Set domande: Psicologia dell'apprendimento
Scienze dell'educazione e della formazione
Docente: Cantoia Manuela Eliane Anna
Lezione 002
11. Il comportamentismo?
Per il comportamentismo, l’individuo è una tabula rasa di pre-conoscenze, di pre-competenze, pre-disposizioni, non ha organizzazione propria al di fuori di ciò che l’ambiente stesso ha determinato.
Il meccanismo fondamentale dell’apprendimento è il condizionamento classico, tipicamente passivo.
Neocomportamentismo (anni ’30-'50; Skinner, Guthrie, Hull, Tolman)
Comportamentismo (Watson, 1913) Watson afferma che la psicologia, in quanto scienza sperimentale e oggettiva, deve studiare il comportamento osservabile attraverso il metodo sperimentale, indagando:
- Le condizioni ambientali antecedenti;
- Le risposte comportamentali;
- Le conseguenze osservabili.
Watson sosteneva che tutto potesse essere appreso attraverso l’esperienza, non a caso, affermò: «Datemi una dozzina di bambini sani e normali e consentitemi di organizzare a mio modo l'ambiente in cui educarli. Vi garantisco che potrei trasformare ognuno di loro in un qualsiasi tipo di specialista - dottore, avvocato, artista, commerciante, e, perché no?, anche mendicante e ladro, indipendentemente dal loro talento, dalle loro inclinazioni, dalle loro tendenze, abilità ed orientamenti e dalla razza dei genitori».
Per il comportamentismo, l’individuo è una tabula rasa di pre-conoscenze, di pre-competenze, pre-disposizioni, non ha organizzazione propria al di fuori di ciò che l’ambiente stesso ha determinato.
Il meccanismo fondamentale dell’apprendimento è il condizionamento classico, tipicamente passivo.
12. La metafora del teatro
La formazione, come anche il teatro, ha un committente, ha una durata delimitata, coinvolge attori che hanno una vita privata e un ruolo e che sono portatori di esperienze, formazione, aspettative, interpretazioni.
Come il regista deve coordinare crescita della compagnia e preparare gli attori a recitare davanti a pubblico, così il formatore deve preparare i suoi discenti a diventare professioni nell’ambito della formazione e dell’educazione.
In sintesi, la formazione, così come la rappresentazione teatrale è un’azione visibile, in un contesto strutturato, con specifici ruoli, diretta ad un fine.
13. Che cosa studia la Psicologia dell'apprendimento?
La psicologia dell’apprendimento, la disciplina che studia l'attività mentale che si verifica allorché l’individuo modifica in forma relativamente duratura ciò che sa e ciò che sa fare, ossia vive un cambiamento che lo indurrà a reagire – sul piano del comportamento, del pensiero, delle motivazioni e delle emozioni – alle situazioni in maniera differente rispetto al passato.
14. Le principali scuole nella storia della Psicologia
Lo studio delle mente umana è stato infatti portato avanti per secoli in ambito filosofico, a partire da Platone e Aristotele, fino ad arrivare a Galileo, ma è diventato disciplina scientifica nel XIX secolo (1879), grazie al contributo della neurofisiologia.
La differenza tra la psicologia moderna e gli studi precedenti è nei metodi adottati: osservazione sistematica e sperimentazione.
Wundt e il laboratorio di Lipsia
Nel 1879 Wundt inaugurò il laboratorio di ricerche al quale, per convenzione viene associata alla nascita della psicologia scientifica (intesa come «attività organizzata e autoconsapevole»).
Nel laboratorio si conducevano esperimenti di Psicofisica nei quali i metodi tipici della ricerca fisiologica (ad esempio, i tempi di reazione) venivano applicati allo studio della sensazione, della percezione e dei processi legati ad attenzione, emozioni, pensiero e linguaggio.
Strutturalismo (Titchener, 1898)
«Le esperienze mentali possono essere comprese attraverso la combinazione di componenti di base»
Titchener fu allievo di Wundt e portò le sue idee negli Stati Uniti dove ferveva l’interesse per la coscienza, intesa come somma complessiva dei processi mentali che si manifestano in un dato momento.
La coscienza sarebbe costituita da percezioni, idee ed emozioni, cui corrispondono le rispettive componenti primarie che sono sensazioni, immagini e stati affettivi.
Funzionalismo (James, 1890; Dewey, 1896)
«La vita mentale è un’esperienza di flusso unitario continuo»
Dall’influenza degli studi di Brentano e James nacque il Funzionalismo.
Brentano sosteneva che l’oggetto della psicologia fosse l’attività mentale (intenzionalità), non il contenuto dell’esperienza immediata.
James, sulla base della teoria evoluzionistica, spostò l’attenzione sul rapporto uomo-ambiente e affermò che la coscienza è la guida, indispensabile per la sopravvivenza in un ambiente complesso. Oggetto di studio divenne quindi il valore adattivo (funzionale) dei comportamenti, in particolare delle abitudini, che permettono di adattarsi all’ambiente.
Gestalt (Wertheimer, 1912; Koffka e Koehler)
«Il tutto è più della somma delle parti»
Corrente di pensiero nata in Germania agli inizi del ‘900, secondo la quale l’esperienza consapevole e diretta è "organizzata" (Gestalt=forma organizzata).
Il pensiero della Gestalt è caratterizzato da tre dimensioni fondamentali:
- Atteggiamento fenomenologico
- Teoria di campo
- Postulato dell’isomorfismo
Comportamentismo (Watson, 1913)
«L’organismo è una “black box” della quale lo psicologo non può sapere nulla»
In contrasto con le visioni introspezioniste, Watson afferma che la psicologia, in quanto scienza sperimentale e oggettiva, deve studiare il comportamento osservabile attraverso il metodo sperimentale, indagando:
- Le condizioni ambientali antecedenti;
- Le risposte comportamentali;
- Le conseguenze osservabili.
Cognitivismo (Neisser, 1967)
«La mente umana come elaboratore di informazioni»
Dagli anni ‘50-‘60, il cognitivismo accoglie un’eterogeneità di presupposti, procedure e modelli teorici accomunati da:
- Interesse per gli eventi mentali interni al soggetto;
- Interpretazione dell’organismo come dotato sin dalla nascita di competenze specifiche;
- Concezione dell’individuo quale elaboratore della propria rappresentazione del mondo.
Il cognitivismo pone l’attenzione al pensiero e ai processi di conoscenza, mettendo in luce la capacità umana di adottare modi di pensare nuovi e non prevedibili in base all’esperienza passata (si vedano ad esempio Piaget e Chomsky).
16. La Gestalt
Il pensiero della Gestalt è caratterizzato da tre dimensioni fondamentali:
- Atteggiamento fenomenologico: l’oggetto di analisi dello psicologo sono i fatti come vengono colti (esperienza diretta) dagli organi di senso, senza indugiare nell’introspezionismo o nell’elementarismo. Per comprendere gli eventi e le loro proprietà occorre superare l’ottica della somma delle singole parti e spostare l’attenzione sul concetto di struttura e di organizzazione, applicando il metodo fenomenologico che rimanda appunto all’esperienza diretta dei fenomeni.
- “Teoria di campo”: i fenomeni sono dinamici e come tali devono essere descritti. Vengono ripresi i concetti fisici di “campo” e “forza” per sostenere che il mondo fenomenico rappresenta il risultato dell’equilibrio delle tensioni esistenti tra tutte le forze (parti dinamiche) presenti nel campo percettivo o psichico. Le parti presenti all’interno del campo fenomenico sono regolate da principi di unificazione formale (principi di organizzazione; si vedano le lezioni 9-10).
- Postulato dell’isomorfismo: il piano fenomenico (dell’esperienza diretta) ha un’identità strutturale con quello dei processi fisiologici sottesi; quindi, alle manifestazioni sul piano fenomenico (percezione, pensiero, memoria o apprendimento) corrispondono sempre a livello del sistema nervoso centrale forme o strutture con le stesse caratteristiche funzionali.
17. Il costruttivismo
Il costruttivismo assume il discente come costruttore attivo della conoscenza e, nella visione co-costruttivista, questo processo è condiviso socialmente, attraverso modalità di apprendimento attivo in interazione con i pari (discussione, collaborazione, scoperta, ecc.).
Queste interazioni permettono di realizzare la zona di sviluppo prossimale di ogni partecipante.
Il risultato delle attività va quindi sempre oltre le competenze dei singoli e, oltre alle competenze cognitive, permette di potenziare una serie di competenze relazionali e prosociali.
Lezione 003
08. La metodologia della ricerca in Psicologia
La psicologia è una disciplina scientifica basata sul metodo sperimentale.
Su quali dati si basa la ricerca in psicologia?
- Dati comportamentali: rilevazione del comportamento in quanto tale (ciò che le persone fanno è correlato ai processi psichici sottostanti) attraverso l’osservazione e i tempi di reazione.
- Dati verbali: descrizioni più o meno libere che le persone fanno di quanto accade nella propria mente (self-report). I resoconti verbali possono essere raccolti attraverso la tecnica del Thinking aloud/Talking aloud, dei resoconti introspettivi o con questionari, interviste e colloqui.
- Dati psicometrici: si registrano determinati comportamenti per ricavare previsioni su comportamenti futuri. Si distinguono tipologie differenti di strumenti:
- Test standardizzato: richiede condizioni di somministrazione identiche, perché si rifà a norme statistiche per il confronto dei dati;
- Test attendibile: mantiene costanti le misurazioni in tempi diversi e con somministratori diversi;
- Test valido: indica la capacità effettiva di misurare la variabile indagata.
9. I questionari
Sono gli strumenti più diffusi per le indagini qualitative sono l'intervista, il colloquio e il questionario. A quest’ultimo dedichiamo un approfondimento, in quanto si tratta di uno strumento che spesso educatori e formatori si trovano a dover utilizzare, o addirittura a costruire, sia per indagare opinioni, sia a scopo valutativo.
Un questionario deve possedere dei requisiti di base:
- Attrattività: deve suscitare interesse e collaborazione, motivare le persone a fornire risposte sincere e complete;
- Chiarezza e comprensibilità: eventuali ambiguità e fraintendimenti devono essere evitati, per contenere le fonti di errore;
- Coerenza e precisione: le domande devono essere pertinenti rispetto all’oggetto di indagine e formulate in modo puntuale;
- Ordine: gli item vanno raggruppati per sezioni, in modo che il soggetto non debba tornare in momenti diversi sugli stessi temi.
I questionari possono prevedere due diverse modalità di somministrazione:
- Questionari etero-somministrati: l'intervistatore legge le domande e segna le risposte;
- Questionari auto-somministrati: il soggetto stesso legge e risponde autonomamente alle domande; la presenza dell'intervistatore non è vincolante (questionari online, postali, ecc.).
Lezione 004
06. La validità della ricerca
La validità di uno strumento può essere considerata anche in funzione della sua efficacia nel differenziare gli individui rispetto al criterio considerato dallo strumento stesso.
In riferimento ai metodi di ricerca, invece, si distingue tra validità “interna” ed “esterna”.
Una ricerca è internamente valida se sono stati presi accorgimenti tali da escludere che i dati raccolti siano viziati dall’intervento di variabili estranee (errori del ricercatore, fluttuazioni degli strumenti, modificazioni del campione, distorsioni sistematiche nelle risposte dei soggetti, ecc.).
Una ricerca è invece dotata di validità esterna se i suoi risultati possono essere generalizzati ad una più ampia gamma di situazioni o individui rispetto a quelli indagati nello specifico dalla ricerca.
7. Il metodo osservativo
È un metodo che indaga le relazioni funzionali realmente esistenti nell’evento o gruppo osservato, senza operare un controllo delle variabili indipendenti.
Questo metodo si caratterizza perché:
- Permette la massima aderenza al dato;
- Considera l’interazione individuo–ambiente;
- Permette di studiare situazioni non riproducibili in laboratorio.
L’osservazione rappresenta un continuum strutturato secondo due parametri:
- Il grado di struttura dell’ambiente;
- Il grado di struttura che l’osservatore impone all’ambiente (ad esempio con l’assegnazione di compiti, o con la selezione dei comportamenti).
Tipologie di osservazione
Si distinguono diverse tipologie di osservazione in base al livello di strutturazione dell’ambiente e al ruolo dell’osservatore:
- Osservazione naturalistica: il grado di controllo è minimo e l’osservatore evita di influenzare il comportamento osservato in un ambiente familiare. Se l’osservatore resta nascosto l’osservazione è dissimulata, altrimenti è partecipante.
- Osservazione controllata: il grado di controllo è medio/massimo, prevede il controllo della variabile dipendente.
- Osservazione etologica: il comportamento si svolge spontaneamente e viene descritto minuziosamente in modo obiettivo e completo. È un’osservazione non partecipante e dissimulata che può verificarsi anche nell’ambiente naturale.
- Osservazione etnografica: l’osservatore è partecipante e conquista l’accesso nel gruppo osservato con la massima disponibilità sociale e il minimo di autorità.
8. Gli indici di accordo
Nel caso auspicabile in cui più di un osservatore partecipi alla rilevazione dei dati, occorre che vengano calibrate le registrazioni e che si valuti l’accordo tra i diversi ricercatori.
Gli indici di accordo possono essere calcolati per:
- Intervalli non registrati (Unscored Intervals): quando si considerano solo gli intervalli in cui almeno 1 osservatore non ha rilevato la presenza dell’evento, in rapporto alla somma del numero di accordi (entrambi gli osservatori non hanno rilevato l’evento) e il numero di disaccordi (un osservatore non ha rilevato l’evento, l’altro sì);
- Intervallo per intervallo (Interval by Interval): si considerano tutti gli intervalli in rapporto al numero di accordi (entrambi gli osservatori hanno rilevato l’evento oppure entrambi non hanno rilevato l’evento) e al numero di disaccordi (un osservatore ha rilevato l’evento, l’altro no);
- Intervalli registrati (scored intervals): si considerano solo gli intervalli in cui almeno 1 osservatore ha rilevato la presenza dell’evento in rapporto al numero di accordi (entrambi gli osservatori hanno rilevato l’evento) e al numero di disaccordi (un osservatore ha rilevato l’evento, l’altro no).
In generale, l’indice che stima l’omogeneità delle registrazioni è calcolato con la seguente formula: numero accordi / (numero accordi + numero disaccordi).
Lezione 005
08. La mente
Spesso a livello di senso comune mente e cervello vengono identificati e confusi, come si trattasse della stessa cosa.
La comprensione di questa distinzione nei bambini è stata studiata negli anni ’80, indicando una serie di tappe evolutive (Johnson & Wellman, 1982):
- A 3 anni i bambini non evidenzierebbero particolari misconcezioni, ma non riconoscerebbero le funzioni del cervello;
- A 4 anni i bambini sarebbero invece capaci di associare il cervello con gli atti mentali e non con i movimenti corporei, collocando il cervello nella testa e attribuendolo solamente agli esseri viventi;
- Tra i 5-6 anni si avrebbe un’iniziale comprensione dei processi cerebrali, ma ancora all’interno di una visione dissociata delle parti del corpo e delle loro funzioni.
09. Il flow
La Flow experience è una esperienza di estremo bilanciamento (percezione di challenge superiori alla media e di skill nella media) nella quale lo stato affettivo non è preponderante, non è eccessivamente positivo rispetto alle altre dimensioni dell’esperienza. È uno stato di consapevolezza, controllo ed impegno che non riguarda solo attività ludiche o ricreative, ma è anche legato alla dimensione del dovere (ad esempio, il flow vissuto in una sessione di studio), purché offra elevate opportunità di azione bilanciata rispetto alle skill.
10. La coscienza
Si definisce la coscienza come stato di consapevolezza di stimoli esterni e interni (sensazioni, pensieri, sentimenti) provati in un dato momento. Distinguiamo:
- Core consciousness (momentanea);
- Extended consciousness (autobiografica).
La coscienza interviene nell’elaborazione delle conoscenze dichiarative, mentre per quelle procedurali è attiva nelle prime fasi e poi subentrano dei meccanismi di automatizzazione.
Si distinguono quindi due modalità di elaborazione delle informazioni:
- Controllata: elaborazione consapevole, in sequenza (un compito alla volta), più lenta, che coinvolge i processi attentivi;
- Automatica: modalità di elaborazione rapida, che attiva basse risorse attentive, non consapevole, svolge più processi in parallelo.
Lezione 006
7. I verbal report
I resoconti verbali è il metodo più frequentemente utilizzato per studiare i contenuti della coscienza è il resoconto verbale.
Nell’introduzione storica abbiamo parlato del classico metodo dell’introspezione, si distinguono due
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