Concetti Chiave

  • Attivazione dei linfociti T nei linfonodi comporta un rimodellamento del repertorio recettoriale di superficie, con down regolazione di CCR7 e L-selectine.
  • Nuove integrine e recettori per le chemochine vengono up-regolati, facilitando l'interazione con VCAM e migliorando l'accesso ai siti di infezione.
  • I linfociti naïve, effettori e memory si differenziano per l'espressione di marcatori specifici, come CD62L e CD44, con differenze più sottili tra effettori e memory.
  • Le sostanze come le vitamine e l'acido retinoico influenzano la tipologia di recettori e ligandi espressi dai linfociti, determinando la loro migrazione preferenziale nei tessuti.
  • Esiste una regola generale secondo cui i linfociti attivati in un distretto immunitario tendono a ricircolare in quello stesso distretto, ma ci possono essere anche cross-contaminazioni tra diversi tessuti.

Attivazione e rimodellamento dei linfociti T

Una volta che un linfocita T è stato attivato in un linfonodo, si ha un rimodellamento del suo repertorio recettoriale di superficie. Per esempio, il recettore CCR7 e le L-selectine vengono down regolate.

Inoltre, vengono attivati gli enzimi che causano glicosilazione e fucosilazione, al fine di permettere l’espressione di nuovi ligandi per le /P-selectine; vengono up regolate nuove integrine e i recettori per le chemochine. Quest’ultima deve il suo nome alla modalità di regolazione in seguito ad attivazione: è upregolata solo nelle fasi tardive. Questa proteina permette una migliore interazione con VCAM (Vascular Cellular Adhesion Molecule). Inoltre, vengono espressi altri recettori come CXCR3 che riconosce altre chemochine come CXCL10.

Quindi, avviene un rimaneggiamento sulla membrana cellulare che permette ai linfociti effettori di raggiungere l’endotelio nel sito di infezione.

Differenze tra linfociti effettori e memory

Ora ci è più facile vedere i meccanismi e i marcatori che consentono di distinguere i linfociti naïve dagli effettori e dai memory. Infatti, molte di queste proteine che consideriamo marcatori come CD62L, CD44 e i recettori per chemochine, sono espresse in maniera differente fra effettori, memory e naïve.

Le differenze tra effettori e memory sono invece più sottili. Inoltre, è da tenere in considerazione che il pool di memory comprende diverse popolazioni: alcuni migrano verso tessuti infiammati, altri diventano residenti, altri ancora stanno nei linfonodi (dove continuano a ricircolare).

In generale, possiamo dire che le principali differenze tra naive ed effettori sono: L-selectina, molecole di adesione (in maggior numero sugli effettori), i recettori per le chemochine (es. CCR7).

Oltre all’assetto di recettori per chemochine e integrine ci sono anche cambiamenti che danno conto del tropismo tissutale, dell’homing tissutale specifico di alcune sottopopolazioni linfocitarie e di alcuni stadi di attivazione.

Migrazione e specializzazione dei linfociti

Il corredo di ligandi, recettori e chemochine può essere condizionato dalla presenza di fattori aggiuntivi come ad esempio le vitamine o prodotti loro collegati come l’acido retinoico. La presenza di queste sostanze durante l’attivazione dei linfociti dà un’idea della tipologia di integrine e recettori per le chemochine e di ligandi per selectine che danno conto alla migrazione preferenziale dei linfociti in alcuni tessuti.

Una regola generale è che i linfociti che sono attivati in un certo distretto immunitario tendono a ricircolare in quel distretto. Per esempio, un linfocita attivato nella cute tende, grazie alla diversa espressione di profili per i recettori delle chemochine e integrine, a rilocalizzarsi all’interno dello stesso tessuto. Ciò ha senso se si pensa al concetto di specializzazione della risposta: un patogeno che è prevalentemente cutaneo avrà linfociti T della cute piuttosto che di altri distretti. Questa regola però non è assoluta: possono anche esserci delle cross-contaminazioni tra i vari distretti.

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Domande da interrogazione

  1. Quali cambiamenti avvengono nei linfociti T dopo la loro attivazione?
  2. Dopo l'attivazione, i linfociti T subiscono un rimodellamento del repertorio recettoriale, con down regolazione di CCR7 e L-selectine, e up regolazione di nuove integrine e recettori per le chemochine, facilitando l'interazione con l'endotelio nel sito di infezione.

  3. Come si differenziano i linfociti naïve, effettori e memory?
  4. I linfociti naïve, effettori e memory si distinguono per l'espressione di marcatori come CD62L e CD44. Le differenze tra effettori e memory sono più sottili, con il pool di memory che comprende diverse popolazioni con comportamenti migratori differenti.

  5. Qual è l'importanza dei fattori aggiuntivi nella migrazione dei linfociti?
  6. Fattori come le vitamine e l'acido retinoico influenzano il corredo di ligandi, recettori e chemochine, determinando la migrazione preferenziale dei linfociti verso specifici tessuti durante la loro attivazione.

  7. Qual è la regola generale riguardo alla migrazione dei linfociti attivati?
  8. I linfociti attivati in un determinato distretto immunitario tendono a ricircolare in quello stesso distretto, specializzandosi nella risposta a patogeni specifici, anche se possono verificarsi cross-contaminazioni tra diversi distretti.

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