Concetti Chiave

  • I recettori transmembrana, che attraversano la membrana una sola volta, possono essere singole catene polipeptidiche o dimeri con domini ripetuti, inclusi domini citosolici con attività chinasica.
  • Il legame del ligando al dominio extracellulare provoca un cambiamento di conformazione nel recettore, attivando il dominio citosolico che fosforila substrati, in particolare nei residui di tirosina.
  • L'autofosforilazione richiede la dimerizzazione dei recettori, che si associano e si fosforilano reciprocamente, attivando i loro domini catalitici per la fosforilazione dei residui di tirosina.
  • I domini SH2 riconoscono e legano specificamente le proteine tirosina fosforilate, facilitando il reclutamento di queste proteine dal citosol verso la membrana e verso il dominio catalitico attivo del recettore.
  • Il legame tra tirosina fosforilata e domini SH2 porta alla fosforilazione delle proteine reclutate, promuovendo la formazione di secondi messaggeri che amplificano la segnalazione cellulare.

Indice

  1. Caratteristiche dei recettori transmembrana
  2. Qual è il meccanismo di attivazione del recettore?
  3. Processo di autofosforilazione
  4. Reclutamento delle proteine nel citosol

Caratteristiche dei recettori transmembrana

Le tipologie diverse con caratteristiche ricorrenti: la maggior parte attraversa la strato fosfolipidico una sola volta (transmembrana).

Alcuni sono costituiti da dimeri ma la maggior parte sono singole catene polipeptidiche. Sono presenti dei domini, che a volte sono ripetuti (sopratutto quelli esterni). Il dominio citosolico ha attività di chirosin. chinasica ovvero ha il dominio catalitico a volte continuo altre volte spezzato da due porzioni, che è il sito attivo. Per esempio l'EGFR ovvero il fattore di crescita per l'epidermide.

Qual è il meccanismo di attivazione del recettore?

Quando il ligando si lega al dominio extracellulare, il recettore cambia di conformazione e questa si. trasmette anche al dominio citosolico che diventa attivo e fosforila il substrato. Il substrato, ovvero il primo, che viene fosforilato è lo stesso, vengono fosforilati nei residui di tirosina.

Processo di autofosforilazione

-L'autofosforilazione: è il processo che richiede sempre la dimerizzazione del recettore stesso, quando due molecole del recettore si legano al ligando, sulla membrana plasmatica due di questi recettori si associano, spostandosi lateralmente nella membrana. Alcuni tipi di ligandi hanno una struttura dimerica che può si legare a due recettori. In altri casi il recettore è già dimerizzato.(ECF,il legame del messaggero determina la dimerizzazione.Ciascuno delle due molecole di recettore dopo aver legato il ligando Dopo aver legato il ligando Attiva le proprie dominio catalitico intracellulare che può successivamente fosforilare.

Nel momento in cui il recettore è dimezzato i residui di tirosina e il recettore diventano substrati di dominio catalitico dell'altro recettore associato ad esempio va a fosforilare il residuo presente sull'altro recettore e viceversa. come risultato tutti i fosforilati procedono all'autofosforilazione ma in realtà è avvenuto con un processo di trans fosforilazione ovvero una molecola recettore fosforila quella accoppiata e viceversa punto gli residui fosforilati rappresentano un segnale di reclutamento per diverse proteine che prima erano nel citosol portato in posizione sotto membranale.

Reclutamento delle proteine nel citosol

Il reclutamento viene per alcune proteine che contengono un dominio in grado di riconoscere e legare residui tirosina fosforilata all'interno del recettore.

I domini SH2 hanno legame di proteine con SH2 con proteine tirosina fosforilata questo legame molto specifico quindi non basta avere il gruppo fosfato ma dipende anche dalla sequenza amminoacidica che circonda la tirosina fosforilata.

Il dominio SH2 ha due tasche di cui: una contiene residui carichi positivamente deputata allegare la tirosina fosforilata nell'altra tasca ci va a finire l'aminoacido che sta in posizione più 3.

Il legame tra tirosina fosforilata e SH2 ha due implicazioni:

- è che le proteine che prima erano nel citosol vengono traslocate sotto la membrana:

- vengono portate in prossimità del dominio catalitico attivo del recettore quindi le proteine dopo essere state reclutate possono venire fosforilate in tirosina dal fattore di ormone di crescita. Le proteine sono spesso enzimi e vettori che promuovono la formazione di secondi messaggeri che propagano la segnalazione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura tipica dei recettori transmembrana?
  2. La maggior parte dei recettori transmembrana attraversa il doppio strato fosfolipidico una sola volta e sono generalmente costituiti da singole catene polipeptidiche, anche se alcuni possono formare dimeri.

  3. Come avviene l'attivazione del recettore dopo il legame con il ligando?
  4. Quando il ligando si lega al dominio extracellulare, il recettore cambia conformazione, attivando il dominio citosolico che inizia a fosforilare i substrati, in particolare i residui di tirosina.

  5. Che cos'è l'autofosforilazione e come si verifica?
  6. L'autofosforilazione è un processo che richiede la dimerizzazione del recettore, dove due recettori legati al ligando si associano e si fosforilano reciprocamente, attivando i loro domini catalitici.

  7. Qual è il ruolo dei domini SH2 nel reclutamento delle proteine?
  8. I domini SH2 riconoscono e legano le tirosine fosforilate nel recettore, permettendo il reclutamento di proteine dal citosol verso il dominio catalitico attivo, dove possono essere ulteriormente fosforilate e contribuire alla segnalazione cellulare.

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