Concetti Chiave
- La scuola di Mileto riunisce i filosofi presocratici Talete, Anassimandro e Anassimene, che hanno formulato il concetto di physis, ossia natura in senso filosofico.
- I filosofi di Mileto hanno sfidato la tradizione mitologica, introducendo l'arché come causa prima della realtà, identificandola nella natura piuttosto che negli dei.
- Il concetto di physis implica un cambiamento continuo e spontaneo, con l'arché che rappresenta una causa interna e ciclica, priva di influenze esterne.
- Talete considera l'acqua come arché, vedendola come essenziale alla vita e alla base del mondo, mentre Anassimandro propone l'apeiron, un principio infinito e indefinito.
- Anassimene identifica l'arché con l'aria, fondamentale per la vita, capace di mutare stato e generare tutte le cose attraverso il suo movimento.
Origini della scuola di Mileto
La denominazione “scuola di Mileto” identifica un gruppo di filosofi presocratici attivi nella città di Mileto, regione greca della Ionia (oggi Asia minore) tra il VII e il VI secolo a.C. Della scuola di Mileto fanno parte proprio i primi filosofi greci che conosciamo, tra cui Talete, Anassimandro e Anassimene: essi hanno compiuto una vera e propria rivoluzione culturale formulando il concetto di physis, cioè di natura in senso filosofico. È proprio dal termine physis che è derivato l’altro nome con cui ci si riferisce a questo gruppo di filosofi, cioè fisiologi.
La rivoluzione culturale dei presocratici
La grande sfida che dovettero affrontare i primi filosofi fu quella di “sganciarsi” dalla tradizione mitologica dell’antica Grecia e articolare discorsi prettamente improntati sulla logica. Per questo motivo venne concepita l’idea di arché, cioè di “causa prima” di tutte le altre cose. Per la prima volta l’arché non venne identificata negli dei, nei loro capricci o nei loro desideri, ma nella physis, cioè nella natura, dando inizio a un’analisi dei fenomeni visibili (delon) e delle loro leggi interne.
Il concetto di physis e arché
La stessa natura non è fissa e immutabile: è in continuo movimento ed evoluzione, e infatti il termine physis deriva da phuo, “generare” ma anche “venire alla luce”; si tratta di un fenomeno che, mentre si manifesta, muta e alimenta sé stesso. L’aspetto fondamentale, però, è che questa evoluzione non avviene a causa di un’influenza esterna, ma è spontanea, determinata da sé stessa; l’arché, la causa prima, non può dunque essere esterna (non sono cioè gli dei), ma è interna, e include tutto, in un ciclo sempiterno e inesauribile.
Teorie di Talete, Anassimandro e Anassimene
I tre filosofi si distinsero per le loro teorie relative a quale fosse l’arché.
Secondo Talete, l’arché è l’acqua: l’acqua è la base del mondo su cui galleggia la terra, è la fonte primaria di vita, tutte le cose, quando nascono, sono umide, come i semi.
Secondo Anassimandro, invece, non ci può essere un singolo elemento (terra, aria, acqua o fuoco) come causa prima, perché altrimenti verrebbe a mancare l’equilibrio che caratterizza l’arché e di conseguenza il mondo. L’arché deve quindi essere qualcosa che trascende i quattro elementi ed è al di sopra di essi, in maniera infinita e indefinita: è quello che Anassimandro chiama apeiron. Nel principio dell’apeiron i contrari vivono in armonia; quando si separano da esso, l’armonia si rompe, e i contrari sono destinati poi a espiare la mancanza di armonia fino alla propria morte, in seguito alla quale ritornano nell’apeiron, in un ciclo eterno e necessario. Il mondo si sarebbe creato proprio dalla separazione degli elementi nel movimento vorticoso dell’infinito originario; il mondo, essendo frutto di una separazione dall’apeiron, è destinato a sua volta a morire e ritornare al principio originario.
Per Anassimene, invece, la causa prima è l’aria, perché in essa è sospesa la terra, è fondamentale per la vita e rappresenta il respiro. Il respiro stesso, il pneuma, è il principio che da vita al mondo; inoltre, l’aria può cambiare stato, rarificandosi o condensandosi, e nel suo continuo movimento da origine a tutte le cose che, una volta morte, torneranno a essere aria.
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Domande da interrogazione
- Qual è il significato della physis nella scuola di Mileto?
- Come si differenziano le teorie di Talete, Anassimandro e Anassimene riguardo all'arché?
- Qual è la sfida principale affrontata dai filosofi presocratici?
- In che modo Anassimandro concepisce l'armonia tra i contrari?
- Qual è la visione della natura secondo i filosofi della scuola di Mileto?
La physis, o natura in senso filosofico, rappresenta un concetto rivoluzionario per i filosofi della scuola di Mileto, come Talete, Anassimandro e Anassimene, che hanno cercato di spiegare il mondo attraverso leggi naturali piuttosto che mitologiche.
Talete identifica l'arché nell'acqua, Anassimandro nell'apeiron, un principio infinito e indefinito, mentre Anassimene la vede nell'aria, fondamentale per la vita e in continuo movimento.
La sfida principale era quella di distaccarsi dalla tradizione mitologica e formulare spiegazioni logiche e razionali sui fenomeni naturali, introducendo il concetto di arché come causa prima.
Anassimandro sostiene che i contrari vivono in armonia nell'apeiron; quando si separano, l'armonia si rompe e i contrari devono espiare fino a ritornare all'apeiron, in un ciclo eterno.
I filosofi della scuola di Mileto vedono la natura come un fenomeno in continuo movimento ed evoluzione, non fisso e immutabile, con l'arché che è interna e auto-generante, non influenzata da forze esterne.