Indice

  1. Displasia
  2. Biologia della crescita tumorale
  3. Angiogenesi dei tumori

Displasia

Maturazione cellulare anormale, comunemente usata per descrivere cambiamenti pre-cancerosi visibili nell’epitelio.
Si possono trovare cellule differenziate insieme a quelle indifferenziate.
Sono visibili alcune anomalie come:
* variazioni lievi e moderate possono essere
* reversibili
* perdita dell’organizzazione dell'architettura e perdita dell’uniformità dell’epitelio
* pleomorfismo e mitosi sono più evidenti che nelle cellule normali
* si distinguono lieve, medio e grave carcinoma in situ

La displasia può variare di gradi a seconda di quanta profondità è interessata (quanto strato è interessato).
Non per forza da una displasia lieve si deve arrivare al carcinoma.

Biologia della crescita tumorale

Cinetica della crescita cellulare
Una cellula normale in seguito a delle cause eziologiche può subire una trasformazione neoplastica ed è stato visto che ci vogliono 30 duplicazioni perchè si passa ad una massa tumorale di 1 g e ci vogliono 10 duplicazioni per avere massa tumorale di 1 kg.
Cosa determina la crescita di una massa tumorale:
* tempo di duplicazione
* frazione di crescita
* cellule perse

La frazione di crescita è quella parte di cellule che stanno proliferando quindi la crescita tumorale è data dal rapporto tra cellule che proliferano e quelle che vanno incontro a morte.
Le cellule tumorali entrano in circolo senza seguire le regole che caratterizzano un ciclo cellulare.

Nella prima fase, il compartimento proliferativo è molto, quando le cellule diventano evidenti la maggior parte ha già compiuto la proliferazione.
Sulla capacità proliferativa si basano molte terapie.
Molte chemioterapie cercano di colpire la cellula mentre sta proliferando. Questo perché in questa fase la cellula è più debole.

Metodi per lo studio della crescita cellulare nei tumori:
* conteggio delle mitosi su sezioni istologiche
* utilizzo di marcatori specifici della proliferazione
* marcatura radioattiva in vivo delle cellule in divisione (timidina triziata)
* marcatura delle cellule mediante BrdU
* conteggio cellule in fase  S del ciclo cellulare in citofluorimetria

Angiogenesi dei tumori

Senza la presenza dei vasi sanguigni le cellule tumorali non sono in grado di sopravvivere.
Nel 1971 Folkman, attraverso vari esperimenti arrivò a dire che l’angiogenesi è quasi antecedente della crescita delle cellule tumorali.
TAF: fattore di angiogenesi tumorale. Consente loro di attivare molti geni e fattori coinvolti nel processo di angiogenesi.

Switch angiogenico: avviene in un momento della crescita delle cellule tumorali, è quello in cui i fattori pro/antigenici prendono il sopravvento. Nel momento in cui avviene lo switch perchè le cellule tumorali iniziano a produrre il TAF, che loro stesse sono in grado di alimentare, si ha l’inizio della crescita della massa tumorale.

I vasi tumorali che si formano sono anomali.
I vasi normali presentano una struttura solida, con una costruzione di vasi capillari, vene,arterie. Questa cosa non succede nella rete vascolare tumorale.
I vasi tumorali:
*  non sono ben dentisti, non sono regolari, hanno dimensioni diverse gli uni dagli altri
* sono molto permeabili
* hanno strutture aberranti
* sono spesso emorragici
Non tutte le cellule tumorali saranno raggiunte in maniera analoga da parte dell’ossigeno, ed è per questo che si viene a creare spesso situazioni di ipossia, portando anche le cellule a necrosi.
In mancanza di ossigeno viene attivata la glicolisi anaerobica, con la produzione di acido lattico che tende ad acidificare l’ambiente circostante.

Molti fattori pro angiogenici sono prodotti non solo dalle cellule tumorali ma anche da altre cellule circostanti.
Quello che si evidenzia è che il tumore inizia a crescere nelle prime fasi dove non è presente il  fenomeno dell’angiogenesi (fase avascolare).
C’è un equilibrio tra fattori inibitori e angiogenetici fin quando non avviene lo switch angiogenico.

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