Voci della memoria. L’uso delle fonti orali nella ricerca storica
Bruno Bonomo
Premessa
L’uso delle fonti orali nella ricerca storica è un fenomeno recente ma con pratiche molto lunghe. Solo alcuni decenni fa gli storici usavano scarsamente le testimonianze orali o venivano considerate una documentazione di seconda categoria.
Capitolo 1
1.1 Le parole e le cose
La locuzione storia orale può avere 2 significati:
- Complesso di conoscenze e credenze trasmesse oralmente da una generazione all’altra (questo perché prima della scrittura la storia era tutta orale)
- Ricostruzione storiografica basata su fonti orali (cioè racconti e memorie personali raccolti attraverso interviste). Consiste in un approccio allo studio del passato e della memoria e in una metodologia di ricerca applicabile a svariati campi.
Se presa alla lettera rischia di risultare equivoca e discutibile, vi sono numerose ambiguità, ma nonostante tutto l’espressione storia orale continua ad essere impiegata in quanto formula nell’uso comune come marchio di un certo modo di fare storia che attribuisce alle fonti orali un ruolo centrale e un valore qualificante.
La storia orale nel corso del tempo ha visto svilupparsi e confrontarsi diverse tradizioni nazionali, espressione di diverse sensibilità storiografiche e diversi approcci allo studio del passato e della memoria.
Le fonti orali nelle principali lingue europee
Inglese ⇒ Viene usata la generica espressione ORAL HISTORY, la quale indica sia l’atto di registrare che la documentazione prodotta.
Francese ⇒ L’espressione HISTORIE ORALE non appare adeguata, è più opportuno parlare di SOURCES ORALES e ARCHIVES ORALES.
Spagnolo ⇒ L’espressione HISTORIA ORALE è utilizzata correttamente ma si preferisce HISTORIA Y FUENTES ORALES.
Tedesco ⇒ Nonostante qualcuno abbia parlato di MÜNDLICHE GESCHICHTE manca una locuzione specifica che induce gli studiosi ad utilizzare il termine inglese ORAL HISTORY.
Italiano ⇒ Anche in Italia l’espressione storia orale è stata contestata ma mantiene un forte valore di identificazione per molti ricercatori (AISO: Associazione Italiana di Storia Orale).
1.2 Il mestiere di storico e le fonti
Storia ⇒ È un’indagine conoscitiva e una ricostruzione narrativa delle vicende del passato. Ha come oggetto di interesse gli uomini e le donne vissuti prima di noi.
Per una ricostruzione più accurata possibile gli storici si affidano alle fonti. Quello delle fonti è il metodo d’indagine attraverso il quale è possibile guardare indietro, dove la propria memoria personale non arriva.
Fonte ⇒ È qualunque testimonianza su qualsiasi aspetto di un’epoca passata.
Classificazione delle fonti
- Primarie: contemporanee agli eventi
- Secondarie: prodotte successivamente
- Scritte
- Iconografiche: dipinti, disegni, stampe, fotografie.
- Materiali: monete, utensili, edifici.
- Sonore
- Audiovisive: registrazioni di trasmissioni, film, dischi.
- Digitali: documenti informatici, pagine web.
Evoluzione delle fonti
Agli albori della storiografia erano utilizzate come metodologie soltanto l’osservazione diretta e i resoconti orali dei testimoni oculari.
Durante l’Umanesimo ci si concentrava principalmente sull’analisi dei documenti scritti e dei reperti materiali. Tra il 1400 e il 1700 nascono varie discipline ausiliarie alla storiografia come la filosofia, l’epigrafia e l’archeologia.
Nel 1800 nasce la scuola critico-filologica. La storiografia ottocentesca si costituì come disciplina scientifica, privilegiando le scritture. Questo perché erano analizzate la classe dirigente della società, le vicende politiche, militari e diplomatiche.
Nel 1900 si allargò il campo di indagine della storia. In particolare tra le due guerre mondiali si iniziò a studiare le attività economiche, le dinamiche demografiche, i rapporti, la cultura, la vita della gente comune e delle mentalità collettive.
Marc Bloch e Lucien Febvre fondarono nel 1929 la rivista “Annales d’historie économique et sociale”, dando avvio ad una rivoluzione storiografica basata sull’ampliamento dell’indagine storica; tale rivista ha contribuito allo sviluppo di un movimento di rinnovamento storiografico: la nuova storia orale. Essa è caratterizzata dalla tendenza di ribaltare la visione “dall’alto” a favore di una “da basso” focalizzandosi sulle vicende e la cultura della gente comune e dei gruppi marginali.
Ne è conseguito un ampliamento delle fonti utilizzate: scritture personali, immagini, paesaggi, reperti materiali, fonti orali e recentemente anche fonti digitali.
1.3 Le fonti orali
In senso lato ⇒ I testi e i racconti trasmessi di bocca in bocca, sono ogni forma di comunicazione che sia possibile ascoltare; è possibile definirle spontanee.
In senso stretto ⇒ Le interviste registrate alle persone alle quali si chiede di parlare della propria vita o specifiche vicende del passato; sono quelle fonti fatte con l’intento di acquisire informazioni.
Caratteristiche delle fonti orali
- Sono il prodotto di un dialogo tra due o più soggetti
Differenza tra oralità e scrittura
Oralità: il linguaggio è un fenomeno primariamente orale, ha una dimensione temporale, è evanescente e si esprime attraverso una serie di canali: intonazione, mimica e gestualità.
Cadorna dice che nella comunicazione orale il tempo di idealizzazione è breve, quasi a presa diretta col pensiero, poca o nessuna pianificazione consapevole.
Scrittura: è una creazione artificiale, è fissata nel tempo e nello spazio. È un’attività solitaria ed è fondata su una comunicazione differita.
- Non sono direttamente assimilabili: non è un racconto formale, è più una conversazione, non pianificata.
- La soggettività degli individui trova espressione forte e diretta.
- Hanno un carattere narrativo: l’intervistatore può orientare la risposta, l’intervistato modulerà il proprio racconto sulla base delle priorità e aspettative di chi lo intervista.
- Sono fonti costruite dal ricercatore: la loro esistenza è frutto della ricerca, raccolta e produzione dello storico.
- Sono fonti della memoria: sono fonti di “oggi” che parlano di “ieri”, dove l’oggi condiziona il racconto.
Contini e Martini (1993) evidenziano che il racconto del testimone rappresenta una interpretazione del suo passato e di lui stesso del passato ma lui adesso è diventato un altro.
Si deve comunque distinguere una fonte orale dai resoconti personali (diari, lettere), anche se la fonte orale è modificata dalle consapevolezze nuove che danno forme diverse al racconto.
1.4 La memoria
Memoria ⇒ È la capacità di immagazzinare informazioni alle quali attingere quando necessario. (Papagno, 2008) È una facoltà della mente di cui tutti siamo dotati.
La memoria fornisce una documentazione privilegiata alla ricerca ed è uno degli oggetti principali, poiché l’attenzione dei ricercatori tende a concentrarsi sui modi in cui gli intervistati ricordano il passato e lo ricostruiscono nel contesto della narrazione autobiografica.
Tipologie di memoria
- A breve termine
- A lungo termine
- Episodica: per ricordare eventi
- Semantica: per regolare l’apprendimento di conoscenze
- Retrospettiva: quando si ricordano le vicende del passato
- Prospettica: quando ci si deve ricordare di qualcosa di futuro
- Autobiografica: capacità di rievocare le vicende della propria vita
La capacità di apprendere e ricordare è una caratteristica vitale della specie umana, necessaria per svolgere le attività più elementari della vita quotidiana. Alan Baddeley (1984) afferma che sen
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