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Appunti a cura di Marco Reglia

Corso di storia contemporanea

Primo modulo

Docente: prof. Pierangelo M. Toninelli

Semestre: II

Numero moduli: 3

Crediti totali: 9

Titolo corso: “I tempi del progresso: società, economia, istituzioni e cultura”

Descrizione: Il corso si propone di affrontare il tema del progresso fra Ottocento e Novecento, con particolare riguardo ai problemi di periodizzazione, alle trasformazioni economiche e sociali, e infine agli elementi di contraddizione emersi nello sviluppo della società e della cultura occidentale.

I modulo (propedeutico): “Introduzione alla storia contemporanea: tempi e cronologia”

II modulo: “Economia e società tra Ottocento e Novecento”

III modulo: “Il disagio del progresso”

Testi d’esame

Il programma d’esame per gli studenti frequentanti verrà comunicato all’inizio del corso.

Programma per non frequentanti:

L’età contemporanea, XIX-XX secolo, I modulo: Villani P., Il Mulino (questo testo può essere sostituito con altro di carattere generale previo accordo con il docente).

II modulo: Villani P., L’età contemporanea, XIX-XX secolo, Il Mulino; Macry P., La società contemporanea. Un’introduzione storica, Bologna, il Mulino; Toninelli P. A, (a cura di) Lo sviluppo economico moderno. Dalla rivoluzione industriale alla crisi energetica, Venezia, Marsilio, Capitoli 2, 4, 5 (primi due paragrafi), 8, 12, 13, 14, 15, 16 pp. 33-154, 253-345, 404-596.

III modulo: Villani P., L’età contemporanea, XIX-XX secolo, Bologna, Il Mulino; M. Wiener, Il progresso senza ali. La cultura inglese e il declino dello spirito industriale, 1850-1980, Bologna, Il Mulino; C. Pavone (a cura di), ’900. I tempi della storia, Roma, Donzelli; AA. VV. ‘900. Un secolo innominabile, Marsilio.

Calendario: inizio lezioni 24 febbraio 2003.

Orario delle lezioni: martedì, ore 17-19, mercoledì, ore 12-14, giovedì, ore 9-11.

Aula: Aula Magna Dipartimento di Storia, via Economo, 4.

Orario ricevimento: durante il corso: mercoledì, ore 16-17; nel resto dell’anno il calendario verrà fissato all’inizio di ogni mese.

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Appunti a cura di Marco Reglia

Sommario

Corso di Storia Contemporanea

Primo modulo....................................................................................................................................................................... 1

Sommario........................................................................................................................................................................ 2

Quadri cronologici................................................................................................................................................................ 3

  • 1807 Il battello a vapore, la rivoluzione dei trasporti e il primato economico dell’Inghilterra...........4
  • 1815. Il Congresso di Vienna e la Restaurazione effimera........................................................................... 8
  • 1823 - Il nuovo mondo e la dottrina di Monroe: verso il declino dell’eurocentrismo............................. 9
  • 1832 - L’Inghilterra industriale e la riforma elettorale.............................................................................. 12
  • 1848 Le Rivoluzioni, i nazionalismi, la Francia................................................................................................ 13
  • 1856. Il Congresso di Parigi e la questione orientale................................................................................... 15
  • 1861 - Il regno d’Italia........................................................................................................................................ 17
  • 1868 - La restaurazione Meiji, il Giappone e l’Asia..................................................................................... 21
  • 1870 - La guerra franco-prussiana e l’unificazione tedesca...................................................................... 24
  • 1883 – La prima centrale elettrica. La seconda rivoluzione industriale e il primato USA................. 26
  • 1898 – L’imperialismo: l’incidente di Fascioda, la guerra ispano-americana, la rivolta dei boxers 29
  • 1905. Einstein e la relatività: la fiducia nel progresso............................................................................... 31
  • 1914-1918 - La prima guerra mondiale.......................................................................................................... 33
  • (Segue 12. 1914-18)............................................................................................................................................ 35
  • 1922 La marcia su Roma ed il Fascismo.......................................................................................................... 36
  • 1929 - La grande crisi: la ristrutturazione del capitalismo..................................................................... 39
  • 1933 – L’ascesa al potere di Hitler ed il Nazionalsocialismo..................................................................... 41
  • 1947 – Il Piano Marshall e l’americanizzazione dell’Occidente............................................................... 42
  • 1955 – La conferenza di Bandung, i paesi non allineati e la decolonizzazione.......................................43
  • 1963 Kennedy, Giovanni XXIII e Cruscev e l’inizio della distensione.....................................................46
  • 1973 - Il primo shock petrolifero, il conflitto arabo-israeliano e il “declino” dell’impero americano 47

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Quadri cronologici

  • 1807 – Il battello a vapore, la rivoluzione dei trasporti e il primato economico dell’Inghilterra
  • 1815 – Il congresso di Vienna e la Restaurazione effimera
  • 1823 – Il nuovo mondo e la dottrina di Monroe. Verso il declino dell’eurocentrismo.
  • 1832 – La riforma elettorale nell’Inghilterra industriale.
  • 1848 – Le rivoluzioni, i nazionalismi e la Francia
  • 1856 – Il congresso di Parigi e la questione orientale
  • 1861 – Il Risorgimento e il Regno d’Italia.
  • 1868 – La restaurazione Meiji, il Giappone e l’Asia
  • 1870 – La guerra franco-prussiana e l’unificazione tedesca
  • 1883 – La prima centrale elettrica. La seconda rivoluzione industriale e il primato USA
  • 1898 – L’imperialismo: Fashoda, la guerra ispano americana, la rivolta dei boxers
  • 1905 – Einstein e la relatività: la fiducia nel progresso
  • 1914-18 – La prima guerra mondiale. La rivoluzione bolscevica
  • 1922 – La marcia su Roma e il fascismo. La NEP
  • 1929 – La crisi del ’29 e la fine del capitalismo liberale
  • 1933 – Il nazionalsocialismo e l’ascesa al potere di Hitler
  • 1939-46 – La seconda guerra mondiale
  • 1955 – Il problema della periferia: dalla conferenza di Bandung alla crisi di Suez
  • 1963 – La fine del sogno americano: l’assassinio di Kennedy, il Vietnam ecc.
  • 1973 – Il primo shock petrolifero: crisi e ristrutturazione del capitalismo
  • 1989 – La caduta del muro di Berlino e la globalizzazione

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1. 1807 Il battello a vapore, la rivoluzione dei trasporti e il primato economico dell’Inghilterra

Primo battello a vapore “Clermont” risale il fiume Hudson riducendo da 7 giorni a 32 ore il tempo di percorrenza: l’evoluzione dei trasporti come linea chiave di inizio dell’era contemporanea.

Fino alla crisi energetica intesa come momento di fine del sogno della crescita infinita: Italia negli anni ’50 metà della produzione elettrica è di tipo idrico; con il calo dei prezzi del petrolio aumenta vertiginosamente l’utilizzo degli idrocarburi fino a 1973.

Crisi dell’industria di stampo fordista mirata a grande produzione su larga scala con poca attenzione alla richiesta del mercato in virtù del basso costo delle materie prime: idea dello sviluppo sostenibile ⇒ (vantaggio delle imprese orientali).

ES: modello T della Ford, stesso telaio per diversi tipi di vetture, tendenzialmente tutte simili tra loro.

Il sistema produttivo deve tendere alla flessibilità produttiva: fine della supremazia del modello keynesiano con maggior valore del capitale umano.

Il primo battello a ruote risale agli anni 1811 – 1812 usato lungo il fiume Mississippi; nel 1820 in Europa ce ne sono già più di un migliaio con conseguente slancio per la costruzione di canali navigabili.

Il piroscafo rappresenta un ulteriore passo in avanti con l’utilizzo della propulsione ad elica (Ressel) anche se il primo tentativo di traversata oceanica con un battello a vapore non evidenzia grandi vantaggi dato che il carburante si esaurisce dopo una trentina di ore ed il percorso e la maggior parte delle miglia viene percorsa a vela (32 giornate di navigazione).

Lo sviluppo della vela raggiunge il suo apice con il Clipper ma l’evoluzione della macchina a vapore ad espansione multipla, la realizzazione dello scafo in ferro e poi in acciaio e la turbina di Parson porteranno gradualmente alla scomparsa della navigazione a vela.

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La macchina a vapore e l’utilizzo della rotaia, prima in legno e, solo in un secondo tempo, in ferro muta radicalmente i tempi di trasporto via terra. Nel 1825 i primi tratti ferroviari in Inghilterra (Devington, Manchester, Liverpool); La Napoli Portici e la Milano Monza rappresentano invece degli investimenti a scopo dimostrativo non contribuendo a quello sviluppo che si realizzerà in altre aree europee ed nell’America del Nord:

Lo sviluppo americano è caratterizzato da una grande disponibilità di risorse con uno sviluppo di massa di non elevata qualità; la ferrovia deriva dall’uso iniziale di carrelli mobili per il trasporto delle risorse minerarie. Attorno al 1870 negli stati americani del nord esistono già 100.000 miglia di rete ferrata.

Tale sviluppo stimola la produzione di materiale rotabile oltre che lo scambio delle merci a grande distanza.

1835-1837, Morse inventa il telegrafo il cui sviluppo è parallelo a quello della ferrovia.

Ciò facilitò un Sistema monetario comune (sistema aureo).

L’Inghilterra ha il dominio economico e politico nell’800.

I trattati di pace europei più importanti sono sintomatici del peso politico del continente: Vienna 1815, Parigi 1856, Berlino 1878.

È avversaria della Francia e delle idee rivoluzionarie; il governo conservatore dei Tories governa la GB dal 1780 al 1830. Con il primo ministro William Pitt il giovane vi è un tentativo di controllo della Compagnia delle Indie.

Grandi trasformazioni sociali a seguito dell’evoluzione economica: fabbriche ⇒

Dalla fine del ‘700 si realizzano restrizioni all’azione sindacale – crisi congiunturale negli anni 1811 – 1812 con reazione politica di condanna da parte del Movimento Luddista con attacco alle macchine e/o alle fabbriche.

Ricardo: la macchina che sostituisce la forza lavoro umana porta alla disoccupazione e all’abbassamento dei salari.

Dalla fine del ‘600 al 1850 circa si assiste ad una costante espulsione di persone dalle terre ed un conseguente inurbamento: leggi sui poveri con delega alle parrocchie per l’erogazione dei sussidi ai poveri: ciò provoca un ritardo nello sviluppo di un moderno mercato del lavoro con un mantenimento al basso dei salari e nessun incentivo all’attività lavorativa dei singoli data la presenza dei sussidi distribuiti a pioggia.

Luddismo [sec. XIX; dal nome di Ned Ludd, o Ludhan]. Movimento di protesta operaia scoppiato in Inghilterra alla fine del sec. XVIII e agli inizi del XIX come reazione spontanea e violenta alla crisi economica e sociale originata dalla meccanizzazione dell'industria. La disoccupazione diffusa, il generale ribasso dei salari per le prestazioni d'opera meno qualificate richieste dai nuovi processi produttivi, spinsero i luddisti a individuare nelle macchine la causa del loro malessere e contro di esse si scatenarono con violenza distruttiva. Un certo Ned Ludd (o Ludhan), nel 1779, si scagliò per primo contro un telaio meccanico incitando i compagni a imitarlo. Diffusosi nelle contee manifatturiere di Nottingham, Yorkshire, Derbyshire, Leicestershire, Lancashire, negli anni 1811-13, il l. assunse proporzioni allarmanti e venne duramente represso. Dopo un'ultima esplosione nel 1816, a Nottingham, il l. scomparve e le sue ultime propaggini furono assorbite dalle rivendicazioni del più maturo movimento cartista.

Rivolta 1814 – 1815: reato di luddismo ⇒

È della seconda metà degli anni 10 il massacro di Peterloo, nei dintorni di Manchester a seguito del quale viene soppressa la Haebus Corpus.

Robert Peel (conservatore ma più moderato) al governo introduce alcune riforme come l’attenuazione delle Corn Laws e l’emancipazione dei non anglicani.

NB: entrambi i partiti rappresentano l’aristocrazia fondiaria data la struttura del voto per censo e per la definizione dei collegi risalenti a prima delle migrazioni interne di gran parte delle popolazioni e quindi prima del passaggio da agricoltura estensiva ad intensiva.

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Schema dell’evoluzione agricola

Due campi di cui uno all’anno coltivato e l’altro a riposo con deiezioni degli animali da allevamento.

Rotazione triennale: a maggese ogni due anni: resa di 2 terzi.

Sistema di Jethro Tull – senza riposo triennale diversificando le colture introducendo oltre ai cereali anche leguminose – si passa all’allevamento tabulare che porterà allo sviluppo dell’industria alimentare e lattiero casearia.

Sistema di protezionismo di fatto a seguito delle guerre napoleoniche con prezzi interni artificialmente alti fino alla fine della guerra ritardato poi con il Corn Laws: con prezzi agricoli alti costa di più il salario e quindi il costo della manodopera ⇒ la sua abolizione nel 1846 è conseguenza della spinta delle industrie.

Emancipazione politica dei non anglicani (caso dell’Irlanda a prevalenza cattolica e senza alcun rappresentante in Parlamento).

Primi movimenti rivoluzionari europei dopo la restaurazione di Vienna nel 1830 – nel 1832-1834 al governo i liberali (whigh) che con una riforma elettorale portano da 500.000 a 1.000.000 il corpo elettorale.

Cartismo Movimento politico-sociale inglese del sec. XIX che prende il nome dalla People's Charter del 1838. Con tale documento, formulato da F. Place e da W. Lowett, venivano richiesti il suffragio universale, il voto segreto, le elezioni annuali del Parlamento, l'uguaglianza numerica dei collegi, l'onorario per i deputati e l'abolizione della votazione a base censitaria. All'origine del c. sta il distacco del mondo operaio inglese dal moderato riformismo economico-sindacale delle Trade Unions, dopo la delusione per il Reform Bill del 1832 e per la fiacchezza con cui i deputati radicali si battevano a favore della classe lavoratrice, ancora oppressa da orari impossibili di lavoro e da una miseria cronica. Nel 1836 venne creata a Londra una società operaia, d'ispirazione oweniana, la Working Men's Association, capeggiata dai moderati Cleave e Lowett, cui si affiancarono altri raggruppamenti di varia ispirazione, come la Political Union di Birmingham, interessata al progresso industriale, e le varie associazioni del nord, guidate da Feargus O'Connor, contrarie all'introduzione delle macchine. Ben presto, nell'ambito della National Charter Association, la fazione estremista dei physical-force men, con a capo F. O'Connor, O'Brien e Benbow, prese il sopravvento su quella moderata dei moral-force men di Lowett rivendicando, come fine della lotta, il diritto al lavoro, la socializzazione della terra, il controllo sui mezzi di produzione da parte dei lavoratori, ecc. Scioperi e tumulti duramente repressi seguirono il rifiuto delle petizioni presentate dall'associazione nel 1839 e nel 1842. Ma proprio nel 1842 con il fallimento dello sciopero generale di un mese (il mese sacro) comincia il declino del movimento cartista, nonostante la momentanea ripresa del 1848 in concomitanza agli avvenimenti francesi. Tuttavia il programma del c. sarà ripreso dai partiti liberali e successivamente dai movimenti presocialisti e socialisti.

Riformando anche le circoscrizioni elettorali entra in politica la borghesia industriale.

Movimento Cartista non basato solo sulla classe operaia: la Carta del popolo prevede l’estensione del suffragio universale maschile e la retribuzione delle cariche parlamentari all’epoca non remunerate.

Legislazione sulle fabbriche e nuova legge sui poveri: il sussidio viene gestito dallo Stato ed erogato solo a coloro che non dispongono di reddito e lavoro: lavoro coatto !!!

Protezione delle donne e dei fanciulli con riduzione ad un massimo di 10 ore della giornata lavorativa.

L’abolizione della schiavitù nell’impero britannico sarà del 1835-1836; gli ultimi paesi ad abolirla saranno gli stati americani del nord e l’Impero russo nel 1861 – 1862.

Atti di navigazione: legavano tutti i traffici delle colonie alla madre patria inglese.

Fase liberista: CFR prima fiera mondiale al Cristal Palace (1851) dove emerge il primato britannico seppur con alcuni timidi segni di rallentamento (cfr: C. Dickens, “Hard Time” o J.S. Mill).

Età vittoriana dal 1837 al 1901 – capitalismo dei gentiluomini con forti investimenti all’estero con logica prevalentemente finanziaria.

Il Belgio (parte cattolica dei Paesi Bassi ex spagnoli) raggiunge l’autonomia nel 1830 e con l’autonomia della Grecia del 1829 evidenzia la rottura della restaurazione di Metternich.

La zona è ricca di carbone al pari del Lussemburgo e grazie ad un forte intervento dello Stato struttura una crescente attività industriale con la realizzazione, analogamente all’Inghilterra, di una completa rete ferroviaria.

Le critiche alle contraddizioni derivanti dall’industrializzazione CFR s

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Toninelli Pierangelo M.
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