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La lingua in gocce

Scrittura degli ungari

Al momento in cui gli ungari fanno il loro arrivo in Europa portano con sé, come abbiamo già visto, una cultura totalmente diversa da quella europea, a partire dalla scrittura, che è sicuramente conosciuta e praticata almeno dai ceti più alti della civiltà dell’epoca (come lo sciamano, o il capotribù). Ciò è deducibile da parole antichissime come ‘scrivere’ o ‘lettera’, che ovviamente non sarebbero potute esistere senza un referente.

Prima di introdurre l’alfabeto latino gli ungheresi conoscevano la scrittura runica o a tacche (rovásírás) praticata su legno, pietra e cuoio.

Testimonianze archeologiche

  • Iscrizione rinvenuta a Homoródkarácsonyfalva (Transilvania) risalente agli anni del 1200;
  • Iscrizione sul pannello del soffitto della chiesa unitaria a Énlaka (Transilvania) (1668), la quale recita: «Egy az Isten Georgius Muzsnaidiakon»;
  • Tra le testimonianze più recenti (2010) troviamo inoltre il nome del paese di Bugac (comune dell’Ungheria situato nella provincia di Bács-Kiskun, nell’Ungheria meridionale) scritto con l’alfabeto runico.

Alfabeto runico ungherese

Dalla seguente immagine, che riporta le rune e i corrispondenti lettere latine e numeri arabi, possiamo inoltre notare il differente orientamento di lettura delle rune, che va da destra a sinistra.

Diffusione della scrittura runica ungherese

È interessante notare come la maggior diffusione dell’alfabeto runico ungherese, attestata dalla presenza più massiccia di reperti archeologici che ne riportano, sia principalmente concentrata nella regione della Transilvania (ma anche in altre zone dell’Ungheria odierna).

Alfabeto latino

Segue il testo dell’inno ungherese, in cui si nota sicuramente l’adozione dell’alfabeto latino, piuttosto che delle rune, ma anche l’adattamento di questo con alcuni ‘accorgimenti’:

Himnusz
Ferenc Kölcsey (1823)
Isten, áldd meg a magyart
Benedici Iddio il Magiar,
Jó kedvvel, bőséggel,
Con dovizie e buon umor,
Nyújts feléje védő kart,
Su di lui stendi Tua man,
Ha küzd ellenséggel;
Se combatte l’invasor.
Bal sors akit régen tép,
Sorte avversa chi subì
Hozz rá víg esztendőt,
Goda alfin anni miglior
Megbűnhődte már e nép
Già il Magiar espiò
A múltat s jövendőt!
Della storia amaro duol.

Modifiche apportate all’alfabeto latino

Necessità per poter realizzare nell’ortografia i tanti suoni dell’ungherese: nell’ambito delle lingue europee, l’ungherese è una delle lingue più ricche (con 46 lettere, di cui 14 vocali); inoltre l’alfabeto ungherese comprende tutti i foni che si possono utilizzare nella lingua (ad esempio, il fonema [ŋ] in italiano viene espresso dal digramma ‘gn’, il quale non costituisce una lettera dell’alfabeto, mentre in ungherese il digramma è ‘ny’, a tutti gli effetti una lettera).

  • Per le vocali: uso di dieresi => ö, ü, é, í, ó, ő, ű;
  • Per le consonanti: uso dei digrammi => cs, dz, gy, ly, ny, sz, ty, zs ed un trigramma: dzs; raddoppiamento delle stesse (bb, cc, ecc.);
  • Palatizzazione: la è indicata dalla consonante => ad oggi, tre sono effettivamente le consonanti palatalizzate dell’ungherese: gy, ny, ty, mentre un quarto digramma, di cui si ha traccia nell’alfabeto, si è evoluto in due direzioni, nell’approssimante [j] e nella consonante [l]. Nella lingua standard si pronuncia come /j/, mentre in alcuni dialetti come /l/, tuttavia nell’ortografia di alcune parole che contenevano questo fono rimane e dunque anche nell’alfabeto abbiamo due grafemi per lo stesso fono, <ly> e <j>.

Regolamentazione della scrittura

La regolamentazione della scrittura avviene con i codici e si conclude prima del 1526 (nell’epoca dell’antico ungherese).

Periodizzazione della lingua ungherese

Poiché è impossibile tracciare confini chiari tra i vari periodi, alcuni eventi storici significativi vengono utilizzati per indicare i periodi principali della storia della lingua ungherese che si divide così in cinque grandi fasi (fino a poco tempo fa le fasi erano quattro, ma poi la modernità della lingua ungherese recentemente è stata a sua volta scissa in due fasi):

  • Epoca proto-ungherese (ősmagyar kor): I millennio a.C. - 896 d.C. --> durata di 2000 anni, al suo interno si distinguono:
    • L’età della sede originaria nella regione uralica (I millennio a.C. fino circa al V sec. d.C.);
    • L’età delle migrazioni (V sec. - 896): conquista del Bacino dei Carpazi;
  • Epoca dell’antico ungherese (ómagyar kor): 896-1526 --> durata di 630 anni; segue la battaglia di Mohács e la conseguente dominazione turca;
  • Epoca del medio ungherese (középmagyar kor): 1526-1772 --> durata di 246 anni; segue l’inizio dell’epoca dell’Illuminismo segnata convenzionalmente dalla data di pubblicazione della prima opera letteraria influenzata dalle idee illuministiche, “La tragedia di Ágis” di György Bessenyei;
  • Epoca dell’ungherese moderno (újmagyar kor): 1772-1920 --> durata di 148 anni; segue l’inizio del consolidamento del nuovo Stato ungherese dopo la Prima Guerra Mondiale. Questo quarto periodo viene fatto seguire da un quinto proprio per via del Trattato del Trianon (1920) con il quale circa il 60% della popolazione ungherese viene tagliata fuori dalla madrepatria divenendo minoranza linguistica nei Paesi limitrofi --> ciò comporta necessariamente delle differenze linguistiche tra i parlanti che risiedono nello Stato in cui è lingua ufficiale e coloro che sono invece stati costretti al di fuori;
  • Epoca dell’ungherese contemporaneo, neoungherese (újabbpmagyar kor): 1920-fino ai giorni nostri: dura 83 anni.

Come possiamo notare, col procedere del tempo, le epoche linguistiche divengono sempre di minor durata in quanto, poiché sempre più recenti, possiamo ricostruire con maggiore accuratezza le trasformazioni e dunque i passaggi da una all’altra.

Il lessico ungherese

Proto-ungherese (ősmagyar kor): I millennio a.C. - 896 d.C.

  • Si ritiene che circa 1000 radici appartengano al repertorio più antico (uralico, ugro-finnico o ugrico). Queste non solo rappresentano le parole più usate, ma con i loro vari derivati costituiscono oggi una considerevole parte del vocabolario quotidiano. Ricordiamo però che, nonostante le “parole base” dell’ungherese derivino da un territorio abbastanza distante, a partire dal 1000, con il processo di avvicinamento all’Occidente europeo, notevole fu l’apertura dell’ungherese verso le altre lingue d’Europa, accogliendo numerosi prestiti.
  • Uralico: él ‘vivere’, fél ‘temere’, men- ‘andare’, tud ‘sapere’, fa ‘albero’, hó ‘neve’, fej ‘capo’, láb ‘piede’, nő ‘donna’, ecc. (100 radici, che descrivono azioni ed aspetti della vita quotidiana);
  • Ugro-finnico: ad ‘dare’, áll ‘stare in piedi’, e-(szik) ‘mangiare’, i-(szik) ‘bere’, ég ‘cielo’, ősz ‘autunno’, tél ‘inverno’, fiú ‘ragazzo’, egér ‘topo’, ágy ‘letto’, ecc. (circa 800 radici);
  • Ugrico: fog ‘tenere in mano’, jön ‘venire’, vág ‘tagliare’, vár ‘aspettare’, fű ‘erba’, eb ‘cane’, ló ‘cavallo’, ecc. (circa 100 radici);
  • Durante la loro migrazione gli ungheresi entrarono in contatto con tribù iraniane e turche, fatto testimoniato da numerosi prestiti:
  • Iraniano: ezer ‘mille’, tíz ‘dieci’, tej ‘latte’, vám ‘dazio/oneri doganali’, kard ‘spada’, ecc. (una decina di prestiti);
  • Turco (antico): bika ‘toro’, borjú ‘vitello’, túró ‘ricotta’, alma ‘mela’, bor ‘vino’, gyümölcs ‘frutta’, betű ‘lettera’, idő ‘tempo’, ige ‘verbo’, ír ‘scrivere’, ecc. (all’incirca 300 radici);

Proprio per via della notevole influenza, nel 1800 si cercò di ricostruire scientificamente una famiglia comune alle due lingue, quella uralo-arcaica, ricostruzione fondata soprattutto su q.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/19 Filologia ugro-finnica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saraluigiatomassetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di intercultura ungherese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Rózsavölgyi Edit.
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