Concetti Chiave
- La terapia radiometabolica con microsfere coniugate al berillio è una procedura efficace ma costosa, con un prezzo di circa 20.000 euro per trattamento.
- La tecnica di Tsurusaki, sviluppata nel 2008, è il metodo più comune per l'embolizzazione e prevede l'uso di un palloncino per bloccare il flusso ematico.
- Le complicanze dell'embolizzazione si verificano con una bassa frequenza (circa 2.2%) e possono includere ematoma subcapsulare, emoperitoneo e embolia.
- L’embolizzazione sovraepatica comporta rischi maggiori, poiché il materiale embolizzante può sfuggire e colpire il circolo ematico del sistema nervoso centrale.
- Per chiudere le varici esofagee, gli endoscopisti utilizzano la colla, e in caso di embolizzanti nel polmone, si verifica una diminuzione della saturazione.
Indice
Terapia radiometabolica e costi
nell’ambito dell’embolizzazione, la terapia radiometabolica con microsfere coniugate con berillio, risulta essere una procedura efficace. L’azione di questa procedura prevede che si riesca a necrotizzare il tumore per azione degli isotopi che emettono fotoni beta. Risulta, però, una terapia molto onerosa che costa circa 20.000 euro a trattamento.
Tecnica di Tsurusaki e rischi
Il metodo omolaterale più utilizzato è quello di Tsurusaki, sviluppato nel 2008. Questa tecnica prevede l’inserimento di un introduttore (già spiegato nelle lezioni precedenti) a livello del ramo portale di interesse. Successivamente viene inserito un palloncino e gonfiato, permettendo di bloccare ii flusso ematico a valle. Successivamente viene inserito del materiale embolizzante, il quale agirà solo a monte. Una volta finita l’embolizzazione, si sgonfia il palloncino, lo si rimuove e tramite iniezione di mezzo di contrasto si valuta l’esito della procedura.
Complicanze dell'embolizzazione
Ci sono dei rischi intrinseci: primo tra tutti, che l’embolizzante si ritrovi in una porzione non desiderata. Le complicanze (bassa frequenza circa 2.2%) che comprendono:
● ematoma subcapsulare
● emoperitoneo
● embolia
● bilioma
● trombosi portale
● pneumotorace
● insufficienza epatica transitoria e psudoaneurisma
Rischi dell'embolizzazione sovraepatica
L’embolizzazione della sovraepatica, a detta del professore, è una manovra che comporta rischi più gravi rispetto all’embolizzazione della porta. se sostanza viene iniettata a livello della porta, le eventuali lesioni da embolizzante rimangono circoscritte al fegato, mentre se l’embolizzante viene iniettato in sovraepaticha è possibile che una quota possa sfuggire. Bene che vada si ferma al polmone, ma male che vada può interessare il circolo ematico del Snc. Tanto è vero che la sostanza più utilizzata per chiudere i vasi venosi epatici è l’alcool o comunque sostanze stenosanti liquide.
Chiusura delle varici esofagee
Domanda: Gli endoscopisti come chiudono le varici esofagee?” Risposta: “Usano la colla”. Domanda del professore: “Cosa succede se materiali embolizzanti vanno nel polmone?” Risposta: “Tosse. Si va a vedere la saturazione e se viene notata una diminuzione allora si smette di iniettare”.
Accesso per via percutanea sinistra
la porzione di sinistra non è completamente visibile. Si può individuare l’accesso per via percutanea sinistra (via controlaterale). Sotto guida ecografica si entra nel ramo portale del secondo, terzo e quarto segmento, e si cerca di arrivare alla confluenza con i rami di destra. A questo punto si inietta della colla o del materiale embolizzante in grado di chiudere la porzione portale destra. Il fegato di destra non muore, in quanto continua a ricevere l’afferenza arteriosa. Nella porzione sinistra invece arriva una quota di sangue in più (circa 40%) che era destinato primariamente all’irrorazione destra del fegato. Il paziente non va in insufficienza epatica perché gli epatociti del fegato di destra continuano a funzionare e questo dà il tempo al fegato di sinistra di diventare più grosso, nell’arco di 20-25 giorni, per poi effettuare la resezione.
Domande da interrogazione
- Qual è l'efficacia della terapia radiometabolica con microsfere coniugate con berillio?
- Quali sono i rischi associati alla tecnica di embolizzazione di Tsurusaki?
- Perché l'embolizzazione sovraepatica è considerata più rischiosa rispetto a quella della porta?
- Come viene effettuata la chiusura delle varici esofagee e quali sono le conseguenze di un errore?
La terapia radiometabolica con microsfere coniugate con berillio è considerata una procedura efficace per necrotizzare il tumore grazie all'azione degli isotopi che emettono fotoni beta, sebbene sia molto costosa, con un costo di circa 20.000 euro a trattamento.
La tecnica di Tsurusaki presenta rischi intrinseci, tra cui la possibilità che il materiale embolizzante si distribuisca in aree non desiderate, con complicanze rare (circa 2.2%) come ematoma subcapsulare, emoperitoneo, embolia e insufficienza epatica transitoria.
L'embolizzazione sovraepatica comporta rischi più gravi poiché, se il materiale embolizzante sfugge, può interessare il circolo ematico del sistema nervoso centrale, mentre l'embolizzazione della porta limita le lesioni al fegato.
Gli endoscopisti chiudono le varici esofagee utilizzando la colla. Se materiali embolizzanti vanno nel polmone, si può verificare tosse e, in caso di diminuzione della saturazione, si interrompe l'iniezione.