Il totalitarismo
La parola totalitarismo indica l’ipotesi di un regime diverso dal semplice autoritarismo o dalla dittatura (in questi due casi il potere è incarnato in una persona, ma quest’ultima non coinvolge la società). Totalitarismo è una parola usata proprio nel ’900 e si riferisce a governi mai nati prima.
Tale parola è coniata dagli antifascisti italiani già nel 1923-24, perché essi erano consapevoli che le vecchie parole non potevano descrivere il fenomeno che si trovavano di fronte. Anche gli intellettuali non riescono a definire il Fascismo. Un pensatore lo definisce come “un regime che non richiede solo l’obbedienza, ma vuole anche l’anima”.
È, quindi, un regime che non si limita a reprimere con il terrore e la violenza. Per Hannah Arendt, infatti, il Fascismo coniuga il terrore con il consenso e con la penetrazione all’interno della società per costruire un uomo nuovo ed una società nuova corrispondente ad un particolare modello ideologico.
I regimi totalitari, quindi, privilegiano i giovani ed i bambini, perché è con loro che si costruisce la società nuova. Di conseguenza, il totalitarismo è quel regime che organizza la società in funzione dello stato identificato con un solo partito. Se il totalitarismo vuole creare una società nuova corrispondente al suo modello ideologico attraverso la politica, si comprendono le uccisioni di coloro che non risultano compatibili con il modello ideologico stesso.
Il Fascismo come totalitarismo imperfetto
Il manuale Sabbatucci-Vidotto, in un paragrafo, parla del Fascismo come un totalitarismo imperfetto, a differenza del nazismo e del Comunismo staliniano. Si ritiene che lo stato totalitario abbia alcuni elementi fissi: un capo carismatico (leader, duce o Führer), terrore (violenza legale ed illegale) e consenso (attività ricreative) e l’organizzazione della massa all’ideologia totalizzante, volta alla formazione di un uomo nuovo.
Il manuale dice che, mentre il Nazismo riuscì a plasmare e a penetrare nella società nel suo complesso subordinandola allo stato, in Italia il progetto totalitario non fu possibile (e, perciò, imperfetto) a causa dei compromessi cui il Fascismo fu costretto. Quindi, parte del potere non rimase nelle sue mani.
Infatti il re fu sempre alla base del potere, affiancandosi a Mussolini (si parla, quindi, di diarchia politica) ed entrò operante nel 1943, quando costrinse il Duce alle dimissioni. Con i Patti Lateranensi, il Fascismo riconosceva l’organizzazione dell’Azione Cattolica entro finalità spirituali. Alcuni fascisti rivoluzionari erano contrari a ciò, perché l’esistenza dell’Azione Cattolica toccava anche la gioven
-
Storia contemporanea
-
Storia contemporanea - fascismo
-
Riassunto esame Storia contemporanea, prof. Gentile, libro consigliato La via italiana al totalitarismo
-
Storia contemporanea - dal totalitarismo alla destalinizzazione di Kruscev