interni, che difficilmente riemergono.

Il conscio del modello topografico è dunque quella parte della mente in cui le percezioni che provengono dal mondo esterno o dall'interno dell'organismo o dalla mente sono portate a livello di coscienza. Freud riteneva che la coscienza usasse una forma di energia psichica neutralizzata, che definì catessi dell'attenzione. In altre parole, una persona è consapevole di una particolare idea o sentimento in quanto investe una quantità definita di energia psichica in quella particolare idea o sentimento.

Il preconscio comprende quegli eventi, processi e contenuti mentali che è possibile portare a livello della consapevolezza mediante l'atto di focalizzazione dell'attenzione. Concettualmente, il preconscio è connesso sia con la regione conscia sia con quella inconscia della mente. Per raggiungere la consapevolezza, i contenuti dell'inconscio devono legarsi a parole e pertanto diventare preconscio. Il preconscio mantiene inoltre la barriera repressiva e censura i desideri inaccettabili.

L’ultima istanza, ovvero l’inconscio, è una struttura dinamica: in altre parole, i contenuti e i processi mentali dell'inconscio sono mantenuti al di fuori della consapevolezza attraverso la forza della censura o della repressione. L'inconscio è strettamente correlato agli impulsi istintuali. A questo punto della teoria di Freud sullo sviluppo, l'autore avvertiva gli istinti come costituiti da impulsi sessuali e di autoconservazione e riteneva che l'inconscio contenesse soprattutto le rappresentazioni mentali e i derivati dell'istinto sessuale.

11. Che cos'è il controtransfert secondo Freud?

Il termine controtransfert indica in psicologia quel complesso di atteggiamenti, consci e inconsci, dell’analista nei confronti del paziente.

Da un punto di vista storico, Freud iniziò a parlare di controtransfert a partire dal 1909, sottolineando come con tale termine si faccia riferimento a quegli affetti che insorgono nel terapeuta “per l’influsso del paziente sui suoi sentimenti inconsci”.

Freud intravede nel controtransfert una resistenza inconscia dell’analista e iniziò così a considerarlo come un inconveniente spiacevole, tale per cui, come suggerì lui stesso, gli analisti dovevano imparare a mantenere un’attenzione fluttuante nell’ascolto del paziente attenendosi a quella neutralità che costituisce il modello ideale di funzionamento analitico.

È qui che venne introdotta la metafora con il “chirurgo”, sottolineando come quest’ultimo “mette da parte tutti i suoi affetti e perfino la sua umana pietà nell’imporre alle proprie forze intellettuali un’unica meta: eseguire l’operazione nel modo più corretto possibile”.

12. Definizione di inconscio secondo Freud

Si tratta di un concetto con un valore al contempo topico e descrittivo dinamico. Inconscio viene usato per qualificare l’insieme dei contenuti psichici non presenti nel campo attuale della coscienza. I contenuti dell’inconscio sono rappresentanti delle pulsioni.

Tali contenuti sono regolati da meccanismi specifici del processo primario, con particolare riferimento alla condensazione e allo spostamento. I contenuti dell’inconscio, fortemente investiti di energia pulsionale, tentano di ritornare nella coscienza e di ripresentarsi sul piano dell’azione, ma possono avere accesso al sistema “Preconscio – Cosciente” se non in qualità di formazioni di compromesso e dopo essere stati sottoposti alle deformazioni della censura.

Tali contenuti sono in larga misura costituiti da desideri dell’infanzia sottoposti a fissazione nel sistema inconscio. Nel quadro della seconda topica freudiana il termine inconscio viene utilizzato soprattutto nella sua forma aggettivale: inconscio non è più la proprietà di una istanza particolare, poiché non qualifica solo l’ES, ma anche in parte l’IO e il SUPER – IO.

13. Quali sono i principi di base della psicologia dinamica secondo Gabbard?

Le teorie psicodinamiche, pur restando nella loro diversità di approccio, condividono alcuni principi fondamentali che hanno assunto sfumature e peso differenziato nell’evoluzione del concetto di psicologia dinamica.

Tali principi secondo Gabbard, possono essere riassunti in sette punti fondamentali, che sono il valore unico dell’esperienza soggettiva, che rappresenta il confronto tra psichiatri dinamici e descrittivi, cercando di determinare cosa sia unico in ogni paziente, l’inconscio, sistema mentale in cui i contenuti mentali vengono censurati perché inaccettabili e pertanto vengono rimossi e non possono facilmente né tantomeno volontariamente essere riportati alla coscienza, il determinismo psichico, il passato è prologo, il transfert, il controtransfert e la resistenza.

14. Cosa significa il concetto di determinismo psichico?

Il ‘determinismo psichico’ è alla base della costruzione psicologica di Freud, che può pervenire a dare legittimità alla nozione di inconscio tramite l’impiego del principio di causalità.

Freud è infatti convinto che vi sia una ‘lacunosità nella serie degli atti coscienti’, per cui ‘lo psichico è in sé inconscio’: questi due concetti poggiano su un presupposto deterministico operante nella scienza naturale, ovvero che il reale esiste sempre e soltanto in nessi causali rigorosi e senza lacune.

Tale concetto sostiene che l’uomo è consciamente confuso e inconsciamente controllato. Nella mente nulla avviene per caso, ogni evento psichico è determinato e connesso causalmente agli eventi che lo hanno preceduto, ognuno di essi ha un suo significato e non si verifica per caso. La discontinuità della vita psichica è da attribuirsi all’esistenza di processi e fenomeni inconsci.

A sostegno di queste ipotesi Freud porta due esempi: normali (atti mancati, lapsus, paraprassie, motti di spirito, sogni) e psicopatologici (nevrosi).

15. Cosa significa il valore unico dell'esperienza soggettiva?

Lo psicoterapeuta esistenziale cerca di determinare cosa sia unico, in ciascun paziente e che, in modo che egli sia diverso da altri, come esito di una predisposizione e storia personale differente.

Ogni individuo ha caratteristiche psicologiche uniche che configurano esperienze soggettive difficilmente catalogabili. Tale variabilità rende possibile la comprensione del sintomo solo all’interno del mondo personale del soggetto, che deve essere profondamente indagato e analizzato.

In questo senso si cerca di individuare l’unicità e la diversità della persona ed esperienza. Qui, sintomi e comportamenti sono considerati come un comune collettore finale di esperienze altamente soggettive, che filtrano i fattori determinanti biologici e ambientali della malattia.

16. Definizione di transfert secondo Freud

Nel trattamento dei suoi casi, Freud realizzò che si creava una particolare forma di attaccamento tra il paziente e il medico, che poteva connotarsi in modo diverso.

Il transfert si caratterizza come un caso particolare di spostamento dell’affetto da una rappresentazione all’altra e diviene preferibile quella dell’analista per l’intrinseca disponibilità.

Nei casi clinici degli “Studi sull’isteria” (1892-95) Freud fa numerosi commenti sulle singolari sfumature affettive che caratterizzano la relazione tra paziente e psicoterapeuta arrivando a definire con precisione il transfert (Übertragung) come una singolare relazione umana che si instaura tra medico e paziente attraverso un falso nesso in cui il paziente stesso assegna al terapeuta rappresentazioni spiacevoli che emergono a vari livelli durante il lavoro comune.

17. Che cosa intende Freud per resistenza?

Si chiamano resistenze tutte quelle forze psichiche consce e inconsce che si oppongono a una buona evoluzione del transfert.

Viene spontaneo concepire le resistenze come un meccanismo di difesa che deriva essenzialmente da procedimenti profondi dell’Inconscio che poi si esprimono a livello cosciente ad esempio con lapsus o altri sintomi come la difficoltà di entrare in relazione, le cadute di interesse per le sedute analitiche, ad esempio perché l’analisi è arrivata a un punto morto, improvvisa avversione per il terapeuta, sbadigli, non ascoltare nel senso di non percepire quello che viene detto e così via.

Soprattutto è presente una combinazione di questi movimenti inconsci con una ricca sintomatologia: le resistenze rappresentano appunto la loro presa di coscienza da parte dell’Io. Sotto questo profilo le resistenze si comportano come normali difese. Esse sono quindi durevoli e profondamente innescate.

Sono l’altra faccia di un meccanismo opposto di tipo positivo: probabilmente il transfert. Potrebbero anche costituire la riedizione di un’antica difesa di tipo negativo, non riuscito, preesistente.

Peraltro Freud si rifiutò ripetutamente di considerare le resistenze come meccanismi. Nella terminologia freudiana la loro analisi assume tre significati, una riflessione sulla tecnica e sulla pratica analitica la cui evoluzione determinerà quella delle leggi relative alle possibili forme di resistenze.

Nel quadro della seconda topica Freud identifica cinque forme di resistenze che derivano dall’Io, dall’Es e dal Super-io, istanze che appunto costituiscono tale topica.

18. Cosa significa che per la psicologia dinamica il passato è il prologo?

In psicologia dinamica assumono rilevante importanza le esperienze infantili, in quanto si ritiene che esse abbiano un ruolo fondamentale nel determinare la personalità adulta.

Freud ad esempio ha individuato tre fasi psicosessuali di un bambino che lo conducono alla maturità. Qui il processo evolutivo è visto come un’interazione attiva tra tratti ereditari e fattori ambientali che modellano tali tratti.

Il passato, soprattutto quando si parla di malattie, può servire per comprendere ed analizzare lo stato di un disturbo, soprattutto perché eziologia e patogenesi di una malattia psichica sono spesso collegate ad eventi accaduti in infanzia.

Lez. 3

4. Spiegare la concezione di malattia e di cura della "guarigione per confessione" delle popolazioni primitive

Presso alcuni popoli una malattia è considerata come conseguenza dell'infrazione di un tabù o di aver commesso un peccato. In molti popoli infatti infrangere un tabù della comunità può indurre malattie gravi e morte psicogena.

La cosa più grave che porta una persona ad ammalarsi, non è tanto l'infrazione in sé quanto piuttosto il fatto che tale "colpa" sia stata scoperta e portata alla conoscenza di tutti. La confessione pubblica, quella privata tra i popoli primitivi non esiste, e alcuni rituali di purificazione a volte conducono l'ammalato alla guarigione.

Nel mondo occidentale il concetto di "segreto gravoso" divenne noto subito dopo gli studi di Puységur (1751–1825) sullo stato di "sonno magnetico" (che più tardi acquistò il nome di ipnosi). In seguito M. Benedikt (1835-1920) mostrò come la causa di molti casi d'isteria fosse costituita da un segreto doloroso, molti pazienti erano da lui curati attraverso la confessione del segreto e la risoluzione dei problemi che ad esso collegati.

La psichiatria moderna ha sostituito il concetto di "segreto" con quello di "senso di colpa", "ricordo traumatico" e "rimozione". Sappiamo oggi che, l'azione patogena del senso di colpa e l'effetto terapeutico della confessione, non devono essere trascurati neppure nel caso di malattie organiche.

5. Spiegare la concezione di malattia e di cura della "guarigione per soddisfacimento" delle popolazioni primitive

I desideri frustrati sono spesso nocivi per la salute. Trascurati dalla psichiatria, questi fattori psicogeni sono sottolineati dalla psichiatria dinamica.

Per gli indiani d’America dare all’uomo ciò che ha visto nei suoi sogni è un dovere sacro. Oggi sottovalutiamo gli effetti terapeutici di tale metodo. Il bilo, cerimonia del Madagascar, tratta per due settimane il paziente come un re. Come stupirsi del suo esito favorevole?

Molti soggetti si sentono frustrati perché conducono esistenze noiose, prive di interesse e perché non sono sufficientemente valutate da chi le circonda. Dare al soggetto un riconoscimento sociale e prestigio può equivalere a una cura quasi miracolistica.

6. Quali sono le cinque concezioni di malattia e di cura nelle popolazioni primitive? Elencarle e spiegarle brevemente

Diversi studi sulle popolazioni primitive hanno posto in luce cinque differenti tipologie di malattie, ad esempio una malattia causata dall’assenza dell’anima, dall’intrusione di oggetto malattia, dall’infrazione di un tabù, intrusione di uno spirito in una persona, e un ultimo tipo dovuta a stregoneria o magia.

In ogni cultura ed epoca storica la malattia ha un determinato significato e di seguito, mediante un ragionamento di causa ed effetto, si sviluppano delle varie teorie della malattia. Ognuna di queste tipologie si differenzia dalle altre per via differenti malattie con reciproche metodologie di cura.

Ciascuna di queste popolazioni antiche e, in particolar modo, presso i primitivi fossero presenti molti metodi che anche nel mondo odierno sono presenti, seppure in forme differente, impiegati dalla psicoterapia moderna.

7. Spiegare la concezione di malattia e di cura della "guarigione magica" delle popolazioni primitive

La magia è di solito suddivisa in pratiche di magia cattiva (nera) che darebbero origine alle malattie ed in pratiche di magia buona (bianca) che invece le curerebbe.

Nelle popolazioni primitive il mago era considerato una persona onnipotente che grazie ad una magia riparatrice poteva risolvere ogni problema. Probabilmente sono la suggestione, la fede dell'individuo e della sua comunità, gli agenti più importanti che operano nelle pratiche magiche primitive e moderne.

Molte pratiche magiche sopravvivano ancor oggi nella medicina popolare dei paesi civili. Una ricerca sistematica sulla medicina magica ci potrebbe aiutare a comprendere meglio quelle manifestazioni che chiamiamo suggestione o autosuggestione.

8. Spiegare la concezione di malattia e di cura della "guarigione cerimoniale" e "guarigione per incubazione" delle popolazioni primitive

Le terapie dei primitivi erano fortemente connesse agli aspetti cerimoniali che non sembravano costituire un elemento secondario del procedimento seguito per ottenere la guarigione, ma risultavano essere il principale agente di guarigione. Era diffusa in alcune tribù indiane, come gli zuni o i navaho.

Mentre i trattamenti moderni sono prosaici, quelli primitivi esaminati finora prevedono cerimonie centrali nella terapia. Le caratteristiche più importanti di tali cerimonie sono:

  • La ripetizione del trauma, se le cause della malattia sono note.
  • Per es. se si suppone che la malattia derivi dalla visione di uno spettro lo stregone si traveste da spettro per spaventare il paziente per poi spiegargli l'accaduto (corrispondente all’attuale psicodramma collettivo).
  • Si tratta di cerimonie religiose perché gli dei partecipano (simbolicamente) alla cerimonia consentendo al sogg. di riconciliarsi con essi.
  • Il trattamento è collettivo, cioè passa attraverso la partecipazione intensa dell'intera comunità (anche diverse migliaia di persone).
  • Sono spesso terapie di bellezza, che passano cioè attraverso la magnificenza dei canti, dei riti e dei costumi.

Un esempio moderno sono santuari come Lourdes.

9. Spiegare la concezione di malattia e di cura "possessione ed esorcismo"

Secondo questa teoria il male è causato dagli spiriti maligni entrati nel corpo del paziente e che se ne sono impossessati. Il concetto di possessione è tuttavia più ampio di quello di malattia, poiché ci sono anche esempi di possessioni cerimoniali o artificiali. Il centro di diffusione sembra essere stata l’Asia occidentale.

Nella possessione un individuo perde la propria identità e diventa un’altra persona di cui assume le sembianze, la voce, al forza, ecc. Vi sono due tipi di possessione: quella con carattere di sonnambulismo e quella lucida.

Nel primo caso l’individuo perde improvvisamente coscienza della propria identità e parla di sé come del supposto possessore. Nel secondo caso invece l’individuo è consapevole della propria identità, che però coabita con un’altra identità lottando contro di essa.

10. Spiegare la concezione di malattia e di cura "Assenza e richiamo dell'anima" delle popolazioni primitive

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Shoshannà Procaccia Rossella.
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