Unità di misura e conversioni
Unità di misura degli angoli
Esistono quattro unità di misura principali degli angoli.
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Radianti: sono chiamati “rad”. Si basano sulla lunghezza dell'arco di circonferenza unitaria circoscritta all'angolo. Dato che la circonferenza unitaria è lunga 2π, abbiamo:
- Angolo retto: π/2=1,570796…
- Angolo giro: 2π=6,283185…
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Centesimali: vengono chiamati “gons” o “grad” e si indicano con g.
- Angolo retto: 100g
- Angolo giro: 400
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Sessagesimali: utilizzati soprattutto per esprimere le coordinate geografiche dei vertici trigonometrici e GPS. Le frazioni di grado sono costituite dai primi e dai secondi, ad es: 45°27’19’’,8998. Sono chiamati “dms”.
- 1 grado = 60 primi
- 1 primo = 60 secondi
- 1 grado = 3600 secondi
- Angolo retto: 90°
- Angolo giro: 360°
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Sessadecimali: sono la versione decimale dei sessagesimali, ad es: 26,763973. Sono chiamati “deg” e si indicano con d.
- Angolo retto: 90 d
- Angolo giro: 360
Per convertire gli angoli si sfrutta la seguente proporzione:
Coordinate
Coordinate cartesiane: coppia di numeri reali (x, y) che individua il punto P nel piano.
Coordinate polari: individuano un punto nel piano attraverso un angolo e una distanza (r, θ) da un punto fisso (polo).
Da polari a cartesiane
In figura le coordinate cartesiane di P sono:
x = rcos θ
y = rsen θ
Da cartesiane a polari
√ 2 2+r= x y
θ'=atan rappresenta un angolo ausiliario
θ rappresenta il vero angolo
Coordinate polari relative
Considerando due punti A e B possiamo definire le coordinate polari relative di uno rispetto all'altro. L'angolo α è detto angolo di direzione di B rispetto ad A.
αAB = αBA + 200
Distanza topografica
La distanza topografica d è la distanza che separa A’ e B’, cioè le proiezioni dei punti A e B sul piano di riferimento. Dal disegno:
d = d’ senϕAB
Livellazione trigonometrica
È una tecnica di livellazione a visuale inclinata, basata sulla misura degli angoli zenitali. Lo strumento utilizzato è il teodolite.
zA e zB = altezze dei punti rispetto alla superficie di riferimento
hA(s) = altezza dello strumento posto in A
hB(p) = altezza del prisma posto in B
zA’’’ = zB
zA’’’ = zA + hA(s) + Δz in cui Δz = dABcosϕ
AzB’’ = zB + hB(p)
Possiamo scrivere la formula della livellazione trigonometrica: zA + hA(s) + dABcosϕ = zB + hB(p)
Da cui si ottiene: ΔzAB = zB – zA = hA(s)-hB(p) + dABcosϕ = hA(s) -hB(p) + dABcotgϕAB
Teodolite
È uno strumento ottico che viene utilizzato per misurare gli angoli azimutali e zenitali nei rilievi geodetici e topografici. Attualmente viene utilizzata la stazione totale, che è un teodolite accoppiato a un distanziometro. Essa infatti conserva invariata la struttura di base dei teodoliti ottici (basamento, alidada, cannocchiale, livella sferica e assi) con l’aggiunta di altri strumenti quali cerchi, livella elettronica, piombino laser e distanziometro.
Le distanze possono essere misurate in due modi:
- Reflector: il punto rispetto cui si misura la distanza deve essere dotato di un prisma riflettente.
- Reflectorless: si possono misurare punti qualsiasi, senza l’utilizzo del prisma.
Poligonale
È un metodo topografico rapido e iterativo utilizzato per determinare le coordinate tridimensionali di punti stazionabili e visibili a coppie disposti lungo una spezzata.
Il verso di percorrenza della poligonale viene deciso dal rilevatore utilizzando dei nomi logici per i punti. Possiamo risolvere il punto Pi+1 in questo modo:
L’inquadramento della poligonale può essere in un sistema di riferimento locale oppure in uno generale:
- Locale: quando lo scopo è quello di determinare le coordinate dei punti senza connessione al contesto generale.
- Generale: quando lo scopo è quello di determinare informazioni su dove è situato il luogo delle misure. In questo caso è necessario disporre delle coordinate di almeno due punti.
Rilevamenti radiali
È una tecnica chiamata anche “dei punti lanciati” applicabile a rilievi di piccola estensione, poiché richiede che tutti i punti da rilevare siano visibili dal punto di stazione.
Vantaggi: è necessaria una sola stazione nel punto B e si calcola una sola volta l'angolo di direzione indietro.
Intersezione in avanti
È il classico metodo utilizzato per determinare le coordinate tridimensionali di punti non stazionabili. È necessario conoscere le coordinate di due punti A e B da cui si osserva un terzo punto C determinando le sue coordinate attraverso la lettura degli angoli orizzontali e verticali.
Trasformazione delle coordinate
Nelle situazioni in cui sono coinvolti diversi sistemi di riferimento (SR) possiamo avere due problemi:
- Problema diretto: noti i parametri della trasformazione di coordinate che lega i due SR, trasformare le coordinate (u, v) nelle (x, y) e viceversa.
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