Concetti Chiave
- I linfociti B1, presenti nelle mucose e nella cavità peritoneale, sono distinti dai linfociti follicolari grazie a marcatori specifici come CD5 e producono IgM rapidamente.
- Gli antigeni timoindipendenti di tipo 1 attivano linfociti T attraverso componenti dell'immunità innata, come LPS, fungendo da attivatori policlonali ad alte concentrazioni.
- Gli antigeni di tipo 2, come i polisaccaridi batterici, inducono un cross-linking che attiva solo i linfociti B maturi, mentre quelli immaturi nei bambini possono subire una paralisi della risposta immunitaria.
- Lo switch isotipico nei linfociti B1 può avvenire tramite citochine solubili, portando alla produzione di IgG2 e IgA nelle mucose, senza necessitare di linfociti T.
- I linfociti B1 possono produrre anticorpi in assenza di segnali infettivi, creando una barriera persistente, anche se questi anticorpi hanno una bassa affinità.
Linfociti B1 e la loro funzione
La risposta timo indipendente è dovuta a linfociti diversi da quelli follicolari, come ad esempio i linfociti B1 che si trovano a livello delle mucose e della cavità peritoneale che sono distinguibili grazie ad un corredo di marcatori di superficie che permette di distinguerli, come CD5. I linfociti B1 producono IgM ad un’alta velocità, questi risultano una prima barriera contro i batteri provvisti di capsula o altri batteri che presentano polisaccaridi, glicolipidi complessi sulla membrana cellulare e lipidi ossidati che sono presenti sulle pareti batteriche e le cellule apoptotiche. Si possono avere in alcuni casi grazie all’azione di citochine solubili lo switch isotipico verso igG2 e nelle mucose in parte anche IgA. Le cellule B1 possono produrre anticorpi anche senza segnali di infezioni, sebbene sia di bassa affinità rappresentano una barriera persistente. Gli antigeni riconosciuti sono in genere polimerici, compresi acidi nucleici, e si identificano due tipi in base al meccanismo di azione.
Antigeni timoindipendenti di tipo 1
Gli antigeni timoindipendenti di tipo 1, hanno la caratteristica di possedere epitopi riconosciuti da anticorpi e delle porzioni che stimolano l’attivazione dei linfociti T attraverso il legame di componenti dell’immunità innata come LPS. Quando LPS è presente ad alte concentrazioni, come in caso d sepsi avanzate, le porzioni di questo antigene che vengono riconosciute da recettori dell’immunità innata stimolano una grande classe di linfociti a prescindere dal riconoscimento antigenico specifico, quindi ad alte concentrazioni fungono da attivatori policlonali. A concentrazioni più basse i due segnali cioè la stimolazione dei TLR e quello degli anticorpi che riconoscono uno specifico epitopo collaborano alla stimolazione di una determinata classe di linfociti vengono perciò prodotti un ristretto profilo di anticorpi. Questo vuol dire che a seconda dei casi si possono formare un numero variabile di IgM con diverse specificità. Questo è molto importante nei linfociti B umani perché i TLR non sono costitutivamente presenti ma sono attivati solo dopo un iniziale stimolo che passa BCR receptor.
Antigeni di tipo 2 e risposta immunitaria
Gli antigeni di tipo 2 come i polisaccaridi di molti batteri come lo pneumococco sono in grado di dare origine ad un cross-linking perché l’epitopo è ripetuto numerose volte, questi sono riconosciuti da linfociti della zona marginale e in parte dai B1. Solo i linfociti B maturi rispondo a questo tipo di stimolazione, in quanto i linfociti B immaturi che sono presenti nei bambini fino all’età di cinque anni, sono incapaci di rispondere anzi, l’incontro con questi macrocomplessi porta ad una paralisi della risposta immunitaria. Inoltre attraverso una stimolazione da parte di BAFF e APRIL prodotte da cellule mieloidi come macrofagi o cellule dendritiche può portare ad uno switch isotipico di questi linfociti B senza l’intervento di linfociti T.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo principale dei linfociti B1 nel sistema immunitario?
- Come si attivano gli antigeni timoindipendenti di tipo 1?
- Qual è la differenza tra antigeni di tipo 1 e di tipo 2?
- Qual è l'importanza di BAFF e APRIL nella risposta immunitaria dei linfociti B?
I linfociti B1, presenti nelle mucose e nella cavità peritoneale, producono IgM ad alta velocità, fungendo da prima barriera contro batteri con capsula e polisaccaridi, e possono anche produrre anticorpi senza segnali di infezione, rappresentando una barriera persistente.
Gli antigeni timoindipendenti di tipo 1 attivano i linfociti T attraverso il legame con componenti dell'immunità innata come LPS, che a concentrazioni elevate fungono da attivatori policlonali, mentre a concentrazioni più basse collaborano con gli anticorpi per stimolare una specifica classe di linfociti.
Gli antigeni di tipo 1 stimolano linfociti T e producono un profilo variabile di IgM, mentre gli antigeni di tipo 2, come i polisaccaridi, causano un cross-linking e sono riconosciuti principalmente da linfociti B maturi, con i linfociti B immaturi incapaci di rispondere.
BAFF e APRIL, prodotte da cellule mieloidi, possono indurre uno switch isotipico nei linfociti B senza l'intervento dei linfociti T, evidenziando un meccanismo di attivazione indipendente per questi linfociti.